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Risultati da 121 a 130 di 158
  1. #121
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    Predefinito Rif: libro nero del comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    SORZ, è sempre stato impossibile ragionare con i comunisti, loro hanno sempre ragione,non si fermano nemmeno davanti alla verità storica e documentata, sono una razza a parte,non vale la pena di ragionare con loro,l'ho detto gli hanno fatto il lavaggio del cervello. Una domanda difendete STALIN quando gli stessi russi, hanno fatto buttare giù la sua statua, se non erro fu la stesso KUSCIOV a farlo dichiarando che STALIN fù una vergogna per la RUSSIA, se ne sono accorti loro ,i RUSSI,non volete ammetterlo voi.Quell'episodio si vide su tutti i telegiornali.
    ADA
    La storia di un presunto abbattimento di una statua di Stalin non la sapevo, su internet l'unico sito in cui se ne parla, parla dell'Ungheria e non della Russia.

  2. #122
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    Predefinito Rif: libro nero del comunismo

    Per STALIN UN PO' DI STORIA:

    Historia - Storia >> Kruscev succede a Stalin

    Nikita Kruscev succede a Stalin

    L'Unione Sovietica è uscita dalla Seconda Guerra Mondiale come nazione vincitrice; la battaglia di Stalingrado, vinta dai russi, è stata una svolta fondamentale ai fini dell'assetto geopolitico dell'Europa negli anni successivi al termine del conflitto. L'URSS al pari degli Stati Uniti d'America si andava delineando come una superpotenza mondiale; furono proprio sovietici ed americani a spartirsi il controllo diretto o indiretto del vecchio continente. Berlino e la Germania vennero divise in Est e Ovest, a oriente controllavano i russi, a occidente gli statunitensi. L'intero continente europeo si delineava come un continente con una spaccatura in mezzo, i paesi dell'est sotto l'influenza dell'Unione Sovietica i paesi occidentali sotto quella americana, nacquero così i Patti del Nord Atlantico ( NATO ) e di Varsavia. La presenza di queste due superpotenze portò ad una situazione complessa e difficile tra URSS e Stati Uniti, la Guerra Fredda.

    Nel periodo che intercorre tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'inizio dell'ostilità tra russi e americani, l'Unione Sovietica sotto il regime di Stalin, pseudonimo di Josif Vissarionovic Dzhugashvil. Stalin investì la maggior parte dei paesi dell'est europeo da clamorosi processi, facendo cadere sotto pesanti e diffamatorie accuse alcuni tra i più importanti dirigenti comunisti. Durante queste processi per ricavare informazioni vennero messe in pratica torture brutali. Questa ondata di processi viene dopo la scissione ideologica della Jugoslavia di Tito, che non in linea con le teorie staliniane si era trovata esclusa, sotto volontà di Stalin, dall'influenza sovietica , e vuole evitare altre tendenze centrifughe nell'epoca della Guerra Fredda. Il 5 marzo 1953 Stalin muore. Il periodo immediatamente successivo diviene complicatissimo per il gruppo dirigente sovietico; Stalin si era costruito una figura inattaccabile, godeva di immensa fiducia, ora bisognava trovare un sostituto all'altezza. Viene nominato presidente del Consiglio Georgj Malenkov, ma Nikita Sergejevic Kruscev diviene segretario del Partito Comunista Sovietico e ben presto ne controllerà totalmente l'organizzazione. In ogni caso il dopo-Stalin si contraddistingue subito per un allontanamento dal regime di terrore e per un innalzamento del tenore di vita.



