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Discussione: La (mia) casa

  1. #21
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    Predefinito Il ritorno a casa di Milarepa

    Al tramonto arrivai alla mia casa - così racconta Milarepa - ed ahimè la vidi nelle stesse condizioni in cui mi era apparsa in sogno. La bella casa che prima sembrava un tempio, non era più che una squallida rovina. La collezione di libri sacri era stata danneggiata dalla pioggia ed uno spesso strato di polvere e terra, caduta dal soffitto sfondato, li aveva ricoperti. Topi ed uccelli vi avevano costruito il nido. Dovunque io volgessi lo sguardo non vi trovavo che desolazione e rovina. Affranto dal dolore mi diressi verso l'atrio e mi imbattei in un mucchio di terra e cenci su cui un grosso cespuglio di erba era cresciuto. Lo scrollai ed intravidi alcune ossa umane che riconobbi istintivamente per quelle di mia madre. Un'indicibile angoscia mi vinse; tanto forte fu il dolore di non potere più vedere mia madre che ero sul punto di venir meno, quando mi ricordai degli insegnamenti del mio maestro; feci un cuscino delle ossa di mia madre e mi assorsi in uno stato indisturbato di tranquillità, in una chiara e profonda meditazione. E sette giorni e sette notti passarono così. Poi, riflettendo, arrivai alla conclusione che il giro delle morti e delle rinascite è irreale e decisi di seppellire le ossa di mia madre e ritirarmi nella grotta di Dragkartaso per passare il mio tempo colà in continua meditazione. Risolsi di sedere colà giorno e notte fino al termine della mia vita e feci voto che se mai un qualche pensiero mondano avesse dovuto tentarmi, avrei piuttosto commesso suicidio che lasciarmi sopraffare.

  2. #22
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    Brava iggdrasill, brava in tutto , anche a tener testa al chimerico, illusionista, incantatore mirage!!!!!

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da corinna Visualizza Messaggio
    Brava yggdrasill, brava in tutto , anche a tener testa al chimerico, illusionista, incantatore mirage!!!!!

    Cara corinna, ti ringrazio con un inchino; ma non essere troppo severa col simpatico miraggio, ché il mondo è popolato da miriadi di serpenti incantatori ben più pericolosi, subdoli e meschini...

  4. #24
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    Lo so cara Yggdrasill, ma sempre di "miraggi" trattasi..
    Senti, mi piacerebbe sapere se tu credi ai sogni premonitori.., sono molto confusa in tal senso perchè ho scoperto che alcuni sogni che faccio e che mi lasciano quel senso di angoscia che altri non mi danno, sono un avvertimento per qualcosa che immancabilmente accade a me o a qualche familiare...

  5. #25
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    Infatti è così.

    Di miraggi ne esistono di differenti tipologie, ma sempre di tentativi nostri, o d'altri, di deformare la realtà si tratta.

    Comunque le illusioni, i fantasmi e gli abbagli sono sempre originati da una nostra proiezione interna, dall'esigenza personale di trasformare il mondo secondo i nostri modelli, o dall'incapacità di percepirlo nella sua reale essenza. Per questo bisogna sempre perdonare i serpentelli incantatori (anche quando questi mostrano attitudini perniciose ed inquietanti) che, a volte, incrociamo sul nostro percorso, indulgendo con bonimia, quasi con affetto e gratitudine, perchè essi non sono altro che lo strumento (in)volontario di una nostra necessità.

    Di sogni parlerò di certo e con piacere con Te, ma non qui, ché la mia casa ultimamente è troppo ingombra e disagevole.

    Ora pubblico uno scritto interessante, che spero possa piacerti. Ti premetto che non ne condivido in toto i contenuti sui quali molto avrei da dire, ma...

  6. #26
    .... .....
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    La mia casa..non è un sogno..ma una visione..quando ad occhi aperti..ascolto..e vedo....
    La vedo..lassù..in cima alla montagna..sull'orlo del pianoro che ne costituisce la sommità..la Casa Astrale...bianca a calce..con mobili in legno scuri..asciutta..senza polvere..e odori..in un dolce clima sempre uguale..né caldo..né freddo..e poi il laghetto..d'acqua termale..calda..e fumosa..dove sovente mi immergo..e il laghetto d'acqua fresca trasparente e ombrosa..alimentato da una sorgente fredda .. buonissima e dolce da bere..
    Il pianoro non è vasto..ma c'è un boschetto nel mezzo..assieme al laghetto d'acqua fresca e alla sorgente termale..non ci sono zanzare nè insetti molesti..e fuori dalla casa..seduto su una panca di legno..guardo giù in pianura..lontano..le fabbriche..i fumi..i vapori grigi che stagnano..e se mi sporgo..posso sentire anche i rumori..stridii...ruggiti sordi..cavernosi..e clacson..mentre io..quassù..invisibile agli occhi del mondo..salvo..respiro aria pura ..tenendo la finestra aperta..senza nessun apparecchietto per le zanzare..perchè nella Casa Astrale..non ce nè bisogno..e nessuno la vede..e nessuno la distrugge..e non debbo pulire..perchè rimane sempre pulita..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #27
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    Predefinito La casa infernale di Filippo Melantone...

