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Discussione: Italia.. tutto bene?

  1. #41
    Comunista e Ateo
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    Citazione Originariamente Scritto da Amati75
    Non si tratta di essere permalosi.. unicamente di far notare l'ipocrisia e faziosità altrui...tutto qua...

    Specialmente dopo che hai fatto interventi deridenti sui dati che pensavi non fossero veri...quindi per lo meno dovresti avere il buon gusto e l'educazione di fare ammenda.
    Ho solo ridicolizzato i toni entusiastici con qui questa notizia è stata riportata!
    La fonte c'era quindi immaginavo non fosse una panzana...
    semplicemente è inutile gridare al miracolo visto che è su base annua e quindi non significa nulla se non che abbiamo recuperato qualcosina dalla penosa situazione dell'anno scorso...
    Per le promesse, certo non sono state mantenute in molti aspetti (in molti altri il programma e' stato portato a termine), ma le condizioni fra quando furono fatte e dopo il maggio 2001 erano molto cambiate, mi puoi dire che dovevano dirlo, ma avevano il dovere di portare avanti il programma con il quale furono eletti.
    L'aver ottenuto nulla e' una balla.. ripeto...ad esempio fino al 2001 le quote calavano dal 2001 al 2005 si sono stabilizzate, fatto gia' indicato prima, quindi come vedi pur dicendoti le cose non riesci ad essere obbiettivo ma neanche lontanamente si vede che ti hanno lavato la testa molto bene in sezione...
    Ergo molta demagogia...altro nulla.

    "Dici che anche quei dati sono demagogici ma la classifiche che ti ho riportato?Non dicono nulla quelle??"

    Arrampicata.. rileggi cosa ho detto e riprova, sarai piu' fortunato.
    Guarda la nostra situazione è stata criticata e riportata dai più importanti enti di statistica internazionali quindi che ti piaccia o meno la situazione è questa....

    Quello che si arrampica sei tu!Non hai mai commentato le classifiche...ora dovresti farlo:



    Che dici qui?Colpa ancora della situazione lasciata dalla sx?

  2. #42
    Viva la piadina!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da lauralaura
    Le realtà non sono tutte uguali, non può farsi di tutta l'erba un fascio, e cmq non mi pare che in Francia ad esempio, abbiano apprezzato particolarmente la precarietà...

    Difatti in Francia la disoccupazione e' piu' alta che da noi, e chi faceva i casini?
    Per la maggiorparte studenti che ancora devono per la maggiorprte entrare nel mondo del lavoro.... e che quindi non hanno conoscenza diretta di cosa voglia dire lavorare e le difficolta' anesse ad esso.

    Non si pu' far di tutta un erba un fascio... e' pero' vero che dove v'e' flessibilita' l'economia cresce e la disoccupazine e' piu' bassa dove non c'e' e' vero il contrairo, ovviamente vi sono dei fattori che funzionano ed applicano nello stesso modo.

  3. #43
    Viva la piadina!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da Ricky-PdCI
    Ho solo ridicolizzato i toni entusiastici con qui questa notizia è stata riportata!
    La fonte c'era quindi immaginavo non fosse una panzana...
    semplicemente è inutile gridare al miracolo visto che è su base annua e quindi non significa nulla se non che abbiamo recuperato qualcosina dalla penosa situazione dell'anno scorso...

    Guarda la nostra situazione è stata criticata e riportata dai più importanti enti di statistica internazionali quindi che ti piaccia o meno la situazione è questa....

    Quello che si arrampica sei tu!Non hai mai commentato le classifiche...ora dovresti farlo:



    Che dici qui?Colpa ancora della situazione lasciata dalla sx?

    1-Non svicolare... tu non stavi ridicolizzando i toni... tu dato che non l'avevi trovata mettevi in dubbio propio l'esstenza della notizia....giu' ora no cercare di cambiare cosa tu stesso hai scritto.

