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  1. #171
    SENATORE di POL
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    dal quotidiano LIBERO di oggi

    Questa manovra è proprio un bel falso in bilancio

    di MARIO BALDASSARRI


    La finanziaria Prodi-PadoaSchioppa è un vero e proprio "falso in comunicazione sociale" e "falso in bilancio pubblico". È falsa comunicazione sociale quando si dice che questa manovra, con un ritornello ripetuto mille volte da governo e maggioranza, mira a ottenere «risanamento finanziario, equità sociale e sviluppo economico». La verità, sfido chiunque a fornire altre controprove, è che questa manovra ammazza la ripresa dell'economia e taglia il tasso di crescita per il 2007 e negli anni successivi di circa un punto di Pil. A sua volta, questo freno sulla crescita alimenta "automaticamente" un maggior deficit pubblico che, sommato al falso in bilancio dei 6 miliardi di Tfr, lo porterebbero a sfiorare il 4% del Pil mettendo a serio rischio la possibilità di raggiungere il 3% concordato con l'Europa. Infine e per di più, l'operazione di rimanipolazione fiscale, attraverso mille rivoli e attraverso una riforma Irpef (complicata ed incomprensibile dai più) lascia l'Italia con un sistema fiscale più regressivo e non più progressivo. Cioè pagheranno proporzionalmente di più i redditi medio bassi e di meno i redditi alti. Basti pensare che a fronte dei pochi spiccioli di sgravi concessi a chi sta tra 1000 e 1500 euro netti al mese ci sarà sicuramente un aumento dell'Ici, delle addizionali locali e di ticket, tutte tasse che gravano di più sui redditi medio bassi. Inoltre tutta l'operazione ideologica di lotta all'evasione, attraverso la vessazione dei cittadini e la criminalizzazione di intere categorie, determina automaticamente la più grande e la più imponente operazione di "incentivo" all'evasione fiscale mai attuata in Italia. Altro che lotta all'evasione! Un obiettivo irraggiungibile
    E se caso mai dovessero essere rispettati gli obiettivi di deficit pubblico per il 2007, allora vuol dire che bisogna svelare sin da ora un arcano. Il Governo ha infatti scritto che farà 8 miliardi di entrate con la sua lotta all'evasione. Ma tutti sanno perfettamente che è un obiettivo irraggiungibile in un anno. Ma oltre a questo il governo sa anche, perché il dato è dentro i suoi cassetti, che quei 38 miliardi di entrate in più del 2006 le ha "riportate" nel 2007 solo per 5 miliardi. Il governo si è rifiutato di fare una doverosa nota di aggiustamento nel bilancio di Previsione dello Stato per il 2007 per tenere conto dell'enorme gettito in più del 2006. Questo è un primo consistente "falso in bilancio"... dello Stato. È vero infatti che non c'è un obbligo giuridico per il governo a fare una nota di variazione del bilancio, ma poiché quel maggior gettito lo ha certificato lo stesso governo, c'è almeno un obbligo di verità economicofinanziaria e di etica-contabile. In ogni caso, questo dà al governo grasso nella dispensa. Infatti, nel 2007 l'andamento del gettito sarà migliore dei numeri previsti dal governo. Ma potrà essere migliore del previsto solo perché quel gettito in più è già stato realizzato nel 2006 come effetto e merito del governo precedente. Ed allora Prodi, Padoa-Schioppa e Visco potranno avere gioco facile ad attribuire quel maggior gettito "all'immediato effetto" della loro lotta all'evasione. Questo è bene che i cittadini lo sappiano fin d'ora. Si tratterà cioè di un altro caso di falsa comunicazione sociale, per altro già cominciata quando autorevoli membri del governo, mentre stanno forzando il Parlamento a varare aumenti di tasse per 35 miliardi, annunciano futuri tagli di tasse perché la lotta all'evasione sta già dando frutti cospicui. E per finire c'è un altro atto che configura un secondo "falso in bilancio pubblico". È la decisione autoritaria di "spostare" dalle imprese all'Inps 6 miliardi di Tfr dei lavoratori. A parte la illegittimità costituzionale e giuridica di costringere le imprese a cedere un loro debito all'Inps senza alcun assenso del titolare del credito che è il singolo lavoratore che detiene un diritto soggettivo, qui delle due l'una. Se i lavoratori opteranno per mettere il loro TFR nei fondi pensione, allora questi potranno cominciare a partire. Ma allora non ci sarà neanche un euro da trasferire all'INPS. Di conseguenza andrà automaticamente a zero il finanziamento delle infrastrutture alle quali dovrebbero essere destinati proprio quei 6 miliardi.
    Appropriazione indebita

