No.Decisamente no.Originariamente Scritto da cornelio
Ma l'ho rischiato abbastanza in passato e ho accompagnato troppi Camarati al Campo Santo per non avere i rossi sulle palle.
Questioni di esperienze.


No.Decisamente no.Originariamente Scritto da cornelio
Ma l'ho rischiato abbastanza in passato e ho accompagnato troppi Camarati al Campo Santo per non avere i rossi sulle palle.
Questioni di esperienze.


Io ho l'impressione che Marco Tarchi ha fatto un percorso esattamente opposto a quello che gli accrediti.Originariamente Scritto da C@scio
L'espulsione dal msidn è ben precedente alla Voce della Fogna ( semprechè tu sappia di cosa sto parlando) ed anche la sua opera su Degrelle.
Non può essere che per tenersi la cattedra a Firenze abbia troppo velocemente 'dimenticato' i suoi trascorsi 'imbarazzanti'?


La Voce della Fogna, ideata nell' estate 1974 con Jack Marchal, esce per la prima volta nel dicembre 1974. Chiude le pubblicazioni, per scelta della redazione, nel 1983.Originariamente Scritto da pacchiarotto
Il libro su "Degrelle e il Rexismo" l' ha scritto nel 1978, a venticinque anni, per la collana "Architrave" dell' editrice Volpe.
L' espulsione dal Msi data 21 febbraio 1981 ed è dunque successiva - e non precedente - a questi fatti.
E adesso torna a montare la guardia alla villa di Licio Gelli...


Quindi ti sentiresti di escludere che il buon Marco non abbia fatto una scelta 'di cassetta'?Originariamente Scritto da C@scio
Per capire....


Sì, c' è un percorso di distacco ideologico da un certo ambiente (e in particolare dalla cloaca almirantiana che ben rappresenti) che è lungo venticinque anni e di cui chiunque può prendere atto leggendo le riviste della Nuova Destra/Nuove Sintesi (Diorama, Trasgressioni, gli scomparsi Elementi e La Voce della Fogna ed altro ancora), i libri in tema ("La nuova destra" di Michele Angella, "Vista da sinistra" di Tassani etc), gli atti dei convegni e le pubblicazioni collettive ("Aldilà della destra e della sinistra", "Proviamola nuova", "Hobbit/Hobbit" etc), gli articoli di giornale.Originariamente Scritto da pacchiarotto
L' opportunità gli avrebbe suggerito, semmai, di accettare le offerte fattegli a più riprese dai più disparati ambienti del Msi/An, rientrando nel partito dove senz' altro a quest' ora avrebbe uno scranno parlamentare, qualche remunerativo posto in consiglio d' amministrazione di riviste e fondazioni, magari - chessò - la direzione del Secolo d' Italia come l' ha avuta il buon Malgieri o delle pagine culturali de Il Giornale come il buon Solinas, o meglio ancora il ruolo di Intellettuale Organico ufficiale che è ricoperto da Marcello Veneziani (il quale, per inciso, non ha mai fatto parte della Nuova Destra).
Ma tu queste cose non le sai. Perciò, raus. E salutami il boia Kossiga e i suoi prodi gladiatori![]()
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Penso che non sei stato l'unico a fare queste esperienze e ci sono persone come te che hanno superato la logica dell'anticomunismo.Originariamente Scritto da pacchiarotto
Giampaolo Cufino


Diorama Letterario ( non richiesto) ancora mi arriva a casa.....Originariamente Scritto da C@scio
Di Jack Marchal ( con Mario Ladich ) conservo ancora un bel vinile....
Alcuni dei testi che citi li ho ancora nella mia libreria.
Ah! li ho anche letti, guarda un pò.....
Malgeri è stato il mio direttore al Secolo d'Italia sul quale ho avuto l'onore di scrivere ( per la cronaca sono stato redattore di radio Alternativa ) agli inizi degli anni ottanta....tu non eri ancora nato: l'ho letto sul profilo.
Quando Tarchi lasciò il msi gli attuali scenari erano ancora bel lontani per cui chissà.....
Kossiga col kappa lo scrivevano i compagni sui muri ai tempi della povera Giorgiana Masi.
Si sono stato missino ( anche se Rautiano : errore!!!) e di quella cloca non rinnego nulla. Nemmeno gli errori!


Certo che non sono stato l'unico...e non ero neppure il migliore.Originariamente Scritto da cornelio
E quell'esperienza ha lasciato delle tracce.
Qualcuno la logica dell'anticomunismo l'ha superata e non lo biasimo.
Io, e molti altri, non l'abbiamo superata. Non per questo posso tollerare di essere definito forzista o carubba.
Rivendico, tuttavia, il diritto di far 'pesare' quell'esperienza.
Ed ai giovani suggerire maggior rispetto per chi quegli anni li ha vissuti in prima linea.
Oggi la politica è un gioco da ragazzi...si può girare con un acmion scperto con le braccia tese e diventa folklore....ai miei tempi non si poteva passare neppure per errore in quartieri sbagliati.
Mi sono spiegato?


Gli attuali scenari sì, ma non la prospettiva di sedersi in parlamento. O vorresti negare che, con un profilo più basso e un utilizzo più spregiudicato delle risorse umane e politiche, MT avrebbe avuto ottime probabilità di finire alla Camera, in quota Rauti, nel 1983 o al più tardi nel 1987?Originariamente Scritto da pacchiarotto
Anche in tempi più recenti, comunque, ci sono state proposte in tal senso. Un esempio per tutti: Gasparri, 1992, telefonata con relativa richiesta di rientro nel partito. Ma ce ne sono molti altri.
Bastava dire: scusate, ci siamo sbagliati. Chi l' ha fatto - e l' hanno fatto quasi tutti - ne ha tratto il massimo vantaggio con il minimo sforzo in termini di visibilità mediatica e rendite di posizione.
ps. uno che è stato rautiano negli anni Settanta-Ottanta può sostenere nel 2006 la priorità della lotta anticomunista?


Ho capito perfettamente, ma quei tempi sono finiti, non sarebbe atteggiamento da chi si ritiene fascista lasciarseli alle spalle defintivamente e guardare avanti o si deve vivere col rancore e rinfocolarlo ad ogni occasione?Originariamente Scritto da pacchiarotto
Giampaolo Cufino