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Discussione: 25 Aprile

  1. #411
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    Roberto Ricotti

    Di anni 22 - meccanico - nato a Milano il 7 giugno 1924 -. Nel settembre 1943 fugge dal campo di concentramento di Bolzano e si porta a Milano dove si dedica all'organizzazione militare dei giovani del proprio rione - nell'agosto 1944 è commissario politico della 124^ Brigata Garibaldi SAP, responsabile del 5° Settore del Fronte della Gioventù -. Arrestato il 20 dicembre 1944 nella propria abitazione di Milano adibita a sede del Comando del Fronte della Gioventù - tradotto nella sede dell'OVRA in Via Fiamma, indi alle carceri San Vittore - più volte seviziato -. Processato il 12 gennaio 1945, dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato per appartenenza a bande armate -. Fucilato il 14 gennaio 1945 al campo sportivo Giurati di Milano, con Roberto Giardino ed altri sette partigiani -. Proposto per la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

    S. Vittore 13.1.'45

    A te mio dolce amore caro io auguro pace e felicità. Addio amore...

    Roberto Ricotti Condannato a morte

    Tu che mi hai dato le uniche ore di felicità della mia povera vita...! a te io dono gli ultimi miei battiti d'amore... Addio Livia, tuo in eterno...

    Roberto



    14.1.'45

    Parenti cari consolatevi, muoio per una grande idea di giustizia... Il Comunismo!! Coraggio addio! Roberto Ricotti



    14.1.'45

    Lascio a tutti i compagni, la mia fede, il mio entusiasmo, il mio incitamento. Roberto Ricotti

  2. #412
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    Vito Salmi (Nino)

    Di anni 19 - tornitore - nato a Monteveglio (Bologna) il 15 ottobre 1924 -. Dal Febbraio 1944 partigiano della 142^ Brigata d'Assalto Garibaldi, prende parte ai combattimenti di Montagnana (Parma) -.Catturato a Montagnana nella seconda metà dell'aprile 1944, per opera di fascisti e tedeschi che, guidati da un dlatore a conoscenza della parola d'ordine, lo sorprendevano nel sonno insieme ad una cinquantina di partigiani - tradotto nelle carceri di Parma -. Condannato a morte dal Tribunale Militare di Parma e quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio -. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma), in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Giordano Cavestro ed altri tre partigiani.

    Caro babbo,

    vado alla morte con orgoglio, sii forte come lo sono stato io fino all'ultimo e cerca di vendicarmi. Per lutto porta un garofano rosso. Ricevi gli ultimi bacioni da chi sempre ti ricorda. Tuo figlio

    Vito

    Saluti a tutti quelli che mi ricordano.

    Vendicatemi

  3. #413
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    Lorenzo Viale

    Di anni 27 - ingegnere alla FIAT di Torino - nato a Torino il 25 dicembre 1917 -. Addetto militare della squadra "Diavolo Rosso", poi ufficiale di collegamento dell'organizzazione "Giovane Piemonte" - costretto a lasciare Torino, si unisce alle formazioni operanti nel Canavesano -. Catturato l'8 dicembre 1944 a Torino, nella propria abitazione, in seguito a delazione, per opera di elementi delle Brigate Nere, essendo sceso dalla montagna nel tentativo di salvare alcuni suoi compagni -. Processato l'8 febbraio 1945, dal Tribunale Co:Gu: (Contro Guerriglia) di Torino, perché ritenuto responsabile dell'uccisione del prefetto fascista Manganiello -. Fucilato l'11 febbraio 1945 al Poligono Nazionale del Martinetto in Torino, da plotone di militi della GNR, con Alfonso Gindro ed altri tre partigiani.

    Torino, 9 febbraio 1945

    Carissimi,

    una sorte dura e purtroppo crudele sta per separarmi da voi per sempre. Il mio dolore nel lasciarvi è il pensiero che la vostra vita è spezzata, voi che avete fatti tanti sacrifici per me, li vedete ad un tratto frustrati da un iniquo destino. Coraggio! Non potrò più essere il bastone dei vostri ultimi anni ma dal cielo pregherò perché Iddio vi protegga e vi sorregga nel rimanente cammino terreno. La speranza che ci potremo trovare in una vita migliore mi aiuta a sopportare con calma questi attimi terribili. Bisogna avere pazienza, la giustizia degli uomini, ahimè, troppo severa, ha voluto così. Una cosa sola ci sia di conforto: che ho agito sempre onestamente secondo i santi principi che mi avete inculcato sin da bambino, che ho combattuto lealmente per un ideale che ritengo sarà sempre per voi motivo di orgoglio, la grandezza d'Italia, la mia Patria: che non ho mai ucciso, né fatto uccidere alcuno: che le mie mani sono nette di sangue, di furti e di rapine. Per un ideale ho lottato e per un ideale muoio. Perdonate se ho anteposto la Patria a voi, ma sono certo che saprete sopportare con coraggio e con fierezza questo colpo assai duro.

