Che la presenza di religioni non cattoliche non sia un bene per la Chiesa Cattolica sono d'accordo. La situazione ottimale sarebbe se tutti fossero cattolici, ma questo cancellerebbe di colpo tutta la nostra discussione.
Ammettiamo che la dichiarazione del Concilio sia di per sé erronea e da rigettare. Ovviamente un cattolico deve rigettarla, se no si porrebbe contro tutti i Papi da lei citati. In fondo ne va della salvezza dell'anima, non ci si può permettere di sbagliare.
Il problema è che tale insegnamento (quello conciliare) è ripreso dal CCC, definito come norma sicura di fede dallo stesso Giovanni Paolo II. In tal caso non si potrebbe parlare neanche di ipotesi teologica come il Limbo del Catechismo di San Pio X edizione minore, si arriverebbe a dire che il CCC recepirebbe un insegnamento erroneo, sbagliato del tutto ed in contrario con il Magistero precedente. Ciò è assurdo! Il Catechismo quindi spingerebbe il fedele a tenere posizioni condannate in maniera infallibile dal Magistero precedente. Allora sbaglierebbe anche il Papa, sbaglierebbe anche l'attuale Papa che ne ha fatto persino un compendio dove si ripropone lo sesso insegnamento conciliare: articolo 444. Possibile che un Papa che vede un errore così lampante non lo denunci pubblicamente? Per non parlare poi di tutti gli altri vescovi sparsi nel mondo. Alla fine se ne arriva a dedurre logicamente che il Concilio, il Papa e tutti i vescovi nel mondo sbaglino, non c'è verso. Non si scappa. Si arriva alle stesse posizioni dei sedevacantisti.
A mio avviso sono sbagliate le premesse, non c'è contrasto tra i documenti del Magistero, si è sbagliato ad interpretare il Magistero passato. Dobbiamo anche tenere conto che con il termine libertà religiosa si intendeva dire nel passato magari un qualcosa di diverso da quello che si intende dire oggi. C'è stata un evoluzione del linguaggio. A mio avviso ciò che la Chiesa ha condannato in maniera infallibile non è la stessa cosa che la dichiarazione conciliare ha permesso. Se no si arriva al paradosso sopra.
Se fosse vero quello che lei dice perché non è intervenuta la Congregazione per la Dottrina della Fede a dire quali documenti conciliari sono del tipo I o del tipo II? In fondo è questo il loro lavoro! Chi lo decide quali documenti bisogna tenere e quali rigettare, con che autorità? Il fatto che nel Concilio Vaticano Secondo ci siano due tipi di testi: alcuni da tenere, altri da rigettare, nessuno lo dice, è una sua opinione personale che non condivido. Nessun Papa ha mai affermato una cosa simile, nessun vescovo. Al massimo lo afferma qualche vescovo scomunicato sedevacantista.
I documenti di un Concilio si accettano tutti nella loro interezza sia che si tratti di quello di Trento che del Vaticano Secondo. Sono espressione del Magistero della Chiesa. Su questo tutti i Papi concordano.
Anche chi giustamente si sente legato al Rito Romano Antico deve accettare tutti i documenti del Concilio Vaticano Secondo altrimenti l'indulto non viene neanche concesso.
A mio avviso i documenti del Magistero precedente non possono essere letti ed interpretati semplicemente leggendoli con il nostro linguaggio e staccati dal contesto in cui sono stati scritti. Si rischia di non capirli e di prendere "fischi" per "fiaschi".
Dal Motu proprio "Ecclesia Dei"di Papa Giovanni Paolo II
b) Vorrei, inoltre, richiamare l'attenzione dei teologi e degli altri esperti nelle scienze ecclesiastiche, affinché anch'essi si sentano interpellati dalle presenti circostanze. Infatti, l'ampiezza e la profondità degli insegnamenti del Concilio Vaticano II richiedono un rinnovato impegno di approfondimento, nel quale si metta in luce la continuità del Concilio con la Tradizione, specialmente nei punti di dottrina che, forse per la loro novità, non sono stati ancora ben compresi da alcuni settori della Chiesa.
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