    La figura di Kruscev diviene ancor più importante quando capeggiò una delegazione russa giunta a Belgrado per ricomporre la rottura con la Jugoslavia voluta da Stalin. Questo periodo va sotto il nome di destalinizzazione, durante il quale Kruscev assume sempre più la posizione del gruppo dirigente sovietico. Proprio in questo periodo Kruscev scrive un rapporto segreto denunciando i crimini di Stalin, descrive la personalità del suo predecessore, mette in risalto la assoluta intolleranza, chiusura al dialogo e l'infinito sospetto che Stalin nutriva verso qualunque persona. L'Unione Sovietica sotto l'era Kruscev conosce un periodo di notevole sviluppo, diviene la seconda potenza industriale; l'URSS assume sempre più il volto di una superpotenza in grado di fronteggiare gli Stati Uniti. La corsa alla Luna e gli annunci di possesso di armi nucleari erano prove tangibili di questa rivalità.

  3. #123
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    Predefinito Rif: libro nero del comunismo

    Ma la spartizione dell'est fu decisa a Yalta e Teheran (in ogni caso era temporanea), casomai gli ungheresi se la sarebbe dovuta prendere anche con gli americani

    La seconda potenza mondiale lo era anche prima di Kruscev e la bomba nucleare idem

  4. #124
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    Predefinito Rif: libro nero del comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Stalin Visualizza Messaggio
    Ma la spartizione dell'est fu decisa a Yalta e Teheran (in ogni caso era temporanea), casomai gli ungheresi se la sarebbe dovuta prendere anche con gli americani

    La seconda potenza mondiale lo era anche prima di Kruscev e la bomba nucleare idem
    Giusto
    C' è da aggiungere poi che Stalin voleva una Germania unita e neutrale sotto nessuna influenza straniera e gli occidentali rifiutarono e per colpa loro cominciò la guerra fredda e si rafforzarono le sfere di influenza...
    Non è un caso che la NATO nasce prima del Patto di Varsavia
    Stalin non aveva nessuna ambizione imperiale a differenza degli americani che con il minimo sforzo durante la seconda guerra mondiale conquistarono tutta l' Europa occidentale
    Mo ho capito a che tipo di storia crede Ada, a quella scritta da Kruscev che durante il periodo staliniano si fece notare per la sua brutalità...Evidentemente Stalin era troppo buono , avrebbe dovuto far fuori più gente a partire da Kruscev...
    Ultima modifica di Murru; 23-01-10 alle 14:21

  5. #125
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    Predefinito Rif: libro nero del comunismo

    [QUOTE=Murru;838653]Giusto
    C' è da aggiungere poi che Stalin voleva una Germania unita e neutrale sotto nessuna influenza straniera e gli occidentali rifiutarono e per colpa loro cominciò la guerra fredda e si rafforzarono le sfere di influenza...
    Non è un caso che la NATO nasce prima del Patto di Varsavia
    Stalin non aveva nessuna ambizione imperiale a differenza degli americani che con il minimo sforzo durante la seconda guerra mondiale conquistarono tutta l' Europa occidentale
    Mo ho capito a che tipo di storia crede Ada, a quella scritta da Kruscev che durante il periodo staliniano si fece notare per la sua brutalità...Evidentemente Stalin era troppo buono , avrebbe dovuto far fuori più gente a partire da Kruscev...[/QUOte

    Erano i vincitori della guerra a decidere il futuro della Germania.
    In verità, americani, russi ed inglesi avevano già da molti anni cominciato a discutere su cosa fare con la Germania, una volta che la guerra fosse finita. Ancora durante la guerra, le conferenze, le proposte e i progetti degli alleati che riguardavano il destino della Germania del dopoguerra si susseguivano, spesso dettati dalla situazione attuale della guerra, sempre invece dominati dagli interessi contrastanti dei 3 paesi. Roosevelt e dopo di lui Truman, presidenti degli Stati Uniti, Stalin per l'Unione Sovietica e Churchill per l'Inghilterra idearono, insieme ai loro consiglieri, numerosi progetti per dividere la Germania in 3, 4, addirittura in 5 stati indipendenti con mappe già pronte e piani più o meno precisi per la politica e l'economia. , la Germania l'hanno divisa i vincitori .

