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Discussione: Prodi

  1. #91
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    Citazione Originariamente Scritto da nun63
    stai scherzando vero?? lo spero per te
    ma tutta l'energia e tutte le merci che importiamo, vuoi tornare all'autarchia? guarda che fonti energetiche e minerali noi non li abbiamo..se non lo sai!! con che cosa le pagavamo se andavamo avanti a svalutazioni...lascia perde stai sprofondando sempre più.....almeno sii onesto da dire che non ci capisci una mazzafionda ci fai più bella figura e visto che dovresti essere giovane di tempo per imparare ne hai..ma sevre anche la voglia di volerlo fare e senza quella...
    Mica ho detto di tornare all'autarchia?

  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Se non ci fosse stata l'organizzazione dei partiti Prodi non sarebbe stato capace di alzare neanche un gazebo.

    E' questo quello che tu stesso sai e non vuoi dire.
    Questo è assolutamente falso.

    In ogni caso non si capisce una cosa, i partiti ci sono, con le loro organizzazioni e quindi ?
    Cmq nel 1996 i comitati Prodi, fondati nel 1995, altro che alzare un Gazebo, la fecero loro la campagna elettorale, cerchiamo di essere seri.

  3. #93
    illuminista eretico
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Ma tu hai letto cosa ha scritto Prodi sulla criminalità? Ha scrittto che bisogna spezzare l'intreccio tra criminalità, politica e imprenditoria.

    Ma ti rendi conto che solo solo vuote parole dietro le quali non c'è una proposta politica? Come lo vuole spezzare questo intreccio? Ed è tutto questo il problema criminalità?
    la parte della criminalita' e' tagliata perche' tu mi avevi chiesto delle carceri.
    Se vuoi ti posto pure quella della criminalita' e sulla sicurezza. Ma dopo non rompere piu' le scatole con le tue fregnacce.

