ROMA, 16 febbraio 2006 - "Mantengo le mie idee, ma sono attento alla storia. Il mio pensiero rimane questo, ma ciò non vuol dire essere a favore della violenza". Parole di Paolo Di Canio che, con la Lazio, l'allenatore Delio Rossi e il presidente Claudio Lotito, è stato ricevuto in Campidoglio per un incontro a porte chiuse voluto dal sindaco Walter Veltroni, con gli ex deportati Piero Terracina, Shlomo Venezia e Tatiana Bucci, il presidente della comunità ebraica Leone Paserma. Presente anche una delegazione della Roma composta dall'amministratore delegato Rosella Sensi, il team-manager Antonio Tempestilli, il direttore sportivo Daniele Pradè, e l'attaccante Shabani Nonda.
"Oggi - ha dichiarato - abbiamo ascoltato i racconti di persone che hanno passato qualcosa di terribile. È importante far conoscere alla gente queste vicende". Alla domanda dei giornalisti sulla sua intenzione di diventare promotore di un incontro sulle Foibe, Di Canio ha aggiunto: "Ho parlato con Veltroni e gli ho detto che si deve rendere giustizia a 360 persone e informare i cittadini di una pagina terribile della storia. Vorrei si facesse un incontro con i familiari di chi è stato barbaramente trucidato nelle Foibe, visto che nel dizionario la descrizione che viene data alle Foibe si limita a 'cavità carsica'. Veltroni si è mostrato molto disponibile. Già c'è stato l'incontro il 10 e presto ce ne sarà un altro. E di questo lo ringrazio". Di Canio ha poi aggiunto che "le leggi razziali sono state terribili" e che "la violenza è sempre qualcosa di non positivo".




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