
Originariamente Scritto da
W. Von Braun
Salve, sono nuovo del forum, saluto tutti, ho letto con interesse la discussione e mi fa piacere che ci sia tanta gente interessata ad un argomento vitale per una nazione come quello dell'energia, che paradossalmente viene trattato con maggiore interesse qui che nelle sedi appropriate, e volevo dire la mia sul nucleare.
Credo che la maggioranza di voi, sia pro che contro, sarà d'accordo con me se dico che un paese serio debba conservare un elevato grado di indipendenza energetica. La serietà del paese Italia si dimostra nella sua sconcertante assenza. Da svariate legislature manca quello che in altri paesi con cultura superiore alla nostra è essenziale, e all'ordine dell'agenda politica, un piano energetico, il che prevede risposte a breve termine per garantire la sicurezza energetica della nazione, ma soprattutto piani di lungo respiro, cioè massicci investimenti in R&D. Secondo la mia opinione un adeguato mix di nucleare, rinnovabili, fossili in quest'ordine di importanza è la soluzione migliore. Tuttavia se vogliamo puntare seriamente sul nucleare bisogna prevedere la progettazione ex-novo di almeno 60 centrali, se escludiamo quelle controllate fuori confine.
Per quanto riguarda la fusione, ricordiamoci che non è una chimera, il punto è renderla economica e ovviare ai bilanci energetici ancora negativi, in gran parte dovuti all'enorme sforzo per mantenere campi magnetici stabili e confinare il plasma ed equilibrare le perdite dovute alla sua interazione con particelle cariche, analoghi ai microvortici registrati nella magnetosfera terrestre dal sistema di satelliti Cluster dell' Esa.
Finanziare la ricerca in questo ambito è una necessità non tanto per la fusione in sè ma per le ricadute che la ricerca sulla fusione produrrà.
Ritornando al tema nucleare si/no, l'Italia ha ancora notevoli capacità in ambito nucleare nonostante la chiusura delle centrali, tant'è che i principali centri di Ricerca Europei oltre all'Enea, Karlsruhe, CEA, CERN, Culham, arruolano tantissimi studiosi italiani. L'Ansaldo e' impegnata nella costruzione di varie centrali nucleari come quelle (5 centrali) di Cernovoda in Romania. Tanto vale farli lavorare in Italia programmando un piano dettagliato di ritorno al nucleare cercando di vincere la disinformazione interna e i possibili tentativi di ostacolo che i paesi che oggi ci vendono energia tenteranno di portare avanti.