    2-Ripeto..dovrestiinformati melgio e di piu'....visot che ancor ano hai cpaito il senso del discorso..tutto ha una causa e quindi un effetto.. se le nostre azienda perdono competitivita' dal 1995, non t ipare logico hce i dati successivi siano tendnedi al negativo? Complicato?

    Altra cosa..mi citi lìIndex del WEF.. lo sao vero che per la WEF noi siamo piu' competitivi che la Cina? Ti pare questo realistico?

    In un anno la Cina ha perso 3 posizione ed e' ora du eposizoni indietro a noi...in un anno nel quale e' passata dal quarto al terzo posto nelle quote mondiali del commercio..

    Non dovresti confondere quindi modelli che si basano sul cosa si vuole sia importante pe ocmpetere vs quelloceh realmente accade.

    Quano per l aWEF noi si recuperava posizoni, le quote calvano del 20%... quando teroicamete stavamo perdendo posizioni nell'index le nostre quote si stabilizzavano al 3.6%...ergo..il mondo reale apparentemente non e' d'accordo con l'index teorico del WEF...

    Pui non prendermi sulla parola e controllare te stesso al sito del WEF e sul sito della WTO.

  4. #44
    disillusa
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    Difatti in Francia la disoccupazione e' piu' alta che da noi, e chi faceva i casini?
    Per la maggiorparte studenti che ancora devono per la maggiorprte entrare nel mondo del lavoro.... e che quindi non hanno conoscenza diretta di cosa voglia dire lavorare e le difficolta' anesse ad esso.

    No, non eano tutti solo studenti.
    Difficoltà è anche avere un lavoro precario, non poter ottenere un mutuo, oppure ottenerlo e avere paura che ti pignorino la casa da un giorno all'altro, data la precarietà di lavoro e stipendio.
    Difficoltà è non poter fare progetti per il futuro, perchè non si sa se fra un anno o due si avranno i mezzi per sostenere quei progetti.



  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da lauralaura
    Difatti in Francia la disoccupazione e' piu' alta che da noi, e chi faceva i casini?
    Per la maggiorparte studenti che ancora devono per la maggiorprte entrare nel mondo del lavoro.... e che quindi non hanno conoscenza diretta di cosa voglia dire lavorare e le difficolta' anesse ad esso.

    No, non eano tutti solo studenti.
    Difficoltà è anche avere un lavoro precario, non poter ottenere un mutuo, oppure ottenerlo e avere paura che ti pignorino la casa da un giorno all'altro, data la precarietà di lavoro e stipendio.
    Difficoltà è non poter fare progetti per il futuro, perchè non si sa se fra un anno o due si avranno i mezzi per sostenere quei progetti.

    Riposto la mia domadna inziale.. com'e' che dove c'e' flessibilita' la disoccupazione e' minore rispetto a dove non c'e'?

    Poi il problema non e' il fatto che non si possa ottenere un mutuo perche' non sia un lavoro stabile (di sciuro senza lavoronon lo si ottiene per nulla).... il problema sta nelle banche, non nella flessibilita'.. dato che negli USA dove v'e' lavoro flessibile i mutui li danno ugualmente, e' il sistema bancario Italiano che e' inadeguato al presente.

    Non erano solo studenti, vero, erano studenti a la sx che cercava di approfittarne politicamente, e resta il fatto che i giovani francesi sono fra i piu' disoccupati d' Europa e che addirittura la disoccupazione in Francia e' piu' alta che la nostra.

    Mi spieghi come mai ttuti sti problemi sul futuro si fanno solo nei paesi dove non c'e' flessibilita'..e dove invece c'e' flessibilita' si lavora, ci si da da fare e le cose vanno meglio?

  6. #46
    disillusa
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    [quote=Amati75]Riposto la mia domadna inziale.. com'e' che dove c'e' flessibilita' la disoccupazione e' minore rispetto a dove non c'e'?

