
Originariamente Scritto da
ygh_psa
Ho letto "Shah in Shah", di Kapuscinsky: una bella cronaca della rivoluzione islamica in Iran del '79..
Il prossimo sarà il secolo del Nuovo Mondo e la conoscenza reciproca delle varie culture sarà fondamentale per mantenere la pace. Kapuscinski non ha dubbi:
"Troppi popoli non si conoscono fra di loro, la gente non sa nulla del vicino, si lascia guidare dagli stereotipi e dall'ignoranza, facilmente utilizzabili per seminare odio e sfiducia, attizzare conflitti". Come sta accadendo nei Balcani.
"Lì ogni abitante definisce la propria identità in base all'odio verso l'altro, l'unico modo di presentarsi assieme all'incapacità di guardare al futuro - spiega il grande viaggiatore -. Cinquecento anni fa hanno bruciato il mio villaggio e non l'ho dimenticato. Sono trascorsi cinque secoli e la mentalità non è cambiata, non si è compiuto un solo passo in avanti. Ma chi ne discute? E' un problema che non risolveranno certo né le bombe né gli aiuti umanitari, un esempio dei rischi che potremmo correre nel prossimo secolo se non ci sforzeremo di comprendere le civiltà che non conosciamo, se non riconosceremo che il nostro è un mondo multiculturale in cui le culture non sono alte e basse, ma tutte allo stesso livello, anche se diverse fra loro".
Sapevi che per scrivere qualcosa che prendesse posizione in qualche maniera contro il regime comunista, vedi
Jaruzelski e
Solidarnosc, usava scrivere articoli che riguardavano appunto lo
Shah, il
Negus,
Idi Amin, … I giornalisti americani dovrebbero pendere esempio