  6. #126
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    Predefinito Rif: libro nero del comunismo

    MURRU, volevi che STALIN, ne trucidasse ancora di gente, certo che sei una persona che ha un buon carattere.
    SALUTI

  7. #127
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    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    Erano i vincitori della guerra a decidere il futuro della Germania.
    In verità, americani, russi ed inglesi avevano già da molti anni cominciato a discutere su cosa fare con la Germania, una volta che la guerra fosse finita. Ancora durante la guerra, le conferenze, le proposte e i progetti degli alleati che riguardavano il destino della Germania del dopoguerra si susseguivano, spesso dettati dalla situazione attuale della guerra, sempre invece dominati dagli interessi contrastanti dei 3 paesi. Roosevelt e dopo di lui Truman, presidenti degli Stati Uniti, Stalin per l'Unione Sovietica e Churchill per l'Inghilterra idearono, insieme ai loro consiglieri, numerosi progetti per dividere la Germania in 3, 4, addirittura in 5 stati indipendenti con mappe già pronte e piani più o meno precisi per la politica e l'economia. , la Germania l'hanno divisa i vincitori .
    Ecco un articolo del 1994 del Corriere della Sera che pur con molta dose di anticomunismo parla del fatto che Stalin voleva una Germania unita e...
    ma Stalin sognava la Germania unita
    ma Stalin sognava la Germania unita
    " un figlio non voluto " , cosi' il capo del Cremlino considerava la Ddr. per il professor Wilfried Loth il dittatore era contrario a spezzare in due il Paese sconfitto. Ulbricht e Adenauer si opposero , e poi arrivo' il Muro
    Uno storico apre gli archivi e ribalta i giudizi sul dopoguerra tedesco. L' URSS non voleva la divisione TITOLO: Ma Stalin sognava la Germania unita "Un figlio non voluto", cosi' il capo del Cremlino considerava la Ddr Per il professor Wilfried Loth il dittatore era contrario a spezzare in due il Paese sconfitto. Ulbricht e Adenauer si opposero, e poi arrivo' il Muro - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - S BERLINO talin? Convinto sostenitore della riunificazione della Germania, seguace, se proprio necessario, della via democratico parlamentare al socialismo in contrasto con gli eredi del suo stesso dispotismo. Walter Ulbricht, Adenauer, le potenze occidentali? I veri responsabili della divisione della Germania e dell' involuzione autoritaria a Est. Questi gli esiti sorprendenti delle ricerche di Wilfried Loth, autore del volume Stalins ungeliebtes Kind Warum Moskau die Ddr nicht wollte ("Il figlio indesiderato di Stalin. Ovvero: perche' Mosca non voleva la Ddr", pubblicato dalle edizioni Rowohlt). Le scoperte "rivoluzionarie" del prof. Loth si devono alla possibilita' di accedere ora agli archivi della Ddr, agli scritti dei massimi dirigenti dell' ex partito unico, come il primo presidente della Germania Orientale Wilhelm Pieck. Secondo la sua ricostruzione, Stalin voleva uno stato tedesco unitario, non era interessato alla costituzione di uno stato indipendente nella "sua" zona d' occupazione e tanto meno all' edificazione del socialismo: suo autentico obiettivo . sostiene Loth . era la nascita nel paese sconfitto di una democrazia di tipo occidentale capace di stroncare cio' che restava o poteva riapparire del nazismo, nonche' di garantire all' URSS l' accesso alle risorse della Ruhr e il pagamento delle riparazioni di guerra. In questo progetto la Germania doveva essere neutrale: Stalin temeva che l' alleanza tra la Germania occidentale e l' "imperialismo americano" potesse portare a una guerra d' aggressione contro l' URSS. Dunque, paradossalmente la Realpolitik finiva per fare di Stalin l' avvocato di una nazione sconfitta che aveva causato all' URSS 27 milioni di morti. Con Stalins ungeliebtes Kind l' autore sembra distruggere "le menzogne che hanno coniato la storia politica del dopoguerra" le tesi cioe' che alla politica super occidentale di Adenauer, alla Rft come "bestione contro il popolo bolscevico" non ci fossero alternative e che il governo