    Flessibilità... non precarietà.
    La sinistra si era già mossa in questa direzione col pacchetto Treu, ma la legge Biagi ha trasformato la flessibilità in precarietà. Ed in ogni caso, la gente non è contenta. C'è poco, da fare, bisogna prenderne atto e cercare altre soluzioni.

    Poi il problema non e' il fatto che non si possa ottenere un mutuo perche' non sia un lavoro stabile (di sciuro senza lavoronon lo si ottiene per nulla).... il problema sta nelle banche, non nella flessibilita'.. dato che negli USA dove v'e' lavoro flessibile i mutui li danno ugualmente, e' il sistema bancario Italiano che e' inadeguato al presente.

    Non sono d'accordo. Soprattutto ultimamente vedo in tv pubblicità che promettono la concessione di mutui anche a lavoratori precari, qualcosa in questo senso si sta muovendo, ma il problema, più della concessione del mutuo, che a volte si riesce ad ottenere, è il fatto che spesso con un lavoro precario incombe sulle persone il pericolo di vedersi pignorata la casa per non aver potuto pagare le rate, causa mancato rinnovo del contratto di lavoro.

    Non erano solo studenti, vero, erano studenti a la sx che cercava di approfittarne politicamente, e resta il fatto che i giovani francesi sono fra i piu' disoccupati d' Europa e che addirittura la disoccupazione in Francia e' piu' alta che la nostra.

    Ma non contempli la possibilità che quelle persone anzichè essere manipolate, credessero davvero per quello per cui manifestavano?
    Erano tra l'altro, universitari, non certo gli ultimi ignoranti arrivati.

    Mi spieghi come mai ttuti sti problemi sul futuro si fanno solo nei paesi dove non c'e' flessibilita'..e dove invece c'e' flessibilita' si lavora, ci si da da fare e le cose vanno meglio

    Di questo non sono molto convinta.

  7. #47
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    [QUOTE=lauralaura]
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75
    Riposto la mia domadna inziale.. com'e' che dove c'e' flessibilita' la disoccupazione e' minore rispetto a dove non c'e'?

    Flessibilità... non precarietà.
    La sinistra si era già mossa in questa direzione col pacchetto Treu, ma la legge Biagi ha trasformato la flessibilità in precarietà. Ed in ogni caso, la gente non è contenta. C'è poco, da fare, bisogna prenderne atto e cercare altre soluzioni.

    Poi il problema non e' il fatto che non si possa ottenere un mutuo perche' non sia un lavoro stabile (di sciuro senza lavoronon lo si ottiene per nulla).... il problema sta nelle banche, non nella flessibilita'.. dato che negli USA dove v'e' lavoro flessibile i mutui li danno ugualmente, e' il sistema bancario Italiano che e' inadeguato al presente.

    Non sono d'accordo. Soprattutto ultimamente vedo in tv pubblicità che promettono la concessione di mutui anche a lavoratori precari, qualcosa in questo senso si sta muovendo, ma il problema, più della concessione del mutuo, che a volte si riesce ad ottenere, è il fatto che spesso con un lavoro precario incombe sulle persone il pericolo di vedersi pignorata la casa per non aver potuto pagare le rate, causa mancato rinnovo del contratto di lavoro.

    Non erano solo studenti, vero, erano studenti a la sx che cercava di approfittarne politicamente, e resta il fatto che i giovani francesi sono fra i piu' disoccupati d' Europa e che addirittura la disoccupazione in Francia e' piu' alta che la nostra.

    Ma non contempli la possibilità che quelle persone anzichè essere manipolate, credessero davvero per quello per cui manifestavano?
    Erano tra l'altro, universitari, non certo gli ultimi ignoranti arrivati.

