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  1. #711
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    I quattro guanciali
    Inaspettato cedimento del governo alle richieste dei vescovi

    Indipendentemente dai contenuti, avevamo sempre ammirato, in questi mesi, la capacità del governo nel fronteggiare con la necessaria determinazione le proteste che accoglievano i suoi provvedimenti. Il ministro Brunetta attaccava i "fannulloni" nel pubblico impiego, chiedendo i licenziamenti? Si sorbiva le minacce di morte che gli provenivano da più parti, ma non desisteva dai suoi propositi. Mezza Italia scendeva in piazza contro la Gelmini per settimane e settimane? Il ministro incassava e poi sfidava i contestatori sul web. Il ministro Sacconi si trovava contro la Cgil per il rinnovo del contratto? Li aspettava a pie' fermo in piazza.

    Un governo ottiene il suo prestigio sul campo e può sbagliare, come è ovvio, ma deve essere responsabile delle sue scelte così come mostrarsi convinto di quello che propone. L'onorevole D'Alema da premier, nel 1999, aveva annunciato la necessità di una riforma della previdenza. Il leader della Cgil di allora disse che neppure se ne poteva parlare. D'Alema subito desistette. In altrettanto breve tempo quel governo venne spazzato via dal voto degli italiani, e a nostro avviso se lo meritò.

    Certo, avessimo fatto una riforma della previdenza adeguata nel lontano '99, i conti dello Stato ora sarebbero un po' migliorati. Forse di quel tanto da non dover imporre le misure di sacrificio predisposte nell'attuale manovra finanziaria.

    In ogni caso il governo appare consapevole dal primo momento - ed anche questo è un merito - delle eccezionali condizioni di difficoltà in cui versa l'economia internazionale e dunque l'Italia.

    Tremonti, prima ancora di tornare ministro, ha descritto in un suo libro il fantasma della povertà che si aggira per l'Europa dopo la globalizzazione. Epifani, da anni segretario della Cgil, si è accorto solo una settimana fa che stava arrivando una valanga. Ecco la differenza di prospettiva che caratterizza la classe dirigente del Paese.

    Proprio perché consapevoli di questo stato di cose, quando i vescovi della Cei hanno minacciato di scendere in piazza per i tagli di 120 milioni di euro alla scuola paritaria previsti dalla Finanziaria, ci siamo predisposti alla visione di una scena che nemmeno il miglior Federico Fellini aveva osato immaginare: i porporati che sfidano il governo, magari con cartelli e fischietti; oppure severi, silenziosi e compunti fra piccioni e cittadini nelle strade della capitale.

    Non sia mai. Nemmeno il tempo di leggere esattamente il testo della protesta della Cei, che il sottosegretario al Tesoro Vegas annunciava solennemente che il governo aveva già ingranato la marcia indietro. Non contento, Vegas aggiungeva che i vescovi potevano dormire "fra quattro guanciali".

    Peccato che, contemporaneamente, i cittadini italiani si vedano minacciato il loro unico cuscino, se già non l'hanno perso. Ora i vescovi sono stati rincuorati e non vedremo spettacoli poco confacenti al loro ordine, come scendere in piazza. In compenso le opposizioni, prima demoralizzate dalla tenacia del governo, hanno subito ritrovato fiato e rialzano le barricate appena abbandonate. Sorvoliamo pure sul perché bisogna concedere alla Chiesa quello che non si dà ai cristiani. Non possiamo però sorvolare sul disdoro che lo Stato italiano riceve da un tale repentino cedimento. Come Marx, meglio di tutti, descriveva il colpo di Stato di Luigi Bonaparte, così il comunista Ferrero ha descritto meglio di tutti quello che è successo venerdì scorso: il Vaticano fischia, il governo accorre.

    Roma, 8 dicembre 2008

    tratto da http://www.pri.it/new/

  2. #712
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    Inaspettato? Ma dai!

