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Discussione: Lotta di classe

  1. #31
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    "Cristo ha tradito l'ebraismo, ma, opinava Nietzsche in una pagina meravigliosa di previsioni, per meglio servire l'ebraismo rovesciando la tavole dei valori tradizionali della civiltà elleno-latina." Benito Mussolini, 4 giugno 1919
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    Citazione Originariamente Scritto da Runes
    Ebbravo Abdul Karim-Shalot Sar-Teschio Rosso
    E te lo sogni che io so uno di sti matti

  2. #32
    Runes
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    Citazione Originariamente Scritto da teschio rosso
    E te lo sogni che io so uno di sti matti
    Ah ho dimenticato il lungimirante Lupo 1982

  3. #33
    email non funzionante
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    "Cristo ha tradito l'ebraismo, ma, opinava Nietzsche in una pagina meravigliosa di previsioni, per meglio servire l'ebraismo rovesciando la tavole dei valori tradizionali della civiltà elleno-latina." Benito Mussolini, 4 giugno 1919
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    Citazione Originariamente Scritto da Runes
    Ah ho dimenticato il lungimirante Lupo 1982
    Non mi toccare lo zio lupo !

    PS: Io ho fatto di recente una visita pissichiatrica: niente manie polpottiane

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Runes
    E poi ci sarebbe anche da fare una seria distinzione tra Lotta di Classe e Giustizia Sociale. Entrambi fanno parte dell'armamentario marxista, ma possono essere letti in due ottiche diverse. La lotta di classe, come si sta dicendo, appartiene a una concezione puramente materialistica e quindi nasce da quella visione. La giustizia sociale può essere interdipendente da visioni materialistiche o economicistiche, poichè molti (soprattutti i comunisti) confondono il concetto di giustizia sociale con questioni puramente economiche o di vita materiale. La giustizia sociale può anche essere una visione "etica" del rapporto tra gli uomini.


    Ribadisco la mia impressione, tu di Marx non hai letto una riga.

    1) Quando parli di materialismo fai una confusione bestiale, guarda che Marx con "materialismo" intende tutt'altra cosa rispetto alla definizione che trovi sullo Zingarelli.
    2) La lotta di classe è il mezzo imprescindibile per giungere alla giustizia sociale e al comunismo, i due concetti sono profondamente legati, separarli nella dottrina marxista è impossibile.
    3) Forse è meglio che cerchi qualcosa sull'umanesimo di Marx

  5. #35
    Runes
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    Citazione Originariamente Scritto da matteomatteo


    Ribadisco la mia impressione, tu di Marx non hai letto una riga.

    1) Quando parli di materialismo fai una confusione bestiale, guarda che Marx con "materialismo" intende tutt'altra cosa rispetto alla definizione che trovi sullo Zingarelli.
    2) La lotta di classe è il mezzo imprescindibile per giungere alla giustizia sociale e al comunismo, i due concetti sono profondamente legati, separarli nella dottrina marxista è impossibile.
    3) Forse è meglio che cerchi qualcosa sull'umanesimo di Marx
    Tutti credete che non conosco la differenza tra materialismo in senso consumista e materialismo storico, la so , la so...
    In secondo luogo, che la lotta di classe preluda alla giustizia sociale questo lo pensate solo voi marxisti, in quanto non mi risulta che in nessun paese comunista in cui si è posta la base di questa lotta, si sia raggiunta veramente la giustizia sociale. E poi, come ho detto, la giustizia sociale non è solo: ",mangi tu e mangio pure io", in termini prettamente economicistici, la giustizia sociale puo' anche essere un concetto "etico" che riguarda altre sfer della vita, che non sia solo il lavoro o la produzione (pensiero marxista).

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da phoenix


    esattamente...

    il concetto di "lotta di classe" è un rottame ottocentesco,
    che nasce da una teoria puramente economicista,
    che pretende tra l'altro come sua base una chiara definizione di
    cosa siano e quali siano le classi.
    La pretesa di farne poi il motore della storia pare decisamente... una pretesa!