    Mi spieghi come mai ttuti sti problemi sul futuro si fanno solo nei paesi dove non c'e' flessibilita'..e dove invece c'e' flessibilita' si lavora, ci si da da fare e le cose vanno meglio

    Di questo non sono molto convinta.
    1-Ma quale precarieta’… la maggior parte dei rapporti di lavoro sono indeterminati e la maggior parte di quelli flessibili si trasformano in indeterminati.
    Poi la precarieta’ c’era con i cocco…
    La gente non e’ contenta?
    Veramente la maggior parte degli over 25 ha votato la CDL… e la maggior parte degli under 25 non lavora…quindi fa un po’, te chi non e’ contento sono coloro che non hanno ancora mai lavorato…
    Quindi ecco, prendiamo atto dei fatti..

    2-Veramente in questi anni la percentuale di proprietari di case e’ aumentata, ergo la tua preoccupazione sopra non ha attinenza nella realta’.
    Il fatto di fondo resta, dove c’e’ flesibilita’ c’e’ meno disoccupazione.
    Secondo.. se qualcosa si sta muovendo, lo si sta facendo a passo di lumaca, e’ il sistema bancario che e’ inadeguato.

    3-Certo che potevano credere realmente in quello per cui dimostravano, ma crederlo mica lo fa reale, i fatti indicano senza ombra di dubbio che dove c’e’ flessibilita’ c’e’ meno disoccupazione, ed i fatti indicano che in Francia la disoccupazione giovanile e quella generale sono ancora elevate, ergo quelli dimostravano contro se stessi e neanche se ne sono resi conto.
    Che fossero universitari poi non centra nulla, se per la maggiorparte non hanno mai lavorato non sanno ne capiscono le problematiche del mondo del lavoro.

    4-Non e’ questione che tu sia convinta o meno, questo indicano i dati ed i fatti, non e’ materia di discussione soggettiva ma oggettiva, qui le convinzioni personali centrano poco.

  8. #48
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    [quote=Amati75][quote=lauralaura]

    1-Ma quale precarieta’… la maggior parte dei rapporti di lavoro sono indeterminati e la maggior parte di quelli flessibili si trasformano in indeterminati.
    Poi la precarieta’ c’era con i cocco…
    La gente non e’ contenta?
    Veramente la maggior parte degli over 25 ha votato la CDL… e la maggior parte degli under 25 non lavora…quindi fa un po’, te chi non e’ contento sono coloro che non hanno ancora mai lavorato…
    Quindi ecco, prendiamo atto dei fatti..

    Queste sono le affermazioni di Berlusconi.
    Invece io ho trovato delle tabelle interessanti con relativa spiegazione:

    L’occupazione si misura in due modi: contando quante sono le persone che stanno lavorando, e quante sono le “unità di lavoro equivalenti”, che tengono conto di quante ore lavora ognuno. Se ci sono due idraulici che lavorano 60 ore alla settimana, gli occupati sono due, ma visto che entrambi fan l’equivalente di un tempo pieno e mezzo le unità di lavoro sono tre. Se poi il lavoro va male, ed entrambi lavorano solo 20 ore, i lavoratori sono sempre due, ma le unità di lavoro sono solo più una. In pratica, in un caso si contano “le teste”, nel secondo quanto lavoro c’è.
    Nel grafico allegato si vede cosa è successo a lavoro e lavoratori nel decennio che si apre con Prodi e si chiude con Berlusconi. La prima cosa da dire è che l’occupazione è cresciuta durante il centro destra. Ma la crescita era già in atto con il centro sinistra. La “piccola” differenza, è che durante il centro sinistra l’occupazione parte fiacca e poi cresce, durante il centro destra parte crescendo, e rallenta bruscamente negli ultimi due anni. Guardando alle unità di lavoro poi il rallentamento è ancora più drastico, e diventa un calo nell’ultimo anno (quello che sottolineano sia Istat che Bankitalia). Da notare che per la prima volta nella storia repubblicana sono più i lavoratori che le unità di lavoro: c’è più gente che lavora, sì, ma di lavoro ce n’è poco.


