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E diminuire gli sprechi energetici.Originariamente Scritto da tatytaty
Consiglio "Un futuro senza luce" di Maurizio Pallante.


Originariamente Scritto da Ashmael
certamente, se te ti fai carico di tutte le scorie radioattive e le tieni a casa tua per me nn c'è alcun problema


come fanno Francia, Slovenia, Austria e Svizzera giusto per citarti i più vicini a noi?Originariamente Scritto da Gianlu
sei così sicuro che dove le custodiscano loro, non sia di possibile danno per l'Italia visto che furbescamente ci hanno messo tutte le centrali vicino ai confini?
Perchè Prodi quando era nella commissione Europea, tramite chi nella commissione si occupa di energia, non ha fatto notare ai Paesi di cui sopra che sono nell'Euro la pericolosità delle scorie, che è un sistema obsoleto e su cui non c'è innovazione?


Non ho mica detto di eliminare il resto..il pannello solare ti consente di risparmiare parecchio..in termini di gas e soldini!!se si diffonde il suo uso ci saranno comunque meno sprechiOriginariamente Scritto da Franzele


Medioevo.
"Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
Karl Marx


perfettamente d'accordo con te!Originariamente Scritto da Franzele


fossimo un Paese serio la politica energetica andrebbe fatta a tutto campo:
1) aumento investimenti ricerca sul nucleare
2) incentivi ai cittadini per l'adozione di pannelli solari,
3) lotta agli sprechi e ammodernamento dell attuale rete di distribuzione
4) etc.
sono tutti obiettivi che non sono in contrasto tra di loro.. e sono cose che potrebbero essere tranquillamente accettate bipartisan..


