red: no, io mi riferivo al vero governo: ronnie mi pare onesto, competente lo è, e abbiamo diverse idee in comune (politiche), e le altre in cui siamo in contrsasto, beh, come ministro dell'economia non potrebbe sctenare guerre![]()


red: no, io mi riferivo al vero governo: ronnie mi pare onesto, competente lo è, e abbiamo diverse idee in comune (politiche), e le altre in cui siamo in contrsasto, beh, come ministro dell'economia non potrebbe sctenare guerre![]()


Io mi ricordo che quando l'Italia era uno stato liberale, Giolitti non interveniva nelle lotte tra industriali e movimenti operai...lasciava che le cose si evolvessero: mi ricordo male o lo si può considerare un liberale?![]()


ricordi benissimo: giolitti, da libeale, rifiutava di far intervenire la rex pubblica a sostegno dei padroni, lasciava fare, laissez faire appuntoOriginariamente Scritto da FCYMan
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Questo conferma la mia tesi. Fu su pressione della sinistra radicale, in questo caso i socialisti che cominciavano ad avere peso nel paese che i liberali furoono costretti a ad adottare il suffragio maschile e ad accettare le libertà sindacali. Poi i liberali confluirono mani e piedi nel fascismo più adatto a controllare le masse uscite dalla guerra che aveva portato con se la mobilitazione di massa ed erano vogliose di protagonismo politico.Originariamente Scritto da stuart mill
D'altra parte un recente studio dimostra come la stampa britannica considerasse il fascismo una sorta di l"liberalismo" per popoli arretrati e tendenzialmente un po' primitivi come quello italiano (il vecchio razzismo di marca coloniale). Sull'antifascismo delle classi dirigenti "liberali" britanniche ci sarebbe parecchio da scrivere.


peccato per te che già mill parlava del laisser faire, e che mill visse nell'800.Originariamente Scritto da Red Shadow
I liberali non cedettero a nessun ricatto, ne da sinistra ne da destra. Oltretutto, sull'antifascismo, ti ricordo che fu croce a scrivere il manifesto degli int. antif. e che amendola, liberale, venne pestato a sangue per 3 volte dai fascisti, e l'ultima fu quella fatale, dato che morì poco dopo![]()


I figli dei (pochi) liberali antifascisti divennero tutti comunisti. Amendola, Berlinguer e...Giolitti (sebbene non possa giurare sull'antifascismo del nonno).Originariamente Scritto da stuart mill
Su Croce, io tiricordo che furono comunisti e socialisti a finire in galera.
Il laissez faire, risale ai fisiocratici ("laissez faire, laissez aller, laissez passer,") ed è molto precedente a Mill. Nell'epoca selvaggia del capitalismo quando appunto chi sciperava veniva mandato ai lavori forzati. Il laissez faire non c'entra nulla con il diritto di scipero che fu una conquista del movimento sindacale e che in alcuni paesi europei venne riconosciuto solo dopo la Rivoluzione Bolscevica.


i figli? e che c'entrano? cioè se io che sono liberale , ho un figlio comunista, che faccio, l'ammazzo o lo faccio frustare per convertirlo?Originariamente Scritto da Red Shadow
cioè fammi capire perchè avere un figlio comunista, sminuisca il padre...
pochi loiberali antifascisti no di certo. Sono pochi semmai perchè i liberali sono da sempre una ristretta minoranza: di sartori c'è ne 1, di caruso e fiore mille
giusto, i fisiocrati, ma il liberalismo nacque nel 600, con locke, e poi fu colbert a usare la famosa frase: laissez faire, lassez passer
il laissez-faire, c'entra con lo sciopero: per un liberale, il contratto di lavoro, è un accordo volontario, perciò lo stato non può intervenire nella vicenda, se non come mediatore. Potrebbe sanzionare inadempienze in sede civile, ma certo non usare la rex publica per fermare lo sciopero!
tu confondi liberalismo cion capitalismo: tutti i liberali sono capitalisti, ma non tutti i capitalisti sono liberali. Perciò un ultra conservatore, in economia può essere liberale (liberista). Quindi accettare il libero mercato, senza però accettare le libertà liberali![]()


red avrò l'impressione che tu del cervello non abbia nemmeno la shadow, se continui a dire cazzate a raffica sul pensiero politico che non ti appartiene.
la tua evoluzione liberale generazionale procomunista ha gli stessi criteri scientifici del lisenkismo, ossia nessuno.
le tue opinioni su giolitti sono sbagliate ed assurde, ho la netta impressione che tu lo conosca solo come gelateria il "giolitti".
il laissez faire non è uno stato ma un programma, evidentemente non ti è chiara la differenza.
il liberalismo non è una politica del passato ma una prassi viva ancora oggi.
quel che tu chiami liberismo e laissez faire citando le repressioni sindacali è una cosa che NON SI CHIAMA TALE, poichè è un "intervento".
_
P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
* * *
Presidente di Progetto Liberale


già, concordo con ronnie: la repressione (non-laissez-faire) cessò con giolitti(liberale e quindi laissez-faire)


Il successo del fascismo fu dovuto alla situazione di anarchia e insicurezza create dalle violenze squadriste dei comunisti contro i proprietari terrieri (e non solo) e dalle occupazioni delle fabbriche da parte degli operai.
Se si fossero limitati a scioperare il fascismo non avrebbe trovato terreno fertile per imporsi.
Giolitti era un antifascista.
Da wikipedia:
Diede un giudizio drasticamente negativo sulla formula elettorale che permise, a parer suo, la salita al potere del fascismo in Italia. Giolitti non riuscì ad opporsi ai fatti, anche perché venne tenuto all'oscuro di molti avvenimenti da Luigi Facta, che lo isolò nel paesino di Cavour, quando invece sarebbe dovuto essere a Roma per contrastare Benito Mussolini.
Tentò fino all'ultimo di venire a patti con Mussolini nel 1921, proponendogli un governo di conciliazione, ma senza successo. Altra accusa mossa a Facta, fu la pavidità e l'inerzia nei momenti della "Marcia su Roma".
Fu uno dei pochi a rimanere in Parlamento, insieme ad altri sette "giolittiani" ed ai comunisti, per contrastare il governo fascista.