  3. #713
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    Scelte da bocciare ma il vento è questo

    Corriere della Sera, 6/12/2008
    intervista di Mariolina Iossa a Giorgio La Malfa

    leggi l'articolo al link http://www.giorgiolamalfa.it/public/...bre%202008.pdf
    tratto da http://www.giorgiolamalfa.it/Interviste.asp

  4. #714
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    Un passo indietro
    Il muro contro muro è un lusso che non possiamo permetterci

    Un grande teorico della strategia rivoluzionaria sosteneva che un passo indietro a volte è la condizione necessaria per compiere un balzo in avanti. Se ancora oggi la tesi è inappuntabile in linea teorica, in pratica è diventata la base per le più disparate retromarce. A volte basta un piccolo arretramento per avvicinarsi al precipizio, altro che balzo in avanti! Quando abbiamo visto che il governo, subita la minaccia della Curia, subito modificava il decreto sul finanziamento alla scuola paritaria, abbiamo temuto il peggio. Come si fa a dire "no" ai sindacati e alle famiglie, quando ci si prostra alle richieste dei vescovi? Ed ecco infatti che da quel sassolino si genera una valanga. Niente più maestro unico, niente riforma della scuola superiore fino al 2012.

    Il direttore del "Giornale", Mario Giordano, scrive: "Siamo un po' disorientati. E da ieri ci chiediamo un po' affranti: almeno il grembiulino rimane?" Chissà. Il punto è che coloro che come Giordano, con zelo e fermezza, hanno "sempre difeso le decisioni della Gelmini", spiegando "punto per punto tutte le menzogne raccontate attorno al suo giusto decreto", non comprendono però che le esigenze della politica possono essere diverse dalle giuste ragioni.

    E Berlusconi, dopo aver sperimentato l'arcigno profilo del decisionismo, sta mostrando capacità molto più plastiche. E non solo sulla scuola. Come sostiene Massimo Franco sul "Corriere della Sera", il muro contro muro di questi tempi appare un lusso che non ci si può permettere. Pare che il premier se ne stia convincendo. Per cui non si preoccupa del fatto che l'opposizione inizi ad intonare i cori di vittoria; piuttosto pensa a depotenziare le ragioni della protesta nei suoi confronti. Non sappiamo però fino a dove Berlusconi possa spingersi e se su questa base riesca a riallacciare il filo di dialogo con l'opposizione, proprio dopo aver detto poche ore prima che questo era completamente inutile.

    Ma Berlusconi è poliedrico e multiforme. Ad esempio, ha anche affermato che vorrebbe abolire le Province ma che la contrarietà di Bossi glielo impedisce. Questo in una dichiarazione alle agenzie rilasciata giovedì; ma già la sera stessa informava alcuni giornalisti che del veto leghista si era stufato, che la sua preoccupazione sono i conti e che quindi intende seguire la via del programma elettorale che, per l'appunto, le province le vorrebbe abolire. Anche qui però si scorge una contraddizione: se il problema economico è prioritario, può il premier tornare indietro, ad esempio sul disegno di razionalizzazione delle risorse nella scuola?

    Di certo da oggi il governo ed il premier iniziano a misurarsi con problemi seri e gravi, con un passo ed un tono che sembrano molto diversi da quelli più rilassati e sicuri di qualche giorno fa. Veltroni, che forse vive in un suo mondo, ha già detto seccamente che il presidente del Consiglio non è all'altezza di questa crisi.

    Noi sinceramente saremmo più cauti, fossimo nei panni del leader del principale partito d'opposizione, perché abbiamo l'impressione che la partita il premier inizi a giocarla solo oggi. Anche se ancora non si capisce come intenda condurla.

    Roma, 12 dicembre 2008

    tratto da http://www.pri.it/new/

  5. #715
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    Fas, Nucara: governo è in stato confusionale

    Intervenendo in aula il segretario del Pri ha detto: "Signor Presidente, credo che il Governo sia un po' in stato confusionale. Infatti, siccome gli ordini del giorno sono tutti uguali (cambia soltanto il nome della regione), in quanto componente di questa maggioranza, ho votato contro su indicazione del Governo.

