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Risultati da 51 a 60 di 76

Discussione: Max Stirner

  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da Division X
    Il fascismo aveva una componente anarchica solo nella parte originaria, quella del legionarismo fiumano, citato perfino oggi da Hakim Bey. Ma già il sansepolcrismo e lo squadrismo erano troppo monopolizzati dall'antisocialismo per non essere nemici dell'anarchismo.
    numble......numble..........

    La componente anarchica nel fascismo era numerosa già durante il biennio rosso. Il fascismo non era ancora nato era in gestazione..........

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da Redskin
    Quindi un fascista che legge Stirner non dovrebbe cogliere il lato anarchico, ma quello antisociale in sostanza? fatemi capire.
    Il fascismo è uno stile di vita non una dottrina politica, il fascismo racchiude in se le varie anime della politica, anche l'anarchismo.Nulla vieta ad un anarchico di essere fascista e nemmeno ad un comunista o au monarchico................

    Mi stupisce che molti "fascisti" ancora non abbiano compreso questo...anche se tu fascista non lo sei di certo

  3. #53
    Redskin
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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny
    Il fascismo è uno stile di vita non una dottrina politica, il fascismo racchiude in se le varie anime della politica, anche l'anarchismo.Nulla vieta ad un anarchico di essere fascista e nemmeno ad un comunista o au monarchico................

    Mi stupisce che molti "fascisti" ancora non abbiano compreso questo...anche se tu fascista non lo sei di certo
    E in base a quale parametro lo dedurresti?

  4. #54
    Division X
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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny
    numble......numble..........

    La componente anarchica nel fascismo era numerosa già durante il biennio rosso. Il fascismo non era ancora nato era in gestazione..........
    Sì d'accordo, ma l' "anarchismo fascista" del biennio rosso era retaggio del legionarismo fiumano. Con Fiume siamo nel '19, e i Fasci di Combattimento nascono nello stesso anno. Non ci volle molto perché il fascismo italiano si alleasse ai nazionalisti e ai ceti produttivi, in parole povere ai padroni.

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da Division X
    Bisogna intendersi sul termine antisocialismo. L'antisocialismo inteso come critica al socialismo marxista è certamente una posizione comune a molti anarchici (ma già il citato Hakim Bey proseguiva i suoi scritti "pirata" con l'elaborazione di uno "stirnerismo marxista"); se per socialismo si intende invece una tensione verso il comunitarismo, il collettivismo, l'antidogmatismo, l'antiautoritarismo libera dall'impianto marxista-leninista, anarchismo e socialismo vanno invece sicuramente di pari passo. Il socialismo come perfezionamento del cristianesimo è poi una posizione anticipatrice di Nietzsche, sebbene la sua "volontà di potenza" è ormai intesa, dopo l'equivoco di un collocamento di Nietzsche all'estrema destra, come suprema aspirazione all'autorealizzazione e all'autoliberazione dell'individuo, posizione eminentemente anarchica.
    Se per comunitarismo intendi la stirneriana "Unione di Egoisti" ok; già alla parola "collettivismo" il buon Max sarebbe inorridito (i collettivisti Stirner li chiamava "straccioni"); il non essere dogmatici è semplicemente la conditio sine qua non dell'anarchismo (ma se mi metti "anti" davanti alla parola, attribuisci al dogma un'importanza che non dovrebbe avere); antiautoritarismo mi puzza di demmoggrazzia
    Questo - ovviamente - nell'ottica stirneriana. Mi potrai obiettare che non tutti gli anarchici sono individualisti... Al che non so cosa rispondere perchè - semplicemente - non riesco a concepire un anarchico non individualista

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da petronius
    Il latino sì ma l'italiano ha qualche problemino. Centra o c'entra?



    Quindi ho ragione io?



