Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 22
  1. #11
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    6,178
     Likes dati
    15
     Like avuti
    96
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    La mia idea sulla questione è questa:

    Non credo sia saggio e giusto metterla sul piano "materiale"-economico perchè in fin dei conti allora basterebbe trasformare tutti in italiani e dare diritti a tutti gli stranieri (come dicono i sinistri). In realtà c'è proprio un confronto culturale dietro...

    cmq:
    CpEurAsia

  2. #12
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    6,178
     Likes dati
    15
     Like avuti
    96
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Ecco Blondet


    Rosarno, lo scontro di inciviltà
    Maurizio Blondet 09 gennaio 2010


    Nello scontro di inciviltà, naturalmente, i più civili sono stati i negri. Spiace ammetterlo, ma ha ragione Saviano: i braccianti africani hanno avuto il coraggio di ribellarsi alla ‘ndrangheta, quel che i calabresi non fanno. No, non tutti i calabresi sono complici; però si giustificano: «Non possiamo reagire, qui, se ti ribelli alla criminalità, ti sparano». Sparano anche ai negri, infatti.

    A Castelvolturno, l’anno scorso, di braccianti negri ne hanno sterminati sei, con il mitragliatore, per far capire chi comanda nel Meridione tutto anema e core: nel caso, i casalesi, clan inamovibile, perchè gli arresti e i processi non li spaventano, non bastano a liberarcene. Perchè la notizia apparisse sui giornali nazionali, però, s’è dovuta attendere la «rivolta dei negri» il giorno dopo: allora le TV sono andate a riprendere i negri che bruciavano i cassonetti, tiravano pietre, ribaltavano auto. Che paura! Ecco gli islamici che cosa fanno! Ecco l’«insicurezza» prodotta dalla «immigrazione»!

    L’hanno rifatto a Rosarno, comune commissariato per mafiosità. E di nuovo, la notizia immediata diventa: «Le violenze dei negri».

    Ebbene: la violenza è la sola risposta giusta allo strapotere della criminalità organizzata, come allo sfruttamento di chi lavora, e all’oppressione politica. La violenza dovrebbe essere monopolio dello Stato: ma se lo Stato non agisce, non protegge dai soprusi, allora il cittadino ha il diritto di difendersi con la violenza dalla violenza di chi «controlla il territorio».

    I negri di Rosarno non sono cittadini. Però sono lavoratori, e in un Paese civile il lavoro dà diritti. Anzitutto quello alla dignità. In un Paese incivile, invece, i diritti si devono strappare con la lotta, rischiando le pistolettate e le sprangate: una lezione che i negri ci hanno insegnato.

    I negri sono a Rosarno per la raccolta delle arance, 20 euro al giorno (500 al mese) per 12 ore di lavoro, e devono darne 5 ai caporali mafiosi che li «gestiscono», e li fanno vivere in fabbriche dismesse senza cessi e senz’acqua, e li trasportano da regione a regione per ogni raccolto. Sopportano e tacciono, ma quando per giunta gli sparano addosso, tirano le pietre, occupano le strade, spaccano finestre e vetrine. E fanno bene.

    La TV ci ha fatto vedere le facce di quei negri mentre battono sui cassonetti come su tamburi, per sfida. Belle facce segnate, belli sguardi intensi di sfida in cui si legge la paura e la decisione di vincerla, perchè si deve «lottare». Belle facce di lavoratori indurite dal coraggio, dall’oppressione e dallo sfruttamento: tutte parole che abbiamo dimenticato. Come se ne vedevano un secolo fa, e in Italia non se ne vedono più. Facce da lotta per strappare il diritto. Di non essere ammazzati, come minimo. Nel corteo, dice la cronaca, «Uno agita un cartello: “Stop shooting blacks”», perchè quegli sfruttati sanno l’inglese, fra loro ci sono anche dei laureati in ingegneria.

