Passo conciliante di Teheran che offre il dialogo a Washington
ma per gli Usa "non ci sono risposte alle preoccupazioni sull'atomica"
Nucleare, Ahmadinejad scrive a Bush
ma per la Casa Bianca non basta
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Il presidente iraniano
Mahmud Ahmadinejad
TEHERAN - Teheran annuncia un passo che potrebbe portare a una schiarita nella crisi del nucleare, ma alla prova dei fatti la Casa Bianca lo giudica ampiamente insufficiente. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha inviato a George W. Bush una lettera che nelle intenzioni del governo iraniano avrebbe dovuto servire ad aprire un dialogo per "uscire dall'attuale situazione delicata e vulnerabile nel mondo".
In realtà l'amministrazione Bush ha fatto sapere questa sera che sì, la missiva è arrivata a Washington, ma non contiene "nessuna risposta alle preoccupazioni della comunità internazionale per le ambizioni nucleari dell'Iran".
Ad annunciare l'invio della lettera era stato il portavoce del governo iraniano Gholam Hossein Elham precisando che la missiva sarebbe stata recapitata alla Casa Bianca attraverso i canali diplomatici. Il passo, anche se ritenuto insufficiente dagli Stati Uniti rappresenta comunque un grande passo avanti nelle relazioni diplomatiche tra i due paesi, di fatto inesistenti dal 1980, quando vennero rotte in seguito alla rivoluzione islamica.
Nel suo scritto, aveva riferito il portavoce Elham, Ahmadinejad lancia un appello alla cooperazione per individuare "i problemi che stanno alla radice dell'attuale situazione internazionale" e per trovare "una nuova strada per uscire dall'attuale, delicata e vulnerabile situazione nel mondo", senza fare alcun riferimento al programma nucleare, principale tema di scontro fra i due Paesi.
La notizia della lettera giunge qualche ora prima che i ministri degli Esteri dei cinque membri permanenti del Consiglio Onu (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia), più la Germania, si incontrino a New York per concordare una strategia comune nei confronti del programma nucleare iraniano.




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