    Se al contrario i lavoratori lasceranno inoptati presso le imprese i 6 miliardi, questi potranno d'imperio essere spostati all'INPS, ma ciò che si sposta è un debito delle imprese verso i lavoratori che diventa un debito dell'INPS sempre verso i lavoratori. A meno che qualcuno non abbia in mente fin d'ora una futura esplicita od implicita confisca di quei fondi. Ebbene, nonostante queste banali considerazioni il governo considera quei 6 miliardi come entrata e li porta a riduzione del deficit pubblico! Ecco perché questa operazione oltre a configurarsi verso i singoli lavoratori come una "appropriazione indebita", si configura anche come un secondo falso in Bilancio... dello Stato.
    Saluti liberali

  2. #172
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    Il diavolo nei particolari

    Phastidio

    Il Sole-24Ore ha scoperto una piccola norma inserita in Finanziaria che servirà a far pagare più tasse, in modo occulto, ai proprietari della casa in cui vivono.

    Dal prossimo primo gennaio, infatti, il precedente sistema di deduzioni dall’imponibile verrà sostituito da un sistema di detrazioni d’imposta, per carichi di famiglia e per redditi da lavoro o pensione.

    Il sistema delle detrazioni d’imposta è costruito sul concetto di “reddito complessivo”, che differisce da quello di reddito imponibile in quanto nel primo viene inserito anche il reddito figurativo della prima casa, cioè la sua rendita catastale.

    Le detrazioni sono costruite secondo un meccanismo che prevede la loro riduzione al crescere del reddito complessivo fino alla soglia di 55.000 euro, oltre la quale si ha il loro azzeramento.


    Nella definizione di “reddito complessivo”, però, rientra anche la rendita per abitazione principale, con relative pertinenze, in quanto classificata tra i redditi da fabbricati. Dal 2001 l’abitazione principale, pur concorrendo a formare il reddito complessivo per il contribuente, non è tuttavia assoggettata ad Irpef.

    Tuttavia, le modalità tecniche con cui nel tempo è stata costruita questa esenzione comportano che, ogni volta che una norma di legge fa riferimento alla nozione di “reddito complessivo”, rischia di penalizzare i contribuenti se non si prevede espressamente un’esenzione per l’abitazione principale. E questa esenzione non è stata prevista nella Finanziaria per il 2007. Sicchè, quando il datore di lavoro, come sostituto di imposta, tasserà il reddito imponibile del lavoratore, riconoscerà le detrazioni facendo riferimento al “reddito complessivo”, che più alto dell’importo su cui si paga Irpef proprio per la presenza della rendita catastale sulla prima casa. Morale: meno detrazioni d’imposta, più tasse. Al danno, poi, si aggiunge la beffa, come scrive il Sole:

    Si ha così una sorta di imposta indiretta che il lavoratore è chiamato a pagare sulla prima casa. Per di più il lavoratore dovrebbe preoccuparsi di comunicare la rendita per abitazione principale al datore di lavoro; altrimenti sarà poi costretto,nella dichiarazione dei redditi, a restituire le maggiori detrazioni che inevitabilmente il datore ha calcolato.

    Una nuova dimenticanza di un governo e di una maggioranza che hanno perso il controllo del processo di genesi legislativa? O l’ennesimo balzello per raccogliere imposte da destinare a maggior spesa pubblica improduttiva? In attesa che il detective Di Pietro indaghi anche in questa direzione, gli italiani si preparino a pagare più imposte. Ma questa non è esattamente una notizia.

