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Rapporto Eurispes 2003: 67% a favore di eutanasia







Dal Rapporto 2003 dell’Eurispes.
CLAMOROSO: IL 67% DEGLI ITALIANI FAVOREVOLI ALL’EUTANASIA

Da un’indagine svolta dall’Eurispes e presentata nel suo rapporto "Italia 2003" è emerso che quasi il 60% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia mentre una percentuale nettamente inferiore (il 27%) è contraria. Ma i dati dei favorevoli salgono ulteriormente alla domanda "Lei ritiene che dovrebbe essere possibile chiedere l’eutanasia per i malati terminali?". A questa domanda, che riflette in pratica le condizioni previste dal progetto di legge dell’associazione Liberauscita per la depenalizzazione dell’eutanasia, hanno risposto sì ben il 67,6 per cento degli intervistati. In modo sommario, ma certo non scorretto, si può dunque dire che questa è l’area delle persone che voterebbero a favore del progetto di legge elaborato da "Libera uscita".
Qualche dettaglio: la maggioranza dei favorevoli all’eutanasia si trova nel centro-nord (punte del 63,9% nel nord-est, 64,7% nel centro, 60,5% nel nord ovest, a fronte di un 52,6% nel sud), tra gli uomini (63,9% gli uomini, 55,2% le donne), tra i giovani (con punte del 67,4% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, a fronte del 48% tra le persone che hanno superato i 65 anni), tra le persone appartenenti alle aree di destra e sinistra degli schieramenti politici (73,3% nella sinistra ma anche 67,2% nella destra, a fronte di un 50,4% di favorevoli tra gli elettori del centro).
Da notare che anche nei pochi casi in cui la percentuale dei favorevoli è inferiore al 50%, questa è sempre molto più elevata di quella dei contrari. Mediamente, infatti, quelli che hanno risposto negativamente sono solo il 26,9 per cento, mentre quelli che non hanno ritenuto di poter prendere una posizione ("Non so, non rispondo") sono il 13,7%.
Un dato, infine, molto significativo è rappresentato dalla forte crescita nel tempo dei favorevoli: che erano solo il 24,5% nel 1987, a fronte di un 40% di contrari. Queste percentuali si sono letteralmente capovolte anche a seguito - osserva l’Eurispes - di casi umani che hanno scosso e tristemente coinvolto milioni di cittadini in Italia e in Europa. Vengono citati a questo proposito i casi di Diane Perry o di Miss B, o quello dell’italiano Ezio Forzatti, che è stato assolto dai giudici dopo avere staccato il respiratore a cui la moglie era attaccata senza alcuna speranza. Casi che hanno indotto molte persone a domandarsi - cosa vorrei poter fare nelle stesse condizioni? E, soprattutto: una vita in quelle condizioni è davvero una vita degna di essere vissuta?


dal sito liberauscita.it