    Lotta al crimine organizzato
    È una nostra priorità assoluta combattere la criminalità organizzata, che mina le basi della
    nostra Repubblica e ostacola lo sviluppo di larghe porzioni di territorio
    A tale proposito la nostra azione di Governo si propone anzitutto di :
    - recidere il patto scellerato criminalità organizzata - politica - impresa, perseguendo
    senza esitazioni contiguità e collusioni con il sistema mafioso;
    - prevedere idonei strumenti per spezzare l’accordo corruttivo tra privati e pubblici
    poteri;
    - rafforzare ed incentivare la presenza dello Stato sul territorio, sia sul lato delle forze
    dell’ordine che su quello degli operatori di giustizia;
    - riordinare in un testo unico il complesso della legislazione antimafia;
    - affiancare all’intervento repressivo un complesso adeguato di politiche sociali;
    - valorizzare il sequestro e la successiva confisca irrevocabile dei patrimoni mafiosi;
    - promuovere la concreta applicazione della normativa sull’uso sociale dei beni
    confiscati alle mafie, istituendo un’Agenzia nazionale che garantisca la celere
    destinazione e gestione dei beni;
    - diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado programmi ed attività con cui
    rafforzare tra i giovani la cultura della legalità costituzionale.
    Principi e proposte per la giustizia minorile
    In soli quattro anni, il governo Berlusconi ha ridotto drasticamente le risorse per il funzionamento e la gestione
    dei servizi minorili, nonchè degli Uffici giudiziari minorili che, infatti, hanno subito un taglio superiore al
    40% (dai circa 11 milioni del 2001, a poco più di 4 milioni nel 2004). Contemporaneamente, sono stati
    anche diminuiti i fondi per le spese di mantenimento e di cura dei minori, sia in generale nel campo dei servizi,
    sia in particolare nell’ambito delle risorse destinate agli istituti penitenziari e alle comunità esterne che, quei
    minori - altrimenti ristretti in carcere -, hanno in carico (da 15,8 milioni di euro del 2001 a poco più di 12
    milioni di euro nel 2004).
    La Giustizia minorile è uscita distrutta dalle politiche perseguite dal governo Berlusconi e dal Ministro della
    Giustizia Castelli; la situazione sarebbe ancora più grave qualora fosse stata approvata la riforma
    governativa della Giustizia minorile, bloccata alla Camera dei Deputati a seguito dell’approvazione di una
    pregiudiziale di costituzionalità presentata dai gruppi parlamentari dell’Unione.
    Non si può tuttavia negare che siano ormai maturi i tempi per una riforma dei Tribunali per i minorenni;
    una riforma che, però, non dovrà determinare la soppressione di organi giudicanti specializzati, caratterizzati
    da una particolare professionalità e sensibilità rispetto alle problematiche familiari e a quelle dei minori.
    E’ necessario, altresì, risolvere vari problemi di coordinamento, onde impedire che su questioni tra loro
    collegate, e particolarmente delicate, possano esservi in futuro, come talvolta accade attualmente, e spesso è
    accaduto in passato, decisioni tra loro contrastanti, con conseguente aumento della conflittualità.
    Le nostre soluzioni puntano ad unificare le attuali diverse giurisdizioni che si occupano di
    famiglia, di figli e di minori in una struttura specializzata, nella quale abbiano un ruolo
    significativo i giudici onorari, con competenze in relazione all’affidamento dei minori, alla
    separazione fra i coniugi e scioglimento dei matrimoni, alle adozioni e, più in generale, alla
    tutela dei minori.
    Il conseguente aumento di organico dei giudici che si occupano delle problematiche relative
    ai minori può essere realizzato mediante una razionalizzazione degli organici dei magistrati
    che già oggi operano nei Tribunali per i minorenni (o nelle sezioni dei tribunali ordinari che
    si occupano di minori e/o di diritto di famiglia) e consentirà una valorizzazione della cultura
    giudiziaria minorile e l’avvicinamento della stessa ai valori della gente comune.
    Riteniamo necessario, altresì, intervenire sui servizi sociali incaricati di relazionare riguardo le
    situazioni familiari alla magistratura competente con provvedimenti tesi, non solo ad un
    aumento dell’organico, ma anche ad una sempre maggiore specializzazione professionale, con
    l’obiettivo che le relazioni siano inviate alla magistratura in tempi ragionevoli e siano, nel
    contempo, il più approfondite possibile. A tal fine appare necessario istituire un modello
    operativo di formazione permanente e integrata nel sistema della giustizia minorile presso
    ogni sezione di Corte di Appello, in modo da garantire, attraverso l’interlocuzione degli
    operatori del sistema, risposte più adeguate alle esigenze di giustizia.
    Nella materia penale saranno necessari interventi contenitivi della devianza minorile anche
    finalizzati ad evitare strumentalizzazioni dei minori da parte delle organizzazioni criminali che
    – soprattutto in alcune regioni del Paese – utilizzano i più giovani per l’esecuzione di reati
    anche molto gravi, potendoli rassicurare preventivamente sulla mancanza di un serio rischio
    giuridico.
    Il nuovo processo penale per i minorenni ha determinato un punto di svolta fondamentale:
    ha fatto propria la residualità del carcere per i minorenni (misura limitata a casi eccezionali);


