Dio Profeta Legge
E’ attorno a queste tre idee e al loro intersecarsi in una dottrina religioso-politica che risolve d’autorità tutti i problemi della fisica, della metafisica, della psicologia e della vita della comunità dei credenti musulmani che è necessario fermarsi a riflettere, per capire la portata di un problema che ha investito la nostra società col trasferimento di milioni di islamici negli ultimi decenni e che è destinato ad allargarsi col passare del tempo.
Dio
Per quanto riguarda il Dio dei Musulmani, Egli innanzitutto esiste. E’ eterno. Parlando in termini aristotelici non è né sostanza né accidente. Ha creato il mondo, le piante, gli animali e l’uomo. Non solo ha creato tutte le creature, ma anche gli atti delle sue creature gli appartengono. Se Dio non volesse, l’uomo non potrebbe neanche aprire la mano. Uomini e animali sono dipendenti per i loro movimenti ed atti da Dio che crea volta per volta i singoli movimenti.
Dio non sta in nessun luogo. Se si dice che Dio sta in alto, è solo un modo di dire per indicarne l’eccellenza. Il fatto che Dio non stia in nessun luogo pare smentito dal Corano stesso (Sura XX, versetto 5) in cui si afferma che Dio sta assiso in trono.
I teologi musulmani rispondono : il fatto che Dio stia seduto è ben noto, ma il modo di questo sedersi è ignoto e anche il “chiederne” è ERESIA. Questo è un ottimo esempio per illustrare i procedimenti seguiti dai teologi musulmani, che hanno ben poco materiale su cui lavorare. Infatti nell’Islam non ci sono né dogmi né sacramenti perché la personalità di Dio è di un’arbitrarietà così totale da non consentirgli obblighi nei riguardi delle sue creature. Per essere più precisi nel merito,
Dio non può essere obbligato a fare qualcosa. Per questo motivo non possono esserci Sacramenti come l’Eucaristia in cui, ogniqualvolta un sacerdote pronuncia la formula, il pane e il vino diventano corpo e sangue di Cristo. Questo fatto anzi è visto dai musulmani come atto di stregoneria. Se non ci sono sacramenti da amministrare non ci può essere neanche clero.
Profeta
I Profeti (inviati da Dio) nel tempo degli uomini sono stati innumerevoli, ma il nome della maggior parte di essi è stato dimenticato. I Profeti ricordati sono quelli della tradizione biblica, compreso Gesù, nato da una vergine e asceso al cielo da vivo. Sulla croce è morto un sosia.
L’ultimo Profeta in senso cronologico è stato Muhammad, il Sigillo dei Profeti, latore della parola ultima di Dio per gli uomini.
Per gli Arabi ( e per i Semiti in genere) il Profeta è anche Legislatore, portatore della legge di Dio che vuole che il suo popolo (comunità dei fedeli) persegua gli scopi che Dio in persona indica ai suoi Incaricati. Per i Semiti è assolutamente inammissibile che il Profeta non sia Legislatore. (per questo motivo Gesù non fu accettato dal popolo ebraico)
Legge
La legge di Dio è la Shari’a. Sue fonti sono il Corano, la Sunna (Tradizione), l’ Iğma’ (Consensus) e il Qiyas (Ragionamento Analogico).
La Sunna è formata dal mare magnum dei Hadith , detti e fatti (anche silenzi) del Profeta raccolti dai suoi Compagni e dai Seguaci. Per esempio uno dei hadith citato da Muslim è il seguente. Un uomo chiese al Profeta : “ se io seguo i cinque pilastri dell’Islam e non aggiungo altro, andrò in paradiso ?” Il Profeta rispose : “sì”. A una domanda simile sicuramente il Cristo della tradizione cristiana avrebbe risposto in maniera molto più sfumata …
Il metodo per tradurre in Legge per la comunità musulmana la Volontà di Dio può essere spiegato dal seguente hadith.
Quando il Profeta decise di incaricare Mu’ad ben Jabal (fonte di più di 150 hadith) del governatorato dello Yemen, gli chiese come si sarebbe regolato nell’assolvere le sue funzioni, Jabal rispose che si sarebbe attenuto al Libro di Dio. Il Profeta lo incalzò e Jabal rispose che per quello che non avesse trovato nel Corano, si sarebbe attenuto ai comportamenti del Profeta e, solo nel caso non avesse trovato soluzione né nell’uno né nell’altro, si sarebbe affidato al proprio giudizio. E il Profeta approvò.
Tale metodo è già contenuto in nuce nel Corano, dato che in varie parti di esso si mostra il Profeta come un esempio da seguire, una specie di Imitatio Muhammadis.
Dei hadith esistono varie raccolte di cui la prima in ordine cronologico è al Muwatta di Malik (morto nel 795). Seguono i due Sahih di Buhari (morto nel 870) e di Muslim (morto nel 875) e le raccolte di Ibu Mağa (morto nel 886) e di Abu Da’ud (morto nel 888). Queste sei raccolte di detti e fatti del Profeta sono noti come “i sei libri” che compongono la Sunna. I detti, i fatti (e anche i silenzi) del Profeta sono stati usati dai giurisperiti islamici per formulare sentenze atte a regolamentare i comportamenti dei musulmani tra loro, con validità di legge. Tale validità ha un ordine, per così dire, decrescente. Più precisamente il Consensus (Iğma’) che ha maggior valore come fonte di Legge è quello dei Compagni (Ashab, esse ed acca staccati) del Profeta che lo avevano frequentato per anni, segue il Consensus dei Tabi’un (seguaci).
Estinta questa generazione, il Consensus valido fu quello dei muğtahid (colui che si sforza nello studio della Scienza, in particolare gli ‘ulama e i giurisperiti più autorevoli). Ma anche questa fase ebbe un termine temporale, dopo il quale la Shari’a non potè più evolvere e aggiornarsi, perchè
il Sunnismo dichiarò chiusa la porta della Iğtihad (sforzo nello studio della Scienza) nel decimo secolo.
In pratica con la codificazione dei hadith nei sei libri citati cessa anche la Iğtihad, che può essere definita come consenso dei dotti nell’usare gli hadith in giurisprudenza.
Da allora in avanti fu possibile solo l’uso del Qiyas (ragionamento analogico) che analizza ogni nuovo caso alla luce delle tre fonti del diritto islamico perché sia emesso un parere che ha valore vincolante di legge (fatwa) da parte delle autorità più alte. Come avvenne quando la coca-cola si apprestava ad invadere i mercati delle popolazioni islamiche. Questa nuova bevanda era ammessa (halal) o proibita (haram) per i buoni musulmani ? Il Corano parla chiaro a questo proposito : sono escluse solo le bevande spiritose o che contengano escrementi e sangue. Il parere espresso (fatwa) fu favorevole e la coca-cola potè invadere i mercati d’oriente.
Non si creda che il Qiyas possa sostituire la Iğtihad perché quest’ultima è molto più ricca di possibilità giuridiche, non limitandosi a pareri di congruità.




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