
Originariamente Scritto da
Rick Hunter
Ho espresso la mia opinione. Attendo di sentirne altre, supportate da fatti oggettivi o almeno da un ragionamento deduttivo e/o induttivo su basi logiche. Se vuoi posso dire che sono certo di avere un'anima che a seconda dei peccati farà una fine anzichè un'altra, avendo comunque la certezza che i miei ricordi, le mie emozioni, le mie sensazioni non vadano perdute per sempre, ma sarebbe una bugia. Tu puoi sostenere il contrario? Dimostramelo e ti assicuro ne sarò molto soddisfatti...
Intanto scrivo qualcosa io per dimostrare logicamente, perchè sono giunto a determinate conclusioni, e nonostante questo, non sapendo, spero ancora.
Siccome sappiamo che il tempo è solo un nostro costrutto mentale, una nostra sensazione di fronte ad uno scenario temporale di fatto "congelato" che si estende dall'inizio alla fine del tempo (ci sono dei problemi riguardo l'indeterminazione, e la questione dell' ora, ma per ora soprassederò in quanto non voglio far diventare questo un colloquio scientifico), possiamo dire che nel continuum spazio temporale la nostra anima, considerata come coscienza, ma anche più semplicemente vita, si trova nell'unico punto, o meglio nell'unica finestra dove la materia è aggregata in modo tale da far autopercepire la coscienza di se. Anche quando quel tempo sarà passato nessuno potrà eliminare ciò che è stato, il tempo è, non scorre.
In altre parole, è inutile chiedersi perchè non sono nato mille anni fa, o magari perchè non sono nato nel pianeta x della galassia di andromeda tra un miliardo di anni. La nostra coscienza-anima, è quella che può essere, ossia quella materia che si struttura nella complessità tale da divenire senziente in un dato tempo ed in un dato luogo.
Essa può arrovellarsi quindi alla ricerca della sua origine e del suo destino, ma essa è, a mio parere, irrimediabilmente intrappolata in quella finestra del tempo in cui la sua struttura materiale rimane abbastanza complessa da reggere e permettergli di avere l'autocoscienza.
L'unico lato positivo di questa visione è che la nostra vita sta lì, tutta insieme.
E' difficile fare questi ragionamenti perchè noi siamo prigionieri del concetto di tempo.
Se io dicessi frasi del tipo "uno che ha avuto una bella vita "continuerà" ad avere quella e nessuno potrà togliergliela in quanto essa è stata ed è immutabile", sono certo sarei frainteso.
Quando si parla di tempo bisogna stare attenti, quando io affermo una cosa simile non dico che dopo la morte di quella data persona il suo tempo continua, o magari si riavvolge, dico che quel tempo rimane lì immutabile, con tutti i suoi eventi, solo che la persona, fortuna o sfortuna sua, non so dirlo, ne vive attimo per attimo affrontando il futuro che gli viene letteralmente addosso alla velocità della luce (non è una battuta, i coni di luce degli eventi futuri arrivano proprio alla velocità della luce). Dire che poi "ricomincia" è fuorviante come dire che l'universo se si contraesse in un big crunch fino ad annullarlo potrebbe "rinascere".
Quando il tempo è finito è finito, non esistono vie d'uscita per riavvolgimenti o salti all'indietro. Rimane che il tempo è quello, se poi, in qualche maniera, la mente riesca nell'indeterminatezza quantistica a conservare un qualche flebile ricordo (ma sarebbe concettualmente assurdo) delle esperienze (che non sarebbero "passate" in quanto il tempo è semrpe quello, non è tornato indietro) degli eventi che costallano la sua vita, magari con i dejavù, è cosa che ignoro.
Ma credo che questo sia lo schema logico, più credibile allo stato attuale delle conoscenze, che sicuramente in ogni caso, sono di molti ordini di grandezza inferiori alla conoscenza del Tutto.