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  • Unione Democratica del Giocattolo

    1 4.35%
  • Partito Nazionalpopulista Giocattolese

    8 34.78%
  • Repubblicani per la Federazione

    3 13.04%
  • Fronte Conservatore AntiMPT

    5 21.74%
  • Partito Progressista Giocattolese

    6 26.09%
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Risultati da 21 a 30 di 55
  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da tatytaty
    Grazie per l'informazione
    .


    figurati, e benvenuta nel forum

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da tatytaty
    io penso che tutti ci dovremmo munire di pannelli solari..per iniziare
    E diminuire gli sprechi energetici.
    Consiglio "Un futuro senza luce" di Maurizio Pallante.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Parliamo di cose serie. In attesa di trovare le famose "fonti alternative" sarà necessario tornare al nucleare, piaccia o no

    certamente, se te ti fai carico di tutte le scorie radioattive e le tieni a casa tua per me nn c'è alcun problema

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianlu
    certamente, se te ti fai carico di tutte le scorie radioattive e le tieni a casa tua per me nn c'è alcun problema
    come fanno Francia, Slovenia, Austria e Svizzera giusto per citarti i più vicini a noi?
    sei così sicuro che dove le custodiscano loro, non sia di possibile danno per l'Italia visto che furbescamente ci hanno messo tutte le centrali vicino ai confini?

    Perchè Prodi quando era nella commissione Europea, tramite chi nella commissione si occupa di energia, non ha fatto notare ai Paesi di cui sopra che sono nell'Euro la pericolosità delle scorie, che è un sistema obsoleto e su cui non c'è innovazione?

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Franzele
    E diminuire gli sprechi energetici.
    Consiglio "Un futuro senza luce" di Maurizio Pallante.
    Non ho mica detto di eliminare il resto..il pannello solare ti consente di risparmiare parecchio..in termini di gas e soldini!!se si diffonde il suo uso ci saranno comunque meno sprechi

  6. #26
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    "Molti canti ho sentito nella mia terra natìa, canti di gioia e di dolor. Ma uno mi s' è inciso a fondo nella memoria ed è il canto del comune lavorator"...spettrale residuo di quegli estatici giorni rivoluzionari!
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    Medioevo.
    "Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
    Karl Marx

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Franzele
    E diminuire gli sprechi energetici.
    Consiglio "Un futuro senza luce" di Maurizio Pallante.
    perfettamente d'accordo con te!

  8. #28
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    fossimo un Paese serio la politica energetica andrebbe fatta a tutto campo:
    1) aumento investimenti ricerca sul nucleare
    2) incentivi ai cittadini per l'adozione di pannelli solari,
    3) lotta agli sprechi e ammodernamento dell attuale rete di distribuzione
    4) etc.
    sono tutti obiettivi che non sono in contrasto tra di loro.. e sono cose che potrebbero essere tranquillamente accettate bipartisan..

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da *-RUDY-*
    intanto l'unica riga che si trova nei programmi delle due coalizioni a favore "dello sviluppo della cultura per il nucleare", è quella all'ultimo punto del programma "ricerca e unversità" della CDL.. almeno questo merito bisognerebbe riconoscerlo
    PROGRAMMA DELL’UNIONE

    Per cambiare con energia.
    L'innovazione e la sicurezza
    in campo energetico

