Franco utilizzò principalmente truppe marocchine che fece passare dall'Africa con un ponte aereo fornito dagli italiani e dai condor tedeschi.
L'esercito di leva non è esente dal pericolo, ma sicuramente garantisce una disomogeneità ideologica (e perché no, anche di classe) tale da complicare le cose. Chiaro che dal punto di vista della guerra moderna è obsoleto perché oramai le operazioni belliche sono principalmente di polizia internazionale e post-colonialismo in zone dove il conflitto è altamente asimmetrico. Quest'ultima caratteristica, che pure RID (Rivista Italiana Difesa, che compro spesso) ha analizzato con più lucidità di tanti prsunti comunisti, garantisce il ruolo formale di guerriglieri a quelli che qualcuno continua a sostenere come "terroristi".
In una guerra asimmetrica, se l'obiettivo è militare (vedi caserma di Nassirya), l'attentato è classificato "guerriglia". Per due motivi tecnici (quindi al di là della propaganda o da soggettività infantili):
1- Guerriglia perché se le forze in campo sono completamente sproporzionate da una parte, l'altra ovviamente ricorrerà a tecniche non convenzionali. Chiaramente, se gli irakeni avessero l'aviazione, la caserma di Nassirya l'avrebbero bombardata. Tra l'altro "l'attentato" dove ultimamente è saltato un blindato italiano non vedo differenze tecniche con quello di via Rassella.
2- Guerriglia perché terrorismo implica che lo scopo, al di là dei danni materiali che provoca, è quello di terrorizzare la popolazione civile per indurla a fare qualcosa. Se faccio saltare una caserma, che terrorismo sto facendo? Terrorizzare l'esercito nemico è uno dei compiti primigenei della guerra dai tempi di Sun Tzu.


Rispondi Citando

