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Discussione: Semper infideles

  1. #121
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    Predefinito FORME DI DIALOGO MODERNISTA 1

    DICHIARAZIONE DI JEAN GUITTON SUL MODERNISMO NEL VATICANO II
    E-mails scambiati con il teologo Don Mario Antonelli (Italia)



    .
    1 - E-mail al teologo Don Mario Antonelli

    Messaggio originale-----
    Da: Marcelo Fedeli
    Inviato: martedì 17 settembre 2002 21.43
    A: Teologo Mario Antonelli
    Oggetto: Importante dichiarazione di Guitton su il Vaticano II

    Lodato sia Gesù Cristo!

    Prendo la libertà d’informarvi che abbiamo publicato nel site http://www.montfort.org.br/veritas/jeanguitton4.html una importantissima dichiarazione, o meglio, una confessione, di Jean Guitton, amico intimo di Paolo VI, su il caratere modernista del Concilio Vaticano II, transcrita sotto (nel originale francese).

    Ricordo che Jean Guitton, a participato di quel Concilio.

    « Mais de nos jours, ce qu’on appelle modernisme en histoire religieuse a un sens très particulier. On appelle de ce nom une doctrine et un parti qui ont été condamnés par le pape Pie X dans l’encyclique Pascendi. Le pape Pie X — qui a été canonisé — désigne le modernisme comme une hérésie qui a un double caractère : celui d’être une synthèse, une somme de toutes les hérésies, et celui de se cacher à l’interieur de l’Église comme une trahison.

    (...) Et je désire m’exprimer librement et nettement à ce sujet.

    Lorsque je relis les documents concernant le modernisme tel qu’il a été défini par saint Pie X, et que je les compare aux documents du concile de Vatican II, je ne peuz manquer d’être déconcerté. Car ce qui a été condamné comme une hérésie en 1906 est proclamé comme étant et devant être désormais la doctrine et la méthode de l’Église. Autrement dit, les modernistes de 1906 m’apparaissent comme des précurseurs. Mes maîtres en faisaient partie. Mes parents me l’enseignaient. Comment Pie X a-t-il pu repousser ceux qui maintenant m’apparaissent comme des précurseurs ? »

    (Cfr. Portrai du Père Lagrange, Jean Guitton, Éditions Robert Laffont, Paris, 1992, p. 55 – 56).

    In corde Iesu semper

    Marcelo Fedeli

    S. Paulo – Brasil



    .
    1 A – Risposta del Teologo Don Mario Antonelli

    From: marioantonelli
    To: 'Marcelo Fedeli'
    Sent: Tuesday, September 17, 2002 5:04 PM
    Subject: R: Importante declarazione di Guitton sù il Vaticano II

    Non so chi Lei sia; in ogni caso mi rende triste quello che mi scrive. O Lei è sprovveduto, oppure è uno ben allenato alla menzogna. La sua lettura del passo di Jean Guitton è veramente insostenibile. Mentre prego il Signore che Lei non diffonda queste assurdità, La invito a non inviarmi altre sciocchezze del genere. Grazie.

    don Mario Antonelli



    .
    2 – Risposta di Marcelo Fedeli

    From: Marcelo Fedeli
    To: marioantonelli
    Sent: Thursday, September 19, 2002 2:21 PM
    Subject: Re: Importante declarazione di Guitton sù il Vaticano II

    Revdo. Don Mario Antonelli – Teologo

    Lodato sia Nostro Signore Gesù Cristo! Con la Vostra bennedizione!

    Sono rimasto veramente sconcertato con quello che Voi mi avete scrito... e Vi prego, come cattolico che sono, con tutto il rispetto dovuto ad un sacerdote della Santa Romana Chiesa, così come semplice professore d’Historia, con il rispeto dovuto ad un Teologo della stessa Chiesa, e come personna umana, in nome del dialogo, la carità e l’amore di chiarirmi.

    1 - Voi, Don Mario, mi accusate di essere "o sprovveduto, opure un ben allenato alla menzogna", non è vero?

    Potresti, per carità e per verità, mi dire il perchè di questa offensa, niente caritatevola, indicandomi concretamente, in quello che io Vi scrissi, come Voi avete arrivato a quella Vostra offensiva conclusione?

    2 – Voi, Don Mario, mi dite: La sua lettura del passo di Jean Guitton è veramente insostenibile."

    Sarebbe possibile dirmi, per carità e per verità, quale è stata la mia lettura, se nel mio e-mail io ho solo transcrito il passo di Jean Guitton? O, se Voi avessi leto il mio articolo, dove e perchè, per Voi, la mia lettura è veramente insostenibile o assurda?

    Voi, Don Mario, come Teologo che siete, lo sapette molto bene che, quando si trata di doctrina, non si accusa nessuno senza presentare raggionevoli argomenti, e nò come voi avete fatto, solo con offese; e come sacerdote, Voi avette il caritatevole dovere di orientare i fedeli della Santa Romana Chiesa, e non accusarmi di essere "un ben allenato alla menzogna", senza dirmi il perchè... spesso in questi nostri tempi , in cui i teologhi proclamano un dialogo senza rancore, senza offese, fondatto nell’amore, con tutte le persone del mondo, qualsia la sua religione, confessione religiosa, sia credente o atteo. Allora, Don Mario, perchè, per me, solo offense?

    E, del brano di Guitton, ... silenzio totale della Vostra parte!.. Perchè? ... Oppure, potresti adesso mi dire la vostra lettura di quello passo di Guitton ? ( Questo è il caso...)

    Mentre prego il Signore che Voi diffondete la verità e la carità della Santa Romana Cattolica Chiesa, Vi invito ad inviarmi una risposta seria alle mie domande, e non offense senza argomenti.

