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  1. #21
    + Gothic +
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Io penso che la Legge Biagi sia andata nella giusta direzione perchè è sempre meglio offrire un lavoro "precario" che un "non-lavoro". Ora, però, piuttosto che addentrarmi in un discorso da economista quale non sono, invece che fare le pulci a suddetta legge proverò a dire qualcosa circa il perchè in Italia persista ancora il miraggio del lavoro fisso invece che la ricerca di un lavoro migliore sul piano professionale ed economico.

    A mio avviso il problema che affligge da tempo l'Italia (e il Sud Italia in particolare) è la mancanza di una reale cultura di mercato. E' noto che per prosperare, il mercato deve necessariamente basarsi sulla concorrenza e quest'ultima sulla capacità di offrire un prodotto migliore. Più sono le offerte, maggiore è la qualità e minore il prezzo. Alla base di tutto il meccanismo virtuoso c'è comunque il merito: ciò che rende valido un servizio o l'idea più originale. Purtroppo da noi il mercato, sedicente libero, è minato alla base da monopoli, duopoli e logiche nazionalistiche che frenano lo sviluppo di una libera concorrenza impedendo a nuovi soggetti di emergere.

    Il caso della nostra TV è quanto mai esemplificativo. Il più reaganiano dei nostri politici è altresì un imprenditore monopolista, che da anni regna incontrastato ai danni di una inesistente concorrenza, che dirige le sue aziende con fare paternalistico premiando una ristretta cerchia di collaboratori fidati a danno di volti nuovi impossibilitati ad emergere. Dall'altra parte c'è una TV di Stato, che si vuole servizio pubblico ma che ragiona secondo il metro commerciale di un'emittente privata, salvo garantire anche qui i "soliti noti" a danno di giovani più meritevoli, i più fortunati dei quali sono costretti spesso ad invecchiare senza ottenere grosse occasioni professionali.
    Abbiamo una TV che è la stessa da 30 anni con programmi fotocopia che si susseguono nell'indifferenza generale, in quanto il prodotto "buono" ormai si ritiene garantito solo previo pagamento, a vantaggio di quella che rimane comunque una ristretta cerchia di utenti "fortunati".

    Ma potremmo parlare di tantissime altre cose. Di quei dipendenti pubblici il cui guadagno fisso spesso fa dimenticare loro la ragione principe per cui vengono mensilmente pagati. Gente che mira a dare il minimo perchè non è tenuta a dare il massimo e sa di avere tutelati i propri diritti dalla casta sindacale. Gente che quasi mai è stata scelta per le qualità professionali, ma il più delle volte per nepotismo o semplice assistenzialismo.

    E ancora, aziende che vivacchiano entro gli angusti limiti della loro abituale e ristretta clientela, oltre la quale non sa vedere. Dipendenti indifferenti ai guadagni dei propri titolari e titolari indifferenti ai guadagni dei propri dipendenti. Eppure, se a questi ultimi venisse dato un minimo garantito e degli incentivi "pesanti" sul lavoro effettuato si responsabilizzerebbero persone che altrimenti sono solite sonnecchiare spesso ai danni degli stessi clienti ai quali viene reso un servizio non conforme alle più basse aspettative.

    Così, salvo casi isolati che danno lustro internazionale al "made in Italy", il nostro mondo del lavoro si contrassegna purtroppo per la sconfitta del merito e la vittoria del privilegio. Un privilegio spesso volgare e modesto, frutto di una cultura ancor più modesta e sicuramente arretrata, che negando ogni banale logica di mercato impedisce al nostro paese di crescere e di prosperare.
    Ultima modifica di Florian; 13-01-10 alle 16:08
    SADNESS IS REBELLION

  2. #22
    Anti-taliban
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Stipendio minimo garantito, che aumenterebbe i consumi e quindi di conseguenza il PIL.
    Annullamento dei vari contratti introdotti dalla Legge Biagi.
    Sostegno dei contratti a tempo determinato ed indeterminato.

