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Risultati da 1 a 10 di 27

Discussione: Vincenzo Visco...

  1. #1
    MazingaZ
    Ospite

    Predefinito Vincenzo Visco...

    Vincenzo Visco fu condannato nel 2001 per abusivismo edilizio e ampliamenti illeciti della sua casa a Pantelleria.
    Per quest'ultimo reato è stato condannato a 10 giorni di carcere e 20 milioni di lire di multa con ordine di ripristino dei luoghi, cioè con la demolizione delle opere abusive.


  2. #2
    MazingaZ
    Ospite

    Predefinito Violante...

    “La guerra civile” (Bur-Rizzoli), un'intervista di Giovanni Fasanella (giornalista di Panorama) a Giovanni Pellegrino (che è stato presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato durante Mani pulite e poi presidente della commissione Stragi) ricostruisce le grandi linee della storia italiana del dopoguerra. Fino a alla caduta della Prima Repubblica (ad opera della magistratura) e alla nascita del fenomeno Berlusconi.

    Un libro politicamente scomodissimo sta alimentando una guerra lacerante all'interno dei Ds. Perché muove un attacco radicale alla cultura giustizialista del Pci-Pds incarnata da Luciano Violante e Achille Occhetto. Quella cultura che cavalcando acriticamente le inchieste della magistratura contribuì alla nascita del cosidetto “regime” di Berlusconi.

    Ecco alcuni brani tratti dal libro:

    Giovanni Pellegrino dice: "Sbagliammo tutto, noi del Pds. Consentimmo che venisse cancellato l'istituto dell'autorizzazione a procedere, strumento a tutela dell'autonomia del potere politico rispetto al potere giudiziario. E si aprì la strada alla mattanza dei partiti di governo...”

    ”Occhetto era convinto che grazie al sistema uninominale, introdotto da una frettolosa riforma elettorale, l'alleanza dei progressisti, che sulla carta non arrivava al 30 per cento dei voti, avrebbe ottenuto il 70 per cento dei seggi... nel 1994 Occhetto era talmente sicuro di vincere, che ai giornali stranieri che venivano a intervistarlo parlava già come un presidente del Consiglio...”


    Ancora Pellegrino: “Liquidato Bettino Craxi, venne avanti il suo finanziatore (Berlusconi)... Questo è stato il grande capolavoro di Mani Pulite e dei suoi acritici sostenitori. Col senno di poi, era molto meglio Craxi. Se uno leggeva le carte che i giudici inviavano al parlamento, si rendeva conto di come stavano le cose. Facemmo finta di non capire. ma la nostra astuzia era al servizio di un disegno così fragile che alla fine ha prodotto il fenomeno Berlusconi. Mi duole dirlo, ma Berlusconi è nato perchè a sinistra in tanti erano convinti che la magistratura poteva essere una leva per arrivare al governo, e c'era un leader come Occhetto che era convinto di avere il monopolio dell'astuzia..."


    Pellegrino parla anche del ruolo di Violante, quand'era presidente della Commissione Antimafia, nel processo contro Giulio Andreotti:

    "Violante, di fatto, doppiò l'inchiesta del giudice Caselli a Palermo: i pentiti prima venivano sentiti da Caselli e poi da Violante; c'era quasi una sinergia tra l'Antimafia e la procura palermitana. E' un metodo che più tardi come presidente della Commissione Stragi non ho mai voluto seguire, perché non ritengo corretto che il Parlamento "doppi" le inchieste giudiziarie. In molte istituzioni è addirittura vietato. Nella nostra è invece consentito, ma non tutto ciò che è permesso può ritenersi opportuno. In settori così delicati l'autolimite è scelta virtuosa".


    Appena uscito il libro (a maggio) Luciano Violante, leader maxino del giustizialismo, si è incazzato di brutto. Prima ha preteso che Fassino lo difendesse pubblicamente, quando il senatore di Forza Italia Lino Jannuzzi parlò del libro su Panorama. Violante, in quei giorni era ancora il candidato diessino alla Corte Costituzionale (poi si è ritirato, di fronte ai veti di Forza Italia). Per difenderlo, Fassino scrisse una lettera a Panorama, di cui i giornali hanno parlato.