    Dunque, non addio, ma arrivederci in una vita migliore. Ricordatevi sempre di un figlio che vi chiede perdono per tutte le stupidaggini che può aver compiuto, ma che vi ha sempre voluto bene.

    Un caro bacio ed abbraccio

    Renzo

  4. #414
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    Predefinito 25 aprile: storie inventate, buffonate e retorica

    La falsa retorica del 25 aprile

    di Massimo Fini

    Non mi ha mai convinto la festa del 25 aprile, la Festa della Liberazione, non tanto e non solo perché divide il Paese in "buoni e cattivi", causa ancor oggi, come tutti possono vedere, di catacombali risse fra antifascisti e
    anticomunisti, ma perché ha ingenerato il pericoloso e non innocente equivoco che l'Italia si sia riscattata in libertà dalla dittatura e dall'occupazione nazista in virtù della Resistenza e della lotta partigiana e non grazie alle truppe angloamericane.
    Storia deformata. Nell'ambito di quel grandioso e tragico evento che fu la seconda Guerra mondiale, la Resistenza fu un fatto marginale, che riscattò moralmente solo quelle poche migliaia di uomini e di donne che vi
    presero parte. Non il popolo italiano che aveva aderito compatto al Fascismo, e anche all'abominio delle leggi razziali, che lo abbandonò quando cadde e che poi stette alla finestra per vedere chi vinceva la partita, salvo scatenarsi, dopo il 25 aprile, nel più bestiale dei modi con lo scempio di piazzale Loreto.
    Il libretto. Questa è la verità della nostra Storia recente. La retorica, di cui abbiamo visto in questi giorni un gran dispiego, certo è un'altra cosa, ma la retorica, come avvertiva Alberto Savinio in un preveggente libretto del
    943, Sorte dell'Europa, «è un male endemico del nostro paese, è il male che inquina la nostra vita, la nostra politica, la nostra letteratura, è una delle cause principali, se non addirittura la principale, delle nostre
    sciagure».E in quel prezioso libretto, che dipendesse da me farei distribuire nelle scuole al posto di tanti manuali di retorica della Resistenza e dell'Antifascismo, Savinio scriveva anche: «Il nostro territorio non siamo stati noi a liberarcelo ma altri ce lo hanno liberato, la nostra libertà di opinioni non ce la siamo conquistata noi ma altri ce l'hanno data».
    Doppia pietà. Io ho il massimo rispetto per i partigiani che si batterono e anche morirono per un'idea di libertà, ma ho altrettale rispetto per i ragazzi che, in nome di altri valori, l'onore e la lealtà, andarono a morire per Salò,
    ingannati e traditi da Mussolini che, dopo tanta retorica sulla bella morte', fu pescato a fuggire travestito da soldato tedesco.
    Le ritirate. Tutto secondo l'ignobile tradizione dell'armiamoci e partite' che è tutta interna alla storia di viltà della classe dirigente italiana, dalla borghesia che si squaglia nelle retrovie, maledicendo i fanti-contadini che a
    Caporetto si erano stufati di immolarsi alla tattica omicida dell'attacco frontale' del generale Cadorna (si legga La rivolta dei santi maledetti di Curzio Malaparte), al Re e Badoglio che abbandonano Roma in balìa dei tedeschi, all'editore Gian Giacomo Feltrinelli, a Toni Negri, ad Aldo Moro che dalla sua prigione scrive le lettere che scrive, ad Adriano Sofri, a Bettino Craxi che scappa negando la legittimità delle istituzioni di un Paese di cui pur era stato Presidente del Consiglio e però pretendendo di essere considerato esule, martire ed eroe, fino al comportamento tenuto, in prigione e fuori, da quasi tutti i ladri eccellenti di Tangentopoli.Guerra perduta. La retorica non è mai innocente. Quella della Resistenza ha consentito agli italiani di far finta di aver vinto una guerra che invece avevano perso, e nel peggiore dei modi, e quindi di non fare i conti con se stessi fino in fondo, a differenza dei tedeschi e dei giapponesi.
    Da questo voluto equivoco sono nati molti guai, molte sciagure' per dirla ancora con Savinio, che hanno successivamente funestato la storia del nostro Paese, compreso il terrorismo e quel suo ritorno di cui oggi tanto
    si parla, con la consueta retorica.

