Mica ho detto di tornare all'autarchia?Originariamente Scritto da nun63


Mica ho detto di tornare all'autarchia?Originariamente Scritto da nun63


Questo è assolutamente falso.Originariamente Scritto da aguas
In ogni caso non si capisce una cosa, i partiti ci sono, con le loro organizzazioni e quindi ?
Cmq nel 1996 i comitati Prodi, fondati nel 1995, altro che alzare un Gazebo, la fecero loro la campagna elettorale, cerchiamo di essere seri.


la parte della criminalita' e' tagliata perche' tu mi avevi chiesto delle carceri.Originariamente Scritto da aguas
Se vuoi ti posto pure quella della criminalita' e sulla sicurezza. Ma dopo non rompere piu' le scatole con le tue fregnacce.
Lotta al crimine organizzato
È una nostra priorità assoluta combattere la criminalità organizzata, che mina le basi della
nostra Repubblica e ostacola lo sviluppo di larghe porzioni di territorio
A tale proposito la nostra azione di Governo si propone anzitutto di :
- recidere il patto scellerato criminalità organizzata - politica - impresa, perseguendo
senza esitazioni contiguità e collusioni con il sistema mafioso;
- prevedere idonei strumenti per spezzare l’accordo corruttivo tra privati e pubblici
poteri;
- rafforzare ed incentivare la presenza dello Stato sul territorio, sia sul lato delle forze
dell’ordine che su quello degli operatori di giustizia;
- riordinare in un testo unico il complesso della legislazione antimafia;
- affiancare all’intervento repressivo un complesso adeguato di politiche sociali;
- valorizzare il sequestro e la successiva confisca irrevocabile dei patrimoni mafiosi;
- promuovere la concreta applicazione della normativa sull’uso sociale dei beni
confiscati alle mafie, istituendo un’Agenzia nazionale che garantisca la celere
destinazione e gestione dei beni;
- diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado programmi ed attività con cui
rafforzare tra i giovani la cultura della legalità costituzionale.
Principi e proposte per la giustizia minorile
In soli quattro anni, il governo Berlusconi ha ridotto drasticamente le risorse per il funzionamento e la gestione
dei servizi minorili, nonchè degli Uffici giudiziari minorili che, infatti, hanno subito un taglio superiore al
40% (dai circa 11 milioni del 2001, a poco più di 4 milioni nel 2004). Contemporaneamente, sono stati
anche diminuiti i fondi per le spese di mantenimento e di cura dei minori, sia in generale nel campo dei servizi,
sia in particolare nell’ambito delle risorse destinate agli istituti penitenziari e alle comunità esterne che, quei
minori - altrimenti ristretti in carcere -, hanno in carico (da 15,8 milioni di euro del 2001 a poco più di 12
milioni di euro nel 2004).
La Giustizia minorile è uscita distrutta dalle politiche perseguite dal governo Berlusconi e dal Ministro della
Giustizia Castelli; la situazione sarebbe ancora più grave qualora fosse stata approvata la riforma
governativa della Giustizia minorile, bloccata alla Camera dei Deputati a seguito dell’approvazione di una
pregiudiziale di costituzionalità presentata dai gruppi parlamentari dell’Unione.
Non si può tuttavia negare che siano ormai maturi i tempi per una riforma dei Tribunali per i minorenni;
una riforma che, però, non dovrà determinare la soppressione di organi giudicanti specializzati, caratterizzati
da una particolare professionalità e sensibilità rispetto alle problematiche familiari e a quelle dei minori.
E’ necessario, altresì, risolvere vari problemi di coordinamento, onde impedire che su questioni tra loro
collegate, e particolarmente delicate, possano esservi in futuro, come talvolta accade attualmente, e spesso è
accaduto in passato, decisioni tra loro contrastanti, con conseguente aumento della conflittualità.
Le nostre soluzioni puntano ad unificare le attuali diverse giurisdizioni che si occupano di
famiglia, di figli e di minori in una struttura specializzata, nella quale abbiano un ruolo
significativo i giudici onorari, con competenze in relazione all’affidamento dei minori, alla
separazione fra i coniugi e scioglimento dei matrimoni, alle adozioni e, più in generale, alla
tutela dei minori.
Il conseguente aumento di organico dei giudici che si occupano delle problematiche relative
ai minori può essere realizzato mediante una razionalizzazione degli organici dei magistrati
che già oggi operano nei Tribunali per i minorenni (o nelle sezioni dei tribunali ordinari che
si occupano di minori e/o di diritto di famiglia) e consentirà una valorizzazione della cultura
giudiziaria minorile e l’avvicinamento della stessa ai valori della gente comune.
Riteniamo necessario, altresì, intervenire sui servizi sociali incaricati di relazionare riguardo le