    Dall’altra parte, sempre secondo le cronache, la risposta è in dialetto: un calabrese dice: «Tutta l’Africa ‘sta ‘cca: senegalesi, polacchi, moldavi…». Un funzionario della Questura prova a trattare, proponendo un incontro con il commissario del Comune. Le priorità sono più spicce: «Vulimm c’a spariscono! (...)». In Comune qualsiasi tentativo di pacificazione da parte delle autorità viene bocciato per acclamazione: «Vergogna! Buffoni! Nun vulimm chiacchiere. Devono andarsene tutti e subito». Una delegazione di rosarnesi, in cui trovano posto due ex membri del Consiglio comunale sciolto per mafia, ottiene udienza ma la situazione non si sblocca. Alle 18, dopo l’annuncio della creazione di una task force, la folla dà un ultimatum alla polizia: «Risolvete la situazione in due ore o li lassat ind’e mani nostr».

    Li lassat ind’e mani nostri, perchè «qui abbiamo tutte le armi che vogliamo». Non c’è da dubitarne, a Rosarno il porto d’armi è un regalo da prima Comunione, ed è la Questura a dare i porto d’armi come caramelle.

    Ancora dalla cronaca: «Chi può imbraccia un’arma», «u frat d’Carmela» sale sul terrazzo e spara in aria un paio di colpi di fucile. Un’ambulanza viene fermata perché si sparge la voce che «porta un niro»… Uno torna a casa, sale su una ruspa e gira per le strade a caccia di neri: arrestato, è accusato di tentato omicidio.

    Parte l’assalto al municipio, «Spingimm! Spingimm!» con ondate periodiche respinte dai poliziotti fermi all’ingresso, dietro l’accampamento Rognetta, colpi di arma da fuoco e due immigrati feriti alle gambe. Poco dopo, dall’altra parte della città, altri due extracomunitari s’imbattono in una ronda: il pestaggio li manda all’ospedale, uno in condizioni gravissime.

    La polizia, ridotta all’impotenza, nota e segnala che a guidare le proteste dei rosarnesi contro «i niri» ci sono noti picciotti delle cosche locali.

    Insomma, alle strette, la popolazione di Rosarno si stringe attorno alla sua mafia, fa corpo coi criminali da cui si è lasciata governare, al punto da dar loro il Comune. I braccianti negri chiedono protezione alla polizia, come si fa in un Paese che per equivoco credono civile; i rosarnesi in piazza invece si scagliano contro la polizia: «Sbirri! Lasciateli a noi!». E mandano qualche agente in ospedale.

    E passi per i rosarnesi, cittadini votanti di Comune mafioso. Ma che mi dite di Maroni, il ministro dell’Interno?

    La sua prima reazione: «Troppa tolleranza con i clandestini». Alle strette, quando si tratta di scegliere da che parte stare, anche Maroni il nordico sta dalla parte della ndrangheta, dei caporali mafiosi che sfruttano i clandestini e li ammazzano pure, perchè non si ribellino. E lo dice a nome del Nord.

    Quello che vuole «meno tolleranza coi clandestini», ma il cui ministro di Polizia «tollera» i caporali calabresi e ha lasciato Castelvolturno ai casalesi, l’edilizia ai mafiosi, le strade di Napoli ai camorristi padroni della monnezza. In Campania come in Sicilia, i «disoccupati organizzati» bruciano cassonetti ogni settimana, bloccano le strade in manifestazioni «contro la chiusura» di questa e quella fabbrica inutile, e i ministri vanno a rabbonirli e a promettere loro «il lavoro». Ma quelli non sono lavoratori, basta vedere le loro facce, quanto sono diverse da quelle dei negri raccoglitori agricoli.

    Non vogliono immigrati? Vadano a raccogliere loro i pomodori e le arance: a Sud il lavoro c’è per chi non sa leggere nè scrivere, e non sa parlare se non in dialetto, e crede che i moldavi vengano dall’Africa. Ci mandino i loro figli, «giovani disoccupati meridionali».

    Macchè: meglio raccomandarsi per fare i portantini e anche i primari all’ospedale di Vibo Valentia, dove si entra per un’appendicite e si esce nella bara. A loro, a noi italiani, va bene così. Niente violenza, contro la delinquenza che occupa intere regioni e le governa.

    Scontro di civiltà: vincono i negri 1 a 0. Troppe cose ci hanno insegnato a Rosarno. Come faremo a re-impararle tutte?