    In corde Iesu semper

    Marcelo Fedeli

    S. Paulo - Brasile
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  2. #122
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    Predefinito FORME DI DIALOGO MODERNISTA 2

    Notasi per il teologo italiano modernista, chi sarebbero gli eretici!

    1 - E-mail al teologo Don Alex Ducci

    ----- Original Message -----
    From: Marcelo Fedeli
    To: Ducci Alex (Teologo)
    Sent: Friday, September 20, 2002 3 : 52 PM
    Subject: Dichiarazione di Guitton su il Modernismo nel Vaticano II

    Rev.do. Don Alex Ducci

    Lodato sia Gesù Cristo!

    Lodato sia Gesù Cristo!

    Prendo la libertà d’informarvi che abbiamo publicato nel site http://www.montfort.org.br/veritas/jeanguitton4.html una importantissima dichiarazione, o meglio, una confessione, di Jean Guitton, amico intimo di Paolo VI, su il caratere modernista del Concilio Vaticano II, transcrita sotto (nel originale francese).

    Ricordo che Jean Guitton, a participato di quel Concilio.

    « Mais de nos jours, ce qu’on appelle modernisme en histoire religieuse a un sens très particulier. On appelle de ce nom une doctrine et un parti qui ont été condamnés par le pape Pie X dans l’encyclique Pascendi. Le pape Pie X — qui a été canonisé — désigne le modernisme comme une hérésie qui a un double caractère : celui d’être une synthèse, une somme de toutes les hérésies, et celui de se cacher à l’interieur de l’Église comme une trahison.

    (...) Et je désire m’exprimer librement et nettement à ce sujet.

    Lorsque je relis les documents concernant le modernisme tel qu’il a été défini par saint Pie X, et que je les compare aux documents du concile de Vatican II, je ne peuz manquer d’être déconcerté. Car ce qui a été condamné comme une hérésie en 1906 est proclamé comme étant et devant être désormais la doctrine et la méthode de l’Église. Autrement dit, les modernistes de 1906 m’apparaissent comme des précurseurs. Mes maîtres en faisaient partie. Mes parents me l’enseignaient. Comment Pie X a-t-il pu repousser ceux qui maintenant m’apparaissent comme des précurseurs ? »

    (Cfr. Portrai du Père Lagrange, Jean Guitton, Éditions Robert Laffont, Paris, 1992, p. 55 – 56).

    In corde Iesu semper
    Marcelo Fedeli
    S. Paulo - Brasil



    .
    1 A – Risposta del Teologo Don Alex Ducci

    ----- Original Message -----
    From: Alex Ducci
    To: Marcelo Fedeli
    Sent: Friday, September 20, 2002 12 : 16 PM
    Subject: Re: Dichiarazione di Guitton su il Modernismo nel Vaticano II

    Attenzione a non condannare facilmente il Vaticano II, perchè include la sapienza di tutti i Vescovi del mondo, della storia della chiesa e dell'autorità del Papa!

    Ciao

    Fr. Alex



    .
    2 – Risposta di Marcelo Fedeli

    ----- Original Message -----
    From: Marcelo Fedeli
    To: Alex Ducci
    Sent: Monday, September 23, 2002 6 : 55 PM
    Subject: Re: Declarazione di Guitton su il Modernismo nel Vaticano II

    Rev.do. Fr. Alex Ducci,

    Lodato sia Nostro Signore Gesù Cristo!

    Vi ringrazio della vostra carità non solo nel rispondere al mio e-mail ma, particolarmente, d'inserire un consiglio che svela la vostra preoccupazione in questa materia si grave per la Chiesa e per la salvazione delle anime.

    Voi mi consigliate : "Attenzione a non condannare facilmente il Vaticano II, perchè include la sapienza di tutti i Vescovi del mondo, della storia della chiesa e dell'autorità del Papa!"

    Però, ringraziandovi, vi domando, con la vostra permissione, il vostro parere, se quella dicchiarazione conclusiva di Guitton, riguardo al Concilio Vaticano II, e secondo la quale i doccumenti di questo Concilio anno introdotto nella Chiesa il metodo e la doctrina del Modernismo, condanatti da S. Pio X, corrisponde, o nò, alla realtà spressa in quei documenti?

    Sono sicuro che il vostro parere sarà molto importante per chiarire ed orientare le anime perplesse davanti a questa gravissima accusazione di Guitton.

    Domandandovi le vostre preghiere e la vostra benedizione, vi ringrazio la vostra importante e caritatevole risposta.

    In corde Iesu semper
    Marcelo Fedeli
    S. Paulo – Brasil



    .
    2 A - Risposta di Don Alex Ducci

    From: Alex Ducci
    To: Marcelo Fedeli
    Sent: Tuesday, September 24, 2002 5 : 25 AM
    Subject: Re: Dichiarazione di Guitton su il Modernismo nel Vaticano II

    Caro Marcello,

    Il Vaticano II ha voluto dichiarare solo PRINCIPI, non regole per il futuro e si astenne da ogni giudizio. Il problema è che i principi possono essere interpretati dal centro, dalla destra, dalla sinistra, e da scentrati. Per la moltitudine di interpretazioni errate prodotte dopo il Vaticano II fatte da teologi, preti, e perfino vescovi, fino all'eresia (cf. Lefebvre!), la Chiesa con tutti i vescovi decise nel 1994 di stendere non più principi ma interpretazioni chiare dei principi, regole, del Vaticano II creando il famoso Catechismo della Chiesa Cattolica, aggiornato poi nel 98 mi pare e tradotto in tutte le lingue del mondo. Conseguentemente se lei vuole sapere il vero significato dei principi del Vaticano II deve andare a leggersi il Catechismo della Chiesa Cattolica. Semplice!

