ma nel 2 a questo punto non devi contare paarlamento e governo, ma maggioranza e governo.Originariamente Scritto da MrBojangles
A quel punto per non sconfessarlo e non costringerlo ad una ritirata poco dignitosa, la sx ha fatto sponda a Ciampi.
Avevo gia' letto questa interpretazione sul corriere...
Fassino, sponda al Colle: l' unica cosa che conta è il 9 aprile
NELL' UNIONE / Il leader ds: infantile chiedere 15 giorni in più ma decida il premier sullo scioglimento delle Camere. Rutelli: condivido il Quirinale, si voti nei tempi fissati
ROMA - Va bene gridare all' «ingiustizia», al «tradimento» dell' accordo a suo tempo concluso con il capo dello Stato per sciogliere le Camere il 29 gennaio, pensa Piero Fassino mentre incombe la minaccia di una vera crisi istituzionale. Va bene denunciare con forza l' «azzardo» di Silvio Berlusconi, come aveva fatto il giorno prima tutto il centrosinistra e come continuavano a fare in molti nella mattinata di ieri. Anche tra i ds. Basta pensare a Gavino Angius che lascia la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per protestare contro l' udc Francesco D' Onofrio perché a suo giudizio aveva offeso Ciampi. Va bene, ma qual è l' obiettivo, la cosa che conta? E così, dopo la giornata del muro contro muro, il segretario della Quercia comincia a riflettere. E a fare anche qualche calcolo elettorale. Prima di tutto: linea dura sulla data del 9 aprile, per un problema di principio e perché non si può regalare a Berlusconi oltre un mese di campagna elettorale. Sapendo, su questo argomento, di avere dalla sua parte non solo tutto il resto del centrosinistra, ma anche l' Udc e una parte di Lega e An. Ma una volta fissati i paletti e fatta retrocedere la minaccia del voto a maggio, i ragionamenti sono due. Il primo riguarda la necessità di non lasciare solo Carlo Azeglio se dovesse accettare di venire a patti sullo scioglimento nei primi giorni di febbraio. Il secondo è sulla convenienza politica, cioè sul fatto che due settimane in più senza par condicio non darebbero un grande vantaggio al Cavaliere, anzi potrebbero essere un boomerang per l' eccessiva esposizione mediatica. E così Piero Fassino decide di dire ciò che pensa a Conferenza Stampa di Anna La Rosa. Prima l' aut aut sul 9 aprile: «La data è stata fissata da tempo ed è stato lo stesso Berlusconi ad annunciarla a fine anno. Non si può tornare indietro». Poi l' apertura: «Se il governo ritiene di chiedere più tempo per lo scioglimento delle Camere questa è una decisione che spetta al presidente del Consiglio. Certo, mi sembra infantile che in 15 giorni si facciano le cose che non si sono fatte in 5 anni, ma per me è fondamentale che si rispetti la data del 9 aprile». E se l' obiettivo è solo quello di allontanare l' entrata in vigore della par condicio e moltiplicare la sua presenza in video? «Si tratta di una strategia sbagliata, perché l' overdose produce un effetto rifiuto. È la famosa regola in base alla quale il "troppo stroppia"». In altre parole, anche se non è l' ideale, il rinvio dello scioglimento non sarà un dramma. E a fine giornata la «linea Fassino» sembra essere di tutto il centrosinistra. Certo, continuano le proteste «sacrosante». Ma anche gli altri leader dell' Unione non appaiono intenzionati a premere l' acceleratore. Francesco Rutelli dichiara di stare dalla parte di Ciampi: «La posizione del Presidente è la più ragionevole: bisogna andare a votare nei tempi stabiliti». E sposta il discorso sulle emergenze del momento: «Il governo, invece di litigare con il presidente della Repubblica, farebbe bene a occuparsi della crisi energetica». Romano Prodi, in duetto con Fiorello, preferisce l' arma dell' ironia: «Berlusconi vuole 15 giorni in più per vedere se arriva dell' altro gas dalla Russia. Perché stanno proprio alla canna del gas». E promette: «Io non andrò tutti i giorni in tv. Sono certo che gli italiani saranno contentissimi». Tutti in attesa che si risolva il dissidio governo-Quirinale. Altrimenti, per forza di cose, la strategia dovrà cambiare nuovamente. Roberto Zuccolini




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