Marx prosegue la sua analisi facendo notare come un lavoro "costretto" sotto un capitalista, toglie all'uomo la libertà di crescere e sviluppare tutte le sue potenzialità in maniera indipendente. Cioè il lavoro capitalista "aliena" l'uomo.


Marx prosegue la sua analisi facendo notare come un lavoro "costretto" sotto un capitalista, toglie all'uomo la libertà di crescere e sviluppare tutte le sue potenzialità in maniera indipendente. Cioè il lavoro capitalista "aliena" l'uomo.


penso che il concetto di proprietà privata sia una cosa che ormai al giorno d'oggi nessuno considera più come veramente realizzabile...


bisognerebbe prima definire cosa significa per voi "proprietà privata"
Marx nel Manifesto parlava di "proprietà borghese" non di proprietà privata, quindi la sua abolizione potrebbe essere interpretata come l'abolizione della proprietà delle fabbriche(ovvero la collettivizzazione) ma non l'abolizione della proprietà della casa in cui si abita.
questo credo io che sia il concetto più giusto per interpretare l'abolizione della proprietà privata nel XXI secolo, poi ripeto come ho detto sopra il concetto di "proprietà privata" o "borghese" secondo me è interpretabile.
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


ah ah ah! me lo vedo il mio amico operaio che non sa manco fare due conti prendere parte alla gestione dell'azienda... già è difficile per chi esce dal MIT di Boston....Originariamente Scritto da Egol
Ma a questo punto, se si pensa che i lavoratori siano in grado di gestire, perché non se la fanno loro la fabbrica? Devono proprio prendere quella che ha creato qualcun'altro? A me questo sembra furto!
Minou


Semplicemente si intende il superamento della proprietà privata della produzione, e quindi la nuova valenza dei mezzi di produzione che non possono produrre più profitto per il capitalista, ma redistribuire il surplus a beneficio di tutti e di ciascuno, nella ambivalente e simbiotica definizione che dà Marx.
A chi dice che sono retaggi del passato io dico: lo è anche il capitalismo?


conosco persone che gestiscono personalmente la loro piccola azienda, che hanno la terza mediaOriginariamente Scritto da Minou
secondo te come fanno loro?
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


Originariamente Scritto da Minou
e come fanno se non hanno i soldi? se lo stadio desse loro il capitale di partenza allora sì, avresti ragione
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


Bisognerebbe attuare una re-distribuzione generale dei beni allora (cosa che chiaramente il capitalismo non prevede, essendo basato sull'interesse individuale)Originariamente Scritto da thematrix


infatti, però questo in una democrazia capitalista come questa è impossibile poichè si tratterebbe di espropriare i beni dei capitalisti e dei ricchi, e di ridistribuirli alla popolazioneOriginariamente Scritto da Niccolò
tuttavia credo che in una fase iniziale, basterebbe riconvertire le imprese e farle passare sotto il controllo dei lavoratori
gli altri beni(case, ad es, oppure soldi guadagnati in passato) possono rimanere in possesso dei capitalisti,poichè non sono mezzi di produzione e poichè non serve espropriarli dato che il passaggio delle imprese sotto il controllo dei lavoratori basterebbe a questi ultimi per portare avanti le aziende stesse
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


Tu pensa che la redistribuzione dei beni la facevano gli Inca già nei primi secoli d.C !!!!Originariamente Scritto da thematrix
Però finchè il capitalismo prende come "eroi" i vari zio paperone e si basa sempre sull'idea del self-made man, cioè l'uomo che da zero diventa ricco (cosa che oramai nel 2006 è praticamente impossibile, a meno che non si vince la lotteria), il divario tra ricchi e poveri aumenterà sempre di più.
C'è una cosa che mi da molto fastidio: il capitalismo aveva successo forse all'inizio del secolo, ma oramai sta per crollare, i primi scricchiolii sono evidenti ... E nonostante questo, tanta gente crede che si possa continuare così in eterno