    Poi esaminiamo un ordine del giorno che fa riferimento alla regione Puglia e il Governo lo accetta. Che cosa si fa per gli ordini del giorno che abbiamo già respinto? Il Governo ora modifichi un ordine del giorno e dica che il FAS vale per tutte le regioni del Mezzogiorno. Non è possibile andare avanti così!" (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Liberal Democratici-Repubblicani, Misto-Movimento per l'Autonomia, Lega Nord Padania, Unione di Centro e di deputati del Partito Democratico)

    tratto da http://www.pri.it/new/17%20Dicembre%.../NucaraFas.htm

  6. #716
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    La tentazione del premier
    Torna in campo il progetto della Grande Riforma

    La conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio ha avuto il pregio della chiarezza. Nel senso che, insieme alla dimostrazione di tenacia offerta nel voler affrontare la crisi economica, il premier ha definito un programma di riforme che ritiene indispensabile per far compiere un salto di qualità al Paese, dalla giustizia alla pubblica amministrazione. Si tratta di temi di importanza prioritaria che non possono essere elusi.

    Berlusconi si è mostrato invece più prudente sul tema della previdenza (dove pure un suo ministro, l'onorevole Brunetta, ha preso posizioni molto avanzate), spingendosi in avanti su un altro argomento, quello del presidenzialismo, sostenendo che il paese è pronto per una riforma in tal senso. Su quest'ultimo punto, vista la complessità della questione, saremmo molto prudenti nell'esprimerci.

    Una riforma presidenziale richiede di disegnare una nuova architettura costituzionale dello Stato: considerate le divisioni in campo politico e parlamentare sul tema, non si tratta di cosa da poco. Notiamo soltanto che non c'è contraddizione fra presidenzialismo e federalismo: anzi, il primo è a garanzia del secondo e viceversa. Lo stesso Gianfranco Miglio disegnava questo tipo di schema istituzionale, affinché il primo non potesse assumere i connotati di un'autorità senza contrappesi; ma allo stesso modo impedendo al secondo di diventare il volano della secessione. Un sistema presidenziale su una struttura federale, come negli Stati Uniti d'America, è sicuramente un modello democratico funzionante.

    Semmai ci sorprenderebbe che le due proposte di riforma possano essere considerate disgiunte: questo vorrebbe dire che la riflessione a proposito di una Grande Riforma non è ancora matura, perlomeno nella coalizione.

    D'altra parte il premier ha auspicato il dialogo con l'opposizione: a maggior ragione, su un progetto di questa rilevanza costituzionale, sarà bene prepararsi a discutere a fondo. Ad esempio, Casini descrive i rischi di una svolta presidenziale e solleva alcune perplessità al riguardo. Essendo l'onorevole Casini persona rispettosa delle posizioni altrui, merita risposte altrettanto rispettose. E non è la prima volta che in Italia si prospetta una Grande Riforma istituzionale; dunque ci mettiamo con animo paziente a seguire gli sviluppi di questo dibattito. E, per quel che potremo, influire su di esso.

    Non neghiamo invece di aver apprezzato in maniera particolare il premier sulle questioni internazionali. Egli ha ricordato i rapporti di amicizia con gli Usa e quelli personali con il segretario di Stato Hillary Clinton, e quindi la piena disponibilità dell'Italia a collaborare con la nuova presidenza democratica, respingendo in maniera ferma ogni insinuazione di slittamento verso l'Est europeo della politica estera del nostro Paese. Parole esaurienti che ci hanno fatto molto piacere.

    Per concludere, il presidente del Consiglio ha detto di non essere a conoscenza della circolare del ministro Sacconi sul caso Englaro. Di conseguenza siamo propensi a ritenere che si tratti di una iniziativa personale del ministro, contro la quale, a questo punto, ribellarsi è più che mai giusto.

    Roma, 22 dicembre 2008

    tratto da http://www.pri.it/new/

  7. #717
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    Governo/ Nucara: Discutibili le motivazioni per porre la fiducia
    Scelta esecutivo e' legittima ma opinabile. Fini comprensibile


    Roma, 13 gen. (Apcom) - Il ricorso alla fiducia da parte del governo è una scelta legittima ma "le ragioni addotte dal ministro dei Rapporti con il Parlamento per porla sul dl anticrisi "sono discutibili". Lo dice il segretario del Pri Francesco Nucara

    "Si comprendono le preoccupazioni di Fini - aggiunge- per un ricorso costante al voto di fiducia che limita l'articolazione dei lavori parlamentari, disattendendo anche i suggerimenti a proposito del capo dello Stato. E' dal 2001, così come in questa legislatura, che il presidente della Camera esercita di fatto un ruolo politico. Ci chiediamo se non sia il caso che il presidente del Consiglio convochi una riunione di maggioranza dove vengano chiariti i rispettivi ruoli istituzionali ".

