LIBERI !
Da ieri, la Somalia è un paese libero e democratico.
Libero dalle interferenze straniere, libero dai signori della guerra.
E' un paese che è in guerra da quasi trent'anni, da quando il dittatore Siad Barre invase l'Etiopia in una guerra che durò ben 11 anni, seguita da tremendi massacri interni e poi dalla fine del regime. Una fine che è stata seguita da quindici anni di scontri armati tra i cosiddetti "signori della guerra", diciassette capi clan e trafficanti di droga che non hanno nulla da invidiare a Cutolo o Riina, con l'intervallo di un'invasione statunitense (ma anche italiana) spettacolar-umanitaria che ha lasciato sul terreno qualcosa come 20.000 morti: il 3 ottobre del 1993, gli americani massacrarono qualcosa come 1.000 persone a Mogadishu. A cui hanno fatto seguito inondazioni, carestie, l'isolamento internazionale e - quest'anno anche una grave siccità.
Nel frattempo, continua a riprodursi quello che viene chiamato un "governo somalo", che si è ricostituito ben quindici volte, e il cui funzionamento mi venne spiegato qualche mese fa.
Esiste infatti un gruppo di somali che vive in vari paesi cosiddetti occidentali, in massima parte anziani ex-funzionari del regime di Siad Barre che vivono con i soldi che sono riusciti a portare in tempo all'estero, oppure vendendo immaginifici titoli nobiliari. Quando questi signori identificano un somalo che abbia fatto soldi in qualche paese europeo, oppure negli Stati Uniti, gli propongono di diventare Presidente della Somalia per un breve periodo, in cambio di una parte consistente delle sue ricchezze: l'incarico, anche se costoso, è certamente utile per gli affari, e ha come unico aspetto negativo il fatto che il neo-presidente deve vivere per un periodo in un albergo di lusso in Kenya.
Da alcuni anni, è nato un movimento di resistenza, che si rifà all'esigenza fondamentale dei somali: quello di avere un minimo di certezza di non venire rapiti o assassinati per strada. Questo movimento si può qualificare come realmente democratico, perché esprime quello che vuole il demos, cioè le persone che non hanno carri armati o conti in banca all'estero.
Non ha bisogno di istituzioni o di orpelli, ma di giustizia, e quindi si manifesta proprio attraverso assemblee locali, nella tradizione africana, scuole, assistenza medica e tribunali. Che applicano, e la cosa è ovvia, il diritto islamico, che tutti conoscono e accettano. Sicuramente, tra poco le stesse persone che chiedono la pena di morte in Italia cominceranno a raccontarci, scandalizzate, storie di fustigazioni in piazza di ladri.
Il Washington Post ha recentemente rivelato come gli Stati Uniti abbiano appoggiato, contro questo "Movimento dei tribunali", i signori della guerra, i quali hanno saputo riciclarsi come Anti-Terrorism Alliance.
Godiamoci quindi la bella notizia, tratta da un dispaccio dell'ANSA di ieri.
Alla faccia dell'Impero, dei razzisti, dei signori della guerra e della sinistra politicamente corretta.
MOGADISCIO - Le Corti islamiche di Mogadiscio hanno stamane formalmente proclamato la loro vittoria nella battaglia di Mogadiscio, precisando di non aver alcuna intenzione di portare avanti i combattimenti, bensì solo quella di far regnare sicurezza e pace nella capitale somala. Dove quindi, poiché questa era l'intenzione dichiarata delle Corti, entrerà anche in vigore la 'sharia', la legge coranica.
I miliziani islamici hanno combattuto duramente contro quelli legati ai signori della guerra, riunitisi il 18 febbraio scorso nell'Alleanza per il ripristino della pace e contro il terrorismo, fortemente sponsorizzata da Washington. Una battaglia quasi senza tregua dalla fine di febbraio, che ha causato tra i 350 ed i 400 morti, e più di 1.500 feriti, in larga maggioranza civili.
La battaglia di fatto si è conclusa ieri con uno sfondamento completo degli islamici sul fronte nord, mentre le truppe dell'Alleanza si sono sbandate.


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