di Berlino Est altro non fosse che una marionetta nelle mani dei Signori del Cremlino. Ma quale sarebbe dovuta essere allora . nello scenario attribuito a Stalin . la funzione del partito comunista tedesco? Essere il vero strumento per arrivare all' "unificazione del paese e al rafforzamento della democrazia in Germania". Stalin, racconta il professor Loth, non rinnegava certo le conquiste della rivoluzione d' Ottobre. Ma in un colloquio con Tito del 1945 arrivava ad affermare che "oggi la rivoluzione non e' necessaria dappertutto... ci sono altre vie per arrivare al socialismo... anche nella monarchia inglese si puo' forse arrivare a un livello di socialismo piu' sviluppato di quello sovietico". Gia' nel luglio del ' 45 i sovietici propongono un' amministrazione "interzonale" per la Germania occupata che non viene presa in considerazione specialmente per lo scetticismo dell' alleato francese, di Adenauer e del socialdemocratico Kurt Schumacher. Ai propositi di Stalin nuocevano la sua stessa fama sinistra, il comportamento delle truppe sovietiche in Germania, certo non di grande esempio nell' impegno democratico, nonche' alcune imprese decisamente controproducenti volute dal dittatore come la fusione all' Est tra Kpd e Spd (che diede vita alla Sed, il partito unico) e successivamente il drammatico blocco di Berlino. Ma le eccezionali scoperte riportate in Stalins ungeliebtes Kind dimostrerebbero che, nonostante gli errori, Stalin incredibilmente si trovava alleato di comunisti non dogmatici e socialdemocratici superstiti nel contrasto che lo opponeva a Ulbricht, l' alfiere della via prussiana al comunismo, piu' stalinista di Stalin. Le tendenze totalitarie nella zona d' occupazione sovietica si concretizzarono parallelamente al dileguarsi della prospettiva di una riunificazione tedesca. Il professor Loth dimostra come Stalin nei frequenti incontri moscoviti, ad esempio nel dicembre del 1948 ai tempi del blocco di Berlino, cercasse di riportare Ulbricht in sintonia con i suoi progetti: "...da voi si parla molto di come arrivare a costruire la dittatura del proletariato... la discussione e' assolutamente sciocca e dannosa... bisogna mettersi al lavoro per assicurare la pace e la liberta' in Germania". Il succedersi degli eventi non avrebbe modificato il suo obiettivo: arrivare alla riunificazione delle zone occupate. Anche dopo l' elezione a cancelliere occidentale di Adenauer il 15 febbraio del 1949 e dopo aver approvato, di conseguenza, la costituzione del governo orientale (sempre nel settembre di quell' anno), ribadisce la provvisorieta' della situazione politica complessiva affermando che "la fondazione della Ddr e' solamente un contributo alla riunificazione della Germania". Poco credibile? Nella neutralita' della Germania unita, ricordiamo, Stalin avrebbe visto l' antidoto a un conflitto armato con gli USA che temeva e sentiva ormai prossimo, come confida nell' inverno del 1951 ai dirigenti del Pci Togliatti, Secchia e Longo. "Tremava innanzi alla possibilita' di un conflitto, sapeva che eravamo piu' deboli degli USA", scrisse Krusciov nelle sue memorie. Nel 1952 per l' ultima volta Stalin propone libere elezioni come base per la ricostruzione di uno stato tedesco neutrale. Non se ne fa nulla e Ulbricht prosegue nel suo programma di sovietizzazione forzata, i falchi della Sed (come Honecker) si danno da fare, forse "confortati" dalla morte di Stalin il 5 marzo 1953. Mentre si scatena la repressione dell' opposizione, comincia un grande esodo verso Occidente e da Mosca arrivano inviti alla moderazione. La "linea Ulbricht", responsabile poi anche della costruzione del Muro, trionfa definitivamente solo con l' arresto e la condanna a morte di Beria, sostenitore della politica di Stalin. Molto piu' tardi, in tempi di perestroika, sara' piu' di tutti Gorbaciov a rendere possibile la rinascita della Germania unita facendo pero' in tal modo un passo decisivo verso un avvenimento che Stalin con la riunificazione tedesca voleva certamente evitare: la dissoluzione dell' impero sovietico.
    Ultima modifica di Murru; 23-01-10 alle 15:06