  3. #13
    Si vis pacem, para bellum
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    1,532
     Likes dati
    4
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Anche questo articolo mi pare tutto sommato ottimo:

    Razzismo e antirazzismo
    di Gennaro Scala



    Oramai la sinistra è in stato avanzato di decomposizione. Prendiamo una questione cruciale come l’immigrazione, “da sinistra” non odo nessuna risposta alla domanda che si pone ogni persona ragionevole: quale lavoro far svolgere alle persone che verranno in un contesto di crisi economica come questo, dove la cassa integrazione ha già raggiunto le stelle? Non si fa che parlare solo di “razzismo” e “antirazzismo”, spostando così il discorso su un piano di carattere etico che rappresenta una regressione rispetto all’analisi strutturale e di classe marxiana. Nessuno, nemmeno coloro che si dicono “comunisti”, che parli di “competizione fra lavoratori” o “esercito industriale di riserva”, eppure queste categorie marxiane sarebbero utilissime per leggere molti fenomeni.
    Non è un caso che tanti lavoratori odino la sinistra e che diventino vittime della demogogia della destra o che gli operai preferiscano votare la destra. Per fare un esempio, una donna di nostra conoscenza, la quale ha lavorato per 30 anni come operaia con una ditta di calzature e ora è stata licenziata, odia i comunisti in quanto li vede come favorevoli all’immigrazione che per lei costituisce una minaccia. Credo che come lei la stragrande maggioranza delle classi popolari la pensa così. Non è affatto vero che non esiste competizione tra lavoratori, anzi l’immigrazione è stata usata per sottrarre diritti e salario ai lavoratori.
    Limitare e regolare l’immigrazione sarebbe il compito di qualsiasi forza che vorrebbe rappresentare e portare avanti gli interessi delle classi popolari, le quali lo chiedono a gran voce e sempre più insistemente. Per lo stesso motivo, bisognerebbe battarsi per l’uguaglianza di diritti sul posto di lavoro e nella società civile, altrimenti si rischia di creare una società con la presenza permanente di una “casta” inferiore, che sarebbe una società fortemente reazionaria. Tuttavia nessuna forza politica lo fa, poiché tutte le forze politiche sono espressione delle classi dominanti. Razzismo e antirazzismo sono i due poli antitetico-polari del discorso della classe dominante, la quale ha bisogno sia del razzismo, per mantenere una parte della manodopera ancora più schiava e sottomessa, e per deviare le tensioni sociali sugli immigrati, sia dell’antirazzismo per facilitare l’ingresso di questa manodopera che costituisce un utilissimo esercito di riserva. Razzismo e antirazzismo sono aspetti dell’ideologia dominante in quanto entrambi astraggono dall’esistenza delle classi sociali.
    E’ assolutamente importante riprendere un discorso ragionevole sull’immigrazione altrimenti esso prende la forma becera e razzista della Lega, e peggio ancora può sfociare in esplosioni di violenza di cui moralmente sarebbero responsabili anche quanti dall’alto della loro superiorità morale condannano come razzismo ciò che razzismo non è. Ripeto la domanda a cui ognuno dovrebbe dare una risposta sensata e razionale, prima di sparare giudizi: quale lavoro far svolgere agli immigrati che verranno in un contesto di crisi economica come quello attuale?
    La cosa che più disturba è la mancanza di chiarezza. Se si crede che non ci debbano essere limiti all’immigrazione allora bisogna dirlo chiaramente e apertamente: deve essere possibile “migrare” da una nazione all’altra a piacimento. Vedremo in che tipo di dittatura sfocerà tale posizione ultralibertaria. Non a caso il termine “migranti”, che trovo fastidioso in quanto rende onirica la visione del paesaggio sociale, è stato introdotto dalle nostre aree “libertarie”, tuttavia gli esseri umani non sono come le rondini che migrano a seconda della stagione da una regione geografica all’altra. Gli esseri umani emigrano da una struttura sociale all’altra. Anche il più sfortunato barbone non potrebbe sopravvivere senza l’utilizzo, seppur minimo, delle strutture sociali del paese in cui vive.