    Non contento né soddisfatto, Violante si è incazzato ancora di più quando ha saputo che D'Alema avrebbe presentato il libro, martedì 21 giugno nella sede dell'Enciclopedia italiana Treccani. E anche Baffino, dopo Fassino, ha dovuto difendere Violante. Il quale Violante avrebbe minacciato, nell’ordine: dimissioni dal partito, querele a tutti, sit-in in piazza Montecitorio, sciopero della fame, fino all’estremo atto: darsi fuoco come uno bonzo vietnamita.

    Lo skipper Massimo è venuto alla presentazione e lì si è verificato un fatto piuttosto curioso. I due esponenti dei ds che vi partecipavano hanno sostenuto sul libro posizioni opposte.

    Lo scamiciato Beppe Vacca, presidente dell'istituto Gramsci e uno degli intellettuali più vicini a D'Alema, ha difeso il testo di Fasanella e le parole di Pellegrino, giudicandolo "Un libro di grande intelligenza storica. Strumento prezioso non solo per i lettori comuni, ma anche per gli storici di professione".

    Stropicciati i baffi da sparviero, D'Alema ne ha preso invece le distanze, giudicandolo a tratti un po' "spregiudicato" e difendendo Violante e il suo operato. Tanto che Francesco Rutelli (c'era anche lui alla presentazione, assieme a Domenico Fisichella e a Francesco Paolo Casavola, il Treccani di casa) a un certo punto se n'è andato bofonchiando "D'Alema fa solo comizi".

    Sorpreso da quell'intervento di D'Alema (che in più di un'occasione aveva elogiato proprio la spregiudicatezza delle ricostruzioni storiche di Pellegrino e la sua cultura garantista), Pellegrino ha ribadito le proprie posizioni: "Ciò che mi divide da Violante è una differente cultura giuridica. Io sono rimasto legato alla cultura della prima magistratura democratica che vedeva il giudice come un attuatore dei principi di libertà".


    All'incazzatura di Violante si è aggiunta anche quella del Correntone, la sinistra interna dei Ds. Che, dicono, ha minacciato fuoco e fiamme, nel caso in cui i vertici del partito avessero espresso apprezzamenti sul manigoldo libro. E questo spiega perchè Fassino e D’Alema, politicamente e culturalmente assai più vicini alle posizioni di Pellegrino che di Violante, hanno dovuto prendere le distanze dal libro.


  3. #3
    Basileus ton Romaion
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    Predefinito

    Bene. Sono contrario ai candidati con pendenze giuridiche.

    Però, dobbiamo iniziare con i picciotti del Centrodestra?

  4. #4
    Gappista
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da MazingaZ
    Vincenzo Visco fu condannato nel 2001 per abusivismo edilizio e ampliamenti illeciti della sua casa a Pantelleria.
    Per quest'ultimo reato è stato condannato a 10 giorni di carcere e 20 milioni di lire di multa con ordine di ripristino dei luoghi, cioè con la demolizione delle opere abusive.

    Un reato devastante. E per questo che la casa delle illegalità propone Andreotti al Senato?


  5. #5
    MazingaZ
    Ospite

    Predefinito

    Ex presidente della Regione Abruzzo, è stato condannato a 1 anno e 7 mesi definitivi per falso e quindi per legge è stato dichiarato ineleggibile negli enti locali (Comuni, Province, Regioni). Non per il Senato però, dove lo ha portato nel 2001 Forza Italia. Ed è stato eletto quest'anno nelle file dell'Udeur di Mastella.

    Questo è quello che i DS hanno scritto in merito a Salini sulla sua ineleggibilità a Consilgiere regionale quando ancora lui faceva parte di Forza Italia...

