Ritengo che la rosa nel pugno non ci avrebbe fornito ne la giusta rappresentanza ne che si possano definire come un soggetto politico radical-socialista.
Noi come repubblicani sappiamo bene che la nostra forza non è nei numeri ma nella capacità di mediazione e di confronto.
Non ho mai pensato all'entrata nell'ulivo come un immolarsi ma anzi uno strumento per cercare di contrastare quella che è oggi una partita a due portata avanti solo sul piano del calcolo elettorale.
Ipotizzare una rinascita dalla base di un soggetto repubblicano è un progetto affascinante. Meriterebbe studio e investimenti oltre la volontà che a ben vedere non manca, ma senza aver studiato a fondo la condizione "strutturale" del MRE mi sembra oggi solo un illusione.
e' un problema di linguaggio politico, del modo in cui la politica agisce tra i suoi diversi attori e di ciò che viene percepito come azione utile dagli attori di base. Se ci fossero i mezzi, e mi dispiace dirlo a costo di sembrare riduttivo, economici potremmo progettare una ripresa di un soggetto repubblicano nei prossimi 5-10 anni ma questi mezzi latitano e siamo costretti ad operare azioni di sopravvivenza.
I presupposti per continuare a vivere e crescere ci sono, uno forse anche piccolo, l'impegno del Professor Viroli dichiarato in pubblica piazza di adesione personale e politica al Movimento Repubblicani Europei e alla partecipazione di uomini come Marongiu.
Tornando a cosa sarà di noi nelle prossime politiche credo che sarà necessario uno stomaco di ferro e una profonda responsabilità politica perchè in qualunque modo ci presenteremo sarà una sfida durissima dove sarà fin troppo facile continuare a ripensare ad eventuali scelte alternative.




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