    Un futuro migliore per l’Italia dipende in gran parte dalla
    capacità del Paese di rispondere alle grandi sfide energetico –
    ambientali, in presenza dei rischi dei cambiamenti climatici e
    della crescita strutturale del prezzo del petrolio e degli altri
    combustibili fossili. È quindi necessario intervenire in profondità
    con un ricorso strategico all’aumento dell’efficienza
    140
    Fuori dalla crisi, per una nuova crescita
    energetica e uno sviluppo accelerato delle fonti rinnovabili,
    con la diffusione della cogenerazione di energia elettrica e
    calore e con un serio investimento nella ricerca.
    L’attuale governo si è mostrato incapace di cogliere le esigenze
    di cambiamento, continuando a favorire l’aumento dei consumi di
    combustibili fossili e non facendo nulla per contrastare l’aumento
    del costo della fattura energetica del Paese: dagli incrementi
    delle bollette per i cittadini e per le imprese, ai costi
    sociali e ambientali delle emissioni di gas serra (che invece
    di diminuire del 6,5%, come previsto dal Protocollo di Kyoto,
    sono aumentate del 13%).
    La competitività del paese ha bisogno tanto di energia
    a minore costo, quanto di un sistema energetico rinnovato
    e ambientalmente sostenibile.
    Noi crediamo che il Protocollo di Kyoto rappresenti un’opportunità
    per l’innovazione delle politiche energetiche e
    per una riduzione della dipendenza dall’importazione di
    combustibili fossili. Proponiamo dunque che il Protocollo
    di Kyoto venga immediatamente attuato, valorizzando le sue
    ricadute positive nel nostro Paese con misure interne che
    consentano di raggiungere almeno l’80 % degli obblighi di
    riduzione, e facendo ricorso, per la parte restante, agli
    interventi di cooperazione internazionale previsti dal
    Protocollo stesso.
    Nel merito, le nostre proposte prevedono la diminuzione dei
    consumi totali dei combustibili fossili (nel mix di combustibili
    fossili favoriamo il ricorso al gas naturale meno
    inquinante) e una diminuzione delle emissioni di gas serra
    da realizzarsi:
    - nel settore elettrico, con aumento dell’efficienza negli
    usi finali e nella produzione, con la generazione distribuita
    e la cogenerazione, e con un forte sviluppo delle
    fonti rinnovabili;
    - nei trasporti, riequilibrando le modalità a favore della
    ferrovia, del cabotaggio e del trasporto collettivo,
    migliorando l’efficienza energetica dei mezzi di trasporto
    e incrementando l’uso dei biocarburanti e del gas
    naturale attraverso un potenziamento della rete di
    distribuzione per l’autotrazione;
    - nell’industria e nei servizi, incentivando l’innovazione
    di processo e di prodotto per aumentare l’efficienza
    energetica;
    - nel settore civile, migliorando gli standard energetici
    degli edifici, i sistemi di riscaldamento e raffreddamento,
    l’efficienza energetica degli elettrodomestici e dell’illuminazione.
    Per altri versi, il sistema energetico italiano deve porsi
    anche i problemi della sicurezza dell'approvvigionamento
    nel settore del gas e dell'elettricità, dello sviluppo
    della concorrenza e della riduzione dell'attuale divario di
    141
    Fuori dalla crisi, per una nuova crescita
    prezzi con gli altri paesi europei (che oggi può essere
    mediamente quantificato in un 7-8% per il prezzo del gas e
    in un 15-18% per i costi dell'elettricità).
    Tra gli obiettivi dell'azione di Governo rientrano l'aumento
    della concorrenza, la riduzione dei divari di prezzo
    dell'offerta energetica rispetto agli altri paesi europei e
    la differenziazione delle fonti geografiche di approvvigionamento
    energetico.
    La sicurezza energetica va assicurata con la diversificazione
    delle importazioni (provenienze del gas naturale, differenziate
    soluzioni di trasporto), con un forte ricorso a fonti
    rinnovabili nazionali e con l’efficienza energetica.
    In particolare, riteniamo possibile aumentare significativamente
    l’efficienza energetica complessiva con misure che
    avrebbero anche positive ricadute occupazionali: le indicazioni
    europee segnalano un possibile margine di risparmio
    per l'Italia pari ad almeno il 20% degli attuali consumi
    energetici, recuperabile attraverso investimenti in tecnologie
    per il risparmio energetico, remunerativi sul medio
    periodo. A tal fine crediamo necessario favorire la diffusione
    dell’iniziativa delle ESCO (compagnie per il risparmio
    energetico) per l’accesso al credito bancario, attraverso
    un fondo di rotazione e strumenti di finanziamento
    tramite terzi.
    Sicurezza di approvvigionamento e maggiore concorrenza
    richiedono per un verso che si rafforzi la rete interna e,
    per altro verso, che le società che gestiscono la rete di
    trasporto siano separate dalle imprese produttrici di energia
    e mantenute pubbliche.
