'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti
In corso la più grande operazione contro la criminalità organizzata calabrese degli ultimi anni: 120 arresti in Calabria, 200 nel Nord Italia, soprattutto in Lombardia. Inchiesta condotta dal pm Ilda Boccassini. Sequestrati denaro, armi e droga. Nel mirino infiltrazioni mafiose nelle attività produttive e commerciali e nel mondo politico e amministrativo
Milano - Il più grande blitz degli ultimi anni contro la 'ndrangheta. Tremila uomini delle forze dell'ordine impegnati nella cattura di 300 persone in Calabria e in diverse località dell'Italia settentrionale. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall'omicidio all'estorsione, dall'usura ad altri gravi reati. La maxi operazione di carabinieri e polizia è ancora in corso e, a breve, si attendono nuovi particolari. Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze dell'ordine avrebbe portato anche al sequestro di denaro, armi e droga.
Preso il Brigante Al centro dell’operazione, gli appartenenti al clan di ’ndrangheta Commisso di Siderno, inserito secondo gli inquirenti a pieno titolo nell’imprenditoria e nel settore della finanza attraverso prestanome. Tra le figure di spicco finite in manette, il capoclan Cosimo Filomeni, detto il Brigante. Associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio e infiltrazione nei pubblici appalti le accuse nei confronti degli arrestati. Gli arresti sono il frutto di indagini coordinate dalle procure distrettuali antimafia di Milano e Reggio Calabria, l'indagine è nata dal pm Ilda Boccassini. Ècosì stato possibile documentare la gestione delle attività illecite in Calabria e le infiltrazioni della ’ndrangheta nel Nord Italia dove stava estendendo i propri interessi illeciti in diversi settori economici. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni mobili ed immobili per decine di milioni di euro.
Struttura a cupola Secondo i pm la struttura è verticistica, a cupola, come quella mafiosa. C’è un capo assoluto di una commissione che è stato arrestato dai carabinieri di Reggio Calabria e sotto di lui ci sono i capi mandamento e i capi locali. La ’ndrangheta di periferia, quindi quella che non vive in provincia di Reggio Calabria, ma a Milano, Torino, in Canada o in Australia, dipende in tutto e per tutto dalla commissione provinciale reggina. Per capire meglio basti guardare a Carmelo Novella, ucciso il 14 luglio del 2008 in un bar di San Vittore Olona (Pavia). La sua condanna a morte l’avrebbe firmata da solo, andava dicendo in giro che: "la Lombardia", e cioè tutti i gruppi di ’ndrangheta trapiantati al Nord, avrebbero potuto "fare da soli", senza la casa madre calabrese. La commissione ha deciso di farlo fuori senza problemi, nominando anche il suo successore alla guida dei traffici illeciti lombardi.