Suvvia, sei passato indenne nel 1996/2001, ce la farai anche stavolta.Originariamente Scritto da Capitancoraggio
O eri alle elementari, allora?
(dai, si fa per scherzare)


Suvvia, sei passato indenne nel 1996/2001, ce la farai anche stavolta.Originariamente Scritto da Capitancoraggio
O eri alle elementari, allora?
(dai, si fa per scherzare)


Non è vero, Nixon fu candidato contro Kennedy nel 60 e perse; a govenatore della california nel '62 e riperse, e nel '68 vinse.Originariamente Scritto da aguas


Facciamo luce?
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Prodi assolto perché il fatto
non sussiste? La sentenza che lo riguarda
(Sme-Cirio) dice effettivamente
così, ma i fatti che riguardano
la sua vicenda processuale vanno
raccontati per bene perché la storia
della privatizzazione del colosso
agroalimentare Sme-Sidalm - gestita
dal Professore - è costata allo Stato
italiano ben 7.344 miliardi di vecchie
lire. Cifra enorme, che incidentalmente
trova conforto nella perizia
depositata a Milano dall’ingegner
Carlo De Benedetti (a cui Prodi
provò a cedere l’intera Sme per 497
miliardi rispetto agli oltre 3mila miliardi
stimati) che pretendeva da
Berlusconi un risarcimento di 4 milioni
e mezzo di euro.
A proposito della sentenza oggetto
di accese discussioni, Romano
Prodi si è affidato a una nota scritta
per difendersi dall’accusa di aver beneficiato
di una legge «ad personam
» che sotto il suo governo, e durante
il corso del suo giudizio innanzi
la procura di Roma, di fatto stravolse
e ridimensionò la pena prevista
dall’articolo 323 del codice penale
(l’abuso d’ufficio), proprio il reato
di cui era chiamato a rispondere il
Professore. «La riforma dell’abuso
d’ufficio - si legge nel testo divulgato
dallo staff del leader del centrosinistra
- era prevista nei programmi di
tutte le forze politiche presentatesi
alle elezioni del 1996. Il lavoro era
infatti già stato avviato da diversi
gruppi parlamentari
e dal governo
Dini. Il
provvedimento
nasceva quindi
non per iniziativa
governativa
ma per iniziativa
parlamentare
». Fabrizio
Cicchitto di Forza
Italia, non ha
perso tempo e
gli ha risposto
così: «Sulla sua
assoluzione,
Prodi mente sapendo
di mentire:
è stato assolto
perché il fatto non sussiste solo
per la modifica legislativa dell’abuso
d’ufficio». Sia comesia, il ridimensionamento
di quello specifico reato,
in quel particolare momento storico,
consentì al gip Landi di applicare
la nuova norma in favore dell’imputato
Romano Prodi. Che uscì indenne
dal processo.
Eppure, a seguito di svariate denunce
dell’imprenditore campano
Giovanni Fimiani (vincitore di fatto
della gara per la Sme, poi affossata
dall’Iri di Prodi) erano stati evidenziati
ben altri fatti consumati nell’intera
privatizzazione del pacchetto
Cirio-De Rica-Bertolli. Una serie di
anomalie su cui non si è fatta mai
luce nonostante le indagini avviate
dalla Procura di Salerno che per prima
indagò su Prodi e che poi fu costretta
a girare il fascicolo a Perugia
per competenza territoriale (dove
l’inchiesta si è arenata). Per la cronaca,
un esposto-denuncia di Fimiani
sulla Sme-Cirio nel quale si chiede
la riapertura del caso, pende ancora
presso la Procura generale della
Corte d’appello di Roma.
Tornando all’inchiesta di Salerno
forse non tutti sanno che ilpmRaffaele
Donnarumma venne trasferito
in un tribunale all’epoca ancora inesistente
(Castellammare di Stabia)
mentre stava per chiedere il rinvio a
giudizio proprio di Romano Prodi.
Nella sua relazione del 19 ottobre
1999 indirizzata ai colleghi umbri rivelava
dettagli inquietanti in merito
a più «circostanze e comportamenti
raffiguranti numerosi reati»: dalle
attività di svendita della «CDB» ceduta
alla «Fisvi» di Cragnotti per
310 miliardi di lire (a fronte di un
valore che la procura stimava in oltre
1.070 miliardi) alla svendita della
«Italgel» ceduta alla «Nestlè» per
437 miliardi (a fronte di un valore
minimo di 1.000 miliardi). Per non
parlare della cessione di «Gs-Autogrill