  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da Murru Visualizza Messaggio
    Ecco un articolo del 1994 del Corriere della Sera che pur con molta dose di anticomunismo parla del fatto che Stalin voleva una Germania unita e...
    ma Stalin sognava la Germania unita
    ma Stalin sognava la Germania unita
    " un figlio non voluto " , cosi' il capo del Cremlino considerava la Ddr. per il professor Wilfried Loth il dittatore era contrario a spezzare in due il Paese sconfitto. Ulbricht e Adenauer si opposero , e poi arrivo' il Muro
    Uno storico apre gli archivi e ribalta i giudizi sul dopoguerra tedesco. L' URSS non voleva la divisione TITOLO: Ma Stalin sognava la Germania unita "Un figlio non voluto", cosi' il capo del Cremlino considerava la Ddr Per il professor Wilfried Loth il dittatore era contrario a spezzare in due il Paese sconfitto. Ulbricht e Adenauer si opposero, e poi arrivo' il Muro - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - S BERLINO talin? Convinto sostenitore della riunificazione della Germania, seguace, se proprio necessario, della via democratico parlamentare al socialismo in contrasto con gli eredi del suo stesso dispotismo. Walter Ulbricht, Adenauer, le potenze occidentali? I veri responsabili della divisione della Germania e dell' involuzione autoritaria a Est. Questi gli esiti sorprendenti delle ricerche di Wilfried Loth, autore del volume Stalins ungeliebtes Kind Warum Moskau die Ddr nicht wollte ("Il figlio indesiderato di Stalin. Ovvero: perche' Mosca non voleva la Ddr", pubblicato dalle edizioni Rowohlt). Le scoperte "rivoluzionarie" del prof. Loth si devono alla possibilita' di accedere ora agli archivi della Ddr, agli scritti dei massimi dirigenti dell' ex partito unico, come il primo presidente della Germania Orientale Wilhelm Pieck. Secondo la sua ricostruzione, Stalin voleva uno stato tedesco unitario, non era interessato alla costituzione di uno stato indipendente nella "sua" zona d' occupazione e tanto meno all' edificazione del socialismo: suo autentico obiettivo . sostiene Loth . era la nascita nel paese sconfitto di una democrazia di tipo occidentale capace di stroncare cio' che restava o poteva riapparire del nazismo, nonche' di garantire all' URSS l' accesso alle risorse della Ruhr e il pagamento delle riparazioni di guerra. In questo progetto la Germania doveva essere neutrale: Stalin temeva che l' alleanza tra la Germania occidentale e l' "imperialismo americano" potesse portare a una guerra d' aggressione contro l' URSS. Dunque, paradossalmente la Realpolitik finiva per fare di Stalin l' avvocato di una nazione sconfitta che aveva causato all' URSS 27 milioni di morti. Con Stalins ungeliebtes Kind l' autore sembra distruggere "le menzogne che hanno coniato la storia politica del dopoguerra" le tesi cioe' che alla politica super occidentale di Adenauer, alla Rft come "bestione contro il popolo bolscevico" non ci fossero alternative e che il governo di Berlino Est altro non fosse che una marionetta nelle mani dei Signori del Cremlino. Ma quale sarebbe dovuta essere allora . nello scenario attribuito a Stalin . la funzione del partito comunista tedesco? Essere il vero strumento per arrivare all' "unificazione del paese e al rafforzamento della democrazia in Germania". Stalin, racconta il professor Loth, non rinnegava certo le conquiste della rivoluzione d' Ottobre. Ma in un colloquio con Tito del 1945 arrivava ad affermare che "oggi la rivoluzione non e' necessaria dappertutto... ci sono