  3. #173
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    Fisco 2007, 10 regioni su 20 hanno aumentato le imposte

    Addizionale irpef, irap, ticket, aumento del bollo auto: con il 2007 in molte regioni arriva una raffica di rincari.
    L'ultima finanziaria ha sbloccato la leva fiscale delle regioni e già 10 giunte su 20, costrette a fare i conti con una spesa sanitaria che arriva ad assorbire anche più del 70% del bilancio, hanno deciso di procedere con gli aumenti. Con l'eccezione di Lombardia e Friuli Venezia Giulia, che hanno varato sconti sull'irap di alcune categorie di imprese, l'imposta regionale sulle attività produttive rincara anche dell'1% in sette regioni (e passa al 5,25%). Più pesante anche l'addizionale irpef, dallo 0,9 al l'1,4%. Limitati, per ora, gli interventi sul bollo auto (rincara del 10% in Liguria e in Toscana). Sui ticket per pronto soccorso, farmaci e visite specialistiche il quadro è tutt'altro che omogeneo: in Campania, per esempio, il ticket sui farmaci passa da 1 euro e 50 a 3 euro, in Emilia Romagna su ogni prestazione specialistica si pagano 10 euro. La spesa per la sanità continua a preoccupare anche l'Ocse che avverte: bisogna andare avanti con le riforme. Senza interventi, in particolare su previdenza, sanità e assistenza, la spesa pubblica è destinata ad esplodere nei prossimi decenni, al punto che, nel 2050, il debito italiano, anziché raggiungere l'obiettivo del 60%, potrebbe lievitare fino al 365% del prodotto interno lordo. Secondo l'organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico le buone notizie arrivate negli ultimi giorni sulla riduzione del deficit non devono diventare un alibi per diluire gli effetti della manovra appena varata.

    dal TG5

  4. #174
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    La spesa sanitaria è sottostimata, si cerca di ricorrere ai ripari con strumenti che penalizzano gli ammalati, per far vedere che non si grava sulla fiscalità generale, usata per i fini clientelari di un governicchio illiberale e incapace.

    Saluti liberali

  5. #175
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    Amici, credevate che le 10 euro del bollo che pagate in più all'anno vadano a Prodi? No, vanno ai vecchietti, infatti tutti sanno che l'aumento del bollo auto serviva per alzare le pensioni perchè su questo punto i bananas sono stati molto corretti, va riconosciuto lealmente.

    Pensioni piu' alte per 9,5 mln
    Grazie a sgravi fiscali prodotti dalla Finanziaria


    (ANSA) - BOLOGNA, 5 GEN - Nove milioni e mezzo di pensionati riceveranno a gennaio una pensione piu' alta, grazie agli sgravi fiscali prodotti dalla Finanziaria.Lo ha annunciato Prodi, citando dati Inps. Il ministro per il Programma, Santagata, ha poi precisato che il minore carico fiscale complessivo per i pensionati sara' di 1,3 miliardi di euro. 'Dall'analisi del casellario - ha concluso - diventa finalmente evidente l'effetto redistributivo che mette in moto la Finanziaria 2007'.

  6. #176
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    'Dall'analisi del casellario - ha concluso - diventa finalmente evidente l'effetto redistributivo che mette in moto la Finanziaria 2007'.
    Scrive il buon Vittorio, che sarà anche strampalato, ma sempre abbastanza corretto:

    Anche gli stupidi sono consapevoli: i valori catastali risultano di gran lunga inferiori al valore reale degli immobili, per cui oggi l'imposta è relativamente bassa. Ovvio che, rivalutandoli, adeguandoli ai prezzi di mercato, automaticamente l'Ici sarà più salata, parecchio più salata. In vari casi persino triplicata.

    Naturalmente, a differenza di qualcuno ed essendo proprietario di abitazione come l'82% degli italiani, appartengo alla schiera degli stupidi. Anche se, per fortuna, non ancora in pensione...