    Del resto, oltre alla fondamentale osservazione dell'appiattimento sul piano puramente economico, mai come in questo momento storico mi pare che la natura delle classi come un qualcosa di definito stia saltando.
    Esiste oggi in Occidente ancora una "classe operaia"?
    non è forse vero che appartenere ai resti dell'operaiato sindacalizzato comporta oggi vere e proprie forme di privilegio?
    esiste un proletariato (proletariato= quanti hanno come unica ricchezza i figli: ma di QUALI figli stiamo parlando????)?
    esiste ancora un sottoproletariato?
    il precariato rientra nelle categorie marxiane o non è vero che è una variabile che andrebbe diversamente considerata?
    le cosidette classi medie non stanno subendo un processo di impoverimento progressivo?
    vero è che banalmente i "ricchi sono sempre più ricchi" ma fosse anche come strumento analitico e dialettico la lotta di classe è un'arma spuntata per non dire un detrito ideologico.

    Per il resto, una corretta visione ORGANICA e ORGANICISTA rifiuta comunque, il concetto di conflitto fra le parte sociali: Socializzazione e Corporativismo sono esempi di politica armonica e di desiderio di composizione del conflitto...


    Il proletario è chi dispone solo della vendita della sua forza di lavoro. Con il proseguire dell'intensificazione capitalista, c'è stata una proletarizzazione di una grande parte della popolazione. Cosi che se non ci sono più le identificazioni tradizionali delle classi - l'operaio della fabrica, il borghese proprietario della fabrica - il processo di contradizzione generato dal capitalismo è sempre operante.

    La lotta di classe esiste sempre, solo che al momento disconosce i suoi obiettivi propri. L'ideologia consumista è uno dei fattori che spiegano questa mistificazione della coscienza. La produzione di richezza sotto forma merce è stata scollegata dal rapporto sociale che né è la matrice. Si finisce cosi per scambiare la reificazione del lavoratore con la sua liberazione.

    Il discorso sulla fine delle classi si riversa allora sul piano morale. Adesso sono le diseguaglianze e le diverse forme di esclusione che prendono il primo posto nel pensiero critico. In questo modo si perde di vista la totalità sociale-storica. Si apre la porta ad una riforma morale del capitalismo. La merce più la buona coscienza.
    Invece il capitalismo va distrutto.

    Il discorso sulla lotta di classe non è finalistico-teleologico. Quel che è determinato è la contradizzione inevitabile tra lavoro e capitale. Resta pero a carico del proletariato, arrivato ad un grado di coscienza sufficiente, di portare a termine il progetto rivoluzionario.

    Il discorso sulla organicità della società è da sempre avanzato dalle elite, quando queste si sentono minacciate dal movimento comunista. A quel momente si mostrano allora disposte ad fare concezioni eccezionali.

  7. #37
    Runes
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    Citazione Originariamente Scritto da orkonner
    Il proletario è chi dispone solo della vendita della sua forza di lavoro. Con il proseguire dell'intensificazione capitalista, c'è stata una proletarizzazione di una grande parte della popolazione. Cosi che se non ci sono più le identificazioni tradizionali delle classi - l'operaio della fabrica, il borghese proprietario della fabrica - il processo di contradizzione generato dal capitalismo è sempre operante.

    La lotta di classe esiste sempre, solo che al momento disconosce i suoi obiettivi propri. L'ideologia consumista è uno dei fattori che spiegano questa mistificazione della coscienza. La produzione di richezza sotto forma merce è stata scollegata dal rapporto sociale che né è la matrice. Si finisce cosi per scambiare la reificazione del lavoratore con la sua liberazione.

    Il discorso sulla fine delle classi si riversa allora sul piano morale. Adesso sono le diseguaglianze e le diverse forme di esclusione che prendono il primo posto nel pensiero critico. In questo modo si perde di vista la totalità sociale-storica. Si apre la porta ad una riforma morale del capitalismo. La merce più la buona coscienza.
    Invece il capitalismo va distrutto.

    Il discorso sulla lotta di classe non è finalistico-teleologico. Quel che è determinato è la contradizzione inevitabile tra lavoro e capitale. Resta pero a carico del proletariato, arrivato ad un grado di coscienza sufficiente, di portare a termine il progetto rivoluzionario.