    Una strategia per la sicurezza
    La situazione della sicurezza in Italia è paradossale: con un numero di addetti ed un livello di spesa simili a
    quelli di altri paesi europei, si ottengono risultati insoddisfacenti per i cittadini come per gli operatori del
    settore.
    Il problema principale è di strategia politica, di capacità organizzativa e di efficacia e qualità della spesa.
    Sul piano della strategia politica servono strumenti adatti per analizzare le vecchie e le nuove minacce alla
    sicurezza, individuando i più efficaci mezzi di prevenzione e contrasto. E’ importante indicare le priorità e i
    punti critici sui quali intervenire con un’azione non solo emergenziale, ma che assicuri uno sviluppo
    coordinato e coerente delle misure e degli interventi.
    Sul piano della capacità organizzativa e dell’efficacia della spesa, occorre correggere ad una situazione nella
    quale le risorse umane e finanziarie vengono utilizzate in modo irrazionale e poco efficace, con duplicazioni e
    sovrapposizioni.
    Il cattivo uso delle risorse porta a situazioni inaccettabili sia per i cittadini, sia per gli operatori della
    sicurezza: manca il personale dove ve ne sarebbe più bisogno, i materiali più essenziali sono insufficienti, gli
    strumenti tecnologici sono inadeguati. In questo modo si ostacola l’efficace attuazione delle politiche della
    sicurezza.
    La crescente domanda di sicurezza da parte della collettività, a fronte di vecchi e nuovi rischi e pericoli,
    richiede la messa in opera di un programma di riorganizzazione, coordinamento e modernizzazione che
    rafforzi il rispetto della legalità, il contrasto della criminalità. la prevenzione delle minacce terroristiche.
    La politica del centrodestra al riguardo si è mostrata del tutto indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate
    misure che contrastano con il rispetto della legalità, l’inerzia rispetto alla criminalità economica, un
    abbassamento della guardia nel contrasto alla criminalità organizzata, l’utilizzo delle forze di polizia per
    operazioni repressive del tutto ingiustificate, come nel caso dei fatti di Genova.
    Basiamo il nostro programma in materia di sicurezza su alcuni punti principali:
    - dovremo ricostruire una capacità strategica di analisi delle minacce e dei rischi reali
    alla sicurezza, non solo nell’ottica dell’ordine pubblico, ma con la costruzione di un
    quadro d’insieme, nel quale trovi posto anche l’individuazione dei mercati
    dell’illecito, l’analisi delle attività economiche più sensibili, l’esame delle professioni a
    rischio, le nuove forme di criminalità e la loro nuova dimensione, spesso
    sovranazionale;
    - svilupperemo misure di controllo del territorio che consentano di ricostruire i flussi e
    i percorsi delle attività criminali e ricreino condizioni di vivibilità e sana
    imprenditorialità: per raggiungere questo obiettivo servirà la collaborazione delle
    istituzioni rappresentative del territorio e della società civile;
    - dovremo attuare una distinzione fra legalità e ordine pubblico: le misure che
    garantiscono il rispetto della legalità dovranno avere una dimensione sociale e
    collettiva che richiederà un grado ampio di cooperazione interistituzionale;
    - daremo massima priorità al contrasto alla criminalità. Le organizzazioni criminali (la
    mafia, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita, la camorra e le nuove mafie di
    importazione) soffocano la vita civile, impediscono lo sviluppo, limitano e
    ostacolano l’esercizio dei diritti e delle libertà, tendono a condizionare lo stesso
    funzionamento della democrazia, infiltrandosi nelle istituzioni e nelle
    amministrazioni, imponendo un modello di relazioni sociali feroce e primitivo e
    violando le regole che la società si è data. La priorità sarà massima in quei territori
    dove la criminalità ha “occupato” la società e l’economia e ostacola in misura
    decisiva lo sviluppo, la convivenza civile, la crescita e l’innovazione. Qui lo Stato sarà
    particolarmente presente e forte, in stretta cooperazione con le istituzioni locali e la
    società civile, per garantire il rispetto delle regole e combattere la sopraffazione, la
    violenza e il condizionamento sui cittadini e sulle imprese;
    - daremo maggiore attenzione sia ai reati connessi all’attività amministrativa, come la
    corruzione, sia alla criminalità economica, che falsa le condizioni di concorrenza e di
    mercato;
