Rosarno, oggi corteo dei cittadini
"Città non è xenofoba", vertice procura
I cittadini di Rosarno non ci stanno a passare come xenofobi: dopo le violenze dei giorni scorsi, alle 16 è previsto un corteo della popolazione per salvaguardare l'immagine della città calabrese. Si indaga intanto per cercare i responsabili degli scontri legati alla "rivolta dei neri", e per capire il ruolo della 'ndrangheta nella vicenda. Vertice degli investigatori a Palmi. Demolite le baracche dove vivevano gli extracomunitari allontanati.
Sono oltre 350 gli immigrati giunti nel Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Bari-Palese dopo essere stati trasferiti dall'ex Opera Sila, una delle strutture dove erano ospitati gli extracomunitari che hanno dato vita alla rivolta di Rosarno. Gli immigrati sono arrivati a bordo di pullman in due gruppi. Al loro arrivo apparivano particolarmente stanchi e provati dal viaggio. In molti hanno detto di essere andati via spontaneamente da Rosarno.
Gli extracomunitari sono stati identificati, hanno avuto la possibilità di parlare con interpreti che hanno spiegato loro le condizioni di permanenza del centro. Hanno potuto quindi cenare e sono andati a dormire. Il centro si trova nell'area dell'aeroporto militare di Bari-Palese e può accogliere sino ad un massimo di 900 persone.
L'arrivo degli immigrati e tutte le procedure per la loro sistemazione si sono svolte con regolarità alla presenza di un presidio di forze di polizia e dalla Digos e anche di un gruppo di persone tra iscritti e simpatizzanti di partiti e associazioni.
Caccia ai violenti, quale ruolo per le cosche?
Nessuno della 'ndrangheta che conta - è opinione degli investigatori - si sarebbe "speso" per alimentare la reazione violenta dei cittadini di Rosarno dopo la rivolta degli immigrati. E quando qualcuno è andato a chiedere ai vertici come comportarsi, la risposta sarebbe stata di mantenere un profilo basso. Ma a che livello sono entrate le cosche nella guerriglia della piana di Gioia Tauro? E con quale fine? Ristabilito l'ordine pubblico, cominciano a ricostruire i perché di quanto accaduto a partire da giovedì sera - quando due giovani hanno sparato all'inguine ad un immigrato che urinava su un muro - con l'obiettivo di individuare chi ha alimentato per 48 ore la guerriglia cittadina e la caccia all'immigrato.
Dalle risultanze delle prime indagini sembrerebbe che le cosche c'entrano poco o nulla. Certo, il coinvolgimento della 'ndrangheta, come ha detto lo stesso ministro dell'Interno, rimane una delle "piste possibili". Perché non è pensabile che in un territorio così "controllato" come è quello di Rosarno possa accadere qualcosa che non abbia quantomeno il loro avallo. Soprattutto quando nelle violenze è coinvolto il figlio di un esponente di spicco dei Bellocco, una delle famiglie che controllano la zona, e altri due personaggi che non sono affiliati ma neanche estranei a rapporti con esponenti delle cosche.
Vertice in procura a Palmi
Per fare il punto della situazione è in programma a Palmi un vertice degli investigatori con il procuratore Giuseppe Creazzo. Per il momento indaga la procura ordinaria e solo lo sviluppo degli accertamenti dirà se dovrà scendere in campo la Direzione distrettuale antimafia. Sul tavolo del magistrato, inoltre, sono già arrivate le testimonianze degli immigrati che sono stati feriti a colpi di fucile o a sprangate: indicazioni vaghe che a poco o nulla possono servire per aiutare per arrivare all'identificazione dei responsabili degli assalti ai "neri".
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