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  1. #11
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    Un'eventuale legge di riforma fiscale non metterà in discussione gli statuti speciali. Al limite dovrebbe in qualche modo ispirarsi ad essi.

    Comunque, come ripeto, la sinistra si barcamena tra la malafede e la paranoia.

    Oltretutto, le vere iniziative di rottura dal basso sono venute, in questo lustro, da regioni e comuni di sinistra che intendevano legiferare su temi connessi al diritto civile piuttosto che a quello costituzionale.

    Detto questo, se tutti i padanisti vedono questa riforma come il fumo negli occhi, e se voteranno SI per semplice opportunità politica legata alla chiave di lettura-mistificatoria- che ad essa è stata data, una ragione ci sarà.

    La costituzione, cioè la radice della partitocrazia, del debito pubblico, del sistema clientelare, dell'intolleranza culturale, della non ratificabilità popolare dell'europeismo, della statalizzazione della vita umana sarà certamente salvata, nell'un caso o nell'altro. L'intelligenza collettiva no.

  2. #12
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    potete parlare quanto volete, ma al Sud questa riforma non passerà mai.... ma credo che nemmeno al nord, quello che non va dietro gli slogan questa cosa piaccia...

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da misterX
    Si, certo. Ti ci vedo col mitra in mano... a sparar acqua al parco giochi dei bimbi... bha..
    Ma guarda, anche se al militare sono stato diplomato con ottimo al ruolo di cannoniere, perchè in cavalleria usavamo i cari armati, ho anche sparato con gli Mg, non ti preoccupare.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da misterX
    Ha cavolo. Uno di An che dovrebbe difendere l'unità nazionale e invece si piega ai voleri di uno che parla di Padania libera, di indipendenza etc.. ma sei coerente o no?

    Ecco il tipico esempio di quanto scrivo. Costui nemmeno sa cosa prevede la riforma, ma poichè la Lega la approva, deve essere evidente-dice il suo cervelletto- che riguardi in qualche modo la Padania indipendente e libera (libertà, che brutta parola vero?). Più che Padania indipendente io leggo nel testo, guardacaso, Roma capitale e clausola di INTERESSE nazionale.
    No, ninin: la Lega ormai approva solo ciò che è funzionale all'occupazione di posti di governo e sottogoverno, nient'altro.

  5. #15
    Speriamo non sia tardi
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    Tratto da http://www.lucalodi.it/2006/04/la-de...ima-legge.html

    La Devolution è una pessima legge costituzionale
    sabato, aprile 22, 2006
    Presto si andrà a votare per il referendum costituzionale con il quale si domanderà agli elettori se approvano o meno la c.d. Devolution (G.U. n. 269 del 18/11/05). Riporto di seguito i punti che ritengo "salienti" nella legge composta di 57 articoli di revisione. Vedrete con i vostri occhi perchè sarà importante votare "NO" per salvaguardare la nostra attuale Costituzione, fonte legislativa super-primaria del nostro ordinamento giuridico.




    Deputati e senatori.
    Diminuirà il numero dei parlamentari, così come per l'età dell'elettorato (artt. 2-5 della riforma in modifica degli artt. 56-59 Cost.);
    Primo ministro.
    Il Presidente del Consiglio, definito Primo ministro, verrà eletto con nuove regole ed avrà più poteri (artt. 30-34 della riforma in modifica degli artt. 92-96 Cost.);

    Iter di formazione delle leggi.
    La formazione delle leggi verrà velocizzata, a discapito del dialogo bicamerale che garantisce equi processi legislativi: si perderà, sostanzialmente, il sistema delle "navette" con cui oggi le Camere trasmettono l'una all'altra i disegni di legge fino ad uguale approvazione senza emendamenti (avere una legge promulgata dopo l'approvazione da entrambe le Camere significa avere leggi "ragionate" e "giuste", più sicure, mentre la riforma tende a perdere questa garanzia, ndr) (art. 7 della riforma in modifica dell'art. 70 Cost.);
    Presidente della Repubblica.
    Non sarà più il Presidente della Repubblica a "sciogliere le Camere sentiti i presidenti" di queste, ma egli provvederà solo a decretarne lo scioglimento deciso, invece, dal Primo Ministro cioè dal Presidente del Consiglio (art. 27 della riforma in modifica dell'art. 88 Cost.);
    Consiglio Superiore della Magistratura.
    Il C.S.M., prima eletto per un terzo dal Parlamento in seduta comune, verrà eletto per un sesto dalla Camera e un sesto dal Senato (così ampliando il rischio di nomine di interesse governativo ledendo l'autonomia della magistratura, ndr) (art. 36 della riforma in modifica dell'art. 104 Cost.);
    Stato e regioni, competenze esclisiva e concorrente.

