Il segno della Croce
Non vergognamoci della Croce di Cristo . Se anche un altro la nasconde tu segnala pubblicamente sulla fronte . Fatti questo segno quando ti metti a mangiare e a bere , quando ti corichi o ti alzi , quando devi parlare e quando devi viaggiare. Poni quel segno su ogni tua azione, così che su di essa si erga Colui che fu crocefisso e ora è nell’alto dei cieli.
Nel 1988 davanti a uno dei soliti rigurgiti ideologici che voleva rimuovere il crocefisso da ogni luogo pubblico la scrittrice Natalia Ginzburg sull’Unità aveva dichiarato in un articolo intitolato “Non togliete quel crocifisso!” : “E’ là muto e silenzioso. C’è stato sempre. E’ il segno del dolore umano , della solitudine della morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro destino. Il crocefisso fa parte della storia del mondo”.
Certo , per il credente è un ulteriore segno di speranza e di salvezza , ma è indubbio che la croce può parlare a tutti , cristiani e agnostici.
Per noi che ci diciamo cristiani , proprio perché è espressione di amore e di liberazione , dovrebbe avere una presenza “esistenziale”.
E’ ciò che suggerisce nella IV Catechesi Battesimale , Cirillo vescovo di Alessandria d’Egitto (sec.IV-V) : il segno di croce dovrebbe accompagnare la nostra vita nel suo svolgersi , nei suoi istanti capitali , nei suoi atti quotidiani , testimoniando la nostra fede ma anche la consacrazione che noi facciamo di noi stessi e delle nostre scelte.
Un altro grande Padre della Chiesa . S.Giovanni Crisostomo ( IV secolo) nella sua “Catechesi per i neofiti” ammoniva :
“Segnati la fronte , la bocca e il cuore : Mettiti al sicuro sotto questo scudo giorno e notte e nessun male ti coglierà”.





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