PROGRAMMA DELL’UNIONEOriginariamente Scritto da *-RUDY-*
Per cambiare con energia.
L'innovazione e la sicurezza
in campo energetico
Un futuro migliore per l’Italia dipende in gran parte dalla
capacità del Paese di rispondere alle grandi sfide energetico –
ambientali, in presenza dei rischi dei cambiamenti climatici e
della crescita strutturale del prezzo del petrolio e degli altri
combustibili fossili. È quindi necessario intervenire in profondità
con un ricorso strategico all’aumento dell’efficienza
140
Fuori dalla crisi, per una nuova crescita
energetica e uno sviluppo accelerato delle fonti rinnovabili,
con la diffusione della cogenerazione di energia elettrica e
calore e con un serio investimento nella ricerca.
L’attuale governo si è mostrato incapace di cogliere le esigenze
di cambiamento, continuando a favorire l’aumento dei consumi di
combustibili fossili e non facendo nulla per contrastare l’aumento
del costo della fattura energetica del Paese: dagli incrementi
delle bollette per i cittadini e per le imprese, ai costi
sociali e ambientali delle emissioni di gas serra (che invece
di diminuire del 6,5%, come previsto dal Protocollo di Kyoto,
sono aumentate del 13%).
La competitività del paese ha bisogno tanto di energia
a minore costo, quanto di un sistema energetico rinnovato
e ambientalmente sostenibile.
Noi crediamo che il Protocollo di Kyoto rappresenti un’opportunità
per l’innovazione delle politiche energetiche e
per una riduzione della dipendenza dall’importazione di
combustibili fossili. Proponiamo dunque che il Protocollo
di Kyoto venga immediatamente attuato, valorizzando le sue
ricadute positive nel nostro Paese con misure interne che
consentano di raggiungere almeno l’80 % degli obblighi di
riduzione, e facendo ricorso, per la parte restante, agli
interventi di cooperazione internazionale previsti dal
Protocollo stesso.
Nel merito, le nostre proposte prevedono la diminuzione dei
consumi totali dei combustibili fossili (nel mix di combustibili
fossili favoriamo il ricorso al gas naturale meno
inquinante) e una diminuzione delle emissioni di gas serra
da realizzarsi:
- nel settore elettrico, con aumento dell’efficienza negli
usi finali e nella produzione, con la generazione distribuita
e la cogenerazione, e con un forte sviluppo delle
fonti rinnovabili;
- nei trasporti, riequilibrando le modalità a favore della
ferrovia, del cabotaggio e del trasporto collettivo,
migliorando l’efficienza energetica dei mezzi di trasporto
e incrementando l’uso dei biocarburanti e del gas
naturale attraverso un potenziamento della rete di
distribuzione per l’autotrazione;
- nell’industria e nei servizi, incentivando l’innovazione
di processo e di prodotto per aumentare l’efficienza
energetica;
- nel settore civile, migliorando gli standard energetici
degli edifici, i sistemi di riscaldamento e raffreddamento,
l’efficienza energetica degli elettrodomestici e dell’illuminazione.
Per altri versi, il sistema energetico italiano deve porsi
anche i problemi della sicurezza dell'approvvigionamento
nel settore del gas e dell'elettricità, dello sviluppo
della concorrenza e della riduzione dell'attuale divario di
141
Fuori dalla crisi, per una nuova crescita
prezzi con gli altri paesi europei (che oggi può essere
mediamente quantificato in un 7-8% per il prezzo del gas e
in un 15-18% per i costi dell'elettricità).
Tra gli obiettivi dell'azione di Governo rientrano l'aumento
della concorrenza, la riduzione dei divari di prezzo
dell'offerta energetica rispetto agli altri paesi europei e
la differenziazione delle fonti geografiche di approvvigionamento
energetico.
La sicurezza energetica va assicurata con la diversificazione
delle importazioni (provenienze del gas naturale, differenziate
soluzioni di trasporto), con un forte ricorso a fonti
rinnovabili nazionali e con l’efficienza energetica.
In particolare, riteniamo possibile aumentare significativamente
l’efficienza energetica complessiva con misure che
avrebbero anche positive ricadute occupazionali: le indicazioni
europee segnalano un possibile margine di risparmio
per l'Italia pari ad almeno il 20% degli attuali consumi
energetici, recuperabile attraverso investimenti in tecnologie
per il risparmio energetico, remunerativi sul medio
periodo. A tal fine crediamo necessario favorire la diffusione
dell’iniziativa delle ESCO (compagnie per il risparmio
energetico) per l’accesso al credito bancario, attraverso
un fondo di rotazione e strumenti di finanziamento
tramite terzi.
Sicurezza di approvvigionamento e maggiore concorrenza
richiedono per un verso che si rafforzi la rete interna e,
per altro verso, che le società che gestiscono la rete di
trasporto siano separate dalle imprese produttrici di energia
e mantenute pubbliche.
Nel caso del gas, proponiamo che le reti, italiane ed europee,
vengano costruite in modo da mantenere una capacità di
trasporto superiore alla domanda (per spezzare il monopolio
bilaterale di produttore e impresa commerciale dominante) e
che si creino le condizioni per lo sviluppo di contrattazioni
anche con produttori e consumatori esteri.
Nel caso dell'elettricità, crediamo che l'Enel debba cedere
all'asta capacità di generazione per eliminare l'eccesso di
potere di mercato che tuttora detiene. Insieme al potenziamento
della rete elettrica occorre infatti favorire la
generazione distribuita, passando da pochi grandi impianti
a numerosi impianti più piccoli ad elevata efficienza,
distribuiti sul territorio, nei distretti, industriali,
urbani ed agricoli, più vicini all’utenza, con un sistema
energetico meno accentrato, meno esposto ai rischi della
concentrazione, più flessibile e più democratico.
Per altro verso, riteniamo che i vecchi "campioni nazionali"
dell'energia abbiano la capacità di crescere come "campioni
europei" e di operare anche fuori dai confini nazionali:
le società di rete devono espandersi a livello europeo,
facendo uscire il mercato italiano dall'isolamento.
142
Fuori dalla crisi, per una nuova crescita
Lo sviluppo della capacità di approvvigionamento deve essere
perseguito anche con una pluralità di provenienze per il
gas e una pluralità di fonti primarie per la generazione di
elettricità. È per questo che puntiamo alla costruzione di
nuovi gasdotti e terminali di rigassificazione del gas
naturale liquefatto (GNL), che dunque potrebbe essere
importato via nave da qualsiasi parte del mondo e rigassificato
in loco attraverso un'infrastruttura accessibile a
tutti e non solo a chi la possiede.
Per la riuscita delle azioni sopra indicate è indispensabile
restituire all'Autorità garante per il gas e l'energia
elettrica la pienezza dei suoi poteri originari, intaccata
negli cinque ultimi anni da numerosi provvedimenti legislativi,
prevedendo tuttavia anche maggiori obblighi di rendicontazione
al Parlamento. In particolare, vogliamo un
sistema di regolazione che preveda, attraverso appropriati
soggetti istituzionali, la tutela tariffaria e la sicurezza
del servizio per gli utenti domestici. Proponiamo inoltre
una riforma della tariffa sociale dell'elettricità che
aggiorni l'attuale meccanismo, vecchio e inefficiente.
Quanto alle “nuove fonti rinnovabili” (eolico, biomasse,
fotovoltaico, solare a concentrazione, solare termico,
idroelettrico di piccola taglia , geotermia), vogliamo nell’arco
della legislatura siano almeno raddoppiate, in modo
da giungere al 2011 al 25% di produzione elettrica da rinnovabili.
A tal fine, applicando correttamente le direttive
comunitarie e utilizzando le migliori esperienze europee,
si potrà rivedere il sistema d’incentivazione delle fonti
rinnovabili e favorire il passaggio dai certificati verdi a
tariffe certe, incentivanti per un numero definito di anni,
differenziate per le diverse fonti.
Nel settore della ricerca sulle energie sostenibili, crediamo
che un ruolo di rinnovata centralità spetti all'ENEA:
un prezioso patrimonio di esperienze lasciato per troppo
tempo nell’abbandono. Puntiamo inoltre allo sviluppo di
appositi centri di eccellenza per il settore energetico e
ambientale che svolgano attività di ricerca e diffusione
tecnologica soprattutto sulle soluzioni a rete. In particolare
riteniamo che vadano intensificati gli sforzi di
ricerca sul "sequestro del carbonio", sull'idrogeno
"verde", sulle celle a combustibile. Una ripresa del programma
nucleare in Italia oggi non è proponibile.
Circa l'energia nucleare, il nostro impegno per la riduzione
del rischio è orientato a produrre:
- azioni di messa in sicurezza del combustibile e delle
scorie esistenti in Italia;
- la partecipazione in sede internazionale alla ricerca sul
nucleare pulito di nuova generazione.
Infine, proponiamo la realizzazione di un Programma energetico-ambientale, nazionale e regionale, concertato fra lo
Stato e le Regioni, con la partecipazione degli enti locali
e dei portatori di interesse. Il Programma deve essere
accompagnato da una valutazione ambientale strategica,
con adeguato monitoraggio, e coordinato da un Consiglio
superiore per l’energia, supportato a sua volta dall’azione
di un’Agenzia nazionale per l’energia e per l’ambiente.


Dove abito il numero dei pannelli solari sta crescendo a dismisura ,attraverso i gruppi d'acquisto. Prima eravamo pochi ad averlo, ora sbucano come funghi.Purtroppo però gli edifici pubblici che ne sono provvisti sono veramente pochi.....
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