    Gli angeli mi comunicarono che quando Melantone morì gli fu assegnata nell'altro mondo una casa illusoriamente simile a quella che aveva avuto sulla terra. (A quasi tutti i nuovi arrivati nell'eternità accade la stessa cosa ed è per questo che credono di non essere morti). Gli oggetti domestici erano uguali: il tavolo, la scrivania con i suoi cassetti, la biblioteca. Non appena Melantone si svegliò in questo nuovo domicilio, riprese la sua attività letteraria come se non fosse stato un cadavere, e per alcuni giorni scrisse sulla giustificazione per fede. Com'era sua abitudine, non spese una parola sulla carità. Gli angeli notarono questa omissione e inviarono dei messaggeri a interrogarlo. Melantone disse loro: « Ho irrefutabilmente dimostrato che l'anima può prescindere dalla carità e che per entrare in cielo basta la fede ». Diceva queste cose con superbia e non sapeva di essere già morto e di non trovarsi affatto in cielo. Allorché gli angeli udirono quel discorso lo abbandonarono.
    Di lì a poche settimane, i mobili cominciarono a dissolversi fino a diventare invisibili, tranne la poltrona, il tavolo, i fogli di carta e il calamaio. Le pareti della stanza, inoltre, si macchiarono di calce e il pavimento di vernice gialla. Anche i suoi abiti erano già molto più scadenti. Lui tuttavia continuava a scrivere, ma siccome persisteva nella negazione della carità fu trasferito in uno studio sotterraneo dove c'erano altri teologi come lui. Lì rimase prigioniero per qualche giorno, finché cominciò a dubitare della sua tesi e gli permisero di far ritorno. I suoi abiti erano di pelle non conciata, ma egli si sforzò di credere che si era trattato semplicemente di un'allucinazione e continuò a esaltare la fede e a denigrare la carità. Una sera sentì freddo. Allora fece il giro della casa e scoprì che le altre stanze non corrispondevano più a quelle della sua dimora terrena. Una era piena di strumenti sconosciuti; un'altra era talmente rimpicciolita che era impossibile entrarvi; un'altra ancora non era cambiata, ma le finestre e le porte davano su grandi dune. La stanza in fondo era piena di persone che lo adoravano e gli ripetevano che nessun teologo era sapiente quanto lui. Tale adorazione gli piacque, ma, siccome alcune di quelle persone non avevano volto e altre sembravano morte, finì per averne orrore e diffidarne. Decise allora di scrivere un elogio della carità, ma le pagine scritte oggi risultavano cancellate l'indomani. Questo perché le scriveva senza convinzione.
    Riceveva molte visite di gente appena morta, ma si vergognava di riceverle in un alloggio così squallido. Per far credere a costoro che si trovava in cielo, si mise d'accordo con uno degli stregoni della stanza in fondo, e questi li ingannava con simulacri di splendore e di serenità. Non appena i visitatori si ritiravano, e talora anche un po' prima, ricomparivano la miseria e la calce.
    Le ultime notizie su Melantone dicono che il mago e uno degli uomini senza volto lo portarono verso le dune e che ora è una specie di servo dei demoni.

    (Dal libro Arcana coelestia, di Emanuel Swedenborg)



    Questo breve racconto è riportato in appendice a ""Storia Universale dell'Infamia" di Jorge Luis Borges (Adelphi, pagg. 90 e seguenti), con il titolo "Un teologo nell'aldilà". Tempo fa Pcosta, che conosce bene il vezzo di Borges di burlarsi delle fonti, si è messo a indagare e ha scoperto che in "Arcana coelestia" non c'è traccia di questa descrizione infernale ma che, in compenso, il racconto ricalca da vicino un brano del "De vera religione", sempre di Swedenborg. Citazione inesatta, dunque, quella di Borges. Volutamente inesatta, credo, forse per confondere ulteriormente, forse per sottolineare il labilissimo confine tra immaginazione e realtà…

  8. #28
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    E' tornato Grendel.
    Sognavo d'averlo domato
    invece è ancora qui.

    Ho tentato di sopprimerlo, ma il Drago non si può uccidere, si deve integrare. Occorre carpire il tesoro sul quale sonnecchia. Egli è immortale. Se tenti di distruggerlo rinascerà dalle proprie spoglie una volta, un'altra ed un'altra ancora. All'infinito...Bruciando la Casa.

