
Originariamente Scritto da
morena
Effetti dei cannabinoidi a breve termine
La cosiddetta azione immediata dei cannabinoidi, varia, come per molte altre sostanze d’abuso, in rapporto a fattori strettamente fisiologici e farmacologici, quali: dosi, via di somministrazione, età dell'assuntore, metabolismo e abitudini dell'assuntore, contemporanea assunzione d’altre sostanze psicotrope, etc. Gli effetti vengono, però, influenzati da elementi del tutto diversi, quali: il contesto ambientale, la condizione psicologica dell'individuo in generale e, soprattutto, al momento dell'assunzione, lo scopo dell'assunzione, etc. Fatte queste necessarie premesse, gli effetti spiacevoli acuti più comuni sono: deficit dell'attenzione, della concentrazione e della memoria a breve termine, disorientamento spazio-temporale, ansia generalizzata e somatizzata, disforia, attacchi di panico. Altri effetti fisiologici a breve termine, sono: aumento dell'appetito, vasodilatazione periferica, irritazione congiuntivale, tachicardia, cefalea, astenia, disturbi soggettivi dell'equilibrio, con deficit della coordinazione motoria, alterazioni dei tempi di reazione agli stimoli, tosse debole e frequente. Gli effetti psicologici a breve termine, includono: aumento della sensibilità sensoriali (gusto, olfatto, udito), particolari e intense percezioni tattili e visive, facilitata rievocazione mnesica, dilatazione soggettiva del tempo trascorso sotto l'effetto dei cannabinoidi, loquacità, rilassamento psicofisico, senso di benessere, stato subeuforico dell'umore, disinibizione sociale.
Effetti dei cannabinoidi a lungo termine
Gli effetti fisiologici indotti dai cannabinoidi a lungo termine includono: scialorrea (aumento della salivazione), tachicardia, disturbi del ritmo sonno-veglia, congiuntiviti, naso ostruito, faringo-tracheiti, bronchiti, deficit immunologici. Gli effetti psicologici a lungo termine, invece, sono rappresentati da: anedonia, astenia, abulia, instabilità dell'umore, trascuratezza, mancanza di motivazione e interesse, passività e apatia, scarsa tolleranza delle frustrazioni, bassa produttività, ottusità mentale, lentezza nei movimenti, deficit di memoria ed attenzione. Gli effetti avversi sul piano mentale, in caso d’intossicazione cronica, includono: irritabilità, manie di persecuzione con disturbi deliranti del pensiero, incoerenza tematica del linguaggio, disturbi grossolani formali e di contenuto dell'ideazione, confusione, ansia e depressione, attacchi di panico, fobie, disorientamento spazio-temporale e verso le persone, allucinazioni visive, delirium, psicosi tossica, depersonalizzazione, derealizzazione.
http://www.salus.it/medicinadelledip...apitolo_7.html