Cave, 2 giugno. Secondo incontro/confronto costruttivo trasversale. Presenze nettamente aumentate rispetto al primo incontro organizzativo. Presenti 130-150 persone in rappresentanza di una ventina di realtà. Alcuni giunti appositamente dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Toscana, dalla Campania, dall’Umbria.
Adesioni all’iniziative pervenute dal Trentino, dall’Emilia, dal Piemonte, dalla Sardegna, dalle Puglie, dalla Calabria.
Aprono l’incontro, dopo Rutilio Sermonti, i firmatari del documento Soccorso Sociale: Daniele Dottori (Base Militante Lazio), Gabriele Adinolfi (Polaris), Giuseppe Onorato (Forza Nuova Cerveteri), Simone Di Stefano (Casa Pound), Roberto Costa (Libreria Europa).
Viene immediatamente ricordato quanto segue:
- L’iniziativa in corso non vuol far nascere un movimento o un partito, cosa che si ritiene inutile se non deleteria.
- Non si vuole favorire l’egemonia di questo o quel partito, di questo o quel movimento.
- Non s’intende allo stesso tempo ostacolare l’unificazione, sotto qualsiasi forma, della cosiddetta area sotto la guida di chi risultasse più meritevole. L’iniziativa in corso va, semplicemente, in un’altra direzione.
- Si sottolinea l’importanza della trasversalità, la quale trasversalità non deve divenire in nessun caso l’obbligo a qualsiasi teoretica par condicio che serva da livella verso la mediocrità.
- Lo scopo del Soccorso Sociale è quello di realizzare un interventismo sociale e al contempo una solidarietà organizzativa e attiva fra le diverse forze agenti, intese nelle loro specificità, a prescindere dalle etichette.
Prima di commentare il documento si è lasciata la parola ai rappresentanti e ai portavoce delle singole comunità che si sono succeduti, con interventi brevissimi, dalle 18,30 alle 20,30. Alcuni come il VFS hanno letto dei documenti di sostegno. Altri hanno apportato suggerimenti (sulla propaganda, sull’intervento artistico, sulla maggior partecipazione alle attività sindacali, sulla costituzione di un circuito commerciale e professionale). Presenti, sebbene a vari livelli di rappresentatività, praticamente tutte le realtà partitiche e sindacalistiche dell’area (Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Fronte Nazionale, Destra Sociale, Ugl) e un gran numero di non allineati, autonomi e non conformi.
Nel contesto del confronto sono state presentate altre iniziative di aggregazione quali il Movimento di Liberazione Nazionale (Rutilio Sermonti) e la nascente Costituente (Alessandra Sarti Maggi) ed entrambi, più Enzo Russo (Fronte Nazionale) hanno auspicato che queste iniziative non diventino conflittuali con il Soccorso Sociale.
Adinolfi ha replicato sottolineando l’assoluta differenza di metodo e di mentalità esistente fra quanto si muove intorno al progetto di Soccorso Sociale e tutte le ipotesi di costituenti.
Con la mentalità del Soccorso Sociale si predilige la Praxis e si realizza l’unità nelle azioni concrete. Le costituenti tendono invece a premettere l’organizzazione e la teoria all’azione.
Si tratta dunque di due cose completamente diverse che possono sia riuscire entrambe, sia fallire entrambe; che possono risultare complementari, ignorarsi o divenire conflittuali. Ma quest’ultima ipotesi è possibile solo laddove vi sia mala fede da almeno una delle due parti.
In ogni caso, perché una costituente riesca sono necessarie almeno due premesse: la partecipazione di tutte le realtà e la scelta di una mentalità che non sia rassistica né scada nella democrazia indifferenziata. Viceversa la Praxis permette di costruire in qualunque caso, a prescindere dalle decisioni giuste o sbagliate di feudatari e valvassini e, soprattutto, si fonda su democrazia qualificata o aristocrazia militante perché è al contempo selettiva, formativa e coinvolgente.
Dalle 20,30 alle 21,30 hanno poi preso la parola, per il dibattito, i singoli che hanno voluto intervenire.
Si è concluso ricordando quanto segue.
Primo: non si aderisce al Soccorso Sociale, ma lo si costituisce. Chi pensasse di dare la sua disponibilità a qualcuno che deciderà dei suoi destini ha sbagliato indirizzo. Si tratta di assumersi, ciascuno, le proprie responsabilità e di mettersi a disposizione, braccia e cervello, di un progetto e degli altri.
Secondo: il Soccorso Sociale non esiste, va strutturato. Per una volta ci si è data una scadenza per trovarsi ai nastri di partenza: il 7 settembre all’Ude 2006 che sarà organizzata in modo particolarmente trasversale (Casa Pound, Sala Macchine Teseo Tesei, Base Militante Lazio, FN Cerveteri)
Terzo: La logica operativa del Soccorso Sociale sarà una logica repubblicana romana e non una logica rassistica o atomistica.
Quarto: Ognuno è chiamato a fornire il suo contributo in idee, progetti e contatti, da subito, contattando gli indirizzi mail (o i telefoni) in calce
Quinto: Dalle iniziative più seguite nasceranno dei settori autonomi (benché correlati) che funzioneranno nello spirito d’équipe
Sesto: Riprendendo una giusta preoccupazione di Rutilio Sermonti, da queste iniziative dovrà nascere un nuovo ceto militante, idealista e impersonale, quello per il momento definito, a titolo indicativo, de i Leali.
