Mazza che stangata il Professore a noi padroni: CI RIDUCE DI UN QUARTO L'IRAP.
Gli effetti sulle imprese della riduzione dell’IRAP: analisi normativa ed empirica delle modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2007
Il provvedimento presente nella Legge Finanziaria 2007 in merito alla riduzione del cuneo fiscale per le imprese (art. 18, co. 1-4) introduce due nuove deduzioni12 dalla base imponibile IRAP di imprese ed enti non commerciali13, entrambe relative ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato:
1) deduzione dei contributi assistenziali e previdenziali a carico del datore di lavoro;
2) deduzione forfettaria di 5.000 euro annui per ciascun lavoratore, che diventano 10.000 euro se il lavoratore è impiegato in un’impresa del Sud.
Per poter valutare, in termini di risparmio IRAP, l’effetto delle modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2007, è stata condotta un’analisi sui bilanci di un campione chiuso di 22.694 imprese dell’industria in senso stretto (settori Ateco 10 - 41) per l’anno 2004 e presenti all’interno del database AIDA.
Si è proceduto ricostruendo la base imponibile IRAP in base alla normativa precedente e si è calcolata l’imposta teorica dovuta (I0). Inoltre è stata ricostruita per ciascuna impresa la base imponibile sommando le tre componenti principali: costo del lavoro, oneri finanziari netti e utili d’esercizio prima delle imposte17.
In simulazione, poi, è stata ridotta la base imponibile rendendo deducibili i contributi sociali e su di essa si è calcolata nuovamente l’imposta dovuta (I1). La percentuale di risparmio IRAP è definita come la differenza tra l’ammontare dovuto con il vecchio regime fiscale e quello dovuto ammettendo la deducibilità dei contributi rispetto all’IRAP dovuta in base al vecchio regime: (I0 - I1)/ I0.
Dalle elaborazioni si ricava che a regime (dunque solo dal 2008) l’effetto derivante dall’introduzione delle deduzioni alla base imponibile IRAP è valutabile in un risparmio aggregato del 22,6 percento in termini di IRAP. A livello di singola impresa, invece, il risparmio medio risulta leggermente più elevato: il 26,7 percento (Tab. 1).
Disaggregando i dati per classi di addetti emerge che, in generale, le piccole e medie imprese ottengono un risparmio fiscale maggiore (intorno al 23 percento il risparmio aggregato e al 26 percento quello medio) rispetto alle grandi imprese (quasi il 21 percento sia il risparmio aggregato, sia quello medio) e che tale guadagno è minore per le imprese con un più alto fatturato.
In termini di cuneo fiscale per le imprese, invece, la riduzione si attesta intorno al 4,1 percento in aggregato e al 4,4 percento in media (Tab. 4). In tal modo, la differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione lorda del lavoratore si riduce di oltre 4 punti percentuali, a vantaggio dei datori di lavoro. Il cuneo fiscale e contributivo è la differenza tra il costo del lavoro18 sostenuto dall’impresa per ciascun lavoratore e quanto rimane ai lavoratori dopo aver pagato contributi e imposte personali sui redditi (retribuzione netta).
Il cuneo si compone di una parte contributiva a carico del datore di lavoro, che chiameremo cuneo per le imprese ed è la differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione lorda (cfr. paragrafo successivo).
Una seconda parte del cuneo è la differenza tra retribuzione lorda e netta ed è composta dai contributi previdenziali a carico del lavoratore e dalle imposte personali sul reddito. Eventuali interventi su queste ultime componenti comportano una diminuzione del cuneo fiscale, ma non del costo del lavoro.
Le deduzioni, contributiva e forfettaria, introdotte dalla Legge Finanziaria 2007 equivalgono a una riduzione in aggregato dell’1,4 percento del costo del lavoro, corrispondente all’1,5 percento in termini di media campionaria, dunque per singola impresa (Tab. 4).
I risultati disaggregati permettono di confermare, in aggregato e in media, che le grandi imprese ottengono un beneficio minore rispetto alle piccole e medie imprese: rispettivamente del -1,3 percento per le grandi, -1,4 percento per le medie e -1,5 percento per le piccole. Il beneficio per le imprese, inoltre, diminuisce man mano che aumenta il fatturato delle imprese.
Centro Studi Confindustria
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