    Nel caso del gas, proponiamo che le reti, italiane ed europee,
    vengano costruite in modo da mantenere una capacità di
    trasporto superiore alla domanda (per spezzare il monopolio
    bilaterale di produttore e impresa commerciale dominante) e
    che si creino le condizioni per lo sviluppo di contrattazioni
    anche con produttori e consumatori esteri.
    Nel caso dell'elettricità, crediamo che l'Enel debba cedere
    all'asta capacità di generazione per eliminare l'eccesso di
    potere di mercato che tuttora detiene. Insieme al potenziamento
    della rete elettrica occorre infatti favorire la
    generazione distribuita, passando da pochi grandi impianti
    a numerosi impianti più piccoli ad elevata efficienza,
    distribuiti sul territorio, nei distretti, industriali,
    urbani ed agricoli, più vicini all’utenza, con un sistema
    energetico meno accentrato, meno esposto ai rischi della
    concentrazione, più flessibile e più democratico.
    Per altro verso, riteniamo che i vecchi "campioni nazionali"
    dell'energia abbiano la capacità di crescere come "campioni
    europei" e di operare anche fuori dai confini nazionali:
    le società di rete devono espandersi a livello europeo,
    facendo uscire il mercato italiano dall'isolamento.
    142
    Fuori dalla crisi, per una nuova crescita
    Lo sviluppo della capacità di approvvigionamento deve essere
    perseguito anche con una pluralità di provenienze per il
    gas e una pluralità di fonti primarie per la generazione di
    elettricità. È per questo che puntiamo alla costruzione di
    nuovi gasdotti e terminali di rigassificazione del gas
    naturale liquefatto (GNL), che dunque potrebbe essere
    importato via nave da qualsiasi parte del mondo e rigassificato
    in loco attraverso un'infrastruttura accessibile a
    tutti e non solo a chi la possiede.
    Per la riuscita delle azioni sopra indicate è indispensabile
    restituire all'Autorità garante per il gas e l'energia
    elettrica la pienezza dei suoi poteri originari, intaccata
    negli cinque ultimi anni da numerosi provvedimenti legislativi,
    prevedendo tuttavia anche maggiori obblighi di rendicontazione
    al Parlamento. In particolare, vogliamo un
    sistema di regolazione che preveda, attraverso appropriati
    soggetti istituzionali, la tutela tariffaria e la sicurezza
    del servizio per gli utenti domestici. Proponiamo inoltre
    una riforma della tariffa sociale dell'elettricità che
    aggiorni l'attuale meccanismo, vecchio e inefficiente.
    Quanto alle “nuove fonti rinnovabili” (eolico, biomasse,
    fotovoltaico, solare a concentrazione, solare termico,
    idroelettrico di piccola taglia , geotermia), vogliamo nell’arco
    della legislatura siano almeno raddoppiate, in modo
    da giungere al 2011 al 25% di produzione elettrica da rinnovabili.
    A tal fine, applicando correttamente le direttive
    comunitarie e utilizzando le migliori esperienze europee,
    si potrà rivedere il sistema d’incentivazione delle fonti
    rinnovabili e favorire il passaggio dai certificati verdi a
    tariffe certe, incentivanti per un numero definito di anni,
    differenziate per le diverse fonti.
    Nel settore della ricerca sulle energie sostenibili, crediamo
    che un ruolo di rinnovata centralità spetti all'ENEA:
    un prezioso patrimonio di esperienze lasciato per troppo
    tempo nell’abbandono. Puntiamo inoltre allo sviluppo di
    appositi centri di eccellenza per il settore energetico e
    ambientale che svolgano attività di ricerca e diffusione
    tecnologica soprattutto sulle soluzioni a rete. In particolare
    riteniamo che vadano intensificati gli sforzi di
    ricerca sul "sequestro del carbonio", sull'idrogeno
    "verde", sulle celle a combustibile. Una ripresa del programma
    nucleare in Italia oggi non è proponibile.
    Circa l'energia nucleare, il nostro impegno per la riduzione
    del rischio è orientato a produrre:
    - azioni di messa in sicurezza del combustibile e delle
    scorie esistenti in Italia;
    - la partecipazione in sede internazionale alla ricerca sul
    nucleare pulito di nuova generazione.
    Infine, proponiamo la realizzazione di un Programma energetico-ambientale, nazionale e regionale, concertato fra lo
    Stato e le Regioni, con la partecipazione degli enti locali
    e dei portatori di interesse. Il Programma deve essere
    accompagnato da una valutazione ambientale strategica,
    con adeguato monitoraggio, e coordinato da un Consiglio
    superiore per l’energia, supportato a sua volta dall’azione
    di un’Agenzia nazionale per l’energia e per l’ambiente.

  10. #30
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    Dove abito il numero dei pannelli solari sta crescendo a dismisura ,attraverso i gruppi d'acquisto. Prima eravamo pochi ad averlo, ora sbucano come funghi.Purtroppo però gli edifici pubblici che ne sono provvisti sono veramente pochi.....

 

 
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