» al gruppo Benetton per 691 miliardi
(quando - secondo stime - valeva
minimo dieci volte tanto) ad altre
vicende legate alla compravendita
di marchi minori per favorire il gruppo
Cragnotti, come «Latte Sud»,
«Torrimpietra latte», «Solac», marchio
«Castellino». Il magistrato campano
non ha più potuto seguire la
pratica confezionata grazie agli accertamenti
(14mila pagine) del consulente
tecnico Renato Castaldo che
- stando a un reportage del Daily Telegraph
- nel bel mezzo del caso
Sme alcuni loschi figuri avrebbero
provato ad ammazzare sull’autostrada.
Il nomedi Castaldo torna anche
nella perizia dell’inchiesta romana
sulla vendita della Cirio che il
24 febbraio 1996 coinvolse ancora
Prodi, impegnato in campagna elettorale:
l’accusa del pm romano Giuseppa
Geremia puntava sull’abuso
d’ufficio. Le indagini durarono nove
mesi, dopodiché venne partorita la
richiesta di rinvio a giudizio per il
Professore e per cinque componenti
del Cda dell’Iri accusati di aver avvantaggiato
la società Fisvi di Lamiranda
che si aggiudicherà il colosso
«CDB»per poi rivenderla a Cragnotti.
In questo giochetto - secondo la
Procura - spiccava il ruolo di Prodi
che dal 1990 era anche advisor director
della Unilever, gruppo che
stando alle indagini aveva gestito le
trattative attraverso quella Fisvi
che pur non avendo i mezzi per realizzare
l’operazione acquistò egualmente
la Cirio-Bertolli-De Rica. A
quale fine? Consentire all’Unilever
di mettere le mani sul ramo olio (Bertolli)
per 235 miliardi «senza sopportare
gli obblighi di natura finanziaria
- come annota Ferdinando Imposimato
nel libro Corruzione ad alta
velocità edito da Koinè - derivanti
dalla stipula del contratto di acquisto
direttamente dall’Iri». Un escamotage
per evitare da un lato, a Romano
Prodi, problemi di conflitti di
interessi (advisor Unilever, presidente
Iri) e dall’altro per consentire
la modifica delle condizioni di schema
di contratto
col risultato che
si favorì l’acquirente
(Unilever)
senza alcun vantaggio
per il venditore
(l’Iri).
Con la richiesta
di processare
Prodi, per la
Geremia iniziarono
i problemi:
minacce di morte,
intimidazioni
su utenze riservate.
Il periodo
coincise con
un’altra sua inchiesta,
quella
sull’Alta velocità, dove suo malgrado
il Pm si ritrovò fra i piedi la società
di consulenza Nomisma. Il 7 novembre
il Pm denunciò alla polizia
le intimidazioni mirate, informò il
procuratore capo Michele Coiro che
le aveva affidato l’inchiesta e che
suo malgrado finì nel tritacarne giudiziario
per i rapporti (legittimi) col
capo dei gip Squillante: Coiro venne
tagliato fuori dopo un’inchiesta disciplinare
promossa dal ministro
Gian Maria Flick, avvocato e prodiano
doc. La richiesta per Prodi, nel
frattempo, venne stoppata dal gip
Landi che giudicò insufficiente la perizia
Castaldo e diede incarico a cinque
esperti di stabilire quanto alla
Geremia non interessava: ovvero,
stabilire il prezzo del gruppo Cirio,
Bertolli, De Rica. Il risultato fu che a
fine ’97 il Gip assolse tutti «perché il
fatto non sussiste». La sentenza, però,
non venne depositata entro la data
stabilita (23 gennaio 1998) cosicché
la Geremia non potè impugnarla.
Dice Cicchitto: «A differenza di
Prodi, Berlusconi non solo non ebbe
bisogno di alcuna modifica legislativa
di unreato,manon ebbe la “fortuna”
che ebbe Prodi di un Gip che depositasse
in ritardo le motivazioni
del proscioglimento in udienza preliminare,
due giorni dopo il trasferimento
a Cagliari delPmche condusse
l’inchiesta. Fortuna doppia dal
momento che, trasferito quel Pm,
nessuno della procura pensò poi di
presentare appello». Quando fu possibile
leggere le 48 pagine delle motivazioni,
saltò agli occhi il passaggio
relativo alla «nuova ipotesi di abuso
» che alla luce delle modifiche legislative
finisce per essere - scrive il
Gip - «più favorevole all’imputato».
Nel caso specifico, a Romano Prodi.
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vogliamo fare un confronto con berlusconi?Originariamente Scritto da avv.deldiavolo