    Se invece si pensa che delle forme di controllo ci debbano essere, allora bisogna essere conseguenti e prevedere anche le forme di ultima istanza di controllo quali il reimpatrio, anche se sarebbero preferibili, ovviamente, forme di controllo nei paesi di origine dell’immigrazione. Certo il rimpatrio è una cosa simpatica, sempre meglio però che lasciare le persone a marcire per mesi o anni nei cpt senza che questi abbiano commesso dei crimini effettivi.
    Il nazismo fece presa fra i lavoratori perché a suo modo fornì una soluzione alla gravissima disoccupazione di quel periodo. Se si vuole giungere di nuovo ad una soluzione del genere, prego, si continui su questa strada.
    Non credo di introdurre divisioni fra i lavoratori, perché il controllo non riguarda i lavoratori che hanno già trovato una sistemazione in Italia, per i quali, va promossa la piena eguaglianza di diritti sociali e civili per evitare la formazione di una “casta inferiore” permamente. Per questo non mi convincono coloro che dicono che gli fanno (o piuttosto DOVREBBERO fare?) i lavori che gli italiani non sono disposti a fare. Francamente mi sembra questa sì una forma di razzismo.
    L’immigrazione non è una soluzione alla miseria di cui è conseguenza, così come la carità non è soluzione alla povertà. Non è un caso che i settori sociali meno “razzisti” e più caritatevoli siano quelli impiegatizi, questi possono permettersi di essere tanto buoni perché sono meno toccati dalla competizione con i lavoratori immigrati. Ma se fossero davvero tanto buoni dovrebbero dare la carità ogni volta durante le numerose volte che questa viene richiesta, infatti la “vendita ambulante” di accendini, calzini ecc., o i “fiorai” non è che una forma di mendicità appena mascherata. Da un punto di vista buonista, non è certo bello rifiutare un po’ di soldi ad una persona che effettivamente ne molto bisogno, tuttavia la maggioranza delle persone rifiuta di dare l’elemosina non soltanto per il “sacrificio” economico, in realtà minimo, ma perché l’elemosina è un gesto sporco, buono, in apparenza, umiliante nel profondo. Persone che sul piano individuale rifiutano il gesto dell’elemosina, non hanno problemi a trasporre lo stesso gesto sul piano sociale, nel caso dell’immigrazione, questo forse perché non ne sono toccati direttamente per quanto riguarda gli aspetti negativi, e magari pensano che possa essere vantaggiosa, per altri aspetti, manodopera a basso prezzo per i lavori in casa, abbandondante presenza di prostitute, badanti, mogli, mogli-badanti. L’immigrazione è stata usata per tamponare i disagi provocati dalla demolizione stato sociale. E’ vergognosa questa reintroduzione della servitù. E’ una vergogna che una persona giovane debba essere incatenata per tutta la giornata ad un anziano malato di cui si dovrebbe occupare la società con strutture adatte.
    L’immigrazione ha un comune, inoltre, con la carità individuale il suo essere a difesa dello status quo. Infatti, per i paesi d’origine costituisce un ottima valvola di sfogo, che permette di evitare quei cambiamenti sociali che magari sarebbe necessari per lo sviluppo di quei paesi. E allo stesso tempo, inoltre, costituisce per questi paesi un’emorragia di forze, in quanto ad andare via sono i giovani più intraprendenti, più istruiti, quelli che sarebbero maggiormente capaci di promuovere un cambiamento sociale.
    Soltanto prendendo un impegno riguardo al controllo dell’immigrazione, diventa credibile, sostenibile e accettabile una politica internazionalista volta a sanare i mali di cui l’immigrazione è espressione. Non si può dire ad un lavoratore: devi accettare di lavorare per più ore e ad un prezzo più basso, perché altrimenti c’è qualcun altro disposto a farlo al tuo posto, e non devi lamentarti perché è conseguenza dell’imperialismo, della guerra ecc. Cose di cui il lavoratore non è responsabile né come singolo né come classe visto che i lavoratori non hanno nessuna voce in capitolo. Tuttavia è assolutamente importante promuovere politiche di cooperazione internazionale, altrimenti si cadrebbe in una forma di particolarismo, che è poi quello della Lega, ugualmente insostenibile, poiché al di là dei confini siamo tutti nella stessa barca ed ogni nazione ha bisogno dell’altra con l’attuale divisione internazionale del lavoro.
    Ultima modifica di Anton Hanga; 09-01-10 alle 18:44