    Grazie per la "dilucidazione preliminare". Ho citato io la disputa tra relisti e nominalisti. Entrambe queste visioni sono scomparse con l'avvento delle logica moderna purtroppo. Era una bella presa in giro, ma non ho avuto risposta alle mie due domande. Perchè scrivi l'essenza dell'essere e poi consigli il nominalismo? Secondo te chimera in quella frase in che tipo di supposizione è? Quando avrai risposto alla seconda capirai la mia replica riguardo all'esistenza della chimera. Ovviamente non sarà un'esistenza oggettiva, ma per tua sorpresa nemmeno "ideale" o "metafisica". (Esistenza metafisica?)
    Grazie per l'antinomia noumeno-fenomeno. Si vede che è una cosa che resta impressa, anche la mia proffe al liceo ne andava pazza!
    Per tutto il resto le idee che esprimi potrebbero anche essere condivisibili se non fossero le solite analisi che non hanno alcun tipo di propositività.


    Cito: “Il latino sì ma l'italiano ha qualche problemino. Centra o c'entra?”

    Non faccia lo spiritoso.

    Lo sa benissimo che i correttori automatici (che tra l’altro non so come disattivare…) di questi stramaledetti computer, alle volte, fanno delle modifiche senza che uno se ne possa accorgere.

    ______

    Cito: “Quindi ho ragione io?”

    Un detto popolare recita: la ragione è dei fessi.

    Diciamo, per essere più seri, che avevamo ragione entrambi. Insomma, stavamo dicendo le stesse cose a proposito degli “eletti” e non ci siamo capiti. Lei ha creduto che io li stessi difendendo (mentre io, invece, difendevo il fatto che Spinoza – pur essendo giudeo – si era rivoltato contro “l’ideologia giudaica”); ed io ho creduto che Lei fosse il solito “razzista biologico” che – accecato, a priori, dal suo innato odio dell’ “altro” – non sappia distinguere tra le idee (di chiunque esse siano) e l’origine delle persone che le esprimono o le rappresentano.

    In Latino, diremmo: è stato un semplice “qui pro quo”.

    ______

    Cito: “Ho citato io la disputa tra relisti e nominalisti”.

    Indipendentemente dal fatto che “relisti”, in Italiano, non esiste (che fa, anche Lei ha qualche piccola “esitazione” con l’ortografia? Oppure, è semplicemente una svista? Come vede, anch’io, quando voglio, posso fare lo spiritoso!), diciamo che - senza per questo avere l’intenzione di esigere delle “medaglie” – sono io, e non Lei, che Le ho scoperto “l’altarino” delle Sue “tendenze” filosofiche, rimandandoLa – come ben ricorda… – a quella celebre “disputa”, e suggerendoLe di interloquire, invece che con me, direttamente con Roscelin de Compiègne, Guillaume d’Ockham, ecc. Pierre Abélard (che Fulbert aveva fatto “evirare”… per impedirgli di continuare a “fornicare” con sua nipote Heloïse) essendo un “concettualista” e Guillaume de Champeaux, un “realista”… (come Lei, d’altronde).

    _______

    Cito: “Perchè scrivi l'essenza dell'essere e poi consigli il nominalismo?”.

    Anche in questo caso: prima mi da del Lei (ricorda? “Il latino sì ma l'italiano ha qualche problemino”) e, successivamente, mi da del Tu (“Perchè scrivi l'essenza dell'essere”). Che facciamo, andiamo, entrambi, a lezione d’Italiano?

    Ritorniamo alle cose serie…

    Non Le ho affatto consigliato il “nominalismo”, ma semplicemente invitato ad interloquire (reperita iuvant) con i principali personaggi di quella “disputa”. Personaggi che – come ha appena avuto modo di verificare – alcuni, erano “nominalisti” (Roscelin de Compiègne, Guillaume d’Ockham) e gli altri, uno “concettualista” (Pierre Abélard) ed uno “”realista” (Guillaume de Champeaux).

    ______

    Scrivo “l’essenza dell’essere”, in quanto sono convinto che ognuno di noi sia – e non possa essere nient’altro che – quello che è. Con tutti i “difetti” e tutte le “qualità” che la natura ha voluto assegnargli o riservargli.

    Quelle “qualità” possono essere “affinate” o migliorate, e quei “difetti” possono essere attenuati o mitigati, solo ed esclusivamente attraverso l’esercizio di una “sana educazione” (gli antichi Greci, la chiamerebbero “paidéia”): quell’educazione o indirizzo educativo (agoghé), cioè, che presuppone, allo stesso tempo, un’elevazione del livello fisico, psichico, spirituale e morale dei giovani, a partire dalla loro natura specifica. Insomma, lo “educo, educis, eduxi, eductum, educere” dei Latini.

