
Originariamente Scritto da
Eymerich
Il 4 aprile del 1978 esordiva su Rai 2
Goldrake, ventotto anni fa il debutto in Italia
L'eroe spaziale che combatteva per la salvezza della Terra contro gli alieni, in Italia venne bloccato dalla censura ma inaugurò un filone di cloni, tutti 'made in Japan'
Quattro aprile 1978. Mentre l'Italia tratteneva il fiato per la sorte di Aldo Moro, ancora in mano alle Br, e gli appassionati di calcio già srotolavano le bandiere in vista dei mondiali di Argentina, i ragazzini incollati al piccolo schermo si trovarono di fronte un nuovo personaggio: Atlas Ufo Robot, meglio noto come Goldrake.
Una sera di ventotto anni fa, infatti, sul secondo canale Rai si affacciò la nuova creatura venuta dallo spazio e generata dalla matita di creatori giapponesi. E fu subito mito. Ma il robot spaziale si dovette guadagnare i galloni prima che contro i suoi nemici alieni, combattendo la più terrestre concorrenza di Fonzie e dei compagni di ''Happy Days'', in onda allo stesso orario sulla prima rete.
Erano quelli anni di novità televisive a getto continuo, con una rete nazionale ancora ferma a due canali, all'alba della liberalizzazione dell'etere e con poche altre emittenti captate a macchia sul territorio (dalla tv svizzera, a Telemontecarlo, a Capodistria). E con il bianco e nero ancora imperante sugli apparecchi degli italiani, Carosello appena mandato in pensione e il triangolino bianco Rai che sul video segnalava il concomitante inizio di un programma sulla rete gemella, molti nuovi volti si affacciarono per la prima volta sul piccolo schermo. Uno dei più famosi resta ''Furia cavallo del West'', che inaugurò anche la fascia preserale delle 19.
Goldrake, però, ha avuto il merito di creare un filone, alimentato poi con l'arrivo di un esercito di cloni, tutti a combattere per il trionfo del bene. Protagonista della vicenda è il principe Duke Fleed, extraterrestre dai tratti umani e gentili, piovuto sulla terra con il suo robot Goldrake, mentre era in fuga dalla stella Fleed, distrutta dal cattivo imperatore di Vega. Allevato sulla terra e col nome mutato in Actarus, il principe avverte i suoi nuovi amici del pericolo incombente: con la stella Vega vicina alla morte, le forze dell'imperatore hanno deciso di espandersi verso la Terra e hanno piazzato una base segreta sul nostro satellite. E da qui in poi è uno scontro aperto fra Goldrake, il robot alto trenta metri che combatte per la salvezza del pianeta d'adozione contro perfidi mostri meccanici alieni.
Nato dalla matita di Go Nagai, Atlas Ufo Robot ebbe un successo maggiore in Europa che in patria (soprattutto da noi e in Francia, dove arrivò col nome di 'Goldorak' ) e consentì al vecchio continente di conoscere l'animazione giapponese. Animazione fortemente influenzata da alcuni fattori: su tutti il terrore del nucleare, che già si era visto sublimato nei film della serie 'Godzilla', e lo shock dell'invasione che derivava dalla guerra persa contro gli Stati Uniti.
Con Goldrake si affacciarono in Italia anche alcuni fenomeni come quello del merchandising, dal momento che il robot e i personaggi collaterali vennero riprodotti in tutte le forme e misure, ma anche quello del collegamento musicale. Le sigle televisive del cartoon (Audio)furono composte da grossi nomi, come Vince Tempera, e fra i cantanti figuravano artisti allora alle prime armi come Fabio Concato.
Un accenno deve essere fatto anche alla vicenda della censura, che tentò dopo qualche anno di opporsi a uno spettacolo giudicato allora troppo violento per bambini e adolescenti. Ma ancora una volta la storia di Goldrake e dei suoi successivi cloni si intreccia con quella della nostra tv. I robot, infatti, spariti dai palinsesti nazionali, approdarono ai canali privati, allora in piena fioritura, contribuendo a decretarne la fortuna.