  4. #14
    Aghori
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    9,732
     Likes dati
    2,070
     Like avuti
    870
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Condivisibile, anche se provocatorio come sempre, l'articolo di Blondet (quello vero).
    Ultima modifica di Malaparte; 09-01-10 alle 20:11
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  5. #15
    Tringeadeuroppa
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    8,350
     Likes dati
    1
     Like avuti
    36
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Citazione Originariamente Scritto da Combat Visualizza Messaggio
    Scusa Spek, ma quell'articolo è di quello che si firma "Falso Maurizio Blondet".... non è lui (o si?)
    oh, mannaggia.
    non avevo visto.
    Cmq dice cose vere. :gluglu:

  6. #16
    Cancellato
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    33,660
     Likes dati
    16,851
     Like avuti
    5,129
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Citazione Originariamente Scritto da Anton Hanga Visualizza Messaggio
    Anche questo articolo mi pare tutto sommato ottimo:

    Razzismo e antirazzismo
    di Gennaro Scala



    Oramai la sinistra è in stato avanzato di decomposizione. Prendiamo una questione cruciale come l’immigrazione, “da sinistra” non odo nessuna risposta alla domanda che si pone ogni persona ragionevole: quale lavoro far svolgere alle persone che verranno in un contesto di crisi economica come questo, dove la cassa integrazione ha già raggiunto le stelle? Non si fa che parlare solo di “razzismo” e “antirazzismo”, spostando così il discorso su un piano di carattere etico che rappresenta una regressione rispetto all’analisi strutturale e di classe marxiana. Nessuno, nemmeno coloro che si dicono “comunisti”, che parli di “competizione fra lavoratori” o “esercito industriale di riserva”, eppure queste categorie marxiane sarebbero utilissime per leggere molti fenomeni.
    Non è un caso che tanti lavoratori odino la sinistra e che diventino vittime della demogogia della destra o che gli operai preferiscano votare la destra. Per fare un esempio, una donna di nostra conoscenza, la quale ha lavorato per 30 anni come operaia con una ditta di calzature e ora è stata licenziata, odia i comunisti in quanto li vede come favorevoli all’immigrazione che per lei costituisce una minaccia. Credo che come lei la stragrande maggioranza delle classi popolari la pensa così. Non è affatto vero che non esiste competizione tra lavoratori, anzi l’immigrazione è stata usata per sottrarre diritti e salario ai lavoratori.
    Limitare e regolare l’immigrazione sarebbe il compito di qualsiasi forza che vorrebbe rappresentare e portare avanti gli interessi delle classi popolari, le quali lo chiedono a gran voce e sempre più insistemente. Per lo stesso motivo, bisognerebbe battarsi per l’uguaglianza di diritti sul posto di lavoro e nella società civile, altrimenti si rischia di creare una società con la presenza permanente di una “casta” inferiore, che sarebbe una società fortemente reazionaria. Tuttavia nessuna forza politica lo fa, poiché tutte le forze politiche sono espressione delle classi dominanti. Razzismo e antirazzismo sono i due poli antitetico-polari del discorso della classe dominante, la quale ha bisogno sia del razzismo, per mantenere una parte della manodopera ancora più schiava e sottomessa, e per deviare le tensioni sociali sugli immigrati, sia dell’antirazzismo per facilitare l’ingresso di questa manodopera che costituisce un utilissimo esercito di riserva. Razzismo e antirazzismo sono aspetti dell’ideologia dominante in quanto entrambi astraggono dall’esistenza delle classi sociali.
    E’ assolutamente importante riprendere un discorso ragionevole sull’immigrazione altrimenti esso prende la forma becera e razzista della Lega, e peggio ancora può sfociare in esplosioni di violenza di cui moralmente sarebbero responsabili anche quanti dall’alto della loro superiorità morale condannano come razzismo ciò che razzismo non è. Ripeto la domanda a cui ognuno dovrebbe dare una risposta sensata e razionale, prima di sparare giudizi: quale lavoro far svolgere agli immigrati che verranno in un contesto di crisi economica come quello attuale?
    La cosa che più disturba è la mancanza di chiarezza. Se si crede che non ci debbano essere limiti all’immigrazione allora bisogna dirlo chiaramente e apertamente: deve essere possibile “migrare” da una nazione all’altra a piacimento. Vedremo in che tipo di dittatura sfocerà tale posizione ultralibertaria. Non a caso il termine “migranti”, che trovo fastidioso in quanto rende onirica la visione del paesaggio sociale, è stato introdotto dalle nostre aree “libertarie”, tuttavia gli esseri umani non sono come le rondini che migrano a seconda della stagione da una regione geografica all’altra. Gli esseri umani emigrano da una struttura sociale all’altra. Anche il più sfortunato barbone non potrebbe sopravvivere senza l’utilizzo, seppur minimo, delle strutture sociali del paese in cui vive.