    Sono arrabbiata, il Drago è tornato.
    Sono furiosa, la Casa arde della mia rabbia.


    **************************************************

    . A questo punto a Beowulf
    fu narrato l'orrore, subito e fedelmente:
    che la sua stessa casa, l'edificio più splendido,
    si era dissolta nei gorghi dell'incendio, il trono
    dei doni per i Geati. Per quel grande, la cosa
    fu una pena alle viscere, un grandissimo lutto
    del pensiero. Credette, il sapiente, di avere
    .offeso amaramente, contro il diritto antico,
    il Padrone, l'eterno Signore. Gli bollivano in petto
    pensieri tenebrosi che non gli erano soliti.
    Il drago di fuoco aveva distrutto
    [...]


    Beowulf, Einaudi Tascabili, 1999, p. 201 (stanze 2325 - 2330).

  9. #29
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Yggdrasill Visualizza Messaggio
    E' tornato Grendel.
    Sognavo d'averlo domato
    invece è ancora qui.

    Ho tentato di sopprimerlo, ma il Drago non si può uccidere, si deve integrare. Occorre carpire il tesoro sul quale sonnecchia. Egli è immortale. Se tenti di distruggerlo rinascerà dalle proprie spoglie una volta, un'altra ed un'altra ancora. All'infinito...Bruciando la Casa.

    Sono arrabbiata, il Drago è tornato.
    Sono furiosa, la Casa arde della mia rabbia.


    **************************************************

    . A questo punto a Beowulf
    fu narrato l'orrore, subito e fedelmente:
    che la sua stessa casa, l'edificio più splendido,
    si era dissolta nei gorghi dell'incendio, il trono
    dei doni per i Geati. Per quel grande, la cosa
    fu una pena alle viscere, un grandissimo lutto
    del pensiero. Credette, il sapiente, di avere
    .offeso amaramente, contro il diritto antico,
    il Padrone, l'eterno Signore. Gli bollivano in petto
    pensieri tenebrosi che non gli erano soliti.
    Il drago di fuoco aveva distrutto
    [...]


    Beowulf, Einaudi Tascabili, 1999, p. 201 (stanze 2325 - 2330).


    Il Drago...brutto affare...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Il Drago...brutto affare...

    Grosso ed arrabbiato direi...

    Traborda dalle finestre, occupa tutte le stanze, cola vischioso sulle pareti esterne come se fosse sangue.

    Piuttosto, hai agito con cautela entrando, oppure, come sembra, gli hai pestato la coda? Fai attenzione che mi sembra ti stia guardando di sott'ecchi. Pare spesso dormiente, invece vigila...

    Hai messo le pattine?


    Comunque questo Drago, tanto grande da occupare quasi tutto l'Edificio, l'ho intravisto solo da poco. Per anni me lo sono immaginato differente, meno minaccioso, più "addomesticabile". Questo perchè non ne avevo individuata la reale natura. Del resto, che si vive a fare se non per schiarirsi la vista? Può essere quindi che a forza d'osservare io abbia realmente iniziato a vedere qualcosa. La colorazione delle squame almeno, e pure altro.

    Sono entità misteriose di cui sussistono tipolgie assai differenti. Diversi per caratterizzazione anche se non per finalità.

    Non so se hai mai letto il "Beowulf", ma Grendel, ad esempio, per quanto appartenga alla stesso genìa, alla stessa razza, del drago di fuoco dei versi (mi corrego, tre l'altro, ché parlare di "stanze" risulta improprio) citati, tanto che quest'ultimo ne rappresenta la continuità (Grendel muore all'inizio della narrazione proprio per mano di Beowulf), è un mostro che giunge dalle acque arcane, dai luoghi ove le forze ctonie sono preponderanti. E' un essere degli abissi che trascina, ed affoga, le proprie vittime nelle oscure profondità della palude ove dimora. Uccide per soffocamento. Come certe situazioni, emozioni, stati d'animo che privano dell'energia vitale, del prana direbbe qualcuno . Defraudano della linfa stessa che nutre il proprio essere.
    Poi ci sono i draghi che ardono, bruciano, ma non illuminano. Quelli distruggono in maniera difforme. Ti consumano col loro alito rovente. Come l'ira, che, se non sbaglio, è lo stato mentale peggiore che possa capitare ad un essere umano, almeno da quanto recitano certi insegnamenti di matrice orientale.
    Odio, rabbia, attaccamento disperante a cose che non sono quello che desideriamo perchè non siamo quello che vorremmo.

    Che poi tutti i draghi sono il "Drago", e tutte le soglie, i luoghi e tesori che vegliano sono il "Luogo". Ma siamo nel mondo del molteplice, della frammentazione e così i mostri si moltiplicano.

    E tu, ed il tuo Maestro, che ne dite di queste faccende?

 

 
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