    E giusto ier sera, sul TG2 mi sembra, è stato fatto un calcolo basato sull'aumento degli estimi catastali di una casa di 100 mq (la mia è più del doppio...) e alla fine, al netto delle detrazioni, il "regaluccio" che Nonno Gufone ha fatto ai suoi coetanei (i vecchietti) si concretizzava in un maggior esborso di 1000 (diconsi mille) prodeuri per abitazione.

    D'altronde, si sa... I vecchietti i soldi li hanno. E se non andiamo a prenderli dove ci sono, che cazzo ci stiamo a fare al gobierno?


  7. #177
    SENATORE di POL
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    dal quotidiano LIBERO di oggi


    Il governo raddoppia il deficit per dar la colpa a Tremonti

    di RENATO BRUNETTA

    Prodi e Padoa-Schioppa stanno scherzando con il fuoco. E rischiano di scottarsi di brutto. Gli italiani, di destra e di sinistra, hanno fin troppo bene capito i loro trucchi contabili: dire che tutto va male per la finanza pubblica per poter aumentare le tasse. Gli italiani hanno anche capito l'altro trucco: quello di appesantire, in termini di competenza, i dati sul deficit, pur di continuare a dire che la finanza pubblica ereditata dal governo Berlusconi era un disastro e manipolare a fini di consenso la spesa corrente futura. Il duo Prodi, Padoa-Schioppa, infatti, ha aggiunto, cinicamente, ai dati straordinariamente buoni di deficit (competenza) e di fabbisogno (cassa), ambedue attorno al 3% del Pil nel 2006, in linea con quanto ci chiedeva l'Unione europea, uno spaventoso fardello di oltre due punti e mezzo di Pil (1,3% come onere derivante dalla sentenza della Corte di Giustizia europea in tema di deducibilità Iva delle flotte aziendali, e un altro 1,3% di Pil relativamente agli investimenti in precedenza assicurati dalla Cassa depositi e prestiti alla Rete delle Ferrovie dello Stato). In questo modo Prodi e PadoaSchioppa possono dire, con faccia truce, che il deficit (competenza) sfiora il 6%, il doppio del limite previsto dall'Europa, che la colpa è di Berlusconi-Tremonti, e che, quindi, la loro Finanziaria da 40-45 miliardi di euro per il 2007 era sacrosanta, come sacrosanto era e sarà il relativo aumento di pressione fiscale. In attesa del miracolo 2007, in cui, tutto andrà a posto grazie alla cura Prodi-Padoa-Schioppa. La cosa è spudorata tanto dal punto di vista tecnico, quanto dal punto di vista politico. È, infine, pericolosa per il danno che arreca alle Istituzioni contabili che sono alla base del funzionamento dello Stato. Tecnicamente è semplicemente folle gonfiare la competenza, di fatto raddoppiando il deficit, quando la cassa strutturalmente è virtuosa perché il gettito va a gonfie vele, e la spesa corrente è sotto controllo. Cassa e competenza sono, infatti, due facce della stessa medaglia che, in una gestione corretta ed onesta dei conti pubblici, nel medio periodo, non possono che tendenzialmente coincidere. Far divergere artatamente queste due grandezze inquina non solo la finanza pubblica, ma l'intera vita politica italiana, fornendo messaggi devianti e falsi tanto agli attori pubblici, quanto ai mercati: meno rigore e più lassismo, meno vincoli, più spesa pubblica. Dal punto di vista politico Prodi e Padoa-Schioppa stanno distruggendo, infine, un bene pubblico che non è nella loro disponibilità: la residua credibilità del bilancio dello Stato (e delle relative istituzioni). L'opinione pubblica sta, infatti, amaramente rendendosi conto che il governo racconta balle, che Prodi trucca i conti a fini politici (discredito degli avversari), e per legittimare la sua fame di nuove tasse (per pagare le clientele dell'intera sua maggioranza). E che per fare questo non esita a realizzare dei veri e propri falsi in bilancio (come è avvenuto nell'ultima Finanziaria), senza che nessuno sia in grado di intervenire. Ora continuando la divergenza tra dati di fatto (la cassa che va bene), e annunci catastrofisti (il deficit è al 6%), il rischio è che si formi una sorta di collasso cognitivo in cui nulla più dei conti pubblici è credibile, tutto è politico, e si può dire tutto e il suo contrario, anche a dispetto della realtà. Poco importa che il governo, il suo Presidente, e il suo ministro dell'economia perdano, così, la loro faccia e la loro credibilità dal punto di vista politico (come dimostrano da mesi i sondaggi); quello che è più grave è la distruzione di credibilità nei confronti dell'Istituzione governo, del bilancio dello Stato e dell'intero sistema della finanza pubblica, con relative conseguenze non solo di disaffezione fiscale, ma, cosa ben più grave, di disaffezione democratica. PS: Ma la Ragioneria Generale dello Stato, la Corte dei Conti, la presidenza della Repubblica non hanno proprio nulla da dire di fronte a questo scempio di legalità?

