Un'ora sola ti vorrei per dirti quello che non sai
14 marzo 2006
di Il Calibano
Abbiamo religioni a sufficienza per farci odiare, ma non a sufficienza per farci amare l'un l'altro
(Jonathan Swift)
Il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, ha dato il suo placet alla proposta della Consulta islamica di introdurre l’ora di Corano nelle scuole italiane. Sergio Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis (Comunità Religiosa Islamica) ha così commentato l’apertura vaticana “è un ottimo primo passo, anche se io mi augurerei che tutte le religioni fossero insegnate a tutti gli alunni, senza confinarne nessuna in un orticello riservato magari ai soli ragazzi islamici”.
Detta così, in clima di par condicio, sembrerebbe una proposta logica, ma nella logica, ammoniva Nietzsche, c’è sempre un grano di follia. In Italia ci sono circa 600 tra religioni e sette. Nella scuola italiana “ci sono” circa 35 ore settimanali di insegnamento…Ma ubi maior minor cessat, e volendo limitare l’insegnamento alle religioni numericamente più rappresentate si dovrebbero accontentare gli Evangelici, i Valdesi, i Testimoni di Jehova, i Cattolici, i Musulmani, i Buddisti, gli Ebrei e, perché no, Scientology. È una follia? Per dirla con Molière è una follia seconda a nessuna il volersi impicciare a correggere il mondo. Visto che correggere il mondo è impresa defatigante e poco gratificante, in Italia si è deciso di correggere le coscienze. Alla vigilia delle elezioni dell' otto*bre 1913 il conte Vincenzo Ottorino Gentiloni, presiden*te dell'Unione elettorale cattolica, concluse un patto con circa duecento candidati liberali moderati per difendere le scuole confessionali e il diritto delle famiglie all'i*struzione religiosa dei figli. Zanardelli, ministro di Grazia e Giustizia, disse che le leggi italiane accordavano al*la Chiesa più libertà di quanta non gliene accordassero altri Stati e che lo Stato non avrebbe rinunciato alla sua missione di fornire al popolo la luce, il pro*gresso e la libertà. Ma portare al popolo, come Prometeo, libertà, luce, e Putin permettendo, il gas è più facile a dirsi che a farsi. Da Coppino a Moratti la storia della scuola laica è quella di un tentato armistizio finito in una capitolazione sancita dalla Caporetto laica che ha visto il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Camillo Ruini, e il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, firmare un documento nel quale sono individuati gli “obiettivi specifici di apprendimento per l'insegnamento della religione cattolica” nella scuola dell'infanzia e primaria. “Un passo decisivo - spiegano al ministero - per assicurare il pieno collegamento tra l'insegnamento della religione cattolica e la riforma del sistema di istruzione e di formazione varata con la legge del marzo 2003”. […] uno degli scopi principali della comunità-scuola e a promuovere un insegnamento della religione “ancora più efficace nella sua proposta educativa”.
Che società può mai essere quella che sacrifica la –neutralità- della scuola per rispettare una pluralità delle religioni? Come si può parlare di laicità in un paese dove questo dibattito è stato consegnato alla penna di Guareschi ed alle sue caricature nazionalpopolari: un don Camillo manesco e vincente e un Peppone sbruffone e perdente? Eppure, solo una scuola fermamente laica può difendersi e difendere i suoi –clienti- da ingerenze e ricatti.
Uno dei primi testi letterari, richiesti dall'Accademia fiorentina al giovane Galileo ventiquattrenne, fu uno studio della localizzazione, dimensione, geografia e geometria dell' "Inferno". Quelle due lezioni di Galileo su Dante sono esemplari, perchè ci mostrano il giovane matematico di ventiquattro anni, che applica il metodo delle proporzioni per scoprire le dimensioni di Lucifero.
Ecco, torneremo a disputare sul sesso degli angeli e il numero delle legioni di Satana. E se i dati comparativi contenuti nell’edizione 2005 di "Education at a glance" ("Uno sguardo all’educazione"), raccolti dall’OCSE tra i 32 Paesi aderenti, con riferimento prevalente all’anno 2003, sono molto negativi per l’Italia, potremo sempre rifarci battendo tutti alle olimpiadi del catechismo: chi si contenta…gode (metaforicamente, s’intende!).




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