    Se invece si pensa che delle forme di controllo ci debbano essere, allora bisogna essere conseguenti e prevedere anche le forme di ultima istanza di controllo quali il reimpatrio, anche se sarebbero preferibili, ovviamente, forme di controllo nei paesi di origine dell’immigrazione. Certo il rimpatrio è una cosa simpatica, sempre meglio però che lasciare le persone a marcire per mesi o anni nei cpt senza che questi abbiano commesso dei crimini effettivi.
    Il nazismo fece presa fra i lavoratori perché a suo modo fornì una soluzione alla gravissima disoccupazione di quel periodo. Se si vuole giungere di nuovo ad una soluzione del genere, prego, si continui su questa strada.
    Non credo di introdurre divisioni fra i lavoratori, perché il controllo non riguarda i lavoratori che hanno già trovato una sistemazione in Italia, per i quali, va promossa la piena eguaglianza di diritti sociali e civili per evitare la formazione di una “casta inferiore” permamente. Per questo non mi convincono coloro che dicono che gli fanno (o piuttosto DOVREBBERO fare?) i lavori che gli italiani non sono disposti a fare. Francamente mi sembra questa sì una forma di razzismo.
    L’immigrazione non è una soluzione alla miseria di cui è conseguenza, così come la carità non è soluzione alla povertà. Non è un caso che i settori sociali meno “razzisti” e più caritatevoli siano quelli impiegatizi, questi possono permettersi di essere tanto buoni perché sono meno toccati dalla competizione con i lavoratori immigrati. Ma se fossero davvero tanto buoni dovrebbero dare la carità ogni volta durante le numerose volte che questa viene richiesta, infatti la “vendita ambulante” di accendini, calzini ecc., o i “fiorai” non è che una forma di mendicità appena mascherata. Da un punto di vista buonista, non è certo bello rifiutare un po’ di soldi ad una persona che effettivamente ne molto bisogno, tuttavia la maggioranza delle persone rifiuta di dare l’elemosina non soltanto per il “sacrificio” economico, in realtà minimo, ma perché l’elemosina è un gesto sporco, buono, in apparenza, umiliante nel profondo. Persone che sul piano individuale rifiutano il gesto dell’elemosina, non hanno problemi a trasporre lo stesso gesto sul piano sociale, nel caso dell’immigrazione, questo forse perché non ne sono toccati direttamente per quanto riguarda gli aspetti negativi, e magari pensano che possa essere vantaggiosa, per altri aspetti, manodopera a basso prezzo per i lavori in casa, abbandondante presenza di prostitute, badanti, mogli, mogli-badanti. L’immigrazione è stata usata per tamponare i disagi provocati dalla demolizione stato sociale. E’ vergognosa questa reintroduzione della servitù. E’ una vergogna che una persona giovane debba essere incatenata per tutta la giornata ad un anziano malato di cui si dovrebbe occupare la società con strutture adatte.
    L’immigrazione ha un comune, inoltre, con la carità individuale il suo essere a difesa dello status quo. Infatti, per i paesi d’origine costituisce un ottima valvola di sfogo, che permette di evitare quei cambiamenti sociali che magari sarebbe necessari per lo sviluppo di quei paesi. E allo stesso tempo, inoltre, costituisce per questi paesi un’emorragia di forze, in quanto ad andare via sono i giovani più intraprendenti, più istruiti, quelli che sarebbero maggiormente capaci di promuovere un cambiamento sociale.
    Soltanto prendendo un impegno riguardo al controllo dell’immigrazione, diventa credibile, sostenibile e accettabile una politica internazionalista volta a sanare i mali di cui l’immigrazione è espressione. Non si può dire ad un lavoratore: devi accettare di lavorare per più ore e ad un prezzo più basso, perché altrimenti c’è qualcun altro disposto a farlo al tuo posto, e non devi lamentarti perché è conseguenza dell’imperialismo, della guerra ecc. Cose di cui il lavoratore non è responsabile né come singolo né come classe visto che i lavoratori non hanno nessuna voce in capitolo. Tuttavia è assolutamente importante promuovere politiche di cooperazione internazionale, altrimenti si cadrebbe in una forma di particolarismo, che è poi quello della Lega, ugualmente insostenibile, poiché al di là dei confini siamo tutti nella stessa barca ed ogni nazione ha bisogno dell’altra con l’attuale divisione internazionale del lavoro.
    Anche a me sembra un'ottima riflessione.