    tratto da http://notizie.alice.it/notizie/poli...,17548575.html

  8. #718
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    Anticrisi
    Come riuscire a risollevare le sorti dell'economia italiana

    Il Partito democratico ha iniziato una campagna di pro-paganda affiggendo manifesti molto efficaci che recitano: "Il lavoro nobilita, il precariato no". Poi la proposta, in calce: "Sussidio unico per la disoccupazione, sussidio minimo per i precari". Ma, come si capisce, questo del Pd non è un programma occupazionale, semmai è un programma per un ulteriore sforamento del debito pubblico. Se di fronte alla crisi finanziaria internazionale - con le sue ripercussioni economiche pesantissime; i dati ben poco confortanti sul prodotto interno lordo dell'Italia, secondo l'Ocse "maglia nera con il Portogallo in Europa; le stime di Bankitalia sulla crescita - la proposta del Pd si concentra sui sussidi, crediamo che al paese converrà tenersi stretto Tremonti. Il quale forse ha fatto l'unica cosa che va fatta in frangenti come questi: non perdere la calma. Perché, al contrario di chi credeva che la situazione economica fosse prospera e si potessero allentare i cordoni della spesa (non pochi nel centrosinistra e nemmeno nel centrodestra) Tremonti, prima ancora di tornare ministro in carica, aveva denunciato una situazione di difficoltà estrema e sapeva dei rischi che questa comportava. Tanto che si è subito preoccupato di far sapere che l'Italia non avrebbe chiesto di allentare i parametri di Maastricht e ha chiesto sacrifici a tutti, a costo di smentire la sua stessa coalizione. Il Pdl aveva promesso di abbattere la pressione fiscale, che invece a tutt'oggi è rimasta invariata al 43% per cento: come ha ricordato Luca Ricolfi giovedì scorso, la più alta nella storia della Repubblica, seconda soltanto ai valori registrati col governo D'Alema. Più facile per il governo potrebbe essere tagliare le spese, ad esempio quella sulla previdenza, visto che l'età pensionabile, rispetto alle aspettative di vita, ha ormai superato ogni plausibile razionalità. Ricordiamo poi la spesa per le province, sull'abolizione delle quali pure la maggioranza si era impegnata in campagna elettorale, salvo poi passarci sopra. Se davvero, come scrive il professor Gabriele Pastrello su il "Piccolo di Trieste", i conti del super ministro Tremonti sono sbagliati, noi vedremmo bene misure di risparmio per mettere a disposizione ulteriori risorse, senza doversi inventare niente di nuovo. Ma se dovessimo criticare il governo per non aver fatto abbastanza - perché i quattro miliardi di euro stanziati sono poca cosa - non lo faremmo per aumentare il budget della social card o fornire sussidi minimi ai precari, ma per investire in grandi ed anche piccole opere. Mancano pure queste ultime in tanti comuni italiani, come ricordava anche l'arcivescovo di Milano Tettamanzi in un suo recente discorso agli amministratori lombardi. Insomma: aumentare il peso delle infrastrutture italiane e non stabilizzare la condizione di disoccupato o di precario.

    Per cui siamo d'accordo con Tremonti nel non voler drammatizzare i dati negativi che ci provengono in questi giorni, aspettando di vedere meglio come si profila la situazione economica generale, che ha offerto anche ombre minori di quelle che pure si temevano: vedi la tenuta del manifatturiero o la riduzione dei prezzi energetici. Ma crediamo che sarebbe meglio, in una situazione comunque difficile ed incerta come questa, che Tesoro e Banca d'Italia si liberassero dalle reciproche diffidenze e collaborassero fra loro.

