



Di Mao parla un gran bene. Lo definisce "il più grande esperto nella pratica della guerra rivoluzionaria". E definisce la Guardie Rosse un "élite rossa, forgiata dalla guerra partigiana".
Mao è addirittura, sempre secondo lo Schmitt, teorico di un'"idea pluralista di un nuovo Nomos dela terra".
"Stalin riuscì a combinare il forte potenziale della resistenza nazionale e patrittica -vale a dire la forza tellurica, essenzialmente difensiva, della lotta contro un invasore- con l'aggressività della rivoluzione comunista mondiale"
C.Schmitt, TDP, p.78
Ultima modifica di Spetaktor; 15-01-10 alle 00:06






Nel momento in cui critica la rivoluzione mondiale comunista, individua nella figura del 'soldato politico' - o altrimenti detto 'partigiano' - comunista un elemento che scardina i principi dello jus publicum europaeum e nell'URSS il 'motore' dell'internazionalismo marxista, di certo non ne dà un'opinione positiva.
Del resto, nella teoria degli 'spazi', di fatto Schmitt avallò la politica hitleriana di espansione ad Est, per quanto non su basi meramente e prettamente 'razziali', come nel caso del Fuhrer.
Ultima modifica di Giò; 15-01-10 alle 00:42


Ma tornando a Craxi l'avete vista quest'intervista inedita?
http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/Tg2HP.h...9-60714996b68b
Ultima modifica di José Frasquelo; 15-01-10 alle 00:43







