OMNIA SUNT COMMUNIA
LEGITTIMA DIFESA
Documento conclusivo dell’assemblea fondativa
L’assemblea fondativa, tenutasi a Roma il 30 gennaio 2005, decide la formale costituzione del movimento antiamericanista che assume la denominazione di Legittima Difesa.
E’ giunto infatti il momento di costruire fattivamente l’opposizione al totalitarismo americano, è ora di cominciare a raccogliere ed organizzazione tutti coloro che intendono resistere al progetto di dominio planetario degli USA.
La nostra opposizione all’americanismo sarà politica, culturale, ideale, etica e morale.
Nominare il più grande nemico dell’umanità, dichiarare apertamente la necessità di combatterlo, ricercare l’unità con tutte le forze che nel mondo hanno questa stessa priorità, è il passo necessario per cominciare a contrastare il processo di americanizzazione della società italiana ed europea.
Legittima Difesa nasce per rispondere all’esigenza di un nuovo movimento politico indipendente ed antagonista al sistema bipolare ed alla gabbia del “politicamente corretto” costruita dal partito americanista trasversale che domina la politica italiana.
Il nostro antiamericanismo si connette immediatamente all’anticapitalismo, individuando nel modello capitalistico americano la forma vincente, più forte e quindi più pericolosa dell’imperialismo contemporaneo, così come ci parla direttamente della necessità di fare pulizia di un intero ceto politico, servile ed americanizzato, ormai insopportabile come i suoi privilegi.
Contro il mondo pazzesco e inumano del trionfo della disuguaglianza, dell’arbitrio del più forte, del dominio delle oligarchie finanziarie, di una libertà cancellata dall’imposizione del nuovo diritto imperiale, di una democrazia sempre più virtuale, noi poniamo l’obiettivo di un nuovo universalismo democratico e popolare basato sui principi di libertà, fratellanza e uguaglianza, in termini sostanziali e non meramente formali
L’assemblea assume come fondativi del movimento i documenti che hanno scandito i momenti più significativi della fase costituente, di fatto apertasi con il convegno del 25 maggio 2003 a Firenze, e cioè:
1. Bozza di manifesto per un movimento di resistenza all’impero americano – giugno 2003;
2. Un altro mondo è impossibile, è questo che vogliamo liberare – agosto 2003;
3. Una forza popolare di liberazione – febbraio 2004;
4. Rompendo gli indugi – novembre 2004.
L’assemblea approva, nelle sue linee generali, la relazione introduttiva del compagno Moreno Pasquinelli e da inizio al lavoro di costruzione concreta del movimento, che si strutturerà per Comitati locali concepiti come strumenti per l’avvio immediato dell’attività politica e culturale.
Ogni Comitato locale è chiamato a strutturarsi e, all’interno degli orientamenti generali del movimento, a dotarsi di un programma di azione che tenga conto delle specificità delle varie realtà territoriali.
L’adesione a Legittima Difesa avverrà attraverso l’iscrizione ad un Comitato locale.
Il direttivo nazionale avrà il compito di curare la campagna di tesseramento e la costruzione dei Comitati locali, ognuno dei quali – all’atto della sua costituzione – eleggerà un responsabile.
Il direttivo nazionale, eletto insieme al coordinatore al termine dei lavori dell’assemblea fondativa, svolgerà le sue funzioni durante tutta la fase di formazione delle strutture del movimento e cioè fino al 1° congresso, da tenersi entro la fine dell’anno.
Il direttivo nazionale è incaricato di:
1. Approfondire l’elaborazione al fine di arrivare al 1° congresso con un documento politico a tesi.
2. Proporre e sviluppare le iniziative politiche di carattere nazionale.
3. Seguire e stimolare la nascita dei Comitati di Legittima Difesa.
4. Sviluppare il confronto con tutte le realtà, nazionali e locali, interessate alla discussione sul progetto antiamericanista.
5. Redigere una bozza di Statuto da mettere in discussione al congresso
L’assemblea ritiene indispensabile che il movimento si doti, oltre che di un sito internet, di un foglio di agitazione politica, la cui redazione viene provvisoriamente affidata ai Comitati dell’Umbria.
Sappiamo che ci attende un percorso in salita. Ma le lunghe marce iniziano sempre con un primo passo. Lo compiamo con la convinzione della sua assoluta necessità e improrogabilità.
Roma – 30 gennaio 2005
Approvato per acclamazione
TUTTO E' DI TUTTI