    Ciao

    fr. Alex

    .
    3 – Risposta di Marcelo Fedeli

    From: Marcelo Fedeli
    To: Alex Ducci
    Sent: Wednesday, September 25, 2002 5 :10 PM
    Subject: Re: Declarazione di Guitton sù il Modernismo nel Vaticano II

    Caríssimo Fr. Alex Ducci,

    Lodato sai Nostro Signore Gesù Cristo, con la vostra benedizione!

    Vi ringrazio del vostro gentile e-mail comme risposta alla mia domanda riguardo al vostro parere su quella afirmazione di Guitton, che, in somma, dice che il Vaticano II a introdotto nella Chiesa il methodo e la doctrina modernista, condanate da S. Pio X.

    Rispettosamente, e sempre con la vostra permissione, sometto solo una osservazione al vostro parere, con la stessa domanda già a voi presentata nel mio ultimo e-mail.

    Anche se, comme voi mi avete scritto, "Il Vaticano II ha voluto dichiarare solo PRINCIPI", allora la dichiarazione di Guitton si referirebbe a questi " Principi". Giusto?

    Dunque, la dichiarazione di Guitton, sarebbe: "I PRINCIPI del Vaticano II hanno indrodotto nella Chiesa il methodo e la doctrina modernista".

    Per voi, questa affirmazione de Guitton, è vera o non è vera?

    Forse un giorno potremo ritornare al complemento della vostra spiegazione nel vostro e-mail, che è interessante ed importantissima, perchè, secondo le vostre parole, il Vaticano II, volendo "dichiarare solo PRINCIPI, non regole per il futuro", e come questi " PRINCIPI possono essere interpretati dal centro, dalla destra, dalla sinistra, e da scentrati", (il Vaticano II) ha, dunque, introdotto nella Chiesa, e nelle anime ...il CAOS..., e così profondo che, sempre secondo voi, l"a Chiesa con tutti i vescovi decise nel 1994 di stendere non più principi ma interpretazioni chiare dei principi, regole, del Vaticano II creando il famoso Catechismo della Chiesa Cattolica, aggiornato poi nel 98 mi pare e tradotto in tutte le lingue del mondo".

    Ma se, "il Catechismo della Chiesa Cattolica" del 1994 e l'aggiornamento del 98, sono "l'interpretazioni chiare dei principi, regole, del Vaticano II", e con "il vero significato dei principi del Vaticano II" , perchè la Chiesa non "cancella" quel Concilio di una volta, dando un basta a tutte quelle interpretazione "dal centro, dalla destra, dalla sinistra, e da scentrati"... che tanta e tanta confusione ci coinvolge, a noi poveri cristiani, e dá tanti anni, in tante polemiche, tante litighe e tante divisioni, forse mai vissute nel critianesimo?

    Sarebbe questa la soluzione?

    Vi ringrazio un’altra volta della vostra gentilezza di scrivirmi e, in più, della vostra pazienzia di leggere queste mie righe.

    In corde Iesu semper
    Marcelo Fedeli
    S. Paulo - Brasil



    .
    3 A – Risposta di Don Alex Ducci

    From: Alex Ducci
    To: Marcelo Fedeli
    Sent: Thursday, September 26, 2002 11:20 AM
    Subject: Re: Dichiarazione di Guitton su il Modernismo nel Vaticano II

    Rispondo:

    1 Non sono i principi del Vaticano II sbagliati, ma l'INTERPRETAZIONE (alcune) di quei principi che sono stati interpretati equivocamente.

    2. Non si elimina il Vaticano II perchè alcuni non l'hanno capito, ma tocca a chi ha sbagliato di capire il Vaticano II che devono cambiare.

    3. Chi deve interpretare rettamente il Vaticano II è la Chiesa, non i teologi, non i privati, non qualsiasi altra Chiesa. E' l'autore di un libro che deve dare la interpretazione autentica dei suoi principi.

    Ciao

    Fr. Alex

    Nota: non mi ricordi di lei. Mi dia qualche info. Grazie.

    .
    4 – Risposta di Marcelo Fedeli

    From: Marcelo Fedeli
    To: Alex Ducci
    Sent: Tuesday, October 01, 2002 4 : 56 PM
    Subject: Re: Declarazione di Guitton sù il Modernismo nel Vaticano II

    Rev.do. Fr. Alex Ducci

    Lodato sia Nostro Signore Gesù Cristo!

    Vi ringrazio delle vostra atenzione al mio e-mail, e vi confesso che, come cattolico apostolico romano, sempre seguirò quel saggio, e niente relativista, addagio: "Roma locuta, causa finita", come i sempre chiari, e mai equivocci, isegnamenti infalibile, dogma del Vaticano I, della nostra Santa Romana Chiesa.

    Così, lo so bene che solo la Chiesa, e mai qualsiasi, ha il "potere di legare e di slegare", come Gesú Nostro Signore ha detto.

    Peccato che Guitton non può si spiegare. Ma, come lui è considerato il "filosofo cattolico" più importante del secolo XX, e come intimo amico di Paulo VI, durante 28 anni, presente nel Concilio Vaticano II, e anche come modernista confesso, penso che il suo parere, deve essere, al meno, analisato.

    E se lui, Guitton, non ha capito quel che ha insegnato il Vaticano II sarebbe molto necessario condanare quello che lui ha detto.

    D'altrove non si arriva a compreendere come un Concilio -- che dovrebbe paralare tondo e chiaro -- permette tante interpretazione diverse. Se il Papa deve intrepretare quello cha ha insegnato il Vaticano II, perché pare che nessuno arriva a capirlo precisamente, mi sembra che questo sarebbe statto un Concilio inutile. Basterebbe che il Papa insegnasse chiramente la dottrina che il Vaticano II ha datto in modo tanto equivoco.

    Vi chiedo di scusarmi per qualque imprecizione ortographica o grammaticale che, spero, non hano occasionato male interpretazione delle mie parole.

    Vi domando la vostra benedizione e di pregare per il lavoro della nostra Associazione Montfort, tutto rivolto a Dio, alla diffesa della Sua Chiesa, e alla salvazione delle anime.

    In corde Iesu semper
    Marcelo Fedeli
    S. Paolo - Brasile
    "

  3. #123
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    Predefinito

    Questo si mostra, invece, più intelligente: ha capito che Guitton se la prendeva con PIO X, non con Concilio! .... e secondo me ha ragione!

    1 - Lodato sia Gesù Cristo!

    Prendo la libertà d’informarvi che abbiamo publicato nel site http://www.montfort.org.br/veritas/jeanguitton4.html una importantissima dichiarazione, o meglio, una confessione, di Jean Guitton, amico intimo di Paolo VI, su il caratere modernista del Concilio Vaticano II, transcrita sotto (nel originale francese).

    Ricordo che Jean Guitton, a participato di quel Concilio.

    « Mais de nos jours, ce qu’on appelle modernisme en histoire religieuse a un sens très particulier. On appelle de ce nom une doctrine et un parti qui ont été condamnés par le pape Pie X dans l’encyclique Pascendi. Le pape Pie X — qui a été canonisé — désigne le modernisme comme une hérésie qui a un double caractère : celui d’être une synthèse, une somme de toutes les hérésies, et celui de se cacher à l’interieur de l’Église comme une trahison.

    (...) Et je désire m’exprimer librement et nettement à ce sujet.

    Lorsque je relis les documents concernant le modernisme tel qu’il a été défini par saint Pie X, et que je les compare aux documents du concile de Vatican II, je ne peuz manquer d’être déconcerté. Car ce qui a été condamné comme une hérésie en 1906 est proclamé comme étant et devant être désormais la doctrine et la méthode de l’Église. Autrement dit, les modernistes de 1906 m’apparaissent comme des précurseurs. Mes maîtres en faisaient partie. Mes parents me l’enseignaient. Comment Pie X a-t-il pu repousser ceux qui maintenant m’apparaissent comme des précurseurs ? »

    (Cfr. Portrai du Père Lagrange, Jean Guitton, Éditions Robert Laffont, Paris, 1992, p. 55 – 56).

    In corde Iesu semper
    Marcelo Fedeli
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    1 A – Risposta di Don Carlo Molari

    From: Molari Carlo
    To: Marcelo Fedeli
    Sent: Tuesday, September 24, 2002 4:41 PM
    Subject: Re: Dichiarazione di Guitton su Pio X

    Carissimo Marcelo,

    grazie della segnalazione e del testo. Mi pare però che l'accusa di Guitton non sia contro il Vaticano II bensì contro Pio X, che ha condannato severamente un movimento di pensiero che (pur nella acerbità degli inizi) conteneva verità di metodo innegabili. I contenuti erano molti più discutibili perché il metodo storico critico era applicato in modo ancora imperfetto e approssimativo. La valutazione di Guittono mi sembra giusta.

    Saluti affettuosi e auguri

    Carlo Molari



    .
    2 – Risposta Marcelo Fedeli

    From: Marcelo Fedeli
    To: Molari Carlo
    Sent: Wednesday, October 02, 2002 12:40 PM
    Subject: Re: Dichiarazione di Guitton su Pio X

    Rev.do Dom Carlo Molari

    Lodato sia Nostro Signore Gesù Cristo!

    Vi ringrazio di avere risposto al mio e-mail, riguardo a quella importante dichiarazione di Guitton sul metodo e la doctrina modernista nei documenti del Concilio Vaticano II.

    Infatti, l'accusa di Guitton è contro S. Pio X per condanare "i precurssori" del Modernismo, e nò contro il Vaticano II per avere introdotto nella Chiesa "il metodo e la doctrina " di quello erético movimento.

    Però, sono rimasto perplesso con la vostra tentativa di giustificare la condanazione di S. Pio X, affermando che, in quel tempo, "I contenuti erano molti più discutibili perché il metodo storico critico era applicato in modo ancora imperfetto e approssimativo", implicitamente concludendo che, nel tempo del Concilio Vaticano II, quelle imperfezione nella applicazione del metodo storico critico erano stati risolte o suplantate.

    Ma il metodo storico critico del Modernismo, quando della sua condanazione e anche nel tempo del Vaticano II, si fondava nei stessi pricipi, come per esempio, la distinzione del Christo storico e del Cristo della fede, noddo del guazzabuglio teologico di oggi.

    Ed i "precorssori" del Modernismo del Vaticano II, aluditi da Guitton, come Alfred Loisy, per esempio, avevano un programma per implantare una nova religione che, sotterranea e sinuosamente, a percorso la prima mettà del secolo XX, triunfando nel Vaticano II, come ha detto Guitton, e confermatto da voi.

    Di Alfred Loisy, Guitton diceva che "lui taglia le pietre della futura catedrale" ("Journal de ma vie", Desclé, Bar-le-Duc, 1976, p. 67). E che cosa sono queste "pietre" sinò i principi , e che cos' è la "futura catedrale" sinò questo vasto tempio modernista, vera Babele ecumenica pos conciliare, oggi chiamata umanità?