situazioni familiari alla magistratura competente con provvedimenti tesi, non solo ad un
aumento dell’organico, ma anche ad una sempre maggiore specializzazione professionale, con
l’obiettivo che le relazioni siano inviate alla magistratura in tempi ragionevoli e siano, nel
contempo, il più approfondite possibile. A tal fine appare necessario istituire un modello
operativo di formazione permanente e integrata nel sistema della giustizia minorile presso
ogni sezione di Corte di Appello, in modo da garantire, attraverso l’interlocuzione degli
operatori del sistema, risposte più adeguate alle esigenze di giustizia.
Nella materia penale saranno necessari interventi contenitivi della devianza minorile anche
finalizzati ad evitare strumentalizzazioni dei minori da parte delle organizzazioni criminali che
– soprattutto in alcune regioni del Paese – utilizzano i più giovani per l’esecuzione di reati
anche molto gravi, potendoli rassicurare preventivamente sulla mancanza di un serio rischio
giuridico.
Il nuovo processo penale per i minorenni ha determinato un punto di svolta fondamentale:
ha fatto propria la residualità del carcere per i minorenni (misura limitata a casi eccezionali);
Una strategia per la sicurezza
La situazione della sicurezza in Italia è paradossale: con un numero di addetti ed un livello di spesa simili a
quelli di altri paesi europei, si ottengono risultati insoddisfacenti per i cittadini come per gli operatori del
settore.
Il problema principale è di strategia politica, di capacità organizzativa e di efficacia e qualità della spesa.
Sul piano della strategia politica servono strumenti adatti per analizzare le vecchie e le nuove minacce alla
sicurezza, individuando i più efficaci mezzi di prevenzione e contrasto. E’ importante indicare le priorità e i
punti critici sui quali intervenire con un’azione non solo emergenziale, ma che assicuri uno sviluppo
coordinato e coerente delle misure e degli interventi.
Sul piano della capacità organizzativa e dell’efficacia della spesa, occorre correggere ad una situazione nella
quale le risorse umane e finanziarie vengono utilizzate in modo irrazionale e poco efficace, con duplicazioni e
sovrapposizioni.
Il cattivo uso delle risorse porta a situazioni inaccettabili sia per i cittadini, sia per gli operatori della
sicurezza: manca il personale dove ve ne sarebbe più bisogno, i materiali più essenziali sono insufficienti, gli
strumenti tecnologici sono inadeguati. In questo modo si ostacola l’efficace attuazione delle politiche della
sicurezza.
La crescente domanda di sicurezza da parte della collettività, a fronte di vecchi e nuovi rischi e pericoli,
richiede la messa in opera di un programma di riorganizzazione, coordinamento e modernizzazione che
rafforzi il rispetto della legalità, il contrasto della criminalità. la prevenzione delle minacce terroristiche.
La politica del centrodestra al riguardo si è mostrata del tutto indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate
misure che contrastano con il rispetto della legalità, l’inerzia rispetto alla criminalità economica, un
abbassamento della guardia nel contrasto alla criminalità organizzata, l’utilizzo delle forze di polizia per
operazioni repressive del tutto ingiustificate, come nel caso dei fatti di Genova.
Basiamo il nostro programma in materia di sicurezza su alcuni punti principali:
- dovremo ricostruire una capacità strategica di analisi delle minacce e dei rischi reali
alla sicurezza, non solo nell’ottica dell’ordine pubblico, ma con la costruzione di un
quadro d’insieme, nel quale trovi posto anche l’individuazione dei mercati
dell’illecito, l’analisi delle attività economiche più sensibili, l’esame delle professioni a
rischio, le nuove forme di criminalità e la loro nuova dimensione, spesso
sovranazionale;
- svilupperemo misure di controllo del territorio che consentano di ricostruire i flussi e
i percorsi delle attività criminali e ricreino condizioni di vivibilità e sana
imprenditorialità: per raggiungere questo obiettivo servirà la collaborazione delle
istituzioni rappresentative del territorio e della società civile;
- dovremo attuare una distinzione fra legalità e ordine pubblico: le misure che
garantiscono il rispetto della legalità dovranno avere una dimensione sociale e
collettiva che richiederà un grado ampio di cooperazione interistituzionale;
- daremo massima priorità al contrasto alla criminalità. Le organizzazioni criminali (la
mafia, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita, la camorra e le nuove mafie di
importazione) soffocano la vita civile, impediscono lo sviluppo, limitano e
ostacolano l’esercizio dei diritti e delle libertà, tendono a condizionare lo stesso
funzionamento della democrazia, infiltrandosi nelle istituzioni e nelle
