
Originariamente Scritto da
impresentabile
Rifletta. Questa discussione, ci ha soprattutto permesso di constatare che da “soli”, qualunque siano o possano essere le nostre rispettive formazioni, preparazioni o conoscenze, siamo tutti dei “poveracci”: sia io che Lei. Lo stesso dicasi di tutti coloro che pensano che con i loro singoli apprendimenti o intendimenti possono “cambiare il mondo” o, quanto meno, “modificarlo”.
Da soli, mi creda, siamo tutti impotenti. Non siamo nulla!
Nei miei diversi e precedenti interventi, come d’altronde in questo, mi sono permesso di provocarLa di proposito, esclusivamente per “farla scendere dall’albero”, farLe “misurare” i limiti delle Sue “certezze” e farLe verificare l’irrefutabile realtà della nostra singola inadeguatezza.
Immagini, ora, per un attimo, un mondo dove la cultura - invece di rappresentare un individuale e sterile vanto di singoli personaggi, gli uni opposti agli altri, e viceversa, per affermare un soggettivo e narcisistico primato personale – potesse veramente trasformarsi nell’ “orgoglio di ogni membro del nostro Popolo di sentirsi, allo stesso tempo, radice e frutto, padre e figlio, maestro ed alunno delle migliori opere, del miglior sapere e dei migliori ingegni della nostra Nazione”.
In altri termini: immagini il Suo sapere, sommato al mio; e le nostre rispettive preparazioni e competenze moltiplicate per quelle di tutti coloro che, come noi, hanno comunque qualcosa da insegnare e, contemporaneamente, qualcosa ugualmente da apprendere da tutti coloro che, momentaneamente, saranno alunni.
Cosa otterremmo?
Otterremmo ciò che abbiamo sempre sperato o sognato: la rinascita delle nostre idee e l’inevitabile risorgimento del nostro Popolo, della nostra Nazione e del nostro Stato.
Le sembra una “cazzata”?
Decida Lei.