    Saluti liberali

  8. #178
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    Così il governo ha dato ai Comuni facoltà di tartassare
    da Il Giornale
    In vista nuove "tasse di scopo", previste dalla manovra per finanziare le opere pubbliche

    Milano - Lo sblocco dell’aliquota Irpef per i Comuni, ferma allo 0,2% dal 2002, è stato deciso dal governo nella Legge finanziaria approvata lo scorso dicembre. L’articolo 7 della manovra prevede infatti che «I Comuni (...) possono disporre la variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale (...). La variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale non può eccedere complessivamente 0,8 punti percentuali». Oltre che a Bologna, la stangata è in arrivo anche per i romani. Il sindaco della Capitale, Walter Veltroni, ha deciso di portare l’aliquota Irpef allo 0,5%, introducendo peraltro una mini-riduzione dell’Ici sulla prima casa dal 4,9 per mille al 4,7 per mille. Questo si tradurrà, secondo la simulazione del Sole-24Ore, in una batosta da 148 euro l’anno per un reddito lordo di 40mila euro e in un sostanziale annullamento della rimodulazione delle aliquote Irpef sui redditi decisa dal governo. Gli abitanti di Torino si troveranno un sostanziale ritocco al rialzo, visto che la giunta Chiamparino ha annunciato l’intenzione di aumentare in maniera sostanziale l’aliquota comunale sui redditi, dallo 0,2% allo 0,5%. Chi avrà un reddito da lavoro dipendente di 40mila euro senza familiari a carico avrà un esborso ulteriore di 148 euro. Le amministrazioni comunali di Milano e Napoli hanno invece deciso di lasciare invariata l’addizionale, almeno per il 2007.
    La Finanziaria 2007 ha anche introdotto la possibilità per i Comuni di adottare la cosiddetta «tassa di scopo», un’imposta destinata «alla parziale copertura (fino al 30%, ndr) delle spese per la realizzazione di opere pubbliche individuate dai Comuni (...) per il trasporto urbano e opere viarie (con l’esclusione della manutenzione normale). L’imposta - si legge nel maxiemendamento approvato dalle Camere - è dovuta, in relazione alla stessa opera pubblica, per un periodo massimo di cinque anni ed è determinata applicando alla base imponibile dell’imposta comunale sugli immobili (Ici, ndr) un’aliquota nella misura massima dello 0,5 per mille». Nel caso di mancato inizio dell’opera pubblica entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo, la Finanziaria prevede che i contribuenti possano chiedere il rimborso degli importi versati «entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione».

  9. #179
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    dOPO TANTE PUGNETTE BANANAS CHE DA QUATTRO MESI STREAFRACASSANO I MARONI COL LORO MISERO TERRORISMO PROPAGANDISTICO, SAREBBE OPPORTUNO FARSI DUE CONTI IN TASCA CON LE CIFRE REALI, CHE DICONO PIU' SOLDI IN TASCA REGALATI DAL PROFESSORE PER TUTTI QUELLI CHE PRENDONO MENO DI 2000 EURO AL MESE,


  10. #180
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    brunik: è vecchia 'sta storia; le monetine extra non bastano a soddisfare tutti gli altri aumenti provocati dall'occultista

 

 
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