  7. #17
    Si vis pacem, para bellum
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    1,532
     Likes dati
    4
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Citazione Originariamente Scritto da Spetaktor Visualizza Messaggio
    oh, mannaggia.
    non avevo visto.
    Cmq dice cose vere. :gluglu:

    Quello postato qui e' del vero Blondet, quello che ho postato su DR e' del "falso" Blondet.

  8. #18
    Forumista storico
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Messaggi
    31,653
     Likes dati
    3,543
     Like avuti
    659
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Mio Dio, condivido Blondet !

  9. #19
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Jul 2009
    Messaggi
    1,080
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    Blondet è spesso condivisibile soprattutto quando analizza la realtà ed evita di fare previsioni quasi messianiche su vere/presunte guerre imminenti o crolli dell'economia mondiale apocalittici.
    Detto questo credo che oltre ad un vero e proprio conflitto culturale di cui accennava Combat la situazione in zona è arrivata al punto in cui è arrivata per diversi fattori che sono:
    - la persistenza e onnipervasiva presenza delle organizzazioni criminali locali;
    - l'immissione sul territorio di un numero sproporzionato di lavoratori , clandestini e non, stranieri che oltre ad essere sfruttati come spesso accade in situazioni degradate sono lasciati a sè stessi e isolati dal resto della popolazione;
    - la popolazione locale stanca di questa situazione che si è vista sopraffatta da una rivolta incontrollata.
    Ho sentito dichiarazioni di politici che, come scaricabarile, hanno preferito ricondurre il tutto alla mafia. In realtà per mesi è mancato lo Stato. Le Istituzioni dov'erano?
    Quando qualcuno si mette a sparare ad un lavoratore clandestino straniero mi sembra logico pensare che quest'ultimo, vittima, si dovrebbe rivolgere allo Stato...se non è stato fatto è perchè da un lato lo Stato latita da queste parti e poi perchè, diciamocelo pure, chi prenderebbe sul serio la denuncia di un clandestino immigrato (ammesso che decida di farla a suo rischio)?

  10. #20
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Jul 2009
    Messaggi
    1,080
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Rivolta anti-immigrati a Rosarno

    LOCRI, Reggio Calabria (Reuters) - Agli scontri e alla caccia all'extracomunitario a Rosarno nei giorni scorsi hanno preso parte pregiudicati e figli di boss della 'Ndrangheta. E' quanto emerge da una informativa della polizia, che indaga proprio sul ruolo che l'organizzazione mafiosa calabrese avrebbe avuto negli scontri.

    Gli investigatori ipotizzano che i disordini a Rosarno siano stati pianificati dalla mafia per spostare l'attenzione dalla bomba fatta esplodere lo scorso 3 gennaio davanti alla Procura di Reggio Calabria, che sarebbe stato un segnale contro l'arresto di latitanti e soprattutto contro i recenti sequestri di beni della 'Ndrangheta.