    Nel secondo grafico che allego si vede che anche la disoccupazione è calata negli ultimi cinque anni. Di nuovo, non è un dono del centro destra, il calo è in corso (fortunatamente) da circa un decennio. Il numero dei disoccupati non è una statistica da guardare da sola. Ci sono casi in cui le cose vanno bene, ma la disoccupazione aumenta: quel che capita è che molti sono presi da un turbine di ottimismo e si mettono a cercar lavoro, e finché non lo trovano il numero di disoccupati aumenta. E ci sono casi in cui il mercato è talmente depresso che molti alzano bandiera bianca, smettono di cercar lavoro, e il numero di disoccupati diminuisce. Nel grafico ho riportato il numero dei cosiddetti “scoraggiati”, cioè persone senza lavoro che a domanda dell’Istat “Perché non sta cercando lavoro?” barrano la X su “Ritiene di non riuscire a trovarlo”. Il numero di scoraggiati – 600 mila fin verso il 2003 – nel 2004 ha una prima impennata che li porta al milione, per poi salire ancora a circa 1.250.000. Basta convincere un altro mezzo milione di persone che è inutile stare a cercarsi un lavoro e porteremo la disoccupazione ad un confortante 5.5%.

    Infine, i precari. Dai dati Eurostat, risulta che Berlusconi prende il testimone del precariato, nel secondo trimestre del 2001, a circa il 9.5%: questa era la percentuale dei lavoratori con contratto temporaneo sul totale dei dipendenti. Nel secondo trimestre del 2005 eravamo già al 12.5% (e non stiamo contando i co.co.co.). Un Maroni potrebbe sostenere però che il fatto che un contratto a termine non cambia un granchè, che sapere che il tuo posto di lavoro è solido salvo contrordine, o che è a termine salvo contrordine, non cambia nulla. Questa è una tale eresia che ho sacrificato il sabato sera, ed ho calcolato da dati di fonte Inps una semplice statistica: la correlazione che si osserva tra il tipo di contratto che ha una lavoratrice, e il fatto che questa decida o meno di fare un figlio. Bene, avere un lavoro precario riduce di dieci volte la probabilità che una lavoratrice faccia un figlio

    2-Veramente in questi anni la percentuale di proprietari di case e’ aumentata, ergo la tua preoccupazione sopra non ha attinenza nella realta’.
    Il fatto di fondo resta, dove c’e’ flesibilita’ c’e’ meno disoccupazione.
    Secondo.. se qualcosa si sta muovendo, lo si sta facendo a passo di lumaca, e’ il sistema bancario che e’ inadeguato.

    Altro discorso Berlusconiano. Nella percentuale rientrano poi non solo i proprietari con lavoro precario. Sarebbe bello fare un'altra statistica: quanti precari sono riusciti a comprare casa (terminando di pagare il mutuo), quanti precari e quanti lavoratori a tempo ind. hanno subito un pignoramento.

  9. #49
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    Il discorso disoccupati/scoraggiati si somnta facilmente quando si evidenzia che il numero assoluto degli occupati è salito, seppur di poco.
    E non si tratta solo di immigrati regolarizzati. Se i non più disoccupti fossero solo "scoraggiati" il numero assoluto sarebbe dovuto scendere.
    Poi possiamo discutere sulle differenze geografiche che conosciamo ma diciamo anche che per esempio la flessibilità fa in modo che, oltre a considerare occupato chi non lavora 40 ore a settimana, considera disoccupato chiunque cerca, anche se in realtà ha già un lavoro. Infatti si guarda chi fa domanda alle varie agenzie. Peccato che sappiamo, e l'ho visto personalmente che metà di coloro che vi si rivolgono hanno già un lavoro e lo vogliono cambiare. Quindi credo che la disoccupazione effettiva sia ancora più bassa.
    Un ottimo risultato per un periodo di vacche magre.
    Against all odds

  10. #50
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    [QUOTE=lauralaura][quote=Amati75]
    Citazione Originariamente Scritto da lauralaura

    1-Ma quale precarieta’… la maggior parte dei rapporti di lavoro sono indeterminati e la maggior parte di quelli flessibili si trasformano in indeterminati.
    Poi la precarieta’ c’era con i cocco…
    La gente non e’ contenta?
    Veramente la maggior parte degli over 25 ha votato la CDL… e la maggior parte degli under 25 non lavora…quindi fa un po’, te chi non e’ contento sono coloro che non hanno ancora mai lavorato…
    Quindi ecco, prendiamo atto dei fatti..