altre vie per arrivare al socialismo... anche nella monarchia inglese si puo' forse arrivare a un livello di socialismo piu' sviluppato di quello sovietico". Gia' nel luglio del ' 45 i sovietici propongono un' amministrazione "interzonale" per la Germania occupata che non viene presa in considerazione specialmente per lo scetticismo dell' alleato francese, di Adenauer e del socialdemocratico Kurt Schumacher. Ai propositi di Stalin nuocevano la sua stessa fama sinistra, il comportamento delle truppe sovietiche in Germania, certo non di grande esempio nell' impegno democratico, nonche' alcune imprese decisamente controproducenti volute dal dittatore come la fusione all' Est tra Kpd e Spd (che diede vita alla Sed, il partito unico) e successivamente il drammatico blocco di Berlino. Ma le eccezionali scoperte riportate in Stalins ungeliebtes Kind dimostrerebbero che, nonostante gli errori, Stalin incredibilmente si trovava alleato di comunisti non dogmatici e socialdemocratici superstiti nel contrasto che lo opponeva a Ulbricht, l' alfiere della via prussiana al comunismo, piu' stalinista di Stalin. Le tendenze totalitarie nella zona d' occupazione sovietica si concretizzarono parallelamente al dileguarsi della prospettiva di una riunificazione tedesca. Il professor Loth dimostra come Stalin nei frequenti incontri moscoviti, ad esempio nel dicembre del 1948 ai tempi del blocco di Berlino, cercasse di riportare Ulbricht in sintonia con i suoi progetti: "...da voi si parla molto di come arrivare a costruire la dittatura del proletariato... la discussione e' assolutamente sciocca e dannosa... bisogna mettersi al lavoro per assicurare la pace e la liberta' in Germania". Il succedersi degli eventi non avrebbe modificato il suo obiettivo: arrivare alla riunificazione delle zone occupate. Anche dopo l' elezione a cancelliere occidentale di Adenauer il 15 febbraio del 1949 e dopo aver approvato, di conseguenza, la costituzione del governo orientale (sempre nel settembre di quell' anno), ribadisce la provvisorieta' della situazione politica complessiva affermando che "la fondazione della Ddr e' solamente un contributo alla riunificazione della Germania". Poco credibile? Nella neutralita' della Germania unita, ricordiamo, Stalin avrebbe visto l' antidoto a un conflitto armato con gli USA che temeva e sentiva ormai prossimo, come confida nell' inverno del 1951 ai dirigenti del Pci Togliatti, Secchia e Longo. "Tremava innanzi alla possibilita' di un conflitto, sapeva che eravamo piu' deboli degli USA", scrisse Krusciov nelle sue memorie. Nel 1952 per l' ultima volta Stalin propone libere elezioni come base per la ricostruzione di uno stato tedesco neutrale. Non se ne fa nulla e Ulbricht prosegue nel suo programma di sovietizzazione forzata, i falchi della Sed (come Honecker) si danno da fare, forse "confortati" dalla morte di Stalin il 5 marzo 1953. Mentre si scatena la repressione dell' opposizione, comincia un grande esodo verso Occidente e da Mosca arrivano inviti alla moderazione. La "linea Ulbricht", responsabile poi anche della costruzione del Muro, trionfa definitivamente solo con l' arresto e la condanna a morte di Beria, sostenitore della politica di Stalin. Molto piu' tardi, in tempi di perestroika, sara' piu' di tutti Gorbaciov a rendere possibile la rinascita della Germania unita facendo pero' in tal modo un passo decisivo verso un avvenimento che Stalin con la riunificazione tedesca voleva certamente evitare: la dissoluzione dell' impero sovietico.





