Per elencare le violazioni degli americani dei propri trattati non basterebbe un libro
spazzatura
la verità sui crimini comunisti
altro


Per elencare le violazioni degli americani dei propri trattati non basterebbe un libro


Penso che sia un libro totalmente inutile: fare la conta dei morti al comunismo è come sparare sulla croce rossa.


Difatti il libro nero del capitalismo è ancora più grosso di quello del comunismo. Per dirne una: nel 1942 la distruzione di tutti i campi di riso del Bengala attuata deliberatamente con diserbanti dagli inglesi per impedire ai giapponesi (che avanzavano in Birmania) di impadronirsene provocò 2.000.000 di morti tra i bengalesi. Inoltre è in perpetuo aggiornamento dato che tuttoggi muoiono di fame per colpa del sistema economico liberista 24.000 persone al giorno. Mentre in Alto Volta perdurava la carestia, nei mercati di Parigi si trovavano casse di fagiolini provenienti da quel paese per via aerea. E questi sono quelli che hanno il coraggio di fare la morale sui principi fascisti di “socialismo basato sulle nazioni”, “guerra del sangue contro l’oro”, popoli definiti “affamatori”… Non è necessario citare il noto destino a cui sono stati sottoposti i nativi americani per scoprirne tutta l’ipocrisia.
«A costo di passare per un ingenuo, confesso di non comprendere come agli uomini che si autoproclamano rivoluzionari - socialisti, comunisti, anarchici - e che per i loro ideali hanno sofferto la galera e l’esilio, possano plaudire all’Inghilterra plutocratica e all’America trustistica che in nome della democrazia hanno devastato l’Europa» Stanis Ruinas, “Lettere a un rivoluzionario”, da “Fascisti rossi”, Paolo Buchignani, Mondadori, 1998, pagina 21


