infatti nel 2001 fui tentato dal votarli per questo ma ho fatto bene a non votarliOriginariamente Scritto da Gianlu


infatti nel 2001 fui tentato dal votarli per questo ma ho fatto bene a non votarliOriginariamente Scritto da Gianlu


Originariamente Scritto da kalash
Ehhh la corsa all'integralismo cattolico e la negazione delle libertà individuali ..........che bello schifo.....detto poi da uno che per anni si è sempre detto che fosse il convivente di Pannella


pensa che io li votai nel 2001.....
ma fu un errore di gioventù


hai detto bene in un paese decenteOriginariamente Scritto da benfy


ci andai vicino ioOriginariamente Scritto da benfy


io sostengo l'astensione dei laici di tutti i partiti alle elezioni europee se si va avanti così


A parte i faceti mesti della RnP e le malizie varie, posso rispondere a tono a bohemian killer. Il discorso dell'integralismo è vecchio. Stantio. Così come la negazione delle libertà individuali. Roba del secolo scorso. Lo trovo talmente superato che a stento riesco a interessarmene. Io invece voglio sapere con che spirito si va verso un trionfo dell'individualismo, che arriva a mettere l'autodeterminazione al di sopra delle problematiche complesse di una società civile. Io voglio sapere come si fa a sostituire a una scienza che aiuta la persona umana uno scientismo senza freni e senza limiti, che rincorre il mito del progresso senza avere neanche chiara una meta, o possibile conseguenze future. Voglio sapere quali sono le fondamenta culturali di uno Stato che non ha nemmeno il coraggio di identificare quali sono le sue radici etiche, perché considera l'etica una convenzione sempre ridimensionabile. Uno Stato così mi spaventa, mi accascia. Sullo scientismo, sulle giustificazioni razionalissime dell'assassinio, dello sterminio, e quanto altro, si è appena chiuso un secolo all'insegna del maggior numero di morti mai avuto in ogni altra epoca storica. Vorrei sperare che l'essere umano sia oggi in grado di andare leggermente oltre la dialettica fra un pensiero cattolico, conservatore ma che comunque dura da oltre duemila anni, e uno laicista che recupera la parte peggiore dell'illuminismo, e fra poco arriverà a giustificare l'eugenetica e l'efebismo. Mi piacerebbe vedere un homo che va oltre il sapiens, un homo socialis che è in grado di porsi come problema la continuazione della propria specie. Un uomo che riflette sui minima moralia sui quali può basare un nuovo secolo. Avanti, grandi pensatori ossessionati dall'"estensione dei diritti". Fatemi vedere che avete qualcosa in mente, oltre a quella idea di laicità che proviene dai Bignamini. Fatemelo vedere, perché finora in tutti i forum che ho visto non ne ho trovata nessuna traccia anche labile.


la rosa nel pugno è libertà....


Originariamente Scritto da kalash
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Vorresti dire che siccome ci sono le "problematiche complesse" non esiste più il diritto all' autodeterminazione?Originariamente Scritto da kalash
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Tu ti puoi pure accasciare, ma lo Stato etico non è roba da democrazia: in democrazia, dal momento che esistono diversi punti di vista etici, lo Stato non può farsi carico dell' uno a scapito di un altro. Con lo Stato etico si sa da dove si comincia e non si sa dove si va a finire.Io voglio sapere come si fa a sostituire a una scienza che aiuta la persona umana uno scientismo senza freni e senza limiti, che rincorre il mito del progresso senza avere neanche chiara una meta, o possibile conseguenze future. Voglio sapere quali sono le fondamenta culturali di uno Stato che non ha nemmeno il coraggio di identificare quali sono le sue radici etiche, perché considera l'etica una convenzione sempre ridimensionabile. Uno Stato così mi spaventa, mi accascia.
In verità è stato l' irrazionalismo a giustificare assassini e stermini, a partire dall' Inquisizione fino al nazismo.Sullo scientismo, sulle giustificazioni razionalissime dell'assassinio, dello sterminio, e quanto altro, si è appena chiuso un secolo all'insegna del maggior numero di morti mai avuto in ogni altra epoca storica.
Di tutti questi paroloni roboanti, ho capito una sola cosa: che i diritti individuali devono essere conculcati in nome di non si sa cosa e che ci dovremmo porre il problema della continuazione della specie (problema del tutto inesistente perchè, se è vero che in Italia la popolazione invecchia e si fanno pochi bambini, nel mondo comunque la popolazione aumenta con progressione geometrica e le risorse purtroppo solo in progressione aritmetica): da ciò si evince che la specie homo sapiens sapiens non corre nessun rischio di estinzionedi andare leggermente oltre la dialettica fra un pensiero cattolico, conservatore ma che comunque dura da oltre duemila anni, e uno laicista che recupera la parte peggiore dell'illuminismo, e fra poco arriverà a giustificare l'eugenetica e l'efebismo. Mi piacerebbe vedere un homo che va oltre il sapiens, un homo socialis che è in grado di porsi come problema la continuazione della propria specie. Un uomo che riflette sui minima moralia sui quali può basare un nuovo secolo. Avanti, grandi pensatori ossessionati dall'"estensione dei diritti". Fatemi vedere che avete qualcosa in mente, oltre a quella idea di laicità che proviene dai Bignamini. Fatemelo vedere, perché finora in tutti i forum che ho visto non ne ho trovata nessuna traccia anche labile.