    Il discorso sulla organicità della società è da sempre avanzato dalle elite, quando queste si sentono minacciate dal movimento comunista. A quel momente si mostrano allora disposte ad fare concezioni eccezionali.
    La morale consumista e mercatista, sono cardini presupposti dal capitalismo per tenere l'uomo schiavo dei suoi valori. Ma questo non si è scoperto ieri.

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da matteomatteo


    Ribadisco la mia impressione, tu di Marx non hai letto una riga.

    1) Quando parli di materialismo fai una confusione bestiale, guarda che Marx con "materialismo" intende tutt'altra cosa rispetto alla definizione che trovi sullo Zingarelli.
    infatti per Marx "materialismo" è da intendere solo nella concezione storica delle cause economiche dei cambiamenti sociali.
    Citazione Originariamente Scritto da matteomatteo
    2) La lotta di classe è il mezzo imprescindibile per giungere alla giustizia sociale e al comunismo, i due concetti sono profondamente legati, separarli nella dottrina marxista è impossibile.
    esatto. in quest'ottica il comunismo assume il valore di enigma risolto della storia, il fine e la fine della stessa storia.
    ma sai, leggere i libri è fatica, meglio riportare quattro luoghi comuni sentiti dire al bar...

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da orkonner
    Il proletario è chi dispone solo della vendita della sua forza di lavoro. Con il proseguire dell'intensificazione capitalista, c'è stata una proletarizzazione di una grande parte della popolazione. Cosi che se non ci sono più le identificazioni tradizionali delle classi - l'operaio della fabrica, il borghese proprietario della fabrica - il processo di contradizzione generato dal capitalismo è sempre operante.

    La lotta di classe esiste sempre, solo che al momento disconosce i suoi obiettivi propri. L'ideologia consumista è uno dei fattori che spiegano questa mistificazione della coscienza. La produzione di richezza sotto forma merce è stata scollegata dal rapporto sociale che né è la matrice. Si finisce cosi per scambiare la reificazione del lavoratore con la sua liberazione.

    Il discorso sulla fine delle classi si riversa allora sul piano morale. Adesso sono le diseguaglianze e le diverse forme di esclusione che prendono il primo posto nel pensiero critico. In questo modo si perde di vista la totalità sociale-storica. Si apre la porta ad una riforma morale del capitalismo. La merce più la buona coscienza.
    Invece il capitalismo va distrutto.

    Il discorso sulla lotta di classe non è finalistico-teleologico. Quel che è determinato è la contradizzione inevitabile tra lavoro e capitale. Resta pero a carico del proletariato, arrivato ad un grado di coscienza sufficiente, di portare a termine il progetto rivoluzionario.

    Il discorso sulla organicità della società è da sempre avanzato dalle elite, quando queste si sentono minacciate dal movimento comunista. A quel momente si mostrano allora disposte ad fare concezioni eccezionali.
    già con queste considerazioni mi pare proprio che lo strumento di analisi "marx" se ne sia andato tranquillamente a farsi benedire, come minimo occorrerebbe una revisione radicale per parlare con questi nuovi presupposti...

    la realtà è che marx non considera assolutamente una serie di variabili che OGGI stanno diventando ben corpose, ad iniziare dai bisogni spirituali e religiosi, e che molti dei suoi presupposti fondamentali si sono invece notevolmente ridimensionati...

    non è poi forse evidente come le tanto idolatrate masse proletarie (l'esempio dei figli era per far capire quale distanza ci sia tra ieri ed oggi) hanno sempre visto come obiettivo primario la panza piena? i "bisogni" delle masse di oggi sono i pacs, i canali satellitari ed il posto fisso, per il resto chissenefrega...

    o no?

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Runes
    E poi, come ho detto, la giustizia sociale non è solo: ",mangi tu e mangio pure io", in termini prettamente economicistici, la giustizia sociale puo' anche essere un concetto "etico" che riguarda altre sfer della vita, che non sia solo il lavoro o la produzione (pensiero marxista).
    la dimensione etica è completamente estranea al pensiero marxisti.
    torna sui librì emilià.

 

 
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