Martin Mc CAULEY
Dittatori: da Stalin a Mugabe
tratto da: Avvenire, 6.9.2000.
Parla l'inglese Martin Mc Cauley, studioso di comunismo: i lati oscuri e l'eredità del politico georgiano
"Sacrificava vite umane alla "potenza" dello Stato"
"Anche in economia la Russia sta oggi pagando i suoi errori autarchici"
Intervista di Silvia Guzzetti
Stalin incapace di pensare logicamente e senza immaginazione creativa. "Una nullità" come nei resoconti di Trotsky. Oppure Stalin leader progressista, fedele strumento di una inarrestabile rivoluzione socialista come in molti resoconti della storiografia marxista. Martin Mc Cauley, già docente di studi slavi all'Università di Londra e autore di numerosi volumi sull'economia e la politica dei Paesi comunisti pubblicati nel Regno Unito, si allontana da queste interpretazioni consolidate del dittatore georgiano per proporre in «Stalin e lo stalinismo», pubblicato in questi giorni dalla casa editrice Il Mulino, una prospettiva diversa.
Stalin fu un abilissimo politico, molto dotato, una delle grandi figure del ventesimo secolo, ma esisteva un lato oscuro e inquietante della sua personalità, una diffidenza continua nei confronti degli altri esseri umani che degenerò in paranoia nell'ultima fase della sua vita.
Professor McCauley nel suo volume il giudizio su Stalin non pare del tutto negativo...
Martin Mc CAULEY: "E' vero. Stalin ebbe alcuni meriti importanti. Fu un leader durante la seconda guerra mondiale e negli anni ‘30 promosse quella industrializzazione dell'Unione Sovietica che rese il Paese una potenza militare in grado di resistere all'attacco tedesco. Senza questo sforzo i russi avrebbero perso la guerra con gravi conseguenze anche per gli altri Paesi europei. Ma Stalin si sbagliò nei confronti di Hitler. Si rifiutò di credere alle prove, fornite dai servizi segreti, che parlavano del piano di attacco di Hitler e questo fu un errore tattico gravissimo. L'invasione tedesca del 22 giugno 1941 lo colse di sorpresa, con gravi conseguenze".
Il ritratto che la storia ci tramanda di Stalin è di un dittatore spietato che non badava a mietere vittime per i suoi fini.
Martin Mc CAULEY: "Questo è verissimo. Non sono certo il primo a dirlo. Lo sforzo di modernizzazione dell'Unione Sovietica comportò costi umani gravissimi. Soldati e lavoratori erano per Stalin soltanto mezzi per un fine più grande, costruire la potenza dell'Unione Sovietica e renderla invincibile. Non vi era perdita di vita umana che non valesse la pena per Stalin a questo scopo".
Definirebbe il sistema economico costruito da Stalin socialismo o capitalismo primitivo?
Martin Mc CAULEY: "Si trattava di una forma di capitalismo primitivo, costruito più sulla quantità che sulla qualità della produzione e destinato alla sconfitta con il sistema americano nel lungo termine. Questo tipo di economia divenne inefficiente negli anni ‘50 e venne eliminata. Si trattava di un capitalismo imposto dall'alto, dallo Stato-partito che controllava i mezzi di produzione. Stalin era il cervello della "azienda-Unione Sovietica", il fine era rendere il Paese una grande potenza, il metodo il terrore. Poiché i lavoratori non erano interessati a migliorare la produzione perché capivano che questo non avrebbe portato loro alcun frutto, Stalin li costringeva a lavorare con il terrore e il sistema dei gulag venne costruito proprio per questo. Le punizioni erano disumane, un ritardo di qualche minuto costava la prigione, chi non reggeva certi ritmi veniva privato del cibo e nessuno veniva risparmiato, neppure le donne incinte. In un primo tempo questi metodi staliniani funzionarono e il tasso di crescita del Paese aumentò, dal 6% al 12% e poi al 16%, ma alla fine l'economia sovietica si rivelò perdente".
Perché?
Martin Mc CAULEY: "Una ragione importante fu la diffidenza che Stalin aveva nei confronti degli intellettuali, dottori, fisici, ingegneri, scienziati in genere. Ne eliminò moltissimi tra il 1951 e il 1953 con gravi conseguenze per l'industria. Poi il sistema di Stalin era molto autarchico, fondato sul tentativo di ottenere una completa autonomia dall'estero. Mancava la competizione con gli altri Paesi, fondamentale per le economie capitaliste e questo danneggiò l'economia".
Si può incolpare Stalin della grave situazione nella quale si trova oggi l'Unione Sovietica?
Martin Mc CAULEY: "Senza dubbio. Oggi la Russia sta pagando gli errori dello stalinismo, di una industrializzazione non adeguata al capitalismo avanzato e di un isolamento quasi completo dagli altri Paesi".
Sembrerebbe che per Stalin la paura fosse una emozione fondamentale. Usava il terrore per controllare i cittadini lavoratori, ma era egli stesso in stato di costante assedio, sospettoso di chiunque lo circondava...
Martin Mc CAULEY: "E' vero e si può dire che Stalin morì proprio di paura nel senso che si isolò talmente che quando si sentì male a causa di una emorragia cerebrale non vi era nessuno per soccorrerlo. Nell'ultima parte della sua vita era diventato paranoico e si era convinto che vi fosse una congiura per ucciderlo, mentre in realtà, se è vero che era odiato da molti, è altrettanto certo che nessuno avrebbe mai tentato di assassinarlo. Alla fine della sua vita si sentiva in un tale stato di assedio che fece uccidere i suoi stessi dottori e si chiuse a chiave nella sua dacia nella quale lasciava entrare soltanto la governante".
Pensa che fosse malato, dal punto di vista psichiatrico?
Martin Mc CAULEY: "Verso la fine della sua vita senza dubbio sì. Era diventato paranoico. Nella prima parte della sua esistenza penso che fosse soltanto un grande pessimista che vedeva sempre il lato negativo di ogni situazione e aveva una visione molto cinica dell'umanità. Viveva nella costante paura per esempio che l'Unione Sovietica fosse superata da altre potenze. Provava grande piacere dall'eliminare i suoi avversari politici. Si fece strada in questo modo fino a raggiungere la leadership nel 1928. Sapeva sfruttare le debolezze dei suoi oppositori, spesso costringendoli a bere vodka fino a danneggiare la loro salute".
Ci sono leader della nostra epoca che assomigliano a Stalin?
Martin Mc CAULEY: "Mao Tze-Tung, Ceausescu, Ho Chi Min. Tutti i dittatori di quella generazione. Anche Tito si ispirò a Stalin. Mugabe, il dittatore dello Zimbabwe, gli assomiglia molto. Ma è un folle perché finirà per distruggere il suo Paese".




