
Originariamente Scritto da
tolomeo
Non mi stavo riferendo o accusando Prodi di reati.
Stavo ripercorrendo alcune note biografiche della sua carriera, e da quelle volevo trarne un profilo etico del personaggio. Le vicende a cui ho accennato, se le si analizza in fondo, servono a spiegare il "percorso", le alleanze, i patti segreti e i compromessi che lo legano a una certa linea programmatica che il suo programma, d'altra parte, scandisce perfettamente anche se la lettura è fuorviante.
Anche nel suo ultimo dibattito qualcosa di chiaro in questo senso gli è "sfuggita".
Mi riferisco a quanto accennato nei miei post precedenti e che riassumo qui: un ritorno pesante alla statalizzazione, al controllo dei cittadini, alla mortificazione della piccola e media imprenditoria, alla collusione con la grande industria e finanza da sempre - dai tempi del fascismo - parassita dello stato e incapace di competere senza aiuti, sovvenzioni, provvedimenti fiscali e agevolazioni di ogni genere, di collusione con i sindacati da sempre complici di questi poteri ai danni dei lavoratori, alla minaccia di privatizzare nuovamente i settori "strategici", al ritorno delle partecipazioni statali di cui Prodi è stato un grande esperto democristiano nelle sue lottizzazioni con conseguenti enormi affari di subappalto esclusivo a quelle grandi industrie ecc. ecc.
La statalizzazione e le partecipazioni statali porterebbero alla creazione di milioni di posti di lavoro improduttivi ma che verrebbero a creare un nuovo e poderoro bacino di voti che garantirebbe il perpetuarsi del "regime" così come l'abbiamo conosciuto in epoche democristiane.
Se si va a vedere chi c'è dietro il Corriere della sera, la Repubblica e la Stampa si capisce perchè i loro padroni, assieme ai grandi banchieri e finanzieri, si sono schierati a sinistra.
La storia del cuneo fiscale è lo specchietto per le allodole. Non verrà mai realizzato: in fondo stiamo ricevendo questa promessa proprio da quelli che il cuneo fiscale l'hanno inventato e fatto crescere fino a livelli insostenibili, senza che per questo i servizi dello stato migliorassero. Il cuneo fiscale può e deve essere ridotto, ma non è una politica come quella del csx, antiliberale e protezionistica, a poterlo realizzare. Del resto è comprensibile come la l'attitudine e l'abitudine innata deglòi italiani per il "posto fisso", con la compiacente inefficienza di tutti i gradi, li possa rendere oproni ad accettare anche un dimezzamento del loro salario purchè li si assicuri di poter rimanere al loro posto a vita indipendentemente dalla necessità di quel servizio e alla faccia della meritocrazia.
Certo, anche il cdx lo vorrebbe ridurre: anzi, è proprio il cdx che ideologicamente potrebbe essere quello maggiormente portato a farlo. Ma lo potrà fare solo quando le condizioni dell'economia saranno propizie - cosa che per fattori esterni non è stato possibile farlo negli ultimi 5 anni.
Quanto sopra descritto in relazione alla politica del csx collima perfettamente con la figura dell'"Amministratore" Prodi e quella dei suoi alleati.
Un esempio di tale politica che si sta già attuando a livello locale è il Gran Piano Regolatore a Roma siglato quasi a porte chiuse tra Veltroni e Caltaginone (uno dei poteri forti e proprietario del Messaggero, Mattino di Napoli ecc., organi d'informazione che al pari del Corsera e della Repubblica di De Benedetti garantiscono la giusta disinformazione per poter agire alla faccia dei cittadini) che prevede il 100% di edificazione privata monopolistica e speculatrice - alla faccia del "comunismo".
I fattacci di Berlusconi sono stati dissezionati in tutte le forme, quelli dei suoi avversari sono stati abilmente celati - ma non per questo sono inesistenti: sono lì a gridare giustizia.
E per concludere: ti sei mai chiesto perchè Di Pietro ha abbandonato così di colpo la toga per entrare in politica?