amministrazioni, imponendo un modello di relazioni sociali feroce e primitivo e
violando le regole che la società si è data. La priorità sarà massima in quei territori
dove la criminalità ha “occupato” la società e l’economia e ostacola in misura
decisiva lo sviluppo, la convivenza civile, la crescita e l’innovazione. Qui lo Stato sarà
particolarmente presente e forte, in stretta cooperazione con le istituzioni locali e la
società civile, per garantire il rispetto delle regole e combattere la sopraffazione, la
violenza e il condizionamento sui cittadini e sulle imprese;
- daremo maggiore attenzione sia ai reati connessi all’attività amministrativa, come la
corruzione, sia alla criminalità economica, che falsa le condizioni di concorrenza e di
mercato;
- stabiliremo uno stretto legame con le politiche di governo del territorio e
dell’ambiente, dell’immigrazione e dell’accoglienza, della giustizia, dell’occupazione e
del contrasto al lavoro irregolare, dei servizi sociali.
L’allarme sociale deriva da una crescente insicurezza degli individui e delle comunità a fronte
di nuovi rischi e pericoli, ma anche a fronte di una vita quotidiana all’interno della quale si
moltiplicano i conflitti e sembrano non più efficaci le tradizionali istanze di composizione e
di mediazione.
Risponderemo a questa insicurezza con un’azione articolata su più piani: non basta, infatti, la
pur necessaria riorganizzazione delle attività e delle forze di polizia, ma serve un
collegamento integrato con le altre politiche:
- integrando le politiche di prevenzione – che spettano alle istituzioni democratiche e
alla società civile - con le politiche di ordine pubblico e di repressione;
- individuando gli obiettivi in ragione del loro diretto impatto su specifici segmenti
della criminalità e su determinati territori;
- orientando gli investimenti verso alcune priorità istituzionali ed economico sociali;
- assicurando strumenti efficaci di raccolta, elaborazione e diffusione delle
informazioni;
- introducendo sistemi di valutazione e verifica delle politiche e dei risultati ottenuti.
Valorizzare gli operatori della sicurezza
Tra i molti delusi dal governo Berlusconi si trovano anche gli operatori del settore sicurezza, centinaia di
migliaia di dipendenti civili e militari che versano in condizioni certamente peggiori rispetto a quelle in cui si
trovavano a lavorare solo all’inizio del governo di centrodestra. A poco è valsa la promessa elettorale di città
più sicure. L’unica sicurezza è una finanziaria che chiude la stagione del berlusconismo con l’ennesimo taglio
alle spese correnti, costringendo le forze dell’ordine a confrontarsi con imbarazzanti condizioni operative.
Sono anche più significative le proteste sollevate dalle forze armate e dalle forze dell'ordine, anche quelle
impegnate nelle missioni italiane all’estero, per le condizioni di inadeguatezza nelle quali versano i
contingenti.
La crisi di questa categoria di lavoratori pubblici si riflette sul servizio offerto ai cittadini. In tutto ciò il
governo è latitante, come riassumono le vergognose parole pronunciate nell’ottobre 2005 da Berlusconi a
seguito dell’omicidio Fortugno: “Cosa poteva fare di più il governo!”.
Bisognerà invece muovere da tre presupposti principali:
- migliorare le condizioni di lavoro delle forze dell’ordine e delle forze armate;
- realizzare uno straordinario forzo di coordinamento per consentire a questi vasti apparati di elevare
lo standard delle proprie prestazioni;
- c’è una grande quantità di risorse, umane e finanziarie, che possono meglio essere impiegate.
Tutto questo può esse fatto, ma occorrono una visione chiara ed una proposta seria, che tengano conto dei
limiti di carattere finanziario in cui versa il paese, restituendo però a questi lavoratori la piena percezione
dell’importanza che ricoprono e dell’impegno che il governo investirà nel potenziare il settore in cui operano.
Partiamo dall’esigenza di coordinare e semplificare un sistema troppo complesso. Il
coordinamento deve agire almeno su piani differenti:
- quello delle funzioni operative;
- quello dell’ordinamento del personale.
Con le iniziative concernenti le funzioni operative miglioreremo il coordinamento:
- a livello di sistema, garantendo la reale integrazione delle banche dati in possesso
delle forze dell’ordine;
- a livello territoriale, assicurando finalmente la totale funzionalità delle centrali
operative unificate anche in forza del completamento dell’interconnessione radio tra i
corpi;
- sul piano degli impieghi, con un programma di valutazione degli utilizzi incoerenti e
irragionevoli di personale.
Le iniziative di coordinamento e la semplificazione dell’ordinamento del personale si