    Qualche competenza oggi delle Regioni passerà allo Stato mentre altre passeranno alle Regiorni, la c.d. devolution (che da una parte coinvolge le Regioni e dall'altra allontana l'uniformità nazionale dei servizi, ndr). Ma, soprattutto, lo Stato potrà "sostituirsi alle Regioni nell'esercizio delle funzioni loro attribuite" e, per completare l'opera (intendendo un "abuso" di potere, ndr), il Parlamento potrà annullare le leggi regionali che riterrà lesive delle proprie competenze mentre le Regioni dovranno continuare a rivolgersi, nel rispetto della separazione dei poteri, alla Corte costituzionale (artt. 39, 42, 45, 46 della riforma in modifica degli artt. 117, 122, 127 Cost.);
    Federalismo fiscale.
    Verranno fissati dei limiti per l'autonomia di Regioni ed enti locali evitando che possano operare sulla pressione fiscale complessiva (a cui se aggiungiamo i tagli delle ultime finanziarie vedremo le P.A. portare taluni servizi a pagamento, anziché farli rientrare nel bilancio, pugnalando così il sistema sociale e garantendo solo i servzi minimi richiesti dalla legge, ndr); verrà introdotta la sussidiarietà fiscale nel senso che i cittadini, anzichè chiedere alle Regioni rimborsi od esoneri per talune spese, potranno detrarle dalla dichiarazione dei redditi (art. 40 della riforma in modifica dell'art. 118 Cost.);
    Corte costituzionale.
    I giudici della Corte cost. nominati dal Parlamento passeranno da 5 a 7 (anche qui intromettendosi maggiormente nell'autonomia della magistratura, ndr) e alla scadenza del termine non potranno assumere incarichi pubblici o di governo per tre anni (art. 51 della riforma in modifica dell'art. 135 Cost.);
    Revisione della Costituzione e leggi costituzionali.
    Il referendum in materia costituzionale verrà sempre concesso, anche per leggi approvate a maggioranza assoluta dal Parlamento (art. 52 della riforma in modifica dell'art. 138 Cost.).

    I rischi sono più dei vantaggi, mi pare che comportino una modifica di fondo (pericolosa) dell'assetto repubblicano dell'Italia.

  6. #16
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    Alcuni commenti all'articolo postato da Alex
    1) Il rafforzamento dei poteri del presidente del consiglio è anche nel programma dell'Unione. Unica differenza lo scioglimento delle camere. Non è cosa da poco, ma ci sono 5 anni per cambiare questa parte. Inoltre ricordo che nel corso della precedente legislatura il CSX presentò in parlamento un disegno di legge praticamente identico a quanto poi approvato dal CDX con l'unica differenza di prevedere maggiori "Contrappesi" all'aumento dei poteri del Premier. Contrappesi che potrebbero facilmente essere previsti anche oggi.
    2) Iter di formazione delle leggi : Il programma dell'Unione prevede l'istituzione del senato federale quindi l'abbandono del bicameralismo perfetto e delle "Navette" tra le camere non è considerato negativamente.
    3) Federalismo fiscale : In molte trasmissioni elettorali ho sentito esponentoi del CSX rinfacciare al CDX di non aver dato il via al Federalismo fiscale
    4) La possibilità del parlamento di revocare leggi regionali contro l'interesse dello stato. Questa proprio non la capisco. L'accusa èoù sentita era quella di voler spaccare l'Italia. Questa parte, insieme con il senato Federale evita che ciò possa accadere.
    5) Elezione del CSM. Qui concordo con l'articolista, ma esiste tutto il tempo (e la maggioranza) per cambiare.
    6) Referendum. Per quanto ne so il CSX propone l'innalzamento del quorum di approvazione delle leggi costituzionali ai 2/3 ed il referendum obbligatorio. Non vedo quindi cosa ci sia di male in questa parte della riforma.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA
    A volte la sinistra è tanto patetica da fare pena. Ma cosa spacca la devolution? Magari spaccasse qualcosa, ma purtroppo ricucisce d'autorità.

    Qualche esempio?
    1) Una decina di materie, prima compartecipate (fra cui grandi opere ed energia), ritornate sotto l'egida dello Stato.
    2) Istituzione del premierato forte.
    3) Introduzione delle norme su Roma Capitale
    4) Alle regioni non vengono devolute in via esclusiva scuola, sanità e polizia locale (che, notare, continuerà ad avere compiti puramente amministrativi e che quindi non sarà una vera forza di polizia regionale), ma solo l'organizzazione logistica di questi servizi i cui standard, formali e sostanziali, sono decisi e monitorati da Roma. La sanità, del resto, viene già gestita dalle Regioni, e quindi altro non si ha se non una cristallizzazione giuridica dell'attuale stato di cose.
    5) Il principale limite all'esercizio delle funzioni regionali è costituito dalla clausola d'interesse nazionale, per cui il Parlamento può a suo insindacabile giudizio "cassare" una legge regionale: il fatto che una delibera non piaccia a Roma significa cioè "de facto" che è contrario all'interesse nazionale.
    6) La riforma non comprende il federalismo fiscale. Lo preannuncia, ma non ne descrive forme e modalità,ovvero non mette in alcun modo in discussione la finanza derivata.
    7) Le prefetture, lunga mano di Roma sulle "periferie", rimangono immutate e al loro posto, come immutato rimane quella mostruosità corrispondente al testo unico degli enti locali, vera ingessatura a discapito delle autonomie locali.

    La devolution si risolve, insomma, in una ricentralizzazione di prerogative e competenze tale che nemmeno il centro-sinistra avrebbe osato tanto.
    E' vero che si introdurrà una sorta di Senato federale, ma non è certo la fine del bicameralismo perfetto o la dissimmetria fra elezioni della Camera e elezione del Senato a spaccare l'italia. Semmai rende la legislazione più snella e il Senato una camera con una propria identità e un proprio ruolo.

    Ma il punto è un altro: sta andando in scena il teatrino della politica per cui al popolo bue, di destra e di sinistra, si fa creder ciò che si vuole.

    La sinistra, semplicemente, non può accettare che sia il centro-destra a riformare la costituzione. Nel caso andasse male il referendum, il titolo V dovrà comunque essere riformato, e sono sicuro che sul piano dei rapporti Stato-Regione la sinistra non proporrà una riforma molto diversa da quella attuale.

    Zena , la devolution non spacca niente essendo piu' all'acqua di rosa della revisione del TITOLO V.
    Basti pensare all'interesse nazionale!
    Il problema e' che non ci piace il RESTO e che il tutto e' un OBBROBRIO sul piano tecnico.

    Per fare il pieno di no ( specie al SUD ) e' meglio parlare di DEVOLUTION essendo gli altri motivi troppo complicati.

    Fra l'altro il RESTO e' quello ( solo quello ) che piace a F.I. ed A.N.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    Alcuni commenti all'articolo postato da Alex
    1) Il rafforzamento dei poteri del presidente del consiglio è anche nel programma dell'Unione. Unica differenza lo scioglimento delle camere. Non è cosa da poco, ma ci sono 5 anni per cambiare questa parte. Inoltre ricordo che nel corso della precedente legislatura il CSX presentò in parlamento un disegno di legge praticamente identico a quanto poi approvato dal CDX con l'unica differenza di prevedere maggiori "Contrappesi" all'aumento dei poteri del Premier. Contrappesi che potrebbero facilmente essere previsti anche oggi.
    2) Iter di formazione delle leggi : Il programma dell'Unione prevede l'istituzione del senato federale quindi l'abbandono del bicameralismo perfetto e delle "Navette" tra le camere non è considerato negativamente.
    3) Federalismo fiscale : In molte trasmissioni elettorali ho sentito esponentoi del CSX rinfacciare al CDX di non aver dato il via al Federalismo fiscale
    4) La possibilità del parlamento di revocare leggi regionali contro l'interesse dello stato. Questa proprio non la capisco. L'accusa èoù sentita era quella di voler spaccare l'Italia. Questa parte, insieme con il senato Federale evita che ciò possa accadere.
    5) Elezione del CSM. Qui concordo con l'articolista, ma esiste tutto il tempo (e la maggioranza) per cambiare.
    6) Referendum. Per quanto ne so il CSX propone l'innalzamento del quorum di approvazione delle leggi costituzionali ai 2/3 ed il referendum obbligatorio. Non vedo quindi cosa ci sia di male in questa parte della riforma.
    Premesso che sono comunque critico anche nei confronti della precedente riforma del centro sinistra (specialmente per il metodo adottato per approvarla), non credo che l'atteggiamento corretto sia "beh, intanto modifichiamo la Costituzione e poi potremo fare i correttivi".

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Alex il Rosso
    Premesso che sono comunque critico anche nei confronti della precedente riforma del centro sinistra (specialmente per il metodo adottato per approvarla), non credo che l'atteggiamento corretto sia "beh, intanto modifichiamo la Costituzione e poi potremo fare i correttivi".
    Non è una questione di accontentarsi. Occorre rispondere unicamente ad una domanda.
    L'Italia ha bisogno di una riforma costituzionale ?

    La mia risposta personale è si, ma conta poco.
    Sentendo però i discorsi dei politici e leggendo il programma dell'unione si vede però che tutti sono del mio stesso parere.
    La riforma serve !!!!

    A questo punto il discorso è praticamente fatto.
    La storia insegna che le riforme istituzionali in Italia (Costituente a parte) non sono mai state fatte se non con "Colpi di mano" sia di CDX che di CSX.
    Quindi l'unica via per fare una riforma "Condivisa" è partire dai punti comuni della riforma e del programma dell'Unione. Sedersi intorno ad un tavolo e trarne una versione "Condivisa".
    Ma non accadrà mai se i No prevarranno al referendum !!!

  10. #20
    Mai l'altra guancia
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    Quindi l'unica via per fare una riforma "Condivisa" è partire dai punti comuni della riforma e del programma dell'Unione. Sedersi intorno ad un tavolo e trarne una versione "Condivisa".
    Ma non accadrà mai se i No prevarranno al referendum !!!
    Cosa ci sarebbe di condiviso se dovesse passare il SI?

    Ti sembra, inoltre, giusto accorpare tutto in un referendum a cui parteciperà "poca" popolazione?

 

 
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