    Queste sono le affermazioni di Berlusconi.
    Invece io ho trovato delle tabelle interessanti con relativa spiegazione:

    L’occupazione si misura in due modi: contando quante sono le persone che stanno lavorando, e quante sono le “unità di lavoro equivalenti”, che tengono conto di quante ore lavora ognuno. Se ci sono due idraulici che lavorano 60 ore alla settimana, gli occupati sono due, ma visto che entrambi fan l’equivalente di un tempo pieno e mezzo le unità di lavoro sono tre. Se poi il lavoro va male, ed entrambi lavorano solo 20 ore, i lavoratori sono sempre due, ma le unità di lavoro sono solo più una. In pratica, in un caso si contano “le teste”, nel secondo quanto lavoro c’è.
    Nel grafico allegato si vede cosa è successo a lavoro e lavoratori nel decennio che si apre con Prodi e si chiude con Berlusconi. La prima cosa da dire è che l’occupazione è cresciuta durante il centro destra. Ma la crescita era già in atto con il centro sinistra. La “piccola” differenza, è che durante il centro sinistra l’occupazione parte fiacca e poi cresce, durante il centro destra parte crescendo, e rallenta bruscamente negli ultimi due anni. Guardando alle unità di lavoro poi il rallentamento è ancora più drastico, e diventa un calo nell’ultimo anno (quello che sottolineano sia Istat che Bankitalia). Da notare che per la prima volta nella storia repubblicana sono più i lavoratori che le unità di lavoro: c’è più gente che lavora, sì, ma di lavoro ce n’è poco.


    Nel secondo grafico che allego si vede che anche la disoccupazione è calata negli ultimi cinque anni. Di nuovo, non è un dono del centro destra, il calo è in corso (fortunatamente) da circa un decennio. Il numero dei disoccupati non è una statistica da guardare da sola. Ci sono casi in cui le cose vanno bene, ma la disoccupazione aumenta: quel che capita è che molti sono presi da un turbine di ottimismo e si mettono a cercar lavoro, e finché non lo trovano il numero di disoccupati aumenta. E ci sono casi in cui il mercato è talmente depresso che molti alzano bandiera bianca, smettono di cercar lavoro, e il numero di disoccupati diminuisce. Nel grafico ho riportato il numero dei cosiddetti “scoraggiati”, cioè persone senza lavoro che a domanda dell’Istat “Perché non sta cercando lavoro?” barrano la X su “Ritiene di non riuscire a trovarlo”. Il numero di scoraggiati – 600 mila fin verso il 2003 – nel 2004 ha una prima impennata che li porta al milione, per poi salire ancora a circa 1.250.000. Basta convincere un altro mezzo milione di persone che è inutile stare a cercarsi un lavoro e porteremo la disoccupazione ad un confortante 5.5%.

    Infine, i precari. Dai dati Eurostat, risulta che Berlusconi prende il testimone del precariato, nel secondo trimestre del 2001, a circa il 9.5%: questa era la percentuale dei lavoratori con contratto temporaneo sul totale dei dipendenti. Nel secondo trimestre del 2005 eravamo già al 12.5% (e non stiamo contando i co.co.co.). Un Maroni potrebbe sostenere però che il fatto che un contratto a termine non cambia un granchè, che sapere che il tuo posto di lavoro è solido salvo contrordine, o che è a termine salvo contrordine, non cambia nulla. Questa è una tale eresia che ho sacrificato il sabato sera, ed ho calcolato da dati di fonte Inps una semplice statistica: la correlazione che si osserva tra il tipo di contratto che ha una lavoratrice, e il fatto che questa decida o meno di fare un figlio. Bene, avere un lavoro precario riduce di dieci volte la probabilità che una lavoratrice faccia un figlio