    Roma, 16 gennaio 2009

    tratto da http://www.pri.it/new/

  9. #719
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    • Misure anti-crisi

    Le misure per le famiglie:
    • i cittadini residenti che compongono un nucleo familiare a basso reddito da lavoro dipendente o pensione o redditi assimilati riceveranno un bonus straordinario tra i duecento ed i mille euro, parametrato al numero dei componenti del nucleo familiare e a seconda che in famiglia vi siano portatori di handicap;
    • i mutui per l’acquisto della prima casa non potranno superare il 4% e, per i mutui già stipulati, lo Stato si accollerà l’eventuale parte eccedente;
    • le tariffe vengono bloccate o ridotte per tutte le forniture abituali (fuorché l’acqua) fino al 31 dicembre 2009;
    • dal 1° gennaio 2009 le famiglie economicamente svantaggiate che hanno diritto all’applicazione delle tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica avranno anche diritto alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale;
    • in aiuto ai lavoratori pendolari sono bloccati i pedaggi autostradali e le tariffe ferroviarie sulle tratte regionali;
    • previsto un prestito (a tasso particolarmente agevolato) alle famiglie nel cui ambito avvengano nuove nascite, al fine di supportare le spese connesse alle esigenze dei primi anni di vita.
    A tali misure va aggiunto il beneficio della “carta acquisti” recentemente varato dal Governo.
    Il decreto-legge vara anche una serie di importanti misure a sostegno dell’economia e dell’impresa:
    • L’imposta sul reddito delle società e l’imposta regionale sulle attività produttive vengono ridotte di tre punti percentuali.
    • Prorogata la detassazione dei salari di produttività con innalzamento da 30 a 35.000 euro del reddito massimo per beneficiare dell’aliquota agevolata e con innalzamento da 3 a 6.000 euro del salario di produttività agevolato fiscalmente.
    • Il sostegno “in deroga” al reddito di coloro che perdono il lavoro sarà garantito dal nuovo Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, nel quale confluisce anche il Fondo occupazione per gli ammortizzatori in deroga, finanziato per un miliardo e 26 milioni di euro.
    • La detassazione riguarderà anche i militari e le forze dell’ordine e di soccorso.
    • L’IVA verrà pagata al momento dell’effettiva riscossione dei corrispettivi.
    • Vengono ridotti i costi amministrativi sostenuti dalle imprese e viene prevista la revisione degli studi di settore, soprattutto in talune aree del Paese, per rimodulare gli indicatori di reddito agli effetti della congiuntura.
    Inoltre, al fine di incentivare il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero viene previsto che siano fiscalmente imponibili solo per il dieci per cento.
    Il decreto-legge concreta poi il deciso intendimento del Governo di accelerare le procedure per la realizzazione di opere, comprese quelle di messa in sicurezza delle scuole.
    Infine, interventi a sostegno dei trasporti pubblici locali e delle ferrovie e ulteriori misure di lotta e contrasto all’evasione fiscale completano la manovra di sostegno all’economia.

    http://www.governo.it/GovernoInforma...icrisi_misure/

    • Bonus per le famiglie

    Nel pacchetto delle misure anticrisi, varato dal governo alla fine dello scorso mese, è previsto in favore dei nuclei familiari a basso reddito, un bonus straordinario di sostegno (art.1 decreto legge 185/2008).
    Il bonus - valido solo per il 2009 - si sostanzia nell’attribuzione di una somma variabile dai 200 a 1000 euro a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare, degli eventuali componenti portatori di handicap e del reddito complessivo familiare riferiti all’anno d’imposta 2007 o, in alternativa, al periodo d’imposta 2008.
    Il bonus si ottiene presentando una domanda (autocertificazione) al datore di lavoro o all'Ente che eroga la pensione o direttamente all'Agenzia delle Entrate.
    Per rendere operativa la procedura, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a stabilire le caratteristiche del modello utile per richiedere il bonus.
    Le scadenze per richiedere l'agevolazione dipendono dall'anno d'imposta che viene preso come riferimento per la verifica dei requisiti previsti dalla norma per il riconoscimento del bonus.
    A questo riguardo, ci sono due le alternative:
    - chi sceglie come anno di riferimento il 2007 deve presentare la richiesta al datore di lavoro o all'ente pensionistico entro il 31 gennaio 2009, utilizzando il modello "sostituto" predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d'imposta o agli enti pensionistici. Nel caso in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d'imposta, la domanda potrà essere invece inviata, in via telematica, all'Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009, utilizzando il modello denominato "agenzia".
    - coloro che, invece, scelgono il 2008, devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all'ente pensionistico entro il 31 marzo 2009. In tutti casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d'imposta, la richiesta può essere presentata, sempre in via telematica, all'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2009.
    A quanto ammonta il bonus
    - 200 € per pensionati unici componenti del nucleo familiare con reddito non superiore a 15.000 €
    - 300 € per nucleo familiare di due componenti con reddito non superiore a 17.000 €
    - 450 € per nucleo familiare con 3 componenti e reddito complessivo non superiore a 17.000 €
    - 500 € per nucleo familare con 4 componenti e reddito complessivo non superiore a 20.000 €
    - 600 € per nucleo familiare con 5 componenti e reddito complessivo di 20.000 €
    - 1.000 € per nucleo familiare con più di 5 componenti e reddito complessivo non superiore a 22.000 €
    - 1.000 € per nucleo familiare con portatori di handicap a carico e reddito complessivo non superiore a 35.000 €