    Stando al rapporto della polizia -- ottenuto da Reuters -- trasmesso alla Procura ordinaria di Palmi e alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, alla guerriglia urbana di Rosarno hanno preso parte pregiudicati e figli di boss della 'Ndrangheta.

    Ieri il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha detto che tra le piste seguite dagli investigatori c'è, appunto, quella della regia mafiosa. E' stato proprio il responsabile del Viminale a sciogliere per mafia l'amministrazione comunale di Rosarno nell'ottobre 2008.

    Ieri, intanto, si sono concluse le operazioni di abbattimento delle baraccopoli in cui vivevano gli extracomunitari, e oggi a Rosarno è prevista una manifestazione di cittadini che vogliono difendere l'immagine del loro paese dalle accuse di razzismo.

    Domani Maroni riferirà in Senato sui fatti di Rosarno.

    53 I FERITI IN TRE GIORNI DI SCONTRI

    Sono oltre 1.100 gli immigrati che in questi giorni hanno lasciato Rosarno. Lo dice la polizia nell'informativa, da cui emerge che le persone rimaste ferite negli scontri sono oltre 50.

    "Complessivamente sono stati trasferiti 428 cittadini extracomunitari al centro di prima accoglienza di Crotone; altri 400 al centro di prima accoglienza di Bari; e altri 300 hanno lasciato Rosarno utilizzando treni diretti al nord", scrive la polizia.

    "Con tali trasferimenti -- prosegue il documento -- si è praticamente realizzato lo svuotamento delle due ex fabbriche, l'ex 'Opera Sila' e l'ex 'Rognetta', utilizzate dagli immigrati come dormitori".

    Le persone medicate e refertate negli ospedali della zona sono 53: 21 extracomunitari, 14 abitanti di Rosarno, 10 agenti di polizia e 8 carabinieri.

    L'informativa ripercorre quanto accaduto a Rosarno a partire da giovedì scorso, quando un immigrato regolare del Togo è stato ferito da alcuni uomini con un fucile ad aria compressa. Nel giro di alcune ore un gruppo di circa 300 cittadini extracomunitari si è riversato lungo la Nazionale 18 bloccando il traffico, danneggiando cassonetti e numerose auto.

    Nella notte tra giovedì e venerdì la polizia riesce a calmare un centinaio di abitanti di Rosarno decisi a "intraprendere iniziative di ritorsione nei confronti degli immigrati".

    Il venerdì mattina circa 700 immigrati manifestano pacificamente davanti al municipio di Rosarno contro le violenze subìte, e una loro delegazione incontra il commissario prefettizio Domenico Bagnato, che li rassicura. Nel corso della giornata anche un comitato di cittadini di Rosarno incontra le istituzioni, ma il dialogo fallisce.

    "Intanto sono continuati i singoli episodi di violenza e intolleranza soprattutto nei confronti di quei cittadini extracomunitari che vivevano isolati nella campagne... (I carabinieri) hanno intercettato due individui rosarnesi che con un ruspa stavano trascinando alcuni cassonetti ... per scagliarli contro un gruppo di cittadini extracomunitari... Successivamente, i militari hanno tratto in arresto anche un pregiudicato del luogo, il quale poco prima aveva investito con la propria vettura un cittadino extracomunitario".

    Il venerdì sera due extracomunitari vengono gambizzati da uomini non identificati, e altri episodi di violenza ai danni di immigrati si registrano nella notte seguente e nella giornata di sabato.


    Rosarno, polizia: mafia dietro gli scontri. Via 1.100 immigrati | Prima Pagina | Reuters

 

 
Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Rosarno, immigrati in rivolta centinaia di auto danneggiate
    Di ioleggosolofeltri nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1191
    Ultimo Messaggio: 04-02-10, 09:25
  2. Immigrati in rivolta a Rosarno
    Di Panzerjaeger nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 14-01-10, 00:06
  3. Fiore Su Rivolta Rosarno
    Di nissan nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 13-12-08, 16:23
  4. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 13-12-08, 15:54
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 05-02-07, 18:46

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito