Esatto, venne fatto anche un servizio a Report, sugli ulivi centenari trapiantati illegalmente dalla Puglia fino alla Brianza!Originariamente Scritto da Eremita


Esatto, venne fatto anche un servizio a Report, sugli ulivi centenari trapiantati illegalmente dalla Puglia fino alla Brianza!Originariamente Scritto da Eremita


Ok te lo dico io....non esiste una legge che vieti la vendita. Esiste invece un controllo fatto dalla forestale su chi vende "illegalmente" una pianta secolare. In pratica devi avere una licenza, devi dichiarare ciò che vendi, etc etc.Originariamente Scritto da Eremita


io dico che vuole riprodurre l'ambientazione dell'orto degli Ulivi, che devono essere per l'appunto secolari.


Posso capire ci sia un divieto a trapiantarli in zone non consone ,ma qui non credo ci siano leggi che ne vietino il trasferimento da una parte all'altra dell'isola.


Infatti LUI li ha importati dalla Spagna, così aggirando la legge. Invece sarebbe bello sapere qualcosa delle piante grasse, che non essendo autoctone potrebbero essere fuori legge, ma la villa gode ancora dei vincoli di sicurezza nazionale, posti per la visita di Putin, che hanno impedito le ispezioni previste per l'accertamento degli abusi edilizi. Abusi peraltro denunciati perché visibili dal mare o addirittura vantati dallo stesso proprietario (il finto teatro greco), che ha prontamente provveduto appunto a vietarne l'accertamento formale.Originariamente Scritto da Eremita
Vedremo quanto durerà ora la "sicurezza nazionale". Ho idea che Soru non ne sia molto impressionato
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Appunto i cactus sono come i cavoli a merenda ,l'anfiteatro abusivo e poi io ho notato un laghetto con scogli che solitamente si trovano in spiaggia(devono essere stati ricavati dal bunker)..la finta torre aragonese..ora pure la collinetta sbucata dal nulla a meno di 2 km dal mare...le ispezioni arrivano.Originariamente Scritto da Nelson


Sopralluogo della Regione alla Certosa
PORTO ROTONDO. La Regione e il Corpo forestale non dormono sulla collina. E per vederci chiaro faranno un sopralluogo sull’ultima novità, quanto meno “sospetta”, comparsa in queste settimane nel parco di Villa Certosa.
La residenza portorotondina dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi verrà ispezionata quanto prima (forse già oggi) dalle autorità competenti per verificare se gli ultimi lavori in via di realizzazione sono conformi alle norme urbanistiche regionali.
Di certo la collina artificiale comparsa ultimamente davanti al golfo di Marinella, con tanto di belvedere in granito (per ora si vedono anche alcune pile di blocchetti pronti a essere utilizzati) e una serie di ulivi secolari impiantati ex novo, sorge a meno di due chilometri dal mare. Molto meno.
Così, nel frattempo, alla lista di aspiranti “visitatori” della tenuta si è aggiunta anche la procura della Repubblica di Tempio, già titolare dell’inchiesta sui presunti abusi compiuti all’interno della “favorita” del Cavaliere.
Per tutta la giornata di ieri si sono rincorse voci di un imminente sopralluogo da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, su richiesta degli assessorati regionali all’Urbanistica e all’Ambiente. Nel frattempo Niccolò Ghedini, avvocato di Berlusconi, oltre che senatore di Forza Italia, si è affrettato a dichiarare che “quanto realizzato è stato regolarmente autorizzato”.
«La domanda per la sistemazione del terreno - ha affermato Ghedini - e per il suo consolidamento, con la messa a dimora di numerosi alberi, è stata presentata in data 11-6-2005 ed è stata autorizzata dal Comune di Olbia in data 18-1-2006. L’Ufficio tutela del paesaggio aveva espresso specifico nulla osta in data 12-7-2005 mentre la Forestale ha espresso parere favorevole in data 23-1-2006».
Per Ghedini non vi sarebbe alcun abuso, anzi. «É soltanto l’esecuzione di un intervento di miglioramento e consolidamento del terreno con rimboschimento - ha aggiunto il legale -. E’ incredibile che sortiscano continue polemiche nei confronti di chi ha dedicato passione, tempo e denaro, nel totale rispetto del paesaggio, per creare un parco che non ha paragoni e salvando un’enorme area che originariamente era destinata a costruzioni edilizie».*
Una versione che in tarda serata è stata almeno parzialmente smentita dall’assessore regionale all’Ambiente, Tonino Dessì, che ha diffuso una nota del comandante dell’ispettorato del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Tempio. Il comandante Delfo Poddighe sottolinea che nel giugno 2005, su delega della procura della Repubblica di Tempio, l’ispezione all’interno di Villa Certosa venne accertata una serie di illeciti di natura amministrativa.
Nel frattempo, comunque, altri elementi si sono aggiunti al puzzle: l’assessore all’Urbanistica Gian Valerio Sanna ha dichiarato che «da parte della Regione non c’è alcun atteggiamento preconcetto o attacco pretestuoso, ma un atto dovuto nel momento in cui si viene a conoscenza di un episodio di questo tipo. Non metto in dubbio la parola di Ghedini, ma io ho il dovere di verificare se quanto è stato segnalato è in regola con le norme vigenti».
A quel punto Ghedini ha preferito un gesto di apertura: «Per quanto riguarda la proprietà di Villa Certosa - ha dichiarato nel pomeriggio il senatore -, vi è massima disponibilità sia al sopralluogo dell’assessorato, sia a quello della procura della Repubblica. Certamente, sarà possibile espletarlo in tempi brevissimi, chiedendo il nulla osta al ministero così come è stato per i precedenti».
Che, a quanto pare, non sono troppo incoraggianti. O per lo meno è quanto si evince dalle affermazioni del procuratore Valerio Cicalò, titolare della prima inchiesta su Villa Certosa: secondo il magistrato, la procura della Repubblica di Tempio è interessata a un sopralluogo, ma i tempi per l’ispezione potrebbero non essere brevi in quanto sull’immobile vige ancora il segreto di Stato.
Nel settembre del 2004 il ministero dell’Interno aveva bloccato una analoga richiesta di ispezione alla Certosa da parte della magistratura di Tempio e Cicalò aveva presentato un’istanza alla Corte costituzionale sollevando un conflitto di attribuzione. La Consulta, però, non si era espressa, perchè nel frattempo Berlusconi aveva rinunciato alle sue prerogative di presidente del Consiglio autorizzando lui stesso il sopralluogo.
Stavolta a rallentare è l’ispezione della Forestale, con la Regione che ha deciso di attendere di poter esaminare le autorizzazioni rilasciate dal comune di Olbia.
LA NUOVA SARDEGNA
*in realtà a 2 km dal mare,per la legge salvacoste,non ci può costruire un piffero.


Non c'è il divieto di trapianto, c'è invece il divieto all'espianto. Dunque, gli olivi secolari o arrivano dall'estero oppure sono stati "strappati" con il permesso della forestale in quanto ad esempio si trovano in un'area espropriata per pubblica utilità o altri motivi molto particolari e limitati.Originariamente Scritto da tatytaty


Niente condono per gli ulivi?
Che tristezza BErlusconi, fregato alla fine dall'ulivo.


Ma è vietato anche importare Ulivi dalla Spagna?