MARROCCHESI , sei pregato di leggere tutto l'articolo non solo quello che piace a te. poi scusa per te quali sono i crimini? Ha ucciso milioni di russi, per non parla degli italiani comunisti riparati in RUSSIA, li ha fatti uccidere grazie anche alla collaborazione di TOGLIATTI, un altro buono pure quello.
ADA


Ma sei capace di dirle le cose con le tue parole o solo postando articoletti mediocri?
Riguardo ai "comunisti" arrestati in Russia non occorre andare negli archivi sovietici, basta consultare quelli italiani finalmente aperti, almeno in parte.
Le storie di questi comunisti si svolgevano nel seguente modo:
1. mi sono stufato di stare in URSS e vado all'ambasciata italiana a chiedere il rimpatrio;
2: loro mi chiedono la ragione per cui dovrebbero rimpatriare un comunista;
3o gli dico che non sono più comunista;
4:loro mi chiedono di dimostraglielo procurandomi informazioni sugli esuli ed eventualmente informazioni di carattere militare altrimenti loro informano i sovietici che ho contattato l'ambasciata
5erco di procurarmi le informazioni desiderate e vengo puntualmente beccato
Ti ripeto questo si deduce anche solamente consultando gli archivi dell'OVRA e del ministero degli esteri del periodo fascista.
A questo punto non si vede la ragione per cui i sovietici non dovevano arrestare le spie. Mica sono stati arrestati tutti quelli che erano a Mosca, solo una piccola minoranza. E non sono stati arrestati a casaccio. Alcuni arrestati (Robotti) poi riconosciuti innocenti vennero liberati. Altri sappiamo vennero indagati (Bianchi) ma mai arrestati perchè le accuse vennero ritenute false.
Ultima modifica di Red Shadow; 24-01-10 alle 13:41


Gli archivi dell'OVRA...... :-)))
Cito: Clamoroso è poi il caso della fantasiosa organizzazione “OVRA”, acronimo tempestivamente coniato di sana pianta dopo la guerra ed oggi preso per veritiero dai fascisti stessi! Esemplare è che sul suo significato letterale non ci sia unanimità e ci si dibatta ancor oggi, incomprensibilmente dato che ovviamente un tale organismo esisteva comunque, come in ogni altro paese civile del mondo, ma si chiamava “servizio investigativo politico”, come precisò Sandro Pertini a Francesco Cossiga nel 1979 in una polemica basata sulle accuse che i suoi metodi fossero stati più umani di quelli della polizia “democratica” allora affidata a Cossiga in qualità di presidente del consiglio.


Aggiungo l'azione di questi personaggi era particolarmente pericolosa perchè questi spesso accusavano gente innocente.
Quando i sovietici occuparono la Bielorussia occidentale scoperserò che lì erano stati portati dai polacchi gli archivi del controspionaggio. E lì scoprirono che metà del CC del PC Polacco era stato infiltrato dal lo spionaggio.
Tra gli italiani che volevano rientrare c'era gente che aveva ucciso dei fascisti. Per quale ragione i fascisti dovevano riprenderseli? Questo dovevano dare informazioni utili è chiaro.


Ho postato articoli, in quanto lo stesso Murru, mi ha postato articoli chilometrici, di conseguenza per fargli capire meglio ho fatto la stessa cosa. Ma vi rendete conto delle cavolate storiche che dite? Non ho bisogno di postare niente per rispondrvi, ormai la storia di STALIN la sanno tutti , ha massacrato la proprpia gente, per industrializzare la RUSSIA, ha fatto fare a piedi centinaia di KM ai poveri contadini, spostandoli dalla campagna per farli arrivare nei centri industriali di armi, senza pane , senza scarpe, li ha fatti morire difreddo, e sto parlando di russi. Perciò che riguarda gli italiani, non dite baggianate l, leggete. gli stessi comunisti italiani che avevano chiesto asilo olitico, crdendo di trovare il paradiso del SOCIALISMO REALE, quando si accorsero che così non era volevano rientrare in ITALIA, lui e TOGLIATTI li hanno fatti uccidere, come hanno ucciso i prigionieri italiani,. Ma questa opera di massacri cominciò ancora prima del fascismo, quando degli intellettuali prima del 1920, andarono in RUSSIA per festeggiare la patria del comunismo, quando cercarono di rientrare nelle loro patria, vennero resi invisibili, gli tolsero il passaporto e non li fecero più uscire dalla RUSSIA, perchè non si doveva sapere la realtà, le genti non dovevano sapere dei crimini di STALIN; della sua dittattura capillare e stragista. IL MONDO NON DOVEVA SAPERE LA VERITA':
ADA