    Questa la storia reale .




    La Germania fu il principale terreno di scontro della "guerra fredda" tra Est e Ovest. La sua posizione centrale in Europa ne faceva un paese di grande importanza strategica per entrambi i blocchi rivali. Tra marzo e giugno del 1948 Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia decidevano di unificare economicamente i territori tedeschi da loro occupati e di dotarli di una moneta unica (il marco occidentale). L'iniziativa mirava a gettare le basi per la creazione di un futuro Stato tedesco occidentale. Stalin reagì accusando americani, britannici e francesi di non rispettare gli accordi di Potsdam riguardo all'amministrazione alleata della Germania, data l'unilateralità della loro azione, e impose il blocco di ogni via terrestre di accesso a Berlino Ovest. La città si trovò così privata della possibilità di ricevere i rifornimenti che le erano necessari dai territori della Germania occidentale. L'accusa circa la violazione degli accordi di Potsdam era in effetti legittima; Stalin stesso, tuttavia, aveva per primo impedito l'esecuzione delle intese inter-alleate di Yalta riguardo allo svolgimento di libere elezioni nei paesi dell'Europa centro-orientale. Stati Uniti e Unione Sovietica puntavano ormai a rafforzare le rispettive posizioni in terra tedesca, senza troppo curarsi di eventuali accordi sottoscritti in precedenza.



    Zona occupata dai britannici.
    Zona occupata dagli statunitensi.

    Zona occupata dai francesi.

    Zona occupata dai russi.

    Con il blocco del settore occidentale di Berlino iniziava per 2 milioni di berlinesi e per le truppe anglo-franco-americane di stanza nella città un lungo assedio. La tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica sembrava inevitabilmente destinate a crescere fino al punto di rottura; i primi, tuttavia, anziché forzare il blocco con un'azione che li avrebbe portati a un rischioso contatto con le truppe sovietiche, per approvvigionare Berlino Ovest organizzarono un imponente ponte aereo. I sovietici evitarono di intercettare gli aerei americani, ben sapendo che a loro volta gli Stati Uniti avrebbero reagito militarmente, e dopo circa un anno tolsero il blocco alla città (Maggio 1949). La crisi di Berlino aveva mostrato che nèi Stati Uniti né l'Unione Sovietica volevano oltrepassare quei limiti oltre i quali si sarebbe scatenata una terza guerra mondiale, sebbene al contempo non intendessero rinunciare ai propri obiettivi.

    Conseguenza immediata della crisi di Berlino fu la spaccatura ufficiale della Germania in due Stati autonomi. L'inasprimento del confronto con l'Unione Sovietica venne infatti politicamente utilizzato dagli Stati Uniti per accelerare l'integrazione della Germania dell'Ovest nel blocco occidentale. Nacque così, il 23 maggio 1949, la Repubblica Federale Tedesca (RFT), che subito venne a beneficiare del piano Marshall.

    La risposta dell'Unione Sovietica alla creazione della Repubblica Federale nei territori della Germania occidentale non si fece attendere. Il 7 ottobre 1949 nella Germania orientale sotto occupazione sovietica si costituì la Repubblica Democratica Tedesca (RDT). La divisione della Germania in due Stati si ripercosse sulla città di Berlino, che venne a trovarsi in una condizione giuridico-politica anomala. Il suo status di città sotto amministrazione quadripartita rimase in vigore; Berlino Ovest divenne però un Land (entità amministrativa) della Repubblica Federale, mentre Berlino Est fu incorporata nella Repubblica Democratica, divenendone la capitale.

  9. #129
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    Questa la storia reale .




    La Germania fu il principale terreno di scontro della "guerra fredda" tra Est e Ovest. La sua posizione centrale in Europa ne faceva un paese di grande importanza strategica per entrambi i blocchi rivali. Tra marzo e giugno del 1948 Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia decidevano di unificare economicamente i territori tedeschi da loro occupati e di dotarli di una moneta unica (il marco occidentale). L'iniziativa mirava a gettare le basi per la creazione di un futuro Stato tedesco occidentale. Stalin reagì accusando americani, britannici e francesi di non rispettare gli accordi di Potsdam riguardo all'amministrazione alleata della Germania, data l'unilateralità della loro azione, e impose il blocco di ogni via terrestre di accesso a Berlino Ovest. La città si trovò così privata della possibilità di ricevere i rifornimenti che le erano necessari dai territori della Germania occidentale. L'accusa circa la violazione degli accordi di Potsdam era in effetti legittima; Stalin stesso, tuttavia, aveva per primo impedito l'esecuzione delle intese inter-alleate di Yalta riguardo allo svolgimento di libere elezioni nei paesi dell'Europa centro-orientale. Stati Uniti e Unione Sovietica puntavano ormai a rafforzare le rispettive posizioni in terra tedesca, senza troppo curarsi di eventuali accordi sottoscritti in precedenza.