    I gruppi consiliari regionali del Centro Sinistra prendono atto della sentenza del Tribunale di L’Aquila, che ha accolto il ricorso proposto, dichiarando l’ineleggibilità di Rocco Salini a Consigliere regionale, la sua sostituzione e la sua decadenza da Assessore regionale in quanto condannato con sentenza definitiva alla pena di reclusione di 1 anno e 4 mesi per il reato di falso ideologico commesso nell’espletamento delle funzioni di Presidente pro-tempore della Giunta regionale. E’ stato così affermato un principio di legalità. E’ così evidente che l’esito elettorale del 16 aprile risulta falsato da una candidatura che non aveva i requisiti di legge. Tutti i commentatori hanno infatti messo in evidenza il ruolo decisivo di Rocco Salini (capolista di Forza Italia nella circoscrizione di Teramo, e capolista del listino regionale) nel risultato elettorale del 16 aprile. Il Governo regionale di Centro-destra non ha quindi una legittimazione democratica. L’on. Giovanni Pace tragga le conseguenze evitando una gravissima crisi istituzionale.

    ... ma adesso che lui è alleato... nessuno dice più nulla, nessuno da sinistra si scandalizza... chissà perchè...


  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da MazingaZ
    Vincenzo Visco fu condannato nel 2001 per abusivismo edilizio e ampliamenti illeciti della sua casa a Pantelleria.
    Per quest'ultimo reato è stato condannato a 10 giorni di carcere e 20 milioni di lire di multa con ordine di ripristino dei luoghi, cioè con la demolizione delle opere abusive.

    che criminale!!! RIVOLTANTE!!
    puoi fare di meglio... con tanti ladri che ci sono anche (purtroppo) nel centrosinistra mi vai a prendere visco che si è ristrutturato la villa abusivamente?? ma daiiiiii!

  7. #7
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    su radio24 settimana scorsa (se non ricordo male) intervistava tutti quelli della famosa lista di Beppe Grillo...quasi tutti minimizzavano o nascondevano le loro condanne, solo uno o due ammettevano quanto fatto (mentre altri manco si son degnati di rispondere....uno fra questi dell'utri...strano eh?!)

    Singolare che giustificavano la loro candidatura col fatto che la gente li votava conoscendo la loro "storia"...

  8. #8
    MazingaZ
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    Predefinito Cesare De Piccoli