    Non mi sembra un valido argomento dire che, nel principio del novecento "il metodo storico critico era applicato in modo ancora imperfetto e approssimativo", perché lo stesso de Lubac, che ha vissuto molti anni doppo Loisy, và cercare i fondamenti del suo metodo ancora più in dietro... ma secoli in dietro, con Joachino di Fiora (secolo XIII), o Pico de La Mirandola ( secolo XV), e li trova, perche "nihil nove sub sole", anche nelle eresie!

    E tutti i modernisti pos precorsori, sempre si sono fondamentatti nei suoi precorsori: Loisy, Baudrillart, Rousselot, Blondel, Maréchal, Newmann, Teillhard de Chardin, ecc. uno sempre citando l'altro, o gli altri, e mai, nemeno benevolentemente, presentando certe riserve rivolte al "metodo storico ancora imperfetto..." dei loro precorsori.

    Ma, l'importante per noi, semplice fedeli della Santa Romana Chiesa, è che voi, con tutta la sincerità, per il che vi sono ricognoscente, affermate che "la valutazione di Guittono" vi "sembra giusta", o sia, che "i documenti del Vaticano II hano introdotto nella Chiesa il metodo e la doctrina del Modernismo, condanatti da S. Pio X".

    Vi ringrazio della vostra atenzione e sincerità nel rispondere al mio e-mail.

    In corde Iesu semper
    Marcelo Fedeli
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  4. #124
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    Angry GENTAGLIA!!!

    Da questa casa editrice pseudo cattolica non ho mai comprato nulla: letto il comunicato, non me ne pento.

    No alla beatificazione di Pio IX

    (Comitato internazionale di direzione di Concilium, rivista internazionale di teologia, © www.queriniana.it, giugno 2000)

    La beatificazione di papa Pio IX, progettata già per quest'anno, sorprenderà molti cattolici.
    La beatificazione di Pio IX solleva domande serie: di recente è stata ritirata la candidatura di Pio XII, poiché i suoi legami affatto discussi con la Germania di Hitler sembravano macchiare la sua immagine pubblica.
    Ora si difende la beatificazione di Pio IX. Proprio questo papa, il cui lungo pontificato è stato caratterizzato da profonde crisi politiche e teologiche, dovrebbe ora essere esaltato di fronte a tutti.
    A prescindere dalla sua implicazione politica nella battaglia per la libertà in Italia Pio IX, come nessun altro pontefice prima, ha cercato di opporsi a tutti i movimenti a lui contemporanei tesi alla riforma del pensiero e della cultura, e specialmente alla libertà di coscienza. Al posto di questi, costruì un sistema paternalistico nella chiesa e nell'amministrazione, sotto la cui azione autoritaria innumerevoli cattolici hanno dovuto soffrire troppo a lungo. Invece di favorire, come chiedevano i tempi, la penetrazione intellettuale della fede nella Chiesa cattolica, imponendo giuramenti ha cercato di impedire a molti teologi la sincera ricerca della verità. La diffusione e la conseguente affermazione del dogma dell'infallibilità al concilio Vaticano I è da ricollegare alla sua iniziativa personale.
    La collegialità episcopale aveva poca importanza per lui. Al contrario, sotto la sua guida, viene consolidato il sistema assolutistico della chiesa.
    Inoltre, già in vita, era conosciuto per le sue azioni antisemite. Nel 1850 fece ricostruire i muri del ghetto di Roma. Limitò nuovamente gli ebrei romani nelle loro libertà. Bambini battezzati in segreto sono stati sottratti ai genitori. Tutti gli ebrei furono oggetto di un forte proselitismo.
    La prima domenica di quaresima papa Giovanni Paolo II ha ora chiesto perdono di tali violenze contro il popolo ebreo.
    Come si può beatificare nello stesso anno uno dei colpevoli delle azioni per le quali quali si è chiesto amaramente perdono di fronte al mondo?
    La beatificazione di papa Pio IX recherebbe alla Chiesa cattolica un considerevole danno e porterebbe molte persone a dubitare della sincerità nella ricerca della riconciliazione e della verità nel mondo da parte dell'attuale guida ecclesiale.
    "

  5. #125
    scemo del villaggio
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    Predefinito Dal Regno-Attualità

    Una proposta ecumenica contro la religione di stato. ll 28 aprile, a Nairobi, la Chiesa cattolica romana e altre comunità riformate si dichiarano contrarie alla proposta di fare del cristianesimo la religione di stato in Kenya. La proposta, avanzata dalla cosiddetta Kenya Church, che comprende comunità metodiste e pentecostali, per reazione alle richieste dei musulmani di modificare la Costituzione del Kenya, è stata ritenuta offensiva. Nella dichiarazione si ribadisce anche l’importanza di tenere separata la religione dallo stato.

  6. #126
    scemo del villaggio
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    Predefinito G.P.II premia Ricoeur, filosofo protestante

    Il 21 settembre 2002 i Comitati dell'Istituto Paolo VI deliberarono che il Premio internazionale Paolo VI nel 2003 venisse assegnato al filosofo francese Paul Ricoeur con questa motivazione: «La scelta dell'Istituto Paolo VI ha voluto onorare, in modo particolare, un filosofo e contemporaneamente un uomo di fede impegnato. La sua testimonianza di grande onestà intellettuale e il suo coraggio nella difesa dei valori umani e cristiani non sono gli ultimi motivi di questa scelta. Bisogna ricordare il contributo di Paul Ricoeur, di confessione riformata, al dialogo ecumenico». I 100mila euro del premio - che gli viene consegnato sabato in Vaticano da Giovanni Paolo II - saranno, per volontà di Ricoeur, devoluti alla «Fondation John Bost», un'opera caritativo-assistenziale francese, creata nel 1848 dal pastore Jean Antoine Bost. La Fondazione, attualmente, cura un migliaio di persone affette da handicap fisici e mentali, anziani non autosufficienti e disadattati sociali. Il premio Paolo VI è stato conferito, nelle precedenti edizioni,
    a figure cone Hans U. Von Balthasar, Olivier Messiaen,
    Oscar Cullmann e a Jean Vanier. In questi giorni
    esce anche uno studio per chi è interessato ad approfondire le linee principali del pensiero di Ricoeur, si tratta del saggio di Domenico Jervolino «Introduzione a Ricoeur» edito da Morcelliana (pagine 150,
    euro 11,50). Il libro traccia un ritratto prospettico della filosofia di Ricoeur dai saggi giovanili alla svolta ermeneutica degli anni Sessanta fino alle grande opere degli ultimi anni fra le quali spicca il poderoso «La memoria, la storia, l'oblìo» edito in Francia nel 2000.