    http://www.governo.it/GovernoInforma...lie/index.html

    • La Riforma della scuola

    Tra le principali novità:
    • Nella scuola dell’infanzia si introduce la possibilità di anticipare l’iscrizione a 2 anni e mezzo.
    • Nelle scuole elementari è abolito il modulo a più maestri ed è introdotto l’unico maestro di riferimento.
    • In tutte le scuole di ogni ordine e grado è assegnato uno spazio maggiore all’insegnamento della lingua inglese, che nelle scuole medie, se le famiglie lo desiderano, passa da 3 a 5 ore, mentre nelle scuole superiori è reso obbligatorio per tutti e cinque gli anni.
    • Nelle scuole medie le due ore assegnate alla seconda lingua possono essere utilizzate per corsi di italiano per stranieri.
    • Le ore di lezione passano da 50 minuti a 60 minuti effettivi.
    • Sono istituiti due nuovi licei: “Scienze umane” (ex magistrali), “Musicale coreutico” (danza e musica), con due lingue straniere obbligatorie.
    • Il liceo artistico avrà tre nuovi indirizzi: figurativo, design, new media.
    • In tutte le scuole è potenziato lo studio di matematica e scienze.
    • Gli istituti tecnici sono divisi in due settori, uno economico (con due indirizzi) e l’altro tecnologico (con nove indirizzi). Gli anni di studio sono suddivisi in 2+2+1: il primo biennio avrà un contenuto formativo di base (italiano, matematica ecc.), il secondo biennio sarà invece specialistico a seconda degli indirizzi, l’ultimo anno sarà di perfezionamento mirato all’indirizzo scelto.
    • I laboratori saranno veri e propri centri di innovazione attraverso la costituzione di Dipartimenti di ricerca.
    • Dal 2011 i docenti migliori potranno ricevere un premio di produttività (fino a 7.000 euro l’anno).


    http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/scuola/

    • Misure per la semplificazione normativa: tagliate 29.000 leggi!

    In vista della prossima entrata in funzione di “Normattiva”, la banca dati pubblica e gratuita della normativa statale vigente, prevista entro giugno 2009, è stato approvato dal Governo, nel Consiglio dei ministri del 18 dicembre un decreto legge che abroga oltre 29 mila leggi ormai obsolete.
    In particolare, vengono abrogate tutte le norme primarie del Regno d’Italia ancora vigenti. Basandosi sulla banca dati storica del CED della Corte di Cassazione, sono state selezionate tutte le Leggi, i Regi decreti-legge, i Decreti-legge luogoteneziali, i Decreti legislativi luogoteneziali e i Decreti legislativi del Capo provvisorio dello Stato per un totale di oltre 31.000 atti.
    Da tali atti sono stati sottratti quelli ritenuti vigenti in base alle Tabelle allegate al cosiddetto taglia leggi (legge 28 novembre 2005, n. 246). Sono così rimasti circa 29.000 atti primari di incerta o dubbia vigenza, che comunque è utile abrogare (o ri-abrogare) espressamente. Si sottolinea l’utilità dell’operazione anche in considerazione del fatto che risultano ancora vigenti leggi di chiaro stampo fascista. È il caso, per esempio, della Legge 19 gennaio 1939 n. 129 - Istituzione della camera dei fasci e delle corporazioni; nonostante sia stata soppressa la Camera dei fasci (rdl n. 705 del 1943), la legge risulta formalmente vigente in quanto mai abrogata espressamente.
    In tal modo, si contribuisce in maniera decisiva alla certezza del diritto e soprattutto si consente di non dover procedere alla marcatura e all’inserimento nella banca “Normattiva” di circa 29.000 provvedimenti, con cospicui risparmi di spesa, considerando che l’inserimento e la marcatura di un atto legislativo nella banca dati pubblica viene stimata in circa 200 euro.