    - stabiliremo uno stretto legame con le politiche di governo del territorio e
    dell’ambiente, dell’immigrazione e dell’accoglienza, della giustizia, dell’occupazione e
    del contrasto al lavoro irregolare, dei servizi sociali.
    L’allarme sociale deriva da una crescente insicurezza degli individui e delle comunità a fronte
    di nuovi rischi e pericoli, ma anche a fronte di una vita quotidiana all’interno della quale si
    moltiplicano i conflitti e sembrano non più efficaci le tradizionali istanze di composizione e
    di mediazione.
    Risponderemo a questa insicurezza con un’azione articolata su più piani: non basta, infatti, la
    pur necessaria riorganizzazione delle attività e delle forze di polizia, ma serve un
    collegamento integrato con le altre politiche:
    - integrando le politiche di prevenzione – che spettano alle istituzioni democratiche e
    alla società civile - con le politiche di ordine pubblico e di repressione;
    - individuando gli obiettivi in ragione del loro diretto impatto su specifici segmenti
    della criminalità e su determinati territori;
    - orientando gli investimenti verso alcune priorità istituzionali ed economico sociali;
    - assicurando strumenti efficaci di raccolta, elaborazione e diffusione delle
    informazioni;
    - introducendo sistemi di valutazione e verifica delle politiche e dei risultati ottenuti.
    Valorizzare gli operatori della sicurezza
    Tra i molti delusi dal governo Berlusconi si trovano anche gli operatori del settore sicurezza, centinaia di
    migliaia di dipendenti civili e militari che versano in condizioni certamente peggiori rispetto a quelle in cui si
    trovavano a lavorare solo all’inizio del governo di centrodestra. A poco è valsa la promessa elettorale di città
    più sicure. L’unica sicurezza è una finanziaria che chiude la stagione del berlusconismo con l’ennesimo taglio
    alle spese correnti, costringendo le forze dell’ordine a confrontarsi con imbarazzanti condizioni operative.
    Sono anche più significative le proteste sollevate dalle forze armate e dalle forze dell'ordine, anche quelle
    impegnate nelle missioni italiane all’estero, per le condizioni di inadeguatezza nelle quali versano i
    contingenti.
    La crisi di questa categoria di lavoratori pubblici si riflette sul servizio offerto ai cittadini. In tutto ciò il
    governo è latitante, come riassumono le vergognose parole pronunciate nell’ottobre 2005 da Berlusconi a
    seguito dell’omicidio Fortugno: “Cosa poteva fare di più il governo!”.
    Bisognerà invece muovere da tre presupposti principali:
    - migliorare le condizioni di lavoro delle forze dell’ordine e delle forze armate;
    - realizzare uno straordinario forzo di coordinamento per consentire a questi vasti apparati di elevare
    lo standard delle proprie prestazioni;
    - c’è una grande quantità di risorse, umane e finanziarie, che possono meglio essere impiegate.
    Tutto questo può esse fatto, ma occorrono una visione chiara ed una proposta seria, che tengano conto dei
    limiti di carattere finanziario in cui versa il paese, restituendo però a questi lavoratori la piena percezione
    dell’importanza che ricoprono e dell’impegno che il governo investirà nel potenziare il settore in cui operano.
    Partiamo dall’esigenza di coordinare e semplificare un sistema troppo complesso. Il
    coordinamento deve agire almeno su piani differenti:
    - quello delle funzioni operative;
    - quello dell’ordinamento del personale.
    Con le iniziative concernenti le funzioni operative miglioreremo il coordinamento:
    - a livello di sistema, garantendo la reale integrazione delle banche dati in possesso
    delle forze dell’ordine;
    - a livello territoriale, assicurando finalmente la totale funzionalità delle centrali
    operative unificate anche in forza del completamento dell’interconnessione radio tra i
    corpi;
    - sul piano degli impieghi, con un programma di valutazione degli utilizzi incoerenti e
    irragionevoli di personale.
    Le iniziative di coordinamento e la semplificazione dell’ordinamento del personale si
    concretizzeranno nei seguenti interventi:
    - modifiche al modello contrattuale, individuando un comparto unico, ma diviso in
    due aree, una per le forze armate ed una per le forze dell’ordine, razionalizzando le
    procedure attraverso una attribuzione unitaria delle stesse alla Presidenza del
    Consiglio dei Ministri;
    - ripensamento del sistema della rappresentanza militare, attribuendo soggettività