  3. #23
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Il precariato ha avuto inizio con la rivoluzione industriale, e non cesserà sino a che questo sistema predatorio e sfruttatore, quale è il Capitalismo, non collassi del tutto...Questa è l'unica soluzione, il resto è fuffa...hefico:
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  4. #24
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Il precariato ha avuto inizio con la rivoluzione industriale, e non cesserà sino a che questo sistema predatorio e sfruttatore, quale è il Capitalismo, non collassi del tutto...Questa è l'unica soluzione, il resto è fuffa...hefico:
    Sottoscrivo e aggiungo: che perfino l'economia liberista ci insegna che un titolo ad alto rischio deve pagare interessi più alti e quindi più alta deve essere la paga perchè maggiore è il rischio di essere licenziato e per diventare flessibile deve almeno prevedere misure di protezione sociale. Una azienda che approfitta della legge Biagi applicandola a tutti i dipendenti non solo produce effetti drammatici nell'economia, (l'aveva capito Ford! Poi chi è che compra le mie automobili?), ma l'insicurezza sul lavoro crea le basi per una società afamigliare, senza valori, incapace di progettare il proprio futuro. Non ha senso che un lavoratore sia precario nella stessa azienda a tempo indeterminato e non ha senso che una azienda impiega solo esclusivamente lavoro flessibile
    Ultima modifica di x_alfo_x; 15-01-10 alle 12:24

  5. #25
    Me ne frego
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Tutti post ,sono stati molto esplicativi sul precariato e sulla legge Biagi, in effetti tutti concordano, che il precariato ha bisogno diciamo di un breve termine, che ha bisogno di sostegno quando il lavoratore è fermo, in modo tale che le finanze non diminuiscano al punto di farlo arrivare alla fame, come succede oggi. Da quanto ho capito il lavoro precario, dovrebbe avee un termine, per poi diventare lavoro a tempo indeterminato.
    Sono ad aspettare le vostre risposte, per capire se ho ben compreso quel che avete voluto dire.
    Grazie ADA

  6. #26
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Scusate gli errori , ma la gatta mi è saltata sulla tastiera evidentemente anche lei vuol dire la ssua opinione.
    ADA

  7. #27
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    Tutti post ,sono stati molto esplicativi sul precariato e sulla legge Biagi, in effetti tutti concordano, che il precariato ha bisogno diciamo di un breve termine, che ha bisogno di sostegno quando il lavoratore è fermo, in modo tale che le finanze non diminuiscano al punto di farlo arrivare alla fame, come succede oggi. Da quanto ho capito il lavoro precario, dovrebbe avee un termine, per poi diventare lavoro a tempo indeterminato.
    Sono ad aspettare le vostre risposte, per capire se ho ben compreso quel che avete voluto dire.
    Grazie ADA
    Dissento.
    Per me i contratti atipici vanno eliminati.
    Ma i lavoratori debbono essere licenziabili.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  8. #28
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    BEJAMIN LINUS, io non intevo dire che gli impiegati ogli operai, non devono essere licenziati, non intevo dire che il datore di lavoro deve contrarre un matrimonio, senza divorzio con il lavoratore. Intendevo dire che oggisi gioca un pò troppo con i contratti a termine, probabilmente perchè ci sono datori di lavoro che in questo modo ci guadagnano, ed anche perchè non c'è una srtuttura che s'interessa di coloro che vengono licenziati, per far trovare loro il più presto possibile un nuovo lavoro, sono una donna di economia non m'intendo molto, se no non avrei chiesto i vostri pareri, ma vedo che ci sono persone di 40 anni con figli che all'improvviso perdono il lavoro e a quella età non è facile trovarne un altro, o figli che vivono a 30 e più ancora con i genitori, perchè non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, c'è una beffa secondo me, persone che lavora fino a 67 anni e che mantengono i loro figli, perchè sono a spasso.
    Se qualcuno pensa che io non ho ancora capito, mi spieghi meglio la situazione, ripeto sono una donna e come tante donne non mi intendo di economia, perciò a voi signori uomini la parola.
    ADA

  9. #29
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Posto che i problemi sono molteplici, e che non è la legge Biagi non è la causa delle difficoltà lavorative, ma un tentativo più o meno azzeccato di soluzione, io credo che sia palese come oggi qualcosa non funzioni.
    La legislazione in materia di lavoro, in Italia, dovrebbe anzitutto risolvere il problema del lavoro nero. Ed è per questo che una riforma del diritto del lavoro dovrebbe andare di pari passo con la riforma fiscale.
    [...]
    Per la mia riflessione prendo spunto da questo post perchè, ci piaccia o meno, in Italia qualsivoglia riforma deve sempre e comunque tenere in considerazione la situazione dei conti pubblici.
    Riformare il lavoro richiede una contestuale riforma fiscale, ma anche una precedente riforma costituzionale. La giurisprudenza comune individua i capisaldi della disciplina giuslavorista nella Carta Costituzionale, e come ogni ristrutturazione è impensabile modificare la struttura senza aver prima rivisto le sue fondamenta.