  7. #127
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    Predefinito Pinocchio? Cristiano sì, ma «anonimo»

    da "Avvenire" del 3 luglio 2003:

    Roberto Beretta

    E allora, Pinocchio è cristiano oppure ateo? Ben nota è l'interpretazione teologica che il cardinale Giacomo Biffi ha dato, in un celebre libro e in molte altre occasioni pubbliche, del burattino: immagine di una redenzione ottenuta dopo un lungo percorso di conversione al Padre. Ma adesso un suo «collega» insinua il dubbio: e se invece la creatura di Collodi fosse un «laico», o almeno un «cristiano anonimo»? In una gustosa lettera pubblicata dal periodico per sacerdoti «Settimana», infatti, monsignor Luigi Bettazzi (già vescovo di Ivrea) avanza la sua ipotesi. «Ho sempre ammirato l'arguzia del cardinale», premette; ma non bisogna dimenticare che Carlo Lorenzini era affiliato alla massoneria, per cui l'intento del suo capolavoro (in cui «non viene mai nominato Dio, non si incontrano mai chiese o preti») potrebbe essere «quello di dimostrare che un'educazione piena all'umanità può realizzarsi anche al di fuori delle strutture religiose... con le forze della ragione». In un'interpretazione che s'avvicina a quella di Giovanni Spadolini, Geppetto diventa allora «il Grande Architetto dell'universo», il Grillo o la Fata nascondono l'«ipostasi della ragione»; e Pinocchio - che del resto «ignora Dio e giunge a redenzione senza conoscere Cristo e la sua Chiesa» - non si dovrebbe forse definire un «cristiano anonimo, cioè un cristiano senza saperlo»? «Può sembrare strano - scrive monsignor Bettazzi - ma a me Pinocchio pone il problema della salvezza dei non cristiani» o dei «laici», cioè di «tutti coloro che, come lui, non sentono il problema religioso ma pure si impegnano a migliorare, a vivere onestamente, appoggiandosi magari - se in buona fede - a cammini di miglioramento umano e tanto più ad altre religioni». Dopo gli scritti che nel tempo gli hanno dedicato personaggi come don Mazzolari e Piero Bargellini o Papa Luciani, il burattino continua a suscitare riflessioni tra i cattolici. Niente male, per una «favola».

  8. #128
    scemo del villaggio
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    Predefinito Ravasi, l'omeopatia e l'inerranza "salvifica"

    Rispondendo a una lettrice sul tema dell’omeopatia (nella Bibbia ci sono passi che sembrerebbero avallarla, ma ovviamente è una lettura insensata e su ciò si può concordare) Gianfranco R avasi nella rubrica “Il teologo” su Famiglia Cristiana n. 29 allarga però il discorso a tutta l‘esegesi biblica, citando ovviamente il Vaticano II e in particolare la “Dei Verbum”: “Con la divina rivelazione Dio volle manifestare se stesso e i decreti eterni della sua volontà riguardo alla salvezza degli uomini, per renderli così partecipi di quei beni divini che trascendono la mente umana” (n.6). Continua poi con la vecchia solfa del contesto culturale, dal quale bisognerebbe isolare “la verità che la Bibbia ci vuole comunicare”, e qui le orecchie si rizzano, perché il lettore non ignaro di storia ecclesiastica recente sa quante battaglie si nascondano dietro quell’apparentemente innocente inciso “riguardo alla salvezza degli uomini”. Da Mons. Spadafora sappiamo che proprio lì si annida la serpe del neomodernismo, in quanto questa frasetta è potenzialmente (e anche, ahimè, di fatto) distruttrice dei dogmi dell’inerranza della Scrittura e della stessa storicità dei Ss. Vangeli. Quindi, finché si tratta di omeopatia bene (la chimica non esisteva ai tempi della Bibbia), ma una domanda superficiale come quella della lettrice, che poteva benissimo essere cestinata, viene usata astutamente per ribadire uno dei principi più cari ai “novatori”, ossia la relatività di gran parte della lettera della Scrittura e quindi la sua manipolabiltà a piacere al fine di una lettura “spirituale” che permetta di farle dire quel che si vuole.