    Non credo e non ho mai creduto al cosiddetto “uomo nuovo” suggerito, proposto o imposto dalle religioni monoteiste e/o dalle “visioni ideologiche” e totalitarie (da “totus, tota, totum”) della vita e della Storia (Liberalismo, Comunismo, Nazional-Socialismo, ecc.), né tanto meno al “superuomo” di Nietzsche.

    Credo semplicemente in un miglioramento dell’insieme delle “qualità” ed in un attenuamento dei “difetti” che l’uomo già possiede in natura.

    E’ la ragione per la quale mi ritengo Fascista: qualcuno, cioè, che considera “l’unicità” di ognuno e la sua (possibile e sperabile) “complementarità”.

    Per “vivere meglio” in società, basterebbe uscire dal mero, puerile ed inefficace individualismo che caratterizza (quasi sempre) ogni uomo e decidersi consapevolmente e responsabilmente a “portare la propria pietra al cantiere” della società.

    Dico “basterebbe”, in quanto il vero problema dell’Umanità, è, e resta, oltre l’ignoranza, l’intelligenza.

    Il “QI” del 60/70% della popolazione, come sappiamo, è inferiore a “90”…

    Come fare “prendere un cocomero” a qualcuno che le “braccia” non le possiede? Come spiegare ad un “ritardato mentale” che è un “subnormale”? Come far capire ad un “cretino” che è “cretino”?

    Caricaturizzo, naturalmente, ma è soltanto per rendere meglio l’idea che sto cercando di trasmetterLe.

    L’Umanità, dunque, condannata ad essere invariabilmente ed alternativamente gabbata, sottomessa e sfruttata dai “furbi” di destra (che affermano “siamo tutti uguali”: “noi”, però, “concorriamo con la Ferrari” e voi “con la bicicletta”…) e dai “furbi” di sinistra che tendono a ribattere, “ma no, non vi preoccupate, venite con noi che, pur con le vostre “biciclette”, siccome è un dogma “essere tutti uguali”, vi aiuteremo comunque a vincere contro le loro Ferrari”? (Bertinotti docet!) Oppure, un’Umanità liberata ed emancipata dal Fascismo che, pur con qualche inevitabile e doveroso “calcio nel culo” ai possibili o probabili recalcitranti, ristabilisce l’ordine naturale delle cose, intimando alle Ferrari di correre esclusivamente con le Ferrari, alle Limousine con le Limousine, alle utilitarie con le utilitarie ed alle biciclette con le biciclette? Non dimenticando, naturalmente, di ingiungere ugualmente ai suddetti “furbi”: “Il primo che si permette di “rubare le palline” a chi non può difendersi, gli stacco le dita”?

    All’Umanità, la scelta.

    _________

    E veniamo – “dulcis in fundo” – alla Sua tanto agognata “Chimera”…

    Con Lei – che (senza che io debba ricorrere alla “sfera di cristallo”) mi sembra proprio che voglia continuare a comportarsi come il classico “studente-saputello” che ha appreso (bene o mediamente bene) qualche nozione del suo ordine di studi e non gli sembra vero di potersela, in qualche modo, “rivendere”… a qualcuno! - ho proprio l’impressione di essere ritornato sui banchi di scuola. Tanto più che Lei – da quanto mi è dato di dedurre dai sincopatici e telegrafici scambi di opinione che, fino ad ora, abbiamo avuto il piacere di barattarci su questo argomento – sembra avere una particolare predilezione o propensione (simpatia? affetto?) per la “Scolastica”…

    Allora, “illustre professore” o presunto tale, vediamo cosa dice, in proposito, la Sua tanto amata o glorificata “logica Scolastica”.