ma cos'è, una inchiesta in forma di sonetto?


i bananas dell'onda azzurra manco sono buoni a incolllare gli articoli.


Fonte?Originariamente Scritto da avv.deldiavolo
perchè poi io ti metto le copie degli atti ... così vediamo dove sta scritto, se c'è scritto, quello che riporta la tua fonte.![]()
"La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).


Uscirà fuori che sono due ladri affaristi spesso d'accordo tra loro.Originariamente Scritto da barabba1
è patetico inoltre che ognuno, sia di destra che di sinistra, pensi alle nefandezze del capo altrui senza vedere il proprio.


beh, in questi casi contano gli atti, non le chiacchiere.Originariamente Scritto da Esmor
http://www.repubblica.it/online/poli.../smeprodi.html
Sul sito dell'Unione europa la risposta a Berlusconi:
pubblicati tutti i documenti sulla gestione dell'Iri
Sme, Prodi al contrattacco
"Accuse false, ecco la prova"
La decisione di pubblicare le carte sarebbe stata presa
dopo una consultazione con gli altri membri della Commissione
di LUCA FAZZO
MILANO - Il sito è quello ufficiale dell'Unione Europea, il link è quello che porta all'home page del presidente Romano Prodi. Ed è su questa pagina del web che da tre giorni si possono leggere i documenti che secondo Prodi dimostrano come le accuse lanciate contro di lui nel corso degli anni per la sua gestione dell'Iri, e pesantemente rilanciate lo scorso 5 maggio da Silvio Berlusconi nell'aula del processo Sme, siano già tutte passate all'esame della magistratura. E tutte, una dopo l'altra, dichiarate inconsistenti. Ma più ancora della mole dei documenti - in larga parte inediti - pubblicati sul sito della Ue, a colpire è la decisione di ospitare l'autodifesa di Prodi sul sito ufficiale dell'Unione europea. Una decisione che è quasi certamente il frutto di una consultazione con gli altri membri del "governo" europeo.
Il primo fronte a venire toccato è quello di Giovanni Fimiani, il "superteste" che Berlusconi chiede sia interrogato nell'aula del processo Sme, e che sarebbe in possesso di rivelazioni sconvolgenti sul periodo in cui Prodi, nella sua veste di presidente dell'Iri, procedette alla privatizzazione della Sme. Ma il materiale pubblicato sul web tocca anche gli avvenimenti successivi allo smembramento della Sme. Della gragnuola di accuse seguite a quello smembramento, Prodi dimostra di essere già stato riconosciuto estraneo.
Il ruolo di Fimiani. "In prima fila nel promuovere le indagini della magistratura con le proprie denunce - si legge nel testo introduttivo - è stato Giovanni Fimiani, un imprenditore condannato per bancarotta che attribuiva il fallimento delle proprie aziende alle decisioni assunte dall'Iri". Tra i documenti, c'è il provvedimento con cui il pm romano Giuseppa Geremia chiedeva nell'ottobre 1996 l'archiviazione di un esposto proprio di Fimiani. Accogliendo la richiesta di archiviazione, il gip Carlo Sarzana scriveva: "La sentenza di condanna del tribunale penale di Salerno del 12 novembre 1993 offre un quadro molto preciso sia in ordine al fallimento del grappolo di società gestito dal Fimiani sia alle gravissime responsabilità di quest'ultimo" .