    (Il Giorno, 8 maggio 2001)
    2010:

  5. #415
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal
    Lorenzo Viale

    Di anni 27 - ingegnere alla FIAT di Torino - nato a Torino il 25 dicembre 1917 -. Addetto militare della squadra "Diavolo Rosso", poi ufficiale di collegamento dell'organizzazione "Giovane Piemonte" - costretto a lasciare Torino, si unisce alle formazioni operanti nel Canavesano -. Catturato l'8 dicembre 1944 a Torino, nella propria abitazione, in seguito a delazione, per opera di elementi delle Brigate Nere, essendo sceso dalla montagna nel tentativo di salvare alcuni suoi compagni -. Processato l'8 febbraio 1945, dal Tribunale Co:Gu: (Contro Guerriglia) di Torino, perché ritenuto responsabile dell'uccisione del prefetto fascista Manganiello -. Fucilato l'11 febbraio 1945 al Poligono Nazionale del Martinetto in Torino, da plotone di militi della GNR, con Alfonso Gindro ed altri tre partigiani.

    Torino, 9 febbraio 1945

    Carissimi,

    una sorte dura e purtroppo crudele sta per separarmi da voi per sempre. Il mio dolore nel lasciarvi è il pensiero che la vostra vita è spezzata, voi che avete fatti tanti sacrifici per me, li vedete ad un tratto frustrati da un iniquo destino. Coraggio! Non potrò più essere il bastone dei vostri ultimi anni ma dal cielo pregherò perché Iddio vi protegga e vi sorregga nel rimanente cammino terreno. La speranza che ci potremo trovare in una vita migliore mi aiuta a sopportare con calma questi attimi terribili. Bisogna avere pazienza, la giustizia degli uomini, ahimè, troppo severa, ha voluto così. Una cosa sola ci sia di conforto: che ho agito sempre onestamente secondo i santi principi che mi avete inculcato sin da bambino, che ho combattuto lealmente per un ideale che ritengo sarà sempre per voi motivo di orgoglio, la grandezza d'Italia, la mia Patria: che non ho mai ucciso, né fatto uccidere alcuno: che le mie mani sono nette di sangue, di furti e di rapine. Per un ideale ho lottato e per un ideale muoio. Perdonate se ho anteposto la Patria a voi, ma sono certo che saprete sopportare con coraggio e con fierezza questo colpo assai duro.

    Dunque, non addio, ma arrivederci in una vita migliore. Ricordatevi sempre di un figlio che vi chiede perdono per tutte le stupidaggini che può aver compiuto, ma che vi ha sempre voluto bene.

    Un caro bacio ed abbraccio

    Renzo
    Come si da dopo tutte queste storie a dire ancora che il 25 aprile non debba essere festeggiato ?

  6. #416
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    E' il 25 Aprile da un ora.
    Onore ai Partigiani, onore ai Compagni ed ANTIFASCISMO senza mai perdono.

    Ora e sempre, RESISTENZA!

  7. #417
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò
    Stiamo degenerando di brutto, e questo grazie soprattutto a te ... ti faccio i miei complimenti, bravo.
    Rispetta i partigiani che (e qui crollerà una delle tue certezze) non erano tutti comunisti. Almeno questo: rispetta almeno chi è morto per fare di te un uomo libero.
    Bischero! Nel momento in cui ringrazio Gladio vuol dire che rispetto quei pochi, pochissimi partigiani non comunisti giacché ingrossarono le fila di Gladio stesso e sono quelli che hanno fatto di me e di te uomini liberi... non quelli che portano il tuo simbolo!
    2010:

  8. #418
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal
    E' il 25 Aprile da un ora.
    Onore ai Partigiani, onore ai Compagni ed ANTIFASCISMO senza mai perdono.

    Ora e sempre, RESISTENZA!
    ben detto

  9. #419
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò
    vabbe è inutile ... ci rinuncio
    Nessuna pacificazione con gli eredi della dittatura fascista.
    Combatteremo come i nostri padri, li annienteremo sempre!

  10. #420
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal
    Nessuna pacificazione con gli eredi della dittatura fascista.
    Combatteremo come i nostri padri, li annienteremo sempre!
    Prima di cominciare a frequentare il forum, ho sempre pensato che di fascistelli al giorno d'oggi ne esistessero ancora pochi.
    Invece ... ma chi gliele insegna queste cose ?
    Secondo me guardate troppi documentari su mussolini ... mah !!!

    Cmq ora vado a nanna, buonanotte compagno, buona festa della liberazione (che io festeggierò a Milano).
    Buona notte anche ai fascistelli: spero non vedano troppe volte nell'incubo che faranno questa notte la facciona di Mussolini a testa in giù ...

 

 
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