concretizzeranno nei seguenti interventi:
- modifiche al modello contrattuale, individuando un comparto unico, ma diviso in
due aree, una per le forze armate ed una per le forze dell’ordine, razionalizzando le
procedure attraverso una attribuzione unitaria delle stesse alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
- ripensamento del sistema della rappresentanza militare, attribuendo soggettività
giuridica ai Cocer che attualmente sono uno strumento di partecipazione interno alle
amministrazioni militari, ma non hanno potestà di contrattazione. Devono invece
poter prendere parte alla contrattazione , pur riconoscendone la specialità;
- contrattualizzazione della dirigenza, alla stregua di quanto avviene nelle
amministrazioni ministeriali;
- miglioramento dei meccanismi di mobilità territoriale;
- riapertura del canale di ingresso attraverso il concorso pubblico, e intervento sui
meccanismi di scivolo dalle forze armate a quelle dell’ordine, perché la formazione
sia democratica ed aperta agli esterni. Dovremo inoltre bilanciare l’esigenza di
salvaguardare dei canali di uscita dalla carriera militare operativa con l’esigenza di una
formazione ri-orientata al lavoro nelle forze dell’ordine;
- definizione di regole per migliorare il riconoscimento e l’identificazione delle forze
dell’ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico, per una maggiore efficacia e
trasparenza di queste attività, salvaguardando la piena libertà di espressione nelle
manifestazioni pubbliche;
- completamento della riforma della polizia penitenziaria, avviata nel 1990 ma non
ancora conclusa.
Gli interventi rivestono carattere di priorità e dovranno avere inizio immediato per potersi
realizzare nel medio termine. Ciò non richiederà nella maggior parte dei casi non un
intervento legislativo, ma un esercizio di volontà amministrativa.
Una intelligence moderna
La riforma del sistema di intelligence non è più rinviabile. Le drammatiche trasformazioni del quadro
geopolitico internazionale impongono la definizione di un nuovo assetto che superi quello ormai datato che
risale al 1977.
Per affrontare in maniera consapevole e preparata le nuove minacce che ormai incombono anche sui paesi
europei bisogna risolvere un problema di qualità e di efficacia dell’attività di intelligence.
Il centrodestra non ha saputo sciogliere questo nodo, producendo solo propaganda ed una proposta di riforma
cui non è seguito nulla a causa delle divisioni interne alla maggioranza. In tale maniera è rimasto inevaso uno
dei temi più rilevanti per la democrazia italiana dei prossimi anni: quello del delicato rapporto tra libertà e
sicurezza.
Sono sei gli indirizzi della nostra proposta in materia di intelligence:
- la semplificazione della responsabilità politica delle agenzie;
- il rafforzamento del potere di controllo parlamentare;
- una chiara definizione delle “garanzie funzionali” per gli operatori;
- una diversa distinzione dei compiti delle agenzie;
- una selezione del personale più moderna;
- la revisione del segreto di stato.
Con questa proposta puntiamo a:
- semplificare il sistema della responsabilità politica superando la logica della doppia
dipendenza (politica dal Presidente del Consiglio dei Ministri per entrambe le
agenzie, funzionale dal Ministro dell’interno per il SISDE e dal Ministro della difesa
per il SISMI) per un modello che si fondi su un’unica e diretta dipendenza dal
Presidente del Consiglio, che terrà i rapporti con gli organismi di controllo
parlamentare e la direzione di un nuovo e ristretto comitato interministeriale
composto, oltre al Presidente stesso, dai ministri degli esteri, dell’interno, della difesa
e dell’economia.
- rafforzare l’attività parlamentare di controllo, sia con una migliore modulazione dei
relativi poteri, sia con la garanzia di presenze particolarmente qualificate in modo da
aumentare l’efficacia della commissione di controllo. Più in generale occorre limitare
le possibilità per il governo di rifiutare di fornire informazioni per ragioni di
segretezza, assicurando al contempo la riservatezza necessaria per l'adempimento dei
compiti istituzionali dei servizi;
- definire in maniera compiuta le garanzie funzionali, cioè quali fattispecie di
comportamenti possano essere ammesse ai fini investigativi e, corrispettivamente,
quali beni non possono essere in nessun caso lesi o messi in pericolo, escludendo
espressamente i beni di rango costituzionale e quelli di valore più elevato;
- fatto salvo il potere di direzione del Presidente del Consiglio dei Ministri, riformare le
attuali competenze delle agenzie individuando i criteri territoriali e per materie che
garantiscano un utilizzo più efficiente e razionale delle risorse;