    giuridica ai Cocer che attualmente sono uno strumento di partecipazione interno alle
    amministrazioni militari, ma non hanno potestà di contrattazione. Devono invece
    poter prendere parte alla contrattazione , pur riconoscendone la specialità;
    - contrattualizzazione della dirigenza, alla stregua di quanto avviene nelle
    amministrazioni ministeriali;
    - miglioramento dei meccanismi di mobilità territoriale;
    - riapertura del canale di ingresso attraverso il concorso pubblico, e intervento sui
    meccanismi di scivolo dalle forze armate a quelle dell’ordine, perché la formazione
    sia democratica ed aperta agli esterni. Dovremo inoltre bilanciare l’esigenza di
    salvaguardare dei canali di uscita dalla carriera militare operativa con l’esigenza di una
    formazione ri-orientata al lavoro nelle forze dell’ordine;
    - definizione di regole per migliorare il riconoscimento e l’identificazione delle forze
    dell’ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico, per una maggiore efficacia e
    trasparenza di queste attività, salvaguardando la piena libertà di espressione nelle
    manifestazioni pubbliche;
    - completamento della riforma della polizia penitenziaria, avviata nel 1990 ma non
    ancora conclusa.
    Gli interventi rivestono carattere di priorità e dovranno avere inizio immediato per potersi
    realizzare nel medio termine. Ciò non richiederà nella maggior parte dei casi non un
    intervento legislativo, ma un esercizio di volontà amministrativa.
    Una intelligence moderna
    La riforma del sistema di intelligence non è più rinviabile. Le drammatiche trasformazioni del quadro
    geopolitico internazionale impongono la definizione di un nuovo assetto che superi quello ormai datato che
    risale al 1977.
    Per affrontare in maniera consapevole e preparata le nuove minacce che ormai incombono anche sui paesi
    europei bisogna risolvere un problema di qualità e di efficacia dell’attività di intelligence.
    Il centrodestra non ha saputo sciogliere questo nodo, producendo solo propaganda ed una proposta di riforma
    cui non è seguito nulla a causa delle divisioni interne alla maggioranza. In tale maniera è rimasto inevaso uno
    dei temi più rilevanti per la democrazia italiana dei prossimi anni: quello del delicato rapporto tra libertà e
    sicurezza.
    Sono sei gli indirizzi della nostra proposta in materia di intelligence:
    - la semplificazione della responsabilità politica delle agenzie;
    - il rafforzamento del potere di controllo parlamentare;
    - una chiara definizione delle “garanzie funzionali” per gli operatori;
    - una diversa distinzione dei compiti delle agenzie;
    - una selezione del personale più moderna;
    - la revisione del segreto di stato.
    Con questa proposta puntiamo a:
    - semplificare il sistema della responsabilità politica superando la logica della doppia
    dipendenza (politica dal Presidente del Consiglio dei Ministri per entrambe le
    agenzie, funzionale dal Ministro dell’interno per il SISDE e dal Ministro della difesa
    per il SISMI) per un modello che si fondi su un’unica e diretta dipendenza dal
    Presidente del Consiglio, che terrà i rapporti con gli organismi di controllo
    parlamentare e la direzione di un nuovo e ristretto comitato interministeriale
    composto, oltre al Presidente stesso, dai ministri degli esteri, dell’interno, della difesa
    e dell’economia.
    - rafforzare l’attività parlamentare di controllo, sia con una migliore modulazione dei
    relativi poteri, sia con la garanzia di presenze particolarmente qualificate in modo da
    aumentare l’efficacia della commissione di controllo. Più in generale occorre limitare
    le possibilità per il governo di rifiutare di fornire informazioni per ragioni di
    segretezza, assicurando al contempo la riservatezza necessaria per l'adempimento dei
    compiti istituzionali dei servizi;
    - definire in maniera compiuta le garanzie funzionali, cioè quali fattispecie di
    comportamenti possano essere ammesse ai fini investigativi e, corrispettivamente,
    quali beni non possono essere in nessun caso lesi o messi in pericolo, escludendo
    espressamente i beni di rango costituzionale e quelli di valore più elevato;
    - fatto salvo il potere di direzione del Presidente del Consiglio dei Ministri, riformare le
    attuali competenze delle agenzie individuando i criteri territoriali e per materie che
    garantiscano un utilizzo più efficiente e razionale delle risorse;