Ora tocca a voi, a ciascuno di voi.
Alleghiamo la parte finale del documento Soccorso Sociale per facilitare la comprensione del medesimo e la partecipazione all’iniziativa:
Propongo quindi la costituzione di un Soccorso Sociale che possa far cambiare registro.
E utilizzo la parola “sociale” in entrambi i suoi significati, quello comune e quello originario.
Intendo perciò tutto quello che riguarda la società in lotta per la giustizia e l’autodeterminazione. Dunque il Soccorso Sociale deve diventare un laboratorio e un gruppo di pronto intervento per le questioni sociali; non è necessario che questo gruppo intervenga con le sue bandiere; meglio se l’azione, la teoria, l’organizzazione, l’assetto giuridico che il Soccorso Sociale riuscirà ad esprimere saranno a disposizione delle realtà politiche operanti (di cui del resto è auspicabile che la gran parte degli animatori del S.S. siano militanti), senza pregiudiziali di sorta.
Il Soccorso Sociale oltre ad incentivare leggi popolari ispirate al caso del Mutuo Sociale, può offrire mille soluzioni a situazioni di oppressione (o di inganno dovuto alla misconoscenza dei propri diritti): dalle tasse, alle pensioni, alle strisce blu.
Per poi approdare all’embrione di un motore sindacal/rivoluzionario (che non deve farsi necessariamente sindacato) e a opere di volontariato come le colonie per l’infanzia. (Ed anche potenziare quelle già in vigore se è vero che FN riprenderà le Colonie Evita Peron) Penso anche a dopo scuola o a primi apprendistati.
Ritengo che il Soccorso Sociale possa intervenire direttamente in certi casi ma, soprattutto, supportare le iniziative già esistenti o aiutare diverse realtà a realizzarle; sia con un sostegno fisico, sia con la preparazione di “format” d’intervento.
L’altro significato della parola sociale, che poi è quello originario, comprende il concetto di Socii (per i romani, gli alleati); dunque il Soccorso Sociale può divenire il luogo nevralgico, trasversale per il soccorso giuridico, economico, organizzativo; da questo si può concepire la logica del “sempre presenti”, ovvero del pronto intervento. Dunque, dal S.S. dovranno uscire pool di avvocati, giornalisti; una finanziaria e via dicendo oltre, ovviamente, a volontari disinteressati che siano l’embrione di quell’entità che ho definito come “Leali” nel mio documento del 1 maggio.
Al dunque
Io definisco una scelta di questo genere come “rivoluzionaria in marcia” perché non è ostaggio degli accordi e disaccordi di capetti o presunti tali e non è prigioniera di etichette o contenuti, dunque non è facilmente arrestabile.
L’idea è di inaugurare questo Soccorso Sociale per l’anno entrante, facendolo possibilmente debuttare subito dopo l’UdE 2006 (prevista dal 7 al 10 settembre in provincia di Rieti) che verrà organizzata armonicamente da Casa Pound, Sala Macchine Teseo Tesei, Forza Nuova Cerveteri, Base Militante Cave.
Invito chiunque a mettersi a disposizione di un’impresa che sarà corale.
Chiunque sia ansioso di contribuire ad un’azione costruttiva, diretta, interventistica, all’insegna della concordia può contattare:
Gabriele Adinolfi (Polaris) ga@gabrieleadinolfi.it 3391262293
Daniele Dottori (Base Militante Cave) danieledottori@hotmail.it 3396326305
Gianluca Iannone (Casa Pound) latestadiferro@libero.it 064883573
Giuseppe Onorato (FN Cerveteri) audace79@inwind.it 3351289326
Alessandro Stazi (Teseo Tesei, Rieti) stazialessandro@libero.it 3478549593
Roberto Costa e Lilli lucente (Libreria Europa) 0639722159
Si tratta, ovviamente, di un primo embrione organizzativo che contiamo di allargare, non solo geograficamente. Nulla è completamente definito, salvo le linee guida. Dobbiamo riuscire insieme a costituire questo Soccorso Sociale e a farlo partire nel miglior modo possibile.
La mentalità che deve animare la ripresa l’aveva descritta perfettamente SFS in “squadristi”.
“E non mi stupisce che lo squadrista (quello Anni Venti) li faccia tremolare e faccia sudare la loro pelle grassa.
Perché lo squadrista rappresenta il simbolo di tutto, dico bene tutto, quello che loro non potranno mai essere, di tutto ciò che non potranno mai avere.
L’arroganza pura e semplice non erudita e falsamente coraggiosa, la comprensione di se stessi e l’accettazione della propria condizione; il tutto misto alla volontà d’inserirsi in modo organico, disinteressato, l’accettazione del sistema gerarchico, naturale, ma non definitivo né totale, le diverse gerarchie, diverse a seconda delle capacità; il coraggio fisico, il coraggio di cercare e di trovare lo scontro, il gusto dei pochi contro tanti.
Guardiamoci in faccia, guardiamoci in faccia!”
(Da “Squadristi” Sotto fascia semplice, cd “Gambadilegno” 1998, prod. Trifase – Perimetro.)




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