Ti ripeto: non ho mai inteso connotare il sesso, nemmeno implicitamente, come attività sporca e negativa. Ho avuto modo di scrivere la parola condanna con le virgolette, proprio per evidenziarne l'inappropriatezza. Il mio intento era trovare un filo comune tra le varie tradizioni spirituali e, nonostante le ovvie differenze, ritengo che esso sia piuttosto palese e nient'affatto superficiale.
Il buddhismo non parla di peccato, perchè il peccato di fatto non esiste in questa filosofia. Esiste piuttosto ciò che può danneggiare il cammino verso il dominio di sè. Ma come il cristianesimo, ritiene che il piacere derivante dall'atto sessuale sia pericoloso per l'uomo, il quale passando per esso può smarrire la propria dimensione spirituale, assaltata dalle forze materiali. Soltanto un risvegliato non corre pericolo. Solo egli infatti ha saputo rinunciare ai piacere fisici e, quando gustati, sa come non rimanerne imprigionato. Pertanto all'uomo comune, cristiano o seguace del buddha, è vivamente consigliata un'attenta continenza nella vita sessuale.




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