    Lei scuserà il mio conciso, ma da quanto mi ricordo – in sintesi – dice questo:

    1. “La supposizione materiale” di un termine, è il termine lui stesso, considerato come parola della lingua” (esempio: la filosofia è una parola italiana, derivata dal latino, a sua volta derivata dal greco);

    2. “La supposizione formale” è il senso del termine considerato (esempio: la filosofia è lo studio dello spirito, come correlativo della natura);

    Inutile starLa a tediare con la “supposizione logica” (quella della “intenzione seconda”) e/o la “supposizione reale” (quella della “intenzione prima”)… Tanto a Lei, nel caso che ha avuto la gentilezza di sottopormi, non interessano.

    Lei, insomma – sempre per riassumere – vorrebbe assolutamente “tirarmi dentro” allo scolastico concetto di “supposizione semplice” (che in realtà – almeno così, a me, hanno insegnato – altro non è che la “supposizione formale”), per farmi dire che – concepita in quel senso – la “Chimera” esiste. Oppure, vorrebbe che mi dichiarassi favorevole alla “supposizione materiale” (come d’altronde ha già tentato precedentemente di attribuirmi!), per potermi – da un lato – coinvolgere nel suo elucubrante modo di analizzare e giudicare la realtà e – dall’altro – più facilmente includere o catalogare tra i proverbiali e classici (scolasticamente parlando) “poveri di spirito”.

    Lei – Caro Sig. Petronius – è convinto di essere un grosso furbacchione, poiché normalmente è abituato a dialogare o disquisire con delle persone che – a causa della loro diversa formazione – ne sanno meno di Lei, in questo campo.

    Purtroppo per Lei, invece, si da il caso che io, nel campo della filosofia – con la disordinata ed autodidattica frequentazione di qualche modesta e raffazzonata “scuola serale” – ne sappia un tantino di più di Lei. Anche se, molto raramente, poi, nella vita di tutti i giorni, mi decido a farne uso.

    Non ne faccio uso diretto, poiché se la filosofia fosse qualche volta riuscita ad “unire gli uomini”, lo avremmo saputo!

    E siccome, “non lo abbiamo saputo…”, tendo ad astenermene, volontariamente. Come tendo inevitabilmente a “sparare a zero” – come Le ho già precisato – su tutti coloro che cercano di distrarre l’uomo della strada (o soltanto gli intellettuali), dai reali problemi che la vita ci riserva, con vane e vacue disquisizioni accademiche sul “sesso degli angeli”. Lasciando a Lei, naturalmente, ed a quelli come Lei, il piacere e l’onore (e perché no, il divertimento) di sentirsi “monoculum”, in “terra caecorum”.

    Certo, considerate attraverso il Suo auto-rassicurante e scolastico “occhio solo”, le mie analisi Le potranno pure apparire come “solite” e/o “prive di positività”, ed io potrei risponderLe che è la classica, monotona e scontata accusa del proverbiale “bue che preferisce dire cornuto all’asino”…

    Ma a cosa porterebbe la nostra ping-ponghesca ed inutile discussione?

    Secondo me, a quel nulla farcito di niente, senza centro e senza confini che già conosciamo: quel nulla, cioè, in cui, malgrado Lei e me, versa purtroppo l’Italia e l’Europa, dopo più di 1700 anni di colonizzazione culturale!

  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny


    Gia, l'italiano quella stramaledetta lingua piena di regole .................




    Il Latino, si sa, faccio il "copia ed incolla"; per l'Italiano, invece, Le sarei grato - visto i precedenti - se accettasse di farmi l'onore di degnarmi di qualche Sua illuminante ed edificante lezione.

    Con i miei ringraziamenti anticipati.

  8. #58
    petronius
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    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    Cito: “Il latino sì ma l'italiano ha qualche problemino. Centra o c'entra?”

    Non faccia lo spiritoso.

    Lo sa benissimo che i correttori automatici (che tra l’altro non so come disattivare…) di questi stramaledetti computer, alle volte, fanno delle modifiche senza che uno se ne possa accorgere.
    Accordato.

    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    Cito: “Quindi ho ragione io?”

    Un detto popolare recita: la ragione è dei fessi.