La cessione di Italgel. Nel 1996 Prodi viene indagato insieme a quattro ex consiglieri dell'Iri (tra cui Roberto Poli, oggi consigliere di Fininvest e Mondadori) in seguito ad un'interrogazione del missino Franco Servello che lo accusa di avere favorito la multinazionale Nestlè in occasione della privatizzazione dell'Italgel, uno dei due tronconi in cui era stata smembrata la Sme. "Si deve ritenere - scrive il pm Maria Monteleone chiedendo l'archiviazione del procedimento il 15 gennaio 1999 - che l'Iri riuscì ad ottenere il più elevato dei prezzi possibili". "L'iter seguito dal consiglio d'amministrazione dell'Iri appare formalmente e sostanzialmente corretto". E le iniziative assunte da Prodi, si legge ancora, sono state esaminate e approvate collegialmente dal consiglio d'amministrazione".
La cessione della Cirio. Prodi viene indagato per abuso d'ufficio, insieme ai medesimi ex consiglieri dell'Iri, anche per la privatizzazione del secondo troncone della Sme: la Cdb ovvero CirioBertolliDe Rica, tre marchi storici dell'alimentare made in Italy. Prodi, in sostanza, viene accusato di avere spianato la strada all'acquisto dei tre marchi da parte della Fisvi, una azienda di modesto spessore guidata da Carlo La Miranda, che subito dopo avrebbe ceduto la Bertolli agli stranieri dell'Unilever. Nel sito dell'Unione Europea a questo proposito viene pubblicata integralmente la sentenza di assoluzione pronunciata il 9 gennaio 1998 dal giudice delle indagini preliminari di Roma Eduardo Landi nei confronti di tutti gli indagati. "Il reato di abuso d'ufficio richiede una valutazione "ex post" che nel nostro caso è largamente positiva: Fisvi adempie puntualmente a tutte le obbligazioni e versa un prezzo ritenuto congruo". E ancora: "Non esistevano offerte per l'intera CirioBertolliDe Rica che avrebbero consentito un risultato migliore per l'Iri[85] la vendita separata dei singoli rami d'azienda, in base alle offerte presentate, avrebbe portato un risultato economico notevolmente peggiore per l'Iri".
Il conflitto di interessi. Prodi mette a disposizione sul sito anche un atto giudiziario da cui si apprende che nel marzo 2002 la Procura di Roma lo iscrisse nel registro degli indagati sulla base di atti ricevuti dalla Procura di Bologna, che ipotizzavano un conflitto di interessi sulla cessione della Bertolli all'Unilever: la Unilever era cliente della Goldman Sachs, la società di consulenza di cui Prodi era a sua volta consulente (attraverso la Ase, posseduta al 50 per cento con la moglie Flavia Franzoni). Ma due giorni dopo, la Procura stessa chiede l'archiviazione: "In realtà - si legge nel provvedimento - nel periodo in cui è avvenuta la cessione a favore della Fisvi, cui è seguita quella parziale in favore di Unilever, Romano Prodi aveva già cessato il proprio rapporto con la Goldman Sachs, per cui non è neanche astrattamente ipotizzabile alcun profilo di incompatibilità".
(16 maggio 2003)
Mi sembra logico, a questo punto, che le tue chiacchiere e quelle di quell'altro, abbiano maggiore valore degli atti ... emessi sulla base di BEN 5 PERIZIE.... le quali non solo hanno dimostrato la corretteza del procedimento ... ma hanno acclarato che si era ottenuto anche il miglior risultato possibile per l' IRI.
bye
"La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).


Tu pensa alle tue, di nefandezze, che stiamo preparando un dossier pure su di te e i tuoi loschi affari.Originariamente Scritto da Esmor