    Zona occupata dai britannici.
    Zona occupata dagli statunitensi.

    Zona occupata dai francesi.

    Zona occupata dai russi.

    Con il blocco del settore occidentale di Berlino iniziava per 2 milioni di berlinesi e per le truppe anglo-franco-americane di stanza nella città un lungo assedio. La tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica sembrava inevitabilmente destinate a crescere fino al punto di rottura; i primi, tuttavia, anziché forzare il blocco con un'azione che li avrebbe portati a un rischioso contatto con le truppe sovietiche, per approvvigionare Berlino Ovest organizzarono un imponente ponte aereo. I sovietici evitarono di intercettare gli aerei americani, ben sapendo che a loro volta gli Stati Uniti avrebbero reagito militarmente, e dopo circa un anno tolsero il blocco alla città (Maggio 1949). La crisi di Berlino aveva mostrato che nèi Stati Uniti né l'Unione Sovietica volevano oltrepassare quei limiti oltre i quali si sarebbe scatenata una terza guerra mondiale, sebbene al contempo non intendessero rinunciare ai propri obiettivi.

    Conseguenza immediata della crisi di Berlino fu la spaccatura ufficiale della Germania in due Stati autonomi. L'inasprimento del confronto con l'Unione Sovietica venne infatti politicamente utilizzato dagli Stati Uniti per accelerare l'integrazione della Germania dell'Ovest nel blocco occidentale. Nacque così, il 23 maggio 1949, la Repubblica Federale Tedesca (RFT), che subito venne a beneficiare del piano Marshall.

    La risposta dell'Unione Sovietica alla creazione della Repubblica Federale nei territori della Germania occidentale non si fece attendere. Il 7 ottobre 1949 nella Germania orientale sotto occupazione sovietica si costituì la Repubblica Democratica Tedesca (RDT). La divisione della Germania in due Stati si ripercosse sulla città di Berlino, che venne a trovarsi in una condizione giuridico-politica anomala. Il suo status di città sotto amministrazione quadripartita rimase in vigore; Berlino Ovest divenne però un Land (entità amministrativa) della Repubblica Federale, mentre Berlino Est fu incorporata nella Repubblica Democratica, divenendone la capitale.
    Tutto ciò dimostra chiaramente di chi fu la colpa dell' inizio della guerra fredda e della divisione della Germania...degli occidentali:giagia: Stalin come i documenti d' archivio, di cui si parla nell' articolo che ho postato prima , dimostrano, voleva una Germania unita
    E poi anzichè guardare ciò che ha fatto l' URSS nell' est io guardarei ciò che fecero gli USA a ovest....Un paio di esempi...Alleanza con il fascista Franco in Spagna e pesante ingerenza nelle elezioni del 1948 in Italia dove la CIA fece di tutto per far vincere la DC...e se non li fosse andata bene, cioè se avesse vinto il PCI o meglio il fronte popolare, era già pronto un intervento militare americano per ristabilire il "loro" ordine
    Ultima modifica di Murru; 23-01-10 alle 19:32

  10. #130
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    Predefinito Rif: libro nero del comunismo

    MURRU, se leggi con più attenzione, ti accorgerai che i patti non li ha rispettati per primo Stalin, comunque i patti non li hanno rispettati nessuno.E' inutile che difendi Stalin, per me sei in torto, anche la storia ti da torto, rileggiti bene quello che ti postato.
    Saluti

 

 
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