  9. #129
    scemo del villaggio
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    Predefinito Paolo Ricca e il Dio "non religioso"

    Il pastore valdese Paolo Ricca, ospite fisso della rubrica di Gabriella Caramore “Uomini e profeti” (Radio Tre, sabato e domenica, ore 12.15-13), nella puntata di ieri 20 luglio ha detto (ho colto al volo questo passaggio) che “un conto è Dio e un conto la religione. Bisogna evitare l’errore madornale di identificare Dio e la religione. Dio esisteva prima della religione ed esisterà dopo. E’ più facile incontrarlo in un contesto non religioso che in un contesto religioso (a esempio parlando con dei non credenti che con dei credenti). DIO E’ STATO CLERICALIZZATO (uso le maiuscole perché questa mi sembra la sintesi del discorso), BISOGNA DECLERICALIZZARLO”.La conduttrice al solito ascoltava affascinata e non faceva nessuna obiezione. Ma dire ciò non significa dire che qualsiasi religione è una creazione umana e che Dio non può essere colto appieno da nessuna di esse? Insomma non è la solita vecchia eresia ecumenica cara ai protestanti ma che il cattolico deve rifiutare? E quanto di questo veleno viene sparso settimanalmente dai microfoni pubblici? Ho provato due-tre volte a scrivere alla Caramore per chiedere che alle trasmissioni intervenga qualche portavoce della Tradizione, ma naturalmente non si è degnata di rispondermi(risponde solo agli elogi). Un dotto amico “tradizionalista”sostiene che la trasmissione è da seguire, a me pare che per chi non ha una solida armatura dottrinale sia meglio tenere la radio spenta. Chi ha ragione? Da notare che altro ospite assiduo della trasmissione è quel Paolo Bettiolo, docente di storia delle origini cristiane a Padova, che ha partecipato alla conferenza mestrina su Massignon da me recentemente segnalata e che ha assistito senza batter ciglio alle inquietanti esternazioni gnostiche del collega Adone Brandalise. Ho appreso che il moderatore di quel dibattito, Michele Bertaggia (ammiratore di Franz Rosenzweg, quello di "Dio ha creato il mondo, non la religione"), mia conoscenza ultratrentennale e che ha sempre bazzicato ambienti religiosi, si dichiara ora con orgoglio miscredente, apostata e moralmente dissoluto. La presenza di Brandalise, non annunciata nel programma, è stata fortemente voluta da lui. Il tentativo è quello di far passare come cristiana una visione del miondo che non esito a definire satanica. Ho scritto in merito al "patriarca" Scola e al settimanale diocesano “Gente Veneta”: ovviamente nessuna risposta.

  10. #130
    scemo del villaggio
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    Predefinito Ruggiero su Messori

    Cretinate conciliari. Così gli uomini del vaticano II si consolano delle batoste che prendono da quelli che servono e leccano per ragioni di carriera e di pappa. Altro che “giudeo-cristianesimo” (che non esiste!). Questi sono i lacché della giudeo-massoneria! I pentalfa massonici della UE sono diventati adesso le dodici stelle mariane e del popolo deicida al tempo stesso. Che cecità!

    Cordialità.



    M.G.R.



    -----Messaggio originale-----
    Da: Antonio Gaspari [mailto:antonio.gaspari@fastwebnet.it]
    Inviato: martedì 15 luglio 2003 21.53
    A: Green Watch News; amici; Si alla Vita; Pio XII e difesa ebrei; Giornali cattolici; giornali ambientalisti; Giornali Bis; Giornali etica e medicina; Giornali filosofia, cultura, scuola; Docenti; master scienze ambientali; Magna Grecia; Leonardo Macrobio; Marie Challita; Helga Cosolo; Antonieta Lopez; Giovanna Oggiano; Adriana Gonzalez; Milossa Valeria; Giovanna Milossa; Olimpia Fattoruso; Claudia Munno; Andry Rakotomavo; Benito Giorgetta; Giuseppe Tripodi; Ugo Lunardi; Elefante Eleonora; Danilo Littarru; Giovanni Spano; Erika Amezcua; Angela Cadoni; Ramona Marcoaldi; Francisco Lugo Hernadez; Raad Hassan; Gabriela Garlonta; Adriana Gini; Pietro Grassi; Charles Niamba; Quiroga Esparza Juan Carlos; Jan Maria Kosc; Iuliano Enrico Francesco; Iuliano Enrico Francesco; Alejandro Lopez; Maria Teresa Recosorren; Michael Black; Maria Cristina Aurili; Chiara Nicoletti; Delos Angeles Fernandez Eyzaguirre; Gerry Sotomayor; Alejandro Ramirez Barrita; Gregorio Cruz Gonzalez; Pedro Ojedo Garrido; Arturo Manzo Fontes; Laura Mancini; Milos Eduardo Piraino; Fernanda Trevino Fargas; Eugenia Trevino Fargas; Paula Gonzalez Kane; Adelaide Grimaldi; Maria Ciuffardelli; Franco Camba
    Oggetto: Maria e la bandiera della Ue



    Care amiche, cari amici,

    Vittorio Messori ha pubblicato sul Corriere della Sera di ieri un interessantissimo articolo sulle origini della bandiera dell'Unione Europea.
    Lo sottopongo alla vostra attenzione

    Antonio Gaspari

    Corriere della sera 14 luglio 2003

    Dall¹aureola dell¹Immacolata le dodici stelle dell¹Europa
    La bandiera dell¹Unione ispirata alla corona della Vergine