    Diciamo, per essere più seri, che avevamo ragione entrambi. Insomma, stavamo dicendo le stesse cose a proposito degli “eletti” e non ci siamo capiti. Lei ha creduto che io li stessi difendendo (mentre io, invece, difendevo il fatto che Spinoza – pur essendo giudeo – si era rivoltato contro “l’ideologia giudaica”); ed io ho creduto che Lei fosse il solito “razzista biologico” che – accecato, a priori, dal suo innato odio dell’ “altro” – non sappia distinguere tra le idee (di chiunque esse siano) e l’origine delle persone che le esprimono o le rappresentano.

    In Latino, diremmo: è stato un semplice “qui pro quo”.
    Accordato.


    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    Cito: “Ho citato io la disputa tra relisti e nominalisti”.

    Indipendentemente dal fatto che “relisti”, in Italiano, non esiste (che fa, anche Lei ha qualche piccola “esitazione” con l’ortografia? Oppure, è semplicemente una svista? Come vede, anch’io, quando voglio, posso fare lo spiritoso!), diciamo che - senza per questo avere l’intenzione di esigere delle “medaglie” – sono io, e non Lei, che Le ho scoperto “l’altarino” delle Sue “tendenze” filosofiche, rimandandoLa – come ben ricorda… – a quella celebre “disputa”, e suggerendoLe di interloquire, invece che con me, direttamente con Roscelin de Compiègne, Guillaume d’Ockham, ecc. Pierre Abélard (che Fulbert aveva fatto “evirare”… per impedirgli di continuare a “fornicare” con sua nipote Heloïse) essendo un “concettualista” e Guillaume de Champeaux, un “realista”… (come Lei, d’altronde).
    "Relista" non è un errore ortografico ma un refuso. E' evidente dal fatto che non esistono possibili fraintendimenti come nel caso precedente.


    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    Cito: “Perchè scrivi l'essenza dell'essere e poi consigli il nominalismo?”.

    Anche in questo caso: prima mi da del Lei (ricorda? “Il latino sì ma l'italiano ha qualche problemino”) e, successivamente, mi da del Tu (“Perchè scrivi l'essenza dell'essere”). Che facciamo, andiamo, entrambi, a lezione d’Italiano?

    Ritorniamo alle cose serie…
    Del lei? Eh? Se avessi voluto darti del lei avrei scritto "il latino sì ma in italiano ha qualche problemino" altrimenti altro che errore ortografico. No in realtà qui il contenuto sta per il contenente(metonimia).

    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    Scrivo “l’essenza dell’essere”, in quanto sono convinto che ognuno di noi sia – e non possa essere nient’altro che – quello che è. Con tutti i “difetti” e tutte le “qualità” che la natura ha voluto assegnargli o riservargli.

    Quelle “qualità” possono essere “affinate” o migliorate, e quei “difetti” possono essere attenuati o mitigati, solo ed esclusivamente attraverso l’esercizio di una “sana educazione” (gli antichi Greci, la chiamerebbero “paidéia”): quell’educazione o indirizzo educativo (agoghé), cioè, che presuppone, allo stesso tempo, un’elevazione del livello fisico, psichico, spirituale e morale dei giovani, a partire dalla loro natura specifica. Insomma, lo “educo, educis, eduxi, eductum, educere” dei Latini.

    Non credo e non ho mai creduto al cosiddetto “uomo nuovo” suggerito, proposto o imposto dalle religioni monoteiste e/o dalle “visioni ideologiche” e totalitarie (da “totus, tota, totum”) della vita e della Storia (Liberalismo, Comunismo, Nazional-Socialismo, ecc.), né tanto meno al “superuomo” di Nietzsche.

    Credo semplicemente in un miglioramento dell’insieme delle “qualità” ed in un attenuamento dei “difetti” che l’uomo già possiede in natura.

    E’ la ragione per la quale mi ritengo Fascista: qualcuno, cioè, che considera “l’unicità” di ognuno e la sua (possibile e sperabile) “complementarità”.

    Per “vivere meglio” in società, basterebbe uscire dal mero, puerile ed inefficace individualismo che caratterizza (quasi sempre) ogni uomo e decidersi consapevolmente e responsabilmente a “portare la propria pietra al cantiere” della società.
    Assolutamente convinto quindi concordo.