    Personalmente sarei favorevole ad una reale e completa equiparazione fra pubblico e privato. Niente più rimandi costituzionali riguardo il "diritto al lavoro", ma solo al diritto a una retribuzione sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Meno paletti inammovibili, più flessibilità. Punti fermi pochi, adeguati all'attualità del mercato mondiale.
    Personalmente, son favorevole al mantenimento della Legge Biagi, pur con alcune modifiche. Mi spiego con un esempio pratico. Vivo in una realtà artigianale, che la crisi ha scosso ma non distrutto. E' cambiato semplicemente il modo di lavorare: prima si "faceva magazzino" (produzione preventiva), ora si lavora "in giornata" (produzione on demand). E' saltata la programmazione, nessun cliente è disposto a ordinare più di quanto è arcisicuro di vendere. Salvo poi, all'occorrenza, supplicarti in ginocchio di produrgli grossi quantitativi di merce in pochissimo tempo. Tradotto in termini lavorativi, il datore di lavoro ti assicura il posto per 2-3 mesi (tempo per produrre l'ordine "sicuro"), per poi implorarti di lavorare un'altro mese a ritmo duplicato. Ergo, contratto a tempo determinato di 3mesi, poi lavoro nero per un mese: è fatto divieto di riassumere a tempo determinato lo stesso lavoratore, e allo stesso tempo il datore di lavoro è impossibilitato a formare un nuovo dipendente in pochi giorni. E non ci sono contratti a tempo determinato per situazioni simili.
    Che fare? Politicamente bisognerebbe avere le palle (perdonatemi l'espressione) di rischiare. Innanzitutto riforma fiscale, abbassamento delle aliquote per i dipendenti (e detassazione completa degli straordinari) ma soprattutto per i datori di lavoro. Sospensione dei versamenti IVA da parte dei datori di lavoro in manifesta difficoltà. Misure analoghe o affini. Dall'altro lato, imposizione ai datori di lavoro che vogliono avvalersi di queste particolari condizioni di procedere all'assunzione di dipendenti con contratti minimo annuali. Insomma, "io stato" ti vengo incontro, ma tu fai altrettanto. Con contratti annuali dovrebbero eliminarsi gran parte di quelle zone d'ombra di lavoro nero con conseguente gettito fiscale. Lo stato guadagna qualcosa, il mercato del lavoro non perde nulla...
    Per i disoccupati "da fine contratto", ammortizzatore sociale ottenuto da versamenti sindacali. Parliamoci chiaro, oggigiorno i sindacati su 100 cose ne fan 10 per il lavoratore e 90 per se stessi. Tanto vale ridurli di dimensioni, numero e articolazione. Non son mai stato iscritto a un sindacato, quindi non so a quanto ammonti il versamento annuo prelevato direttamente dalla retribuzione. Poniamo sia 10€. Lo si abbassa a 8 o 7, e lo si estende obbligatoriamente a tutti i lavoratori subordinati. Di quegli 8 o 7, 2 o 3 vengon destinati all'attività dei sindacati, i restanti a un fondo sindacale (o pubblico) di disoccupazione.

    In definitiva, fino ad oggi s'è proceduto con riforme giuste in linea di principio (e, per carità, sempre migliorabili) ma incomplete e a volte inefficaci per la mancata contestuale riforma della previdenza, del fisco o della Costituzione. Lo stato è un organismo molto (troppo) articolato, e rivederlo "a pezzi" conduce solo a storture o opere incomplete...

  10. #30
    Antonello/Gianantonio
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    Predefinito Rif: COME RIFORMARE LA LEGGE SUL PRECARIATO

    La legge biagi ha innanzitutto contribuito a mortificare le professionalità e ad abbassare gli stipendi, oltre ad aumentare la precarietà. Diciamo che è iniziata una nuova era di schiavitù, senza che - e questo è il punto dolens - fossero varati anche per i precari della biagi, degli ammortizzatori sociali convincenti. Se chi più rischia è meno protetto, forse puntare ad una sorta di compensazione in caso di perdita dell'incarico, può avere un senso, anche per la stabilità sociale. Infine, mia personale considerazione, la precarietà stabilita per legge, dovrebbe essere accompagnata da stipendi più alti rispetto alla categoria degli stabilizzati. In realtà pare proprio che non sia così. hefico: :gluglu:
    Ultima modifica di Scipione; 16-01-10 alle 21:42

 

 
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