
Originariamente Scritto da
kalash
A parte i faceti mesti della RnP e le malizie varie, posso rispondere a tono a bohemian killer. Il discorso dell'integralismo è vecchio. Stantio. Così come la negazione delle libertà individuali. Roba del secolo scorso. Lo trovo talmente superato che a stento riesco a interessarmene. Io invece voglio sapere con che spirito si va verso un trionfo dell'individualismo, che arriva a mettere l'autodeterminazione al di sopra delle problematiche complesse di una società civile. Io voglio sapere come si fa a sostituire a una scienza che aiuta la persona umana uno scientismo senza freni e senza limiti, che rincorre il mito del progresso senza avere neanche chiara una meta, o possibile conseguenze future. Voglio sapere quali sono le fondamenta culturali di uno Stato che non ha nemmeno il coraggio di identificare quali sono le sue radici etiche, perché considera l'etica una convenzione sempre ridimensionabile. Uno Stato così mi spaventa, mi accascia. Sullo scientismo, sulle giustificazioni razionalissime dell'assassinio, dello sterminio, e quanto altro, si è appena chiuso un secolo all'insegna del maggior numero di morti mai avuto in ogni altra epoca storica. Vorrei sperare che l'essere umano sia oggi in grado di andare leggermente oltre la dialettica fra un pensiero cattolico, conservatore ma che comunque dura da oltre duemila anni, e uno laicista che recupera la parte peggiore dell'illuminismo, e fra poco arriverà a giustificare l'eugenetica e l'efebismo. Mi piacerebbe vedere un homo che va oltre il sapiens, un homo socialis che è in grado di porsi come problema la continuazione della propria specie. Un uomo che riflette sui minima moralia sui quali può basare un nuovo secolo. Avanti, grandi pensatori ossessionati dall'"estensione dei diritti". Fatemi vedere che avete qualcosa in mente, oltre a quella idea di laicità che proviene dai Bignamini. Fatemelo vedere, perché finora in tutti i forum che ho visto non ne ho trovata nessuna traccia anche labile.