Il presidente della Camera attacca i responsabili dei disagi nei trasporti Casini: copertura della sinistra negli scioperi Sulla famiglia: «No a deriva zapateriana, tutelare i figli». E sulla polemica per il ruolo dei servizi in Unipol chiama in causa Prodi
ROMA - È durissimo il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, sugli degli scioperi dei trasporti che stanno paralizzando l'Italia: «In queste ore siamo di fronte a scioperi selvaggi, dichiarati illegittimi dallo stesso Garante per l'Autoregolamentazione: mi chiedo chi sono i sindacalisti protagonisti di questa mobilitazione selvaggia e quali coperture hanno nella sinistra per portare nel nostro Paese caos in questo particolare momento». Attacco ai sindacati dei trasporti ma anche all'opposizione, dunque. «È ora - ha aggiunto Casini - che ciascuno si assuma le proprie responsabilità». I SERVIZI - Poi Casini chiama direttamente in causa Prodi per la posizione assunta dalla Quercia in merito al ruolo che avrebbero avuto i nostri servizi segretio nell'ambito della vicenda Unipol: «Aver coinvolto i nostri servizi di sicurezza nella battaglia elettorale è un atto inaccettabile, un segnale di grave degrado politico. Prodi intervenga per fugare i dubbi sollevati sui servizi di sicurezza». «Noi - ha aggiunto Casini - abbiamo piena fiducia nei confronti di questi servitori dello Stato, che hanno vigilato in questi anni difficili, pensiamo all' 11 settembre e alla strage di Madrid, sulla nostra sicurezza».
NO A DERIVA ZAPATERIANA - E sui temi sociali, il presidente della Camera lancia un accorato monito affinché il paese eviti la «deriva zapateriana» che «non è - afferma - una conquista di civiltá». Casini ribadisce come «a sinistra su questo tema vi è una grande confusione. Noi siamo contro i Pacs: se due uomini o due donne vogliono convivere bene», ma la famiglia deve essere fondata sull'uomo e sulla donna. Viceversa, osserva Casini, «ci sarebbe una lesione dei diritti dei più deboli: significherebbe garantire i giá garantiti (i due uomini o le due donne) e non i più deboli, cioè il diritto dei figli di avere un padre e una madre».
IL RUOLO DELL'UDC - Parlando da leader Udc, Casini ha rivendicato il ruolo del partito nella Cdl: «Se oggi la sfida elettorale non è chiusa, se la nostra coalizione è ancora in grado di poter vincere, ciò si deve all' Udc». Chiudendo tra gli applausi il suo intervento alla Festa dell'Udc sulla neve a Corno alle Scale (Bologna) ha aggiunto: «Noi sappiamo di essere scomodi per i nostri alleati. Ma anche di essere più scomodi per i nostri avversari. Prodi sa che noi possiamo convincere i moderati italiani, quelli che non vogliono votare Berlusconi ma non se la sentono di premiare un centrosinistra tanto diviso nella sua accozzaglia programmatica».
21 gennaio 2006
www.corriere.it
Altra cazzata di Brunik e dei sinistri smentita. Quando la prossima?




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