    Una nota dei Ds del febbraio 2003 proclama che a capo della segreteria particolare di Fassino è stato messo un certo Cesare De Piccoli, 58 anni, veneziano, già nominato segretario della Quercia in Veneto dal 2001 su “indicazione” di D’Alema. Il fatto che viene taciuto è che il De Piccoli è stato processato e prescritto, con tanto di reato accertato, per una tangente percepita dalla Fiat Impresit, e versata su due conti svizzeri nel 1994.
    Il 21 gennaio 1994, al valico di frontiera con la Svizzera, la Finanza ferma un certo Ugo Montevecchi, amministratore di Fiat Engineering, che stava scappando nel paese del formaggio e della cioccolata con un carico di tutto rispetto: una montagna di carte nel portabagagli che testimonierebbe l’esistenza di un tesoro occulto della Fiat, noto con il conto svizzero di “Sacisa”.
    Montevecchi racconta ai finanzieri che sta portando tutto a Di Pietro perché ha preso precedenti accordi con lui, ma la cosa viene ritenuta quantomeno improbabile, dato che il Pm molisano si trova a Milano, non certo a Berna o Zurigo.
    In quelle carte, fra altre delizie, vengono scoperti tre nomi: “Accademia”, “Carassi” e “Linus”, corrispondenti ad altrettante mazzette versate al Pds veneto nel 1993 per un totale di 200 o 300 milioni di vecchie lire. Montevecchi, interrogato su ciò, fa il nome di Antonio Mosconi, all’epoca patron della Cogefar Impresit nonché esecutore materiale dell’operazione e già agli arresti domiciliari per altra condanna. A Mosconi viene notificato da Di Pietro un altro ordine di custodia cautelare, sempre domiciliare, in quanto avrebbe foraggiato un eurodeputato veneto (proprio De Piccoli), su conti riferibili a un consigliere regionale veneto sempre del Pds, Renato Morandina. “Denaro finalizzato alla campagna elettorale della corrente dell’on. Massimo D’Alema”, si legge nel provvedimento restrittivo.
    La Fiat Engineering era interessata a ripetere a Venezia l’operazione per la costruzione dello stadio Delle Alpi a Torino, ma con qualche ingranaggio in più “oliato” a dovere: ecco perché quei tre conti in nero al Pds veneto.
    Le indagini bancarie confermano tutto: fra il 1990 ed il 1992 Montevecchi ha accreditato fra i 200 ed i 300 milioni di vecchie lire sui conti svizzeri “Accademia” e “Carassi”, aperti da Morandina. Il quale racconta ai giudici che quel denaro era per lui e solo per lui, non per il partito. Greganti docet, evidentemente. E, a suo dire, non era nemmeno una tangente: si trattava, secondo la sua versione, di un compenso per una consulenza alla Fiat, inerente problemi ambientali e turistici in Laguna. Compenso versato, chissà perché, in nero.
    L’indagine su De Piccoli, Morandina, Mosconi e Montevecchi, aperta a Milano, passa dapprima a Torino, e poi per competenza a Venezia, dove il Pm Carlo Nordio chiede per loro il rinvio a giudizio nel 1999 per finanziamento illecito. Ma ormai siamo fuori tempo massimo e il 17 febbraio 2000 gli imputati strappano la prescrizione, anche se il passaggio di denaro è stato accertato al di là di ogni ragionevole dubbio.
    Due mesi dopo la prescrizione, De Piccoli viene nominato sottosegretario all’Industria sotto il governo Amato. Nel 2001 ottiene il posto di segretario dei Ds veneti; nel 2004 passa a capo della segreteria particolare di Piero Fassino.
    Alle ultime politiche si è candidato alla Camera ovviamente ancora DS per le sezioni di Veneto 1 e Veneto 2.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct
    che criminale!!! RIVOLTANTE!!
    puoi fare di meglio... con tanti ladri che ci sono anche (purtroppo) nel centrosinistra mi vai a prendere visco che si è ristrutturato la villa abusivamente?? ma daiiiiii!
    e solo perchè non ha potuto farsi un decreto ad hoc...ogni riferimento ad un tizio con pochi (vabbè ormai non più) capelli è puramente casuale

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da MazingaZ
    Ex presidente della Regione Abruzzo, è stato condannato a 1 anno e 7 mesi definitivi per falso e quindi per legge è stato dichiarato ineleggibile negli enti locali (Comuni, Province, Regioni). Non per il Senato però, dove lo ha portato nel 2001 Forza Italia. Ed è stato eletto quest'anno nelle file dell'Udeur di Mastella.

    Questo è quello che i DS hanno scritto in merito a Salini sulla sua ineleggibilità a Consilgiere regionale quando ancora lui faceva parte di Forza Italia...

    I gruppi consiliari regionali del Centro Sinistra prendono atto della sentenza del Tribunale di L’Aquila, che ha accolto il ricorso proposto, dichiarando l’ineleggibilità di Rocco Salini a Consigliere regionale, la sua sostituzione e la sua decadenza da Assessore regionale in quanto condannato con sentenza definitiva alla pena di reclusione di 1 anno e 4 mesi per il reato di falso ideologico commesso nell’espletamento delle funzioni di Presidente pro-tempore della Giunta regionale. E’ stato così affermato un principio di legalità. E’ così evidente che l’esito elettorale del 16 aprile risulta falsato da una candidatura che non aveva i requisiti di legge. Tutti i commentatori hanno infatti messo in evidenza il ruolo decisivo di Rocco Salini (capolista di Forza Italia nella circoscrizione di Teramo, e capolista del listino regionale) nel risultato elettorale del 16 aprile. Il Governo regionale di Centro-destra non ha quindi una legittimazione democratica. L’on. Giovanni Pace tragga le conseguenze evitando una gravissima crisi istituzionale.

    ... ma adesso che lui è alleato... nessuno dice più nulla, nessuno da sinistra si scandalizza... chissà perchè...

    adestra si sono scandalizzati invece??

 

 
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