Il governo raddoppia il deficit per dar la colpa a Tremonti
di RENATO BRUNETTA
Prodi e Padoa-Schioppa stanno scherzando con il fuoco. E rischiano di scottarsi di brutto. Gli italiani, di destra e di sinistra, hanno fin troppo bene capito i loro trucchi contabili: dire che tutto va male per la finanza pubblica per poter aumentare le tasse. Gli italiani hanno anche capito l'altro trucco: quello di appesantire, in termini di competenza, i dati sul deficit, pur di continuare a dire che la finanza pubblica ereditata dal governo Berlusconi era un disastro
e manipolare a fini di consenso la spesa corrente futura. Il duo Prodi, Padoa-Schioppa, infatti, ha aggiunto, cinicamente, ai dati straordinariamente buoni di deficit (competenza) e di fabbisogno (cassa), ambedue attorno al 3% del Pil nel 2006, in linea con quanto ci chiedeva l'Unione europea, uno spaventoso fardello di oltre due punti e mezzo di Pil (1,3% come
onere derivante dalla sentenza della Corte di Giustizia europea in tema di deducibilità Iva delle flotte aziendali, e un altro 1,3% di Pil relativamente agli investimenti in precedenza assicurati dalla Cassa depositi e prestiti alla Rete delle Ferrovie dello Stato). In questo modo Prodi e PadoaSchioppa possono dire, con faccia truce, che il deficit (competenza) sfiora il 6%, il doppio del limite previsto dall'Europa, che la colpa è di Berlusconi-Tremonti, e che, quindi, la loro Finanziaria da 40-45 miliardi di euro per il 2007 era sacrosanta, come sacrosanto era e sarà il relativo aumento di pressione fiscale. In attesa del miracolo 2007, in cui, tutto andrà a posto grazie alla cura Prodi-Padoa-Schioppa.
La cosa è spudorata tanto dal punto di vista tecnico, quanto dal punto di vista politico. È, infine,
pericolosa per il
danno che arreca alle Istituzioni contabili che sono alla base del funzionamento dello Stato. Tecnicamente è semplicemente folle gonfiare la competenza, di fatto raddoppiando il deficit, quando
la cassa strutturalmente è virtuosa perché il gettito va a gonfie vele, e la spesa corrente è sotto controllo. Cassa e competenza sono, infatti,
due facce della stessa medaglia che, in una gestione corretta ed onesta dei conti pubblici,
nel medio periodo, non possono che tendenzialmente coincidere. Far divergere artatamente queste due grandezze
inquina non solo la finanza pubblica, ma l'intera vita politica italiana,
fornendo messaggi devianti e falsi tanto agli attori pubblici, quanto ai mercati: meno rigore e più lassismo, meno vincoli, più spesa pubblica.
Dal punto di vista politico Prodi e Padoa-Schioppa stanno distruggendo, infine, un bene pubblico che non è nella loro disponibilità: la residua credibilità del bilancio dello Stato (e delle relative istituzioni). L'opinione pubblica sta, infatti, amaramente rendendosi conto che
il governo racconta balle, che Prodi trucca i conti a fini politici (discredito degli avversari), e per legittimare la sua fame di nuove tasse (per pagare le clientele dell'intera sua maggioranza). E che per fare questo
non esita a realizzare dei veri e propri falsi in bilancio (come è avvenuto nell'ultima Finanziaria), senza che nessuno sia in grado di intervenire. Ora continuando la divergenza tra dati di fatto (la cassa che va bene), e
annunci catastrofisti (il deficit è al 6%), il rischio è che si formi una sorta di
collasso cognitivo in cui nulla più dei conti pubblici è credibile, tutto è politico, e si può dire tutto e il suo contrario,
anche a dispetto della realtà. Poco importa che il governo, il suo Presidente, e il suo ministro dell'economia perdano, così, la loro faccia e la loro credibilità dal punto di vista politico (
come dimostrano da mesi i sondaggi); quello che è più grave è la distruzione di credibilità nei confronti dell'Istituzione governo, del bilancio dello Stato e dell'intero sistema della finanza pubblica, con relative conseguenze non solo di disaffezione fiscale,
ma, cosa ben più grave, di disaffezione democratica. PS: Ma la Ragioneria Generale dello Stato, la Corte dei Conti, la presidenza della Repubblica
non hanno proprio nulla da dire di fronte a questo scempio di legalità?