    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    E veniamo – “dulcis in fundo” – alla Sua tanto agognata “Chimera”…

    Con Lei – che (senza che io debba ricorrere alla “sfera di cristallo”) mi sembra proprio che voglia continuare a comportarsi come il classico “studente-saputello” che ha appreso (bene o mediamente bene) qualche nozione del suo ordine di studi e non gli sembra vero di potersela, in qualche modo, “rivendere”… a qualcuno! - ho proprio l’impressione di essere ritornato sui banchi di scuola. Tanto più che Lei – da quanto mi è dato di dedurre dai sincopatici e telegrafici scambi di opinione che, fino ad ora, abbiamo avuto il piacere di barattarci su questo argomento – sembra avere una particolare predilezione o propensione (simpatia? affetto?) per la “Scolastica”…

    1. “La supposizione materiale” di un termine, è il termine lui stesso, considerato come parola della lingua” (esempio: la filosofia è una parola italiana, derivata dal latino, a sua volta derivata dal greco);

    2. “La supposizione formale” è il senso del termine considerato (esempio: la filosofia è lo studio dello spirito, come correlativo della natura);

    Inutile starLa a tediare con la “supposizione logica” (quella della “intenzione seconda”) e/o la “supposizione reale” (quella della “intenzione prima”)…

    Lei, insomma – sempre per riassumere – vorrebbe assolutamente “tirarmi dentro” allo scolastico concetto di “supposizione semplice” (che in realtà – almeno così, a me, hanno insegnato – altro non è che la “supposizione formale”), per farmi dire che – concepita in quel senso – la “Chimera” esiste. Oppure, vorrebbe che mi dichiarassi favorevole alla “supposizione materiale” (come d’altronde ha già tentato precedentemente di attribuirmi!), per potermi – da un lato – coinvolgere nel suo elucubrante modo di analizzare e giudicare la realtà e – dall’altro – più facilmente includere o catalogare tra i proverbiali e classici (scolasticamente parlando) “poveri di spirito”.

    Lei – Caro Sig. Petronius – è convinto di essere un grosso furbacchione, poiché normalmente è abituato a dialogare o disquisire con delle persone che – a causa della loro diversa formazione – ne sanno meno di Lei, in questo campo.

    Purtroppo per Lei, invece, si da il caso che io, nel campo della filosofia – con la disordinata ed autodidattica frequentazione di qualche modesta e raffazzonata “scuola serale” – ne sappia un tantino di più di Lei. Anche se, molto raramente, poi, nella vita di tutti i giorni, mi decido a farne uso.

    Non ne faccio uso diretto, poiché se la filosofia fosse qualche volta riuscita ad “unire gli uomini”, lo avremmo saputo!
    Purtroppo la sera esco o guardo la tv non sono fortunato come te che hai avuto una formazione così strepitosa. Io non ho titoli da vantare. Solitamente parlo con persone che hanno una formazione decisamente migliore della mia ed anche loro non hanno avuto la tua stessa fortuna.

    La discussione intorno ai generi della supposizione è prima aristotelica, poi stoica e solo posteriormente scolastica. Chissà quanto hai cercato e letto poraccio. Però la tua passione è degna di stima quindi ti dico bravo. La differenza tra quei due generi della supposizione non permette di collocare una persona tra gli stupidi o tra i furbi ma caso mai tra quelli in grado di ragionare e quelli che non sono in grado di farlo. Forse le scuole che hai frequentato ti hanno "imbottito" di conoscenze (o forse no?) ma non ti hanno fornito gli strumenti per usarle. Il giorno in cui leggerò qualche tua pubblicazione sulla logica potrò esprimere un'opinione favorevole e smentire questa. Il mio intento non era quello di provare le tue conoscenze, ma di vedere la reazione. Se avessi voluto sfidarti credo che staresti ancora cercando la soluzione del problema.


    Concludendo questa discussione è proprio una cazzata.

  9. #59
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    Citazione Originariamente Scritto da Redskin
    E in base a quale parametro lo dedurresti?
    in base a tutte le stronzate che hai scritto fino ad oggi............

  10. #60
    Redskin
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny
    in base a tutte le stronzate che hai scritto fino ad oggi............
    Si è vero, non mi sono mai definito a pieno titolo fascista, ma stai certo che ho molta più attinenza io di te...
    caro bluesbrother

 

 
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