    2-Veramente in questi anni la percentuale di proprietari di case e’ aumentata, ergo la tua preoccupazione sopra non ha attinenza nella realta’.
    Il fatto di fondo resta, dove c’e’ flesibilita’ c’e’ meno disoccupazione.
    Secondo.. se qualcosa si sta muovendo, lo si sta facendo a passo di lumaca, e’ il sistema bancario che e’ inadeguato.

    Altro discorso Berlusconiano. Nella percentuale rientrano poi non solo i proprietari con lavoro precario. Sarebbe bello fare un'altra statistica: quanti precari sono riusciti a comprare casa (terminando di pagare il mutuo), quanti precari e quanti lavoratori a tempo ind. hanno subito un pignoramento.

    Queste sono le affermazioni di Berlusconi.

    Veramente questi sono i dati ISTAT…..

    Lascia perdere le spiefazioni di Beppegrillo.... e ti faccio un esempio concreto:

    "..La “piccola” differenza, è che durante il centro sinistra l’occupazione parte fiacca e poi cresce, durante il centro destra parte crescendo, e rallenta bruscamente negli ultimi due anni.."

    Questa affermazione e' di una banilita' tremenda.

    E' ovvo e logico che all'inizio il trend accelleri e piu' ci si avvicini alla piena occupazione, piu' la dinamica rallenti...questo e' ovvio.... la spiegazione sopra invece e' superificiale.

    Per la differenza fra unita' di lavoro e lavoratori la analizi da te riportate dimentica le ore lavorative perse per scioperi, che sono state milioni, piu' ore lavorative perdi, meno unita' di lavoro ci saranno. Scioperi leggittimi o no e' irelevante, sono unita' di lavoro da sottrarre.

    Per la seconda parte prendo spunto da questa affermazione:

    "..Di nuovo, non è un dono del centro destra, il calo è in corso (fortunatamente) da circa un decennio"

    Bene allora applichiamo la stessa logica anche per i dati negativi..visto che le quote mondiaili del commercio per l'Italia calano dal 1995... il PIL ha tendenza negativa trimestralmente dal 2000m la produzione industriale dal 2000..insomma.. il metodo deve essere applicato in tuti i casi non solo in alcuni...
    Il dato della disoccupazione e' interpretabile....altra cosa quello degli occupati.

    I lavoratori a termine sono quindi passati dal 9.5& al 12.5%.... ovvero molto ma molto meno che nel resto d' Europa.... nonsolo voi l'avete portato al 9.5% e sotto il cdx e' uametato al 12.5 e poi dite che la precarieta' e' colpa del cdx?
    Resta poi il fatto che la maggiorparte dei contrarri a temrine poi si trasforma a contratto indeterminato.

    L'Italia non fa figli da un bel po prima che si introducesse il lavoro flessibile..


    "Altro discorso Berlusconiano. Nella percentuale rientrano poi non solo i proprietari con lavoro precario. Sarebbe bello fare un'altra statistica: quanti precari sono riusciti a comprare casa (terminando di pagare il mutuo), quanti precari e quanti lavoratori a tempo ind. hanno subito un pignoramento"


    Questa e' bella... se oggi abbiamo un 87% di propietari di casa, che centra che sia un disocrso "Berlusconiano"? Resta un 87%.

    Mettiamoci in testa uan consideraizone, che si persegutia a non rispondere... come mai dove c'e' flesibilit'a la disoccupaizone e' minore, ed i mutui sono errogati ugualmente?

    Insomma..il fatto e' questo, dove c'e' flessibilita' la disoccupazione e' minore, perche' si perseguita nel non vedere il fatto, perche' non piace? Perche' non va d'accordo con le propie idee?

 

 
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