    Di Vittorio Messori

    Che sia una di quelle ironiche «astuzie della Storia» di cui parlava Hegel?
    Di certo, il caso è curioso. In effetti, giovedì 10 luglio, a Bruxelles, con solenne cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della Costituzione
    d¹Europa. E¹ quella nel cui preambolo non si è fatto il nome del Cristianesimo, provocando le ben note polemiche e la protesta della Santa Sede. Ma questa stessa Costituzione, nel definire i propri simboli, ribadisce solennemente che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio. Ebbene: sia i colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo, vengono direttamente dalla devozione mariana, sono un segno esplicito di omaggio alla Vergine. Le stelle, in effetti, sono quelle dell¹Apocalisse al dodicesimo capitolo: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle». Quella Donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è la madre di Gesù. Anche i colori derivano da quel culto: l¹azzurro del cielo e il bianco della purezza verginale. Nel disegno originario, infatti, le stelle erano d¹argento e solo in seguito hanno preso
    il colore dell¹oro. Insomma: anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola su tutti gli edifici pubblici dell¹Unione (e il cerchio di stelle che sovrasta l¹iniziale dello Stato sulle targhe di ogni automobile europea) sono l¹invenzione di un pittore che si ispirò alla sua fervente devozione mariana.
    E¹ una storia di cui circolano versioni diverse, ma che abbiamo ricostruito con esattezza già nel 1995, in un¹inchiesta per il mensile di Famiglia cristiana , Jesus . La vicenda, dunque, inizia nel 1949 quando, a Strasburgo, fu istituito un primo «Consiglio d¹Europa», un organismo poco più che simbolico e privo di poteri politici effettivi, incaricato di «porre le basi per un¹auspicata federazione del Continente». L¹anno dopo, anche per giustificare con qualche iniziativa la sua esistenza, quel Consiglio bandì un concorso d¹idee, aperto a tutti gli artisti europei, per una bandiera comune. Alla gara partecipò pure Arsène Heitz, un allora giovane e poco noto designer che al tempo della nostra inchiesta era ancora vivo e lucido, pur se ultra novantenne. Heitz, come moltissimi cattolici, portava al collo la cosiddetta «Medaglia Miracolosa», coniata in seguito alle visioni, nel 1830, a Parigi, di santa Catherine Labouré. Questa religiosa rivelò di avere avuto incarico dalla Madonna stessa di far coniare e di diffondere una medaglia dove campeggiassero le dodici stelle dell¹Apocalisse e l¹invocazione: «Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te». La devozione si diffuse a tal punto nell¹intero mondo cattolico da fare di quella «Medaglia Miracolosa» uno degli oggetti più diffusi, con molte centinaia di milioni di esemplari. Ne aveva al collo una di latta e legata con uno spago anche santa Bernadette Soubirous quando, l¹11 febbraio del 1858, ebbe la prima apparizione della Signora, che apparve vestita proprio di bianco e di azzurro.
    Ebbene, Arsène Heitz non era soltanto uno degli innumerevoli cattolici ad avere su di sé quella Medaglia nata da un¹apparizione, ma nutriva una speciale venerazione per l¹Immacolata. Dunque, pensò di costruire il suo disegno con le stelle disposte in circolo, come nella Medaglia, su uno sfondo di azzurro mariano. Il bozzetto, con sua sorpresa, vinse il concorso, la cui commissione giudicatrice era presieduta da un belga di religione ebraica, responsabile dell¹ufficio stampa del Consiglio, Paul M. G. Lévy, che non conosceva le origini del simbolo, ma fu probabilmente colpito positivamente dai colori. In effetti, l¹azzurro e il bianco (le stelle, lo dicevamo, non erano gialle ma bianche nel bozzetto originale) erano i colori della bandiera del neonato Stato d¹Israele. Quel vessillo sventolò la prima volta nel 1891, a Boston, sulla sede della «Società Educativa Israelitica» e si ispirava allo scialle a strisce usato dagli ebrei per la preghiera. Nel 1897, alla Conferenza di Basilea, fu adottato come simbolo dell¹Organizzazione Sionista Mondiale, divenendo poi nel 1948 la bandiera della repubblica di Israele. In una prospettiva di fede è felicemente simbolica questa unione di richiami cristiani ed ebraici: la donna di Nazareth, in effetti, è la «Figlia di Sion» per eccellenza, è il legame tra Antico e Nuovo Testamento, è colei nel cui corpo si realizza l¹attesa messianica. Anche il numero delle stelle sembra collegare strettamente le due fedi: dodici sono i figli di Giacobbe e le tribù di Israele e dodici gli apostoli di Gesù. Dunque, il giudeo-cristianesimo che ha costruito il Continente unito in uno stendardo.
    Sta di fatto che alcuni anni dopo la conclusione del concorso d¹idee, nel 1955, il bozzetto di Heitz fu adottato ufficialmente come bandiera della nuova Europa. Tra l¹altro, a conferma dell¹ispirazione biblica e al contempo devozionale del simbolo, il pittore riuscì a far passare una sua tesi, che fu fatta propria dal Consiglio d¹Europa. Ci furono critiche, infatti, visto che gli Stati membri erano all¹epoca soltanto sei: perché, allora, dodici stelle? La nuova bandiera non doveva rifarsi al sistema della Old Glory, lo stendardo degli Usa, dove ad ogni Stato federato corrisponde una stella?
    Arsène Heitz riuscì a convincere i responsabili del Consiglio: pur non rivelando la fonte religiosa della sua ispirazione per non creare contrasti, sostenne che il dodici era, per la sapienza antica, «un simbolo di pienezza» e non doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel numero. Come difatti avvenne e come ora è stato stabilito definitivamente dalla nuova Costituzione. Quel numero di astri che, profetizza l¹Apocalisse, fanno corona sul capo della «Donna vestita di sole» non sarà mai mutato.
    Per finire con un particolare che può essere motivo di riflessione per qualche credente: la seduta solenne durante la quale la bandiera fu adottata si tenne, lo dicevamo, nel 1955, in un giorno non scelto appositamente ma determinato solo dagli impegni politici dei capi di Stato. Quel giorno, però, era un 8 dicembre, quando cioè la Chiesa celebra la festa della Immacolata Concezione, la realtà di fede prefigurata da quella Medaglia cui la bandiera era ispirata. Un caso, certo, per molti. Ma forse, per altri, il segno discreto ma preciso di una realtà «altra», in cui ha un significato che per almeno mille anni, sino alla lacerazione della Riforma, proprio Maria sia stata venerata da tutto il Continente come «Regina d¹Europa».
    messori@numerica.it

 

 
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