    http://www.governo.it/GovernoInforma...ione_norme_dl/

    • Efficienza energetica: 200 milioni di incentivi

    Elettrodomestici ad alta efficienza energetica; materiali innovativi per l’edilizia e l’architettura bioclimatica; motori industriali elettrici a basso consumo; trasformazione dei rifiuti plastici in idrocarburi per la produzione di energia elettrica; innovazioni nell’eolico, nel fotovoltaico, nell’energia da biomasse e da rifiuti. Sono alcuni dei 30 progetti di ricerca e innovazione nel settore dell’Efficienza energetica ammessi ai 200 milioni di incentivi del secondo bando di Industria 2015.
    I 30 progetti ammessi agli incentivi coinvolgeranno 234 imprese, 160 enti di ricerca e attiveranno circa 500 milioni di investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Oltre il 20% degli investimenti sarà realizzato nel Mezzogiorno. Il 54% delle imprese interessate sono piccole e medie imprese.
    Con questo secondo bando sull’Efficienza energetica, che si aggiunge al primo sulla Mobilità sostenibile varato il 15 dicembre scorso con 180 milioni di incentivi, sono complessivamente quasi 500 le imprese e 260 i centri di ricerca che hanno promosso i 52 progetti ammessi agli incentivi, mentre è in corso la valutazione dei 429 progetti del terzo bando sulle Tecnologie per il Made in Italy, che ha visto la significativa partecipazione di tremila imprese e mille centri di ricerca.
    I progetti di Efficienza energetica prevedono la realizzazione di nuovi prodotti o servizi in grado di determinare positive ricadute industriali; i progetti sono distribuiti nelle varie aree tecnologiche individuate dal bando, con una significativa concentrazione nelle aree ad alto potenziale innovativo, pari al 65% degli investimenti previsti e al 56% delle imprese proponenti, dove eccellono i temi della bioenergia e produzione di energia da rifiuti e del solare fotovoltaico. Il restante 35% degli investimenti riguarda progetti di innovazione in aree considerate ad alto potenziale applicativo, dall’eolico, ai materiali ad alta efficienza per l’edilizia, ai sistemi e sottosistemi ad elevata efficienza per usi finali.

    http://www.governo.it/Notizie/Minist...io.asp?d=41695

    • Carta acquisti contro la crisi

    La "carta acquisti" è stata varata tenendo conto delle altre esperienze fatte in Europa. Lo ha dichiarato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Carta, che si è svolta oggi a Palazzo Chigi.
    Il ministro Tremonti ha poi annunciato che "è già partito l'invio delle lettere: 300 mila tra ieri e oggi". L'invio continuerà nei giorni prossimi. La platea dei possibili destinatari riguarderà circa 1.300.000 persone e la dotazione a regime è di circa 450 milioni di euro l'anno. L'operazione sarà gestita dalle Poste alle quali ci si dovrà rivolgere per presentare il modello Isee compilato. Dopo il rilascio, la Carta Acquisti sarà utilizzabile dal secondo giorno lavorativo.
    Un sondaggio commissionato all'Istituto di Piepoli - ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bonaiuti - ci dice che gli italiani giudicano in modo favorevole la carta: il 76% si dice favorevole e il gradimento prescinde dallo schieramento politico.
    Sulla carta acquisti è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha spiegato "per la prima volta in Italia ci si esercita, in termini che sappiano non facili, per l'identificazione di un'area del bisogno assoluto, che solitamente non è identificata, per ragioni oggettive, ai tavoli delle parti sociali di Palazzo Chigi".

    http://www.governo.it/Notizie/Palazz...io.asp?d=41155

 

 
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