  4. #94
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Come se fossero di proprietà di Prodi quei 4 milioni...

    Ma fammi il paicere...

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik

    L'unico tuo contributo è stato quello sul Prodi che balbetta e avrebbe il Parkinson, complimenti.
    I complimenti li devi fare a Prodi, visto che questo si sta dimostrando di essere.

    Sul vuoto assoluto non c'è poi molto da discutere. Non si può discutere del niente.

  6. #96
    Sospeso/a
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    I complimenti li devi fare a Prodi, visto che questo si sta dimostrando di essere.

    Sul vuoto assoluto non c'è poi molto da discutere. Non si può discutere del niente.
    Infatti non sai discutere di niente, salti di palo in frasca.

    Vorrei ricordarti che il balbuziente ha vinto le elezioni del 1995, 1996, 2004, 2005 le primarie col 75% e vincerà le elezioni del 2006.

    L'unico intelligente evidentemente sei tu

  7. #97
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik
    E se non ci fossero stati 4 milioni di cittadini che facevano la fila con l'euro in mano i gazebi timanevano deserti.

    Occhei, la prossima volta facciamo come dici tu, candidiamo il segretario del partito di maggioranza relativa, stavolta è andata così, rassegnati.
    Se si fossero candidati Fassino e Rutelli alle primarie, Prodi avrebbe vinto lo stesso?

  8. #98
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    Citazione Originariamente Scritto da Lionking
    Mica ho detto di tornare all'autarchia?

    lo sai vero che il petrolio e quasi tutte le altre merci si pagano in dollari e ora anche in euro..se continui a svalutare per restare a galla come puoi permetterti poi di importare certe cose...e per restare competitivo su quei prodotti che ora ci fanno concorrenza dal sudest-asiatico come pensi di fare? non li importi tu ma gli altri credi che per farci un favore comprino da noi??

    dai su a questo punto ha ragione zadig..torna inclasse è suonata la campanella...come si fa a ragionare con le basi che hai?
    passerà la nottata.....

  9. #99
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    Citazione Originariamente Scritto da Capitancoraggio
    PRODI SCAPPA DAVANTI A BERLUSCONI
    - di Redazione -


    Il Professore rifiuta il confronto tv con il premier che lo sfida: «Va in giro facendo battute, perché non le fa di fronte a me?»

    guardate che non avete capito, prodi ultimamente sta rispondendo con delle battute anche simpatiche alle provocazioni del banana e ora berlusconi sente la leadership di battutista in pericolo e vuole un dibattito proprio su questo, leggete bene la dichiarazione.

  10. #100
    illuminista eretico
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Non è che tu fai una figura più bella postando le vuote parole di Prodi.
    che siano vuote le parole di Prodi o la tua testa lo giudica chi legge.
    Hai chiesto delle carceri e ti e' stato risposto. Hai chiesto dei PACS e ti e' stato risposto. Volevi dettagli giuridici e ti si e' detto dove cercarli.
    Te ne sei venuto dicendo che non vedevi la lotta al crimine (in realta' io avevo solo tagliato per non mettere in difficolta' le tue capacita' di lettura) e sei stato accontentato. Ora continua pure a dire che le cose che ho postato sono vuote... tanto oramai sei carta conosciuta

 

 
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