Originariamente Scritto da aguas
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I complimenti li devi fare a Prodi, visto che questo si sta dimostrando di essere.Originariamente Scritto da brunik
Sul vuoto assoluto non c'è poi molto da discutere. Non si può discutere del niente.


Infatti non sai discutere di niente, salti di palo in frasca.Originariamente Scritto da aguas
Vorrei ricordarti che il balbuziente ha vinto le elezioni del 1995, 1996, 2004, 2005 le primarie col 75% e vincerà le elezioni del 2006.
L'unico intelligente evidentemente sei tu


Se si fossero candidati Fassino e Rutelli alle primarie, Prodi avrebbe vinto lo stesso?Originariamente Scritto da brunik


Originariamente Scritto da Lionking
lo sai vero che il petrolio e quasi tutte le altre merci si pagano in dollari e ora anche in euro..se continui a svalutare per restare a galla come puoi permetterti poi di importare certe cose...e per restare competitivo su quei prodotti che ora ci fanno concorrenza dal sudest-asiatico come pensi di fare? non li importi tu ma gli altri credi che per farci un favore comprino da noi??
dai su a questo punto ha ragione zadig..torna inclasse è suonata la campanella...come si fa a ragionare con le basi che hai?
passerà la nottata.....


guardate che non avete capito, prodi ultimamente sta rispondendo con delle battute anche simpatiche alle provocazioni del banana e ora berlusconi sente la leadership di battutista in pericolo e vuole un dibattito proprio su questo, leggete bene la dichiarazione.Originariamente Scritto da Capitancoraggio


che siano vuote le parole di Prodi o la tua testa lo giudica chi legge.Originariamente Scritto da aguas
Hai chiesto delle carceri e ti e' stato risposto. Hai chiesto dei PACS e ti e' stato risposto. Volevi dettagli giuridici e ti si e' detto dove cercarli.
Te ne sei venuto dicendo che non vedevi la lotta al crimine (in realta' io avevo solo tagliato per non mettere in difficolta' le tue capacita' di lettura) e sei stato accontentato. Ora continua pure a dire che le cose che ho postato sono vuote... tanto oramai sei carta conosciuta