
Originariamente Scritto da
Galaad
io vorrei proporre una riflessione:
posto che la storia ci insegna che l'Italia ed il popolo italiano, se di popolo si può parlare, sono stati creati in maniera coercitiva e non rispecchiano le comunità identitarie di origine ultra-millenaria che hanno contraddistinto la storia italiana, dalla disgregazione dell'impero romano in poi, ma anche prima se teniamo conto che l impero come forma di potere riconosce e garantisce un certo margine di autonomia. quindi è chiaro che lo Stato italiano nasce come atto di forza, come comunione forzata di genti, culture, società diverse, cosa per altro dimostrata dalla situazione italiana 150 anni dopo l unità, tra persone di diverse regioni che non si capiscono quando parlano, odi campanilistici esagerati, situazioni economiche completamente contrapposte.
essere nazionalisti, evidentemente, significa non riconoscere questo e, in ultima istanza, essere contro il principio di autodeterminazione dei popoli, perchè l'Italia è nata proprio con una operazione che potremmo chiamare stupro di questo principio.
ora io accetto che qualcuno mi dica:"a me non importa, io sono nazionalista lo stesso", basta che dopo non mi venga a parlare di Irlanda libera, di Palestina libera, di Paesi Baschi liberi e così via, visto che ha applicato semplicemente la logica del vincitore per il suo paese, quindi non si capisce perchè non la debba applicare per gli altri stati.
se quindi L'Inghilterra annettesse la Repubblica d Irlanda tra 100 anni chi ragiona da "nazionalista